18 Giugno 2026

Un corso sulla bellezza della liturgia

“La Chiesa evangelizza con la bellezza della liturgia”. Questa affermazione di Evangelii gaudium spiega il senso e dà il nome al percorso di formazione alla celebrazione eucaristica proposto dall’Ufficio liturgico diocesano. Tra incontri in tutto, tenuti da tre diversi relatori, che si terranno nella parrocchia di Sant’Enrico (viale Ratto delle Sabine, 7).

Il primo appuntamento è in programma per mercoledì 23 febbraio alle 19: padre Giuseppe Midili, direttore dell’Ufficio diocesano, terrà una relazione su “Partecipare alla celebrazione eucaristica”. Secondo incontro il 9 marzo, allo stesso orario, con suor Emmanuela Viviano che rifletterà su “La liturgia della Parola”. La conclusione con monsignor Riccardo Aperti, il 23 marzo sempre alle 19, su “La liturgia eucaristica”.

Per ulteriori informazioni, contattare l’Ufficio liturgico diocesano.

1 febbraio 2022

Un corso per fotografi con l’Ufficio liturgico

Si svolgerà il 12 gennaio 2019, dalle ore 9.30 alle ore 13 e dalle ore 14.45 alle 16.45, presso il Pontificio Ateneo Sant’Anselmo (piazza dei Cavalieri di Malta, 5) il corso per fotografi organizzato dall’Ufficio liturgico.

L’Ufficio diocesano, «dato il gran numero di richieste e la necessità di approfondire il contesto celebrativo da parte di molti operatori del settore, organizza un corso per fotografi e cineoperatori. Il corso è rivolto a operatori specializzati nel settore, che sono in possesso di regolare partita iva o sono iscritti all’albo dei giornalisti. Il corso non prevede il rilascio di attestati. La frequenza integrale comporta la possibilità di essere inseriti in un elenco nominativo, consultabile sul sito dell’Ufficio liturgico della diocesi di Roma. Il nominativo rimarrà in elenco fintanto che l’Ufficio Liturgico non abbia riscontri di comportamenti inadeguati».

Per ulteriori informazioni e iscrizioni: www.ufficioliturgicoroma.it

17 dicembre 2018

Un convegno sulla riforma liturgica al Sant’Anselmo

“La riforma liturgica nella diocesi di Roma” è il tema del convegno promosso dall’Ufficio liturgico diocesano, dal Pontificio Istituto Liturgico e dal Centro liturgico vincenziano per giovedì 31 maggio. L’appuntamento è alle 18.30 presso la sede del Pontificio Istituto, in piazza dei Cavalieri di Malta, 5.

Il primo intervento in programma è quello di monsignor Piero Marini, presidente del Pontificio Consiglio per i congressi eucaristici internazionali, su “La prima fase della riforma”; quindi monsignor Luca Brandolini, vicario capitolare della basilica lateranense, terrà una relazione su “L’attuazione della riforma”. Infine il contributo dell’arcivescovo vicario Angelo De Donatis, su “Promuovere e custodire la liturgia oggi”. Modera il preside dell’Istituto Sant’Anselmo, Jordi–a Piqué i Collado.

Durante l’incontro sarà presentato il volume “La riforma liturgica nella diocesi di Roma. Studio in prospettiva storica e pastorale (1956–1975)” (Clv Edizioni Liturgiche), di padre Giuseppe Midili, direttore dell’Ufficio liturgico diocesano.

23 maggio 2018

Un convegno per ricordare padre Ruggeri

«Cercate di infondere bellezza in tutti i giorni della vostra vita. Cercate nel linguaggio della natura le suggestioni per ritrovare sempre l’armonia. Ricordate che la vera arte e la vera architettura parlano il linguaggio della poesia». Parole di padre Costantino Ruggeri, il celebre artista e progettista di chiese francescane di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita. Una vita spesa appunto nel trasfondere la bellezza nell’arte, come testimoniano i tanti progetti portati a termine, tra cui il nuovo Santuario della Madonna del Divino Amore (nella foto, un particolare della vetrata).

Proprio nel complesso del santuario la Fondazione Frate Sole, creata dallo stesso Ruggeri e impegnata nella promozione dell’arte e dell’architettura sacra, promuove per sabato 25 ottobre una giornata nel suo ricordo. In apertura è prevista la Messa nell’antico Santuario presieduta dall’arcivescovo Luigi Moretti, che era vicegerente della diocesi di Roma all’epoca dell’inaugurazione del nuovo Santuario, il 4 luglio 1999.

Spazio poi alla conferenza nella sala dedicata a don Umberto Terenzi, rettore del santuario dal 1930 al 1974. Dopo i saluti del cardinale Enrico Feroci, rettore del santuario, e di monsignor Remo Chiavarini, alla guida della guida parrocchia del Divino Amore, interverranno l’architetto Emanuele Pozzilli, direttore dell’Ufficio diocesano per l’edilizia di culto; il vescovo Renato Tarantelli Baccari, vicegerente della diocesi di Roma e ausiliare per il settore Sud, che si soffermerà sulla devozione mariana a Roma; lo stesso arcivescovo Moretti, con un contributo sul nuovo Santuario come “una promessa realizzata” (va ricordato che la sua costruzione è legata al voto per la salvezza di Roma nel 1944); l’architetto Luigi Leoni, coprogettista del nuovo Santuario, che parlerà di padre Ruggeri come artista francescano. A mezzogiorno è in programma l’inaugurazione dell’esposizione delle opere artistiche di padre Ruggeri nella sala mostra del Santuario.

20 ottobre 2025

Un convegno per ricordare il cardinale Văn Thuận, “testimone di speranza”

Da prigioniero nel suo Paese di origine, il Vietnam, a presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. È la storia del cardinale François Xavier Nguyễn Văn Thuận, morto nel 2002 e dichiarato Venerabile da Papa Francesco nel 2017.

In occasione del cinquantesimo anniversario del volume “Il cammino della speranza”, che raccoglie i 1001 pensieri rivolti dall’allora arcivescovo Văn Thuận ai suoi fedeli durante i primi mesi della sua lunga prigionia – era il 1975 –, si terrà nel Palazzo Apostolico Lateranense un convegno per ricordarne la figura e il pensiero, intitolato “François Xavier Nguyễn Văn Thuận, Testimone di speranza”. L’appuntamento – promosso dalla Causa di beatificazione del Cardinale con il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo umano integrale (attore della causa) e in collaborazione con il Dicastero per il clero, la Diocesi di Roma e l’Editrice Città Nuova – è per mercoledì 25 marzo, dalle 16 alle 17.30 nell’Aula della Conciliazione.

Ad aprire i lavori sarà il cardinale vicario Baldo Reina. Interverranno poi il cardinale Michael Czerny, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale; Waldery Hilgeman, postulatore della causa di beatificazione del cardinale Văn Thuận; il cardinale Lazzaro You Heung-sik, prefetto del Dicastero per il clero; il cardinale Luis Antonio Tagle, pro-prefetto del Dicastero per l’evangelizzazione. Prenderà la parola anche la signora Élisabeth Nguyễn Thị Thu Hồng, sorella del porporato vietnamita. Al pianoforte ci sarà don Carlo Seno, presbitero della diocesi di Milano, responsabile del Centro di Spiritualità “Vinea mea” (Loppiano – Fi). Modera il giornalista Alessandro De Carolis di Radio Vaticana Vatican News.

«Attraverso la testimonianza di chi lo ha conosciuto e con brani e musiche tratti dai suoi scritti – sottolineano i promotori –, il Convegno intende sottolineare l’attualità della figura del cardinale Văn Thuận: un pastore fedele che seppe trasformare l’esperienza di una lunga prova in uno spazio di preghiera, perdono e offerta, mostrando come la luce del Vangelo possa vincere ogni oscurità. Dalle sue parole giunge fino a noi un messaggio di speranza, patrimonio spirituale universale». Durante l’incontro sarà presentata l’edizione in lingua italiana della nuova biografia del cardinale Văn Thuận, redatta da sua sorella Élisabeth, pubblicata da Città Nuova Editrice.

Sarà possibile seguire l’evento in streaming, con traduzione simultanea in italiano, inglese, francese,
spagnolo, portoghese, vietnamita e tedesco, sui canali You-Tube di Vatican Media,
collegandosi ai seguenti link:
IT: https://www.youtube.com/live/WQk9grOvTL0
EN: https://www.youtube.com/live/qr-lYRm1IGY
ES: https://www.youtube.com/live/7mQNE_tFE_4
FR: https://www.youtube.com/live/8xnl5NQ4jx8
DE: https://www.youtube.com/live/ULjKpE22E6s
PT: https://www.youtube.com/live/JSPZWH-Zwu0
VT: https://www.youtube.com/live/8Mx3gnY3wuE

17 marzo 2026

Un convegno per i 25 anni del Vic

«25 anni in carcere sotto il segno dell’accoglienza» è il convegno che si terrà sabato 16 novembre, alle ore 10.30, presso l’Auditorium dell’Ospedale Bambino Gesù (viale F. Baldelli, 38).

L’iniziativa è promossa dall’Associazione VIC – Volontari In Carcere, associazione che rappresenta la Caritas di Roma presso gli istituti penitenziari di Rebibbia, per celebrare il 25° anniversario di fondazione insieme alle istituzioni, gli enti, le associazioni e le persone che hanno accompagnato, dal 1994 a oggi, la sua crescita e il suo affermarsi tra le realtà più attive dentro e fuori gli istituti penitenziari della città.

Alle ore 12 ci sarà una meditazione sull’accoglienza del cardinale Angelo De Donatis.

5 novembre 2019

Un convegno in ricordo del cardinale Sgreccia

Un pomeriggio dedicato al ricordo del cardinale Elio Sgreccia verrà organizzato dalla sede romana dell’Università Cattolica del Sacro Cuore con l’Associazione Donum Vitae, per venerdì 6 giugno. “Elio Sgreccia. Una vita con la scienza per amore di Cristo e dell’uomo” è il titolo dell’evento, che si terrà nella Sala Italia della Cattolica (largo Francesco Vito, 1) e sarà aperto, alle 15, dai saluti di monsignor Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico dell’Università Cattolica; di Antonio Gasbarrini, preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia, e di monsignor Andrea Manto, vicario episcopale per la Pastorale della salute della diocesi di Roma e presidente della Fondazione Ut Vitam Habeant. Previsti anche due video di saluto: di Alfredo Mantovano, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri; e di Antonio Gioacchino Spagnolo, direttore del Centro di ricerca in bioetica clinica e medical humanities della Cattolica.

Dopo l’introduzione di Paola Pellicanò, presidente dell’Associazione Donum Vitae, interverranno, moderati dal giornalista di Avvenire Francesco Ognibene, monsignor Alberto Bochatey, vescovo di La Plata; e Gabriella Gambino, sottosegretario del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita. Seguiranno poi diverse testimonianze, come quelle di Maria Luisa Di Pietro, di Giovanni Manganiello e del vescovo Andrea Andreozzi. Durante il pomeriggio di studio e riflessione, che si concluderà con la celebrazione eucaristica delle 18.45, verrà assegnato il Premio “Elio Sgreccia per la Pastorale della vita”.

27 maggio 2025

Un concerto di chitarra a sostegno delle Pontificie opere missionarie

Una serata di musica e talento dedicata alla solidarietà quella di sabato 22 novembre alle ore 19 nella Chiesa di San Giuseppe dei Falegnami ai Fori Imperiali. Protagonisti del concerto saranno i giovani chitarristi Adriano Massimi, Filippo D’Arrigo, Matteo Buzzetti e Riccardo Perilli, allievi del Maestro Fusco, musicisti che, nonostante la loro giovane età, vantano già numerose esperienze in concerti e riconoscimenti in concorsi nazionali.

I quattro interpreti si esibiranno sia come solisti che in formazioni cameristiche, offrendo al pubblico un viaggio musicale attraverso i secoli: dal barocco all’ottocento romantico, fino al repertorio di ispirazione segoviana, omaggio alla grande scuola chitarristica del novecento.

Il concerto vedrà inoltre la partecipazione del loro maestro, Marco Fusco, diplomatosi con il massimo dei voti sotto la guida del maestro Ascione al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma.

Il concerto si terrà nella Chiesa di San Giuseppe dei Falegnami ai Fori Imperiali e avrà scopo benefico. Il ricavato infatti sarà interamente devoluto alle Pontificie Opere Missionarie, a sostegno delle loro attività nel mondo.

 

Un centro d’ascolto per malati oncologici e loro famiglie

Durante le vacanze aumenta la solitudine di tanti nuclei familiari con malati oncologici. Anche per questo, la Fondazione Ghirotti onlus e il Centro diocesano per la pastorale familiare hanno attivato un centro d’ascolto tramite un servizio telefonico gratuito, che offre supporto psicologico alle persone malate di tumore, ai loro familiari e agli anziani in condizione di fragilità socio sanitaria.

Il servizio è attivo tutti i giorni, dalle 9 alle 16. Chiamando, sarà possibile ottenere un intervento di sostegno in particolari momenti critici, oppure intraprendere percorsi più duraturi nel tempo con un rapporto continuato tra paziente e psicologo. Il numero del servizio è 06.8416464. Alle chiamate rispondono direttamente gli psicologi, senza bisogno di passare da centralini o intermediari.

25 luglio 2018

Un cammino di preghiera per la pace a Santa Croce in Gerusalemme

Nel messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2026, Papa Leone XIV sottolinea: «La pace di Gesù risorto è disarmata, perché disarmata fu la sua lotta, entro precise circostanze storiche, politiche, sociali. Di questa novità i cristiani devono farsi, insieme, profeticamente testimoni, memori delle tragedie di cui troppe volte si sono resi complici».

Parte da questa dichiarazione il cammino mensile di preghiera per la pace che si terrà presso la basilica di Santa Croce in Gerusalemme a partire da lunedì 26 gennaio fino ad aprile, ogni ultimo lunedì del mese alle ore 19.30. Il primo appuntamento, lunedì 26 gennaio, sarà presieduto dal cardinale vicario Baldo Reina e vedrà la partecipazione dell’arcivescovo Giovanni Ricchiuti, presidente di Pax Christi e vescovo emerito di Altamura – Gravina – Acquaviva delle Fonti. A organizzarlo Centro missionario diocesano e dall’Ufficio diocesano per la Pastorale Sociale e del Lavoro, in collaborazione con il Movimento per la Pace Pax Christi.

«In un tempo segnato da conflitti e violenze – scrive il cardinale vicario Baldo Reina nella lettera di invito –, affidiamo con fiducia al Signore il dolore degli innocenti, le lacrime dei sofferenti, la speranza di tutti coloro che attendono giustizia, per implorare riconciliazione e il dono della pace. Il prossimo anno 2026, ottavo centenario della morte di san Francesco, ci invita a considerare la vita del santo che continua a ispirare l’umanità intera sulla via della pace e a mettere in pratica una delle esortazioni più famose attribuite al poverello di Assisi: “Signore, fa’ di me uno strumento della tua pace». Conclude il vicario: «Il Principe della pace ci renda costruttori di concordia e di speranza tra i popoli. È ormai davvero il tempo di far seguire alle parole i fatti. Lavorando con dedizione e con tenerezza si possono far germogliare molti semi di giustizia, contribuendo così alla pace e alla speranza».

LOCANDINA per la pace

13 gennaio 2026

Un cammino d’incontri per Casa Betania

Casa Betania arriverà alla festa dei suoi 25 anni di fondazione, il 10 giugno, attraverso un cammino d’incontri e riflessione su alcuni temi che hanno caratterizzato la storia della cooperativa di accoglienza. Il primo appuntamento del programma di “Famiglie in Rete” si terrà martedì 16 gennaio con il professor Alberto Pellai, psicoterapeuta dell’età evolutiva. Alle 20.30 sarà ospite della parrocchia di San Lino. Si parlerà dell’educazione dei figli e dei pericoli e delle opportunità del mondo digitale: «Dalla musica al cinema, dal web alla Tv: difendere i ragazzi dai messaggi di un contesto iper-eccitato».

L’incontro con lo scrittore Erri De Luca, dal titolo “Con il passo del viandante” è invece previsto per il 5 febbraio alle 20.30 a San Fulgenzio. Si parlerà dei cammini degli uomini: quello degli emigranti, dei pellegrini, dei vagabondi… perché cammino «è viaggio e il viaggio è l’insieme di quello che si attraversa». Seguirà, il 13 marzo, “Essere giovani: tra speranze e disillusioni”. A fare da relatore, a San Luigi di Monfort, don Luigi Verdi, responsabile della Fraternità di Romena in Casentino. Il 13 aprile sarà la volta del cardinale Peter Turkson a San Leone Magno. Si parlerà della sfida di un’ecologia integrale, mentre il fondatore della comunità monastica di Bose, Enzo Bianchi, a San Lino (3 maggio) parlerà di “Vivere bene, vivere insieme. Ma chi ha paura dell’altro?”.

Un anno di pontificato, parla il cardinale vicario: “Si pone come Gesù davanti al potere”

Di seguito l’intervista rilasciata dal cardinale vicario a Giacomo Galeazzi e pubblicata su La Stampa

La pace è il programma di governo di Leone. «La pace, come la carità, non urla e non attacca, non invade e non uccide», dice il cardinale vicario di Roma Baldo Reina a cui Robert Prevost ha affidato il Pontificio Istituto Teologico per la Famiglia. «Il Papa invoca la necessità di disarmare il linguaggio e i cuori. Oggi assistiamo a un’escalation di violenza e di aggressività a tutti i livelli», aggiunge il porporato che ha tra i suoi incarichi anche la Commissione per la Città del Vaticano e il Dicastero del Clero: «Leone XIV testimonia ovunque in ogni crisi che non esisterà mai una guerra santa perché solo la pace è santa».

Un anno fa è stato eletto Leone XIV, quale fu la sua prima impressione in conclave?
«È difficile raccontare l’emozione provata per l’elezione di Papa Leone. Il primo conclave, la percezione di trovarsi nel cuore della Chiesa e protagonista di un vero appuntamento con la storia. L’esperienza della presenza dello Spirito Santo dentro un collegio cardinalizio chiamato con il suo discernimento ad indicare il successore di Pietro. L’incontro con l’attesa e la preghiera dell’intera Chiesa al momento dell’annuncio dalla loggia vaticana. Stupore, meraviglia, gratitudine con un fortissimo senso di responsabilità sostenuto da una reale umiltà e piccolezza. Leone è uomo di Dio e del Vangelo, la sua storia, le sue origini, la sua vocazione agostiniana, la sua esperienza missionaria, il servizio al Dicastero vaticano dei Vescovi ora sono risorsa e ricchezza per il suo servizio nella Chiesa di Roma e, a partire da essa, in quella universale».

Da subito è stato definito “Papa mite” ma sulle critiche di Trump tiene il punto.
«La mitezza è una beatitudine, non tanto un fatto caratteriale. Lo sguardo e il modo di farsi vicino di Papa Leone è espressione di una profonda ospitalità di coscienza e di una grande capacità di ascolto. La sua storia agostiniana emerge in tutta la sua forza interiore perché percepisci chiaramente che Leone XIV vive veramente la dimensione spirituale dell’habitare secum.
L’interiorità è il luogo spirituale di coscienza dove il discernimento dei segni dei tempi diventa sorgente del suo magistero. In ascolto di Dio e della storia. Lezione universale».

Serviva alla Chiesa un Papa “direttore d’orchestra”?
«La Chiesa ha un solo Papa ma mai un Papa solo. Il concistoro non è semplicemente uno strumento ecclesiale di governo politico, è una struttura di comunione. Cioè si tratta di una realtà dove davvero le relazioni tra i cardinali, il confronto e il discernimento sono rese dall’azione della grazia capaci di assumersi la responsabilità del bene comune e universale, della famiglia umana e della vita della Chiesa».

Qual è lo stile di Prevost?

«La pace, come la carità, non urla e non attacca, non invade e non uccide. Lo stile mite di Leone XIV si lega certamente a Leone XIII, da cui prende il nome, ma ancor di più, nelle sue radici interiori attinge al modo di essere stato di Gesù davanti al potere del mondo, basti pensare alla farsa processuale di Pilato. Il legame di Leone XIV con la verità del Vangelo, con il Vangelo della dignità umana e della pace, della giustizia e della solidarietà, lo rende testimone credibile e coraggioso della ragionevolezza e della mitezza del regno di Dio qui ed ora fra di noi. Il suo “non ho paura di annunciare il Vangelo” è eco profetico del mandato di Gesù “non abbiate paura sono io, andate e portate a tutti il Vangelo”. Sentirci custoditi da Dio, custodire il fratello e prenderci cura del creato con la responsabilità di chi sa che nulla gli appartiene se non l’amore ricevuto e donato. Siamo dentro un contesto sociale in continuo e rapido cambiamento, con lo sfaldarsi costante di solidi punti di riferimento e in una cornice internazionale di conflitti e di tensioni».
In che modo incide il Papa? «Il suo è un magistero di riconciliazione. Basta ripensare al suo ultimo viaggio in Africa o alla sua scelta di recarsi a Lampedusa il prossimo 4 luglio. La grammatica geopolitica parla di multilateralismo e di scacchiera internazionale, tutto ciò nella Chiesa è vissuto come dimensione universale, oltre che locale, della propria identità e della propria missione. A Gaza, in Ucraina come in tutte gli altri scenari di guerra la Chiesa continua a sperare che prevalga la logica dell’incontro e del rispetto di ogni vita umana. La missione universale della Chiesa necessita del discernimento dei segni dei tempi. Si regge sul senso del mondo e della storia.
Messaggio conciliare della costituzione Gaudium et spes».

È un pontificato sociale?

«Il Magistero di Leone, soprattutto quello di dottrina sociale, è interamente (e interiormente) attraversato da questo senso della storia e senso del mondo, e pone nel loro dirsi globale la parola libera e liberante del Vangelo. Le religioni possono svolgere un ruolo fondamentale nella promozione di una pace disarmata e disarmante. Senza un confronto su come impariamo a stare insieme si consumano, anche in nome di Dio, guerre che generano morte. Serve fraternità, non aggressività, arroganza».

Cosa significa per Leone essere vescovo di Roma?
«La Chiesa di Roma ha il compito e la responsabilità di presiedere le altre Chiese nella carità e nell’esemplarità della comunione. La Chiesa di Roma è dunque il confine di Vangelo che segna per tutta la Chiesa e l’umanità la differenza tra il potere e il servizio, tra le logiche imperiali e quelle di prossimità, tra il primato della ricchezza e quello della solidarietà, tra i gesti di prepotenza e quelli di mitezza. Nella concretezza pastorale della quotidianità, il nostro vescovo Leone con il suo magistero di riconciliazione e con i suoi gesti di paternità, pone la carità dentro le piaghe e le pieghe della vita di Roma, facendole sperimentare tenerezza, facendola sentire amata. Il Papa ama profondamente Roma».

Perché il Papa si è offerto di ospitare negoziati di pace?
«La Chiesa ha sempre sostenuto che la pace non è soltanto assenza di guerra ma è rispetto della dignità della vita umana, è presenza di giustizia e di vera fraternità. Questi valori si possono affermare pienamente nella misura in cui sono sostenuti da una cultura che, come linfa, continuamente li sostiene e li nutre. Il disarmo è un indirizzo culturale prima ancora che pratico. Oggi invece si preferisce fare ricorso alle armi per giustificare la necessaria sicurezza dei popoli; in questo modo si innesca un meccanismo vizioso che passa velocemente dalle armi possedute alla violenza alimentata e alla morte procurata. Vediamo tutte le ferite inflitte all’ambiente da uno sviluppo cieco e predatorio. A pagarne le conseguenze sono sempre i più poveri. Nel sud del mondo , nelle periferie ».

 

8 maggio 2026

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