Consiglio Episcopale
Presiede l’incontro con l’equipe di presbiteri per preparare la Giornata del Clero del 28 settembre 2026
Presiede l’incontro con l’equipe di presbiteri per preparare la Giornata del Clero del 28 settembre 2026
E’ entrato nella luce della Resurrezione Swaminadhan, padre di don Vijaya Syam Gudime
Il Cardinale Vicario Baldassare Reina,
il Consiglio Episcopale,
i Presbiteri e i Diaconi della Diocesi di Roma
sono vicini al dolore di Don Vijaya Syam Gudime,
Cappellano ospedaliero dell’IRCCS Lazzaro Spallanzani
per la morte del suo caro papà
Swaminadhan
di anni 69
e, assicurando preghiere di suffragio, invocano Dio Padre,
ricco di misericordia, perché conceda a Swaminadhan
il premio della vita eterna e dia conforto ai suoi familiari.
La festa di Luigi Gonzaga a Sant’Ignazio
La chiesa di Sant’Ignazio di Loyola si prepara anche quest’anno a festeggiare solennemente san Luigi Gonzaga, il patrono mondiale della gioventù del quale ospita i resti sotto l’altare del transetto destro.
Sabato 20 giugno saranno celebrati i Primi Vespri alle 18, seguiti, alle 18.30, dalla Messa della Vigilia di San Luigi. Domenica 21 giugno, giorno della memoria liturgica del Santo, alle 18.30 la celebrazione eucaristica nella Festa di Luigi Gonzaga sarà presieduta dal vescovo Renato Tarantelli Baccari, vicegerente della Diocesi di Roma e ausiliare per il settore Centro.
San Luigi Gonzaga, religioso della Compagnia di Gesù, morì giovanissimo nel 1591, dopo aver vissuto incarnando gli ideali di santità, purezza, servizio e sacrificio. Nato nobile e destinato dalla famiglia a una carriera militare a capo del suo casato, decise molto presto di entrare nel noviziato dei Gesuiti e dedicò la sua esistenza alla spiritualità, lo studio e l’assistenza ai bisognosi e ai malati. Fu proprio il coraggioso gesto di soccorso verso un malato di peste (ai tempi Roma era flagellata da una serie di epidemie che uccisero migliaia di persone), che lo fece ammalare e morire a soli 23 anni. La Chiesa ne riconobbe l’esemplarità che parla in modo diretto all’adolescenza e alla giovinezza, pertanto lo elevò prima a protettore dei giovani e degli studenti, nel corso della canonizzazione del 1726 da parte di Benedetto XIII, e lo proclamò poi, nel 1926 con Pio XI, patrono della gioventù cattolica.
Per questo anche le preghiere delle celebrazioni della festa del 20 e 21 giugno saranno «per tutti i giovani in formazione e ricerca», come dichiara padre Vincenzo D’Adamo, rettore di Sant’Ignazio, nel suo invito ai festeggiamenti. «In particolare – continua il gesuita – per coloro che vivono in situazioni difficili, nei luoghi di guerra, esposti e indotti alla violenza. E per quanti risiedono in ambienti degradati, connessi a organizzazioni che con pratiche malavitose stravolgono la giovanile creatività, deviandola da una vita serena, dal bene delle persone, e delle comunità».
Padre D’Adamo sottolinea che la Festa dedicata a san Luigi Gonzaga sarà anche di preparazione al terzo centenario della sua canonizzazione, che si celebrerà il prossimo 31 dicembre insieme a quello di un altro giovane Santo, Stanislao Kostka.
11 giugno 2026
Partecipa alla Commissione di valutazione dei candidati dell’Almo Collegio Capranica
Partecipa alla Commissione di valutazione dei candidati dell’Almo Collegio Capranica
Visita la parrocchia Sacro Cuore di Gesù Agonizzante
Visita la parrocchia Sacro Cuore di Gesù Agonizzante
Cardinale Reina: «Trasformare la domanda di aiuto in una proposta di fede»
«Dobbiamo sempre di più rafforzare i vincoli di comunione tra di noi». È questo uno dei messaggi che il cardinale vicario Baldo Reina ha consegnato agli oltre 120 animatori delle équipe di Prefettura e di Settore della Caritas diocesana di Roma, riuniti lo scorso 9 giugno nella Sala Conferenze del Seminario Romano Maggiore per l’incontro di fine anno pastorale.
Presenti i rappresentanti delle Caritas parrocchiali e dei 247 Centri di Ascolto in rete sul territorio della diocesi. L’incontro si è aperto con un momento di preghiera guidato da don Aldo Buonaiuto, vicedirettore della Caritas di Roma, ed è stato introdotto dal direttore Giustino Trincia. Successivamente i coordinatori dei cinque Settori pastorali hanno illustrato attività, progetti e sfide affrontate nell’ultimo anno, offrendo una fotografia dell’impegno quotidiano delle comunità parrocchiali accanto alle persone più fragili.
Nel suo intervento conclusivo il cardinale Reina ha voluto anzitutto esprimere gratitudine per il lavoro svolto: «Dietro quel racconto di pochi minuti c’era un mondo, il vostro mondo, la vostra vita. C’era la fatica, il sudore, qualche lacrima, qualche incomprensione. Tantissima gratitudine, proprio immensa, infinita».
Partendo dal dialogo evangelico tra Gesù e la Samaritana, proposto agli animatori Caritas all’inizio dell’anno pastorale, il cardinale ha richiamato una delle riflessioni maturate nel Cammino sinodale della Chiesa italiana. «Quanto è importante passare da un bisogno naturale, da un bisogno materiale, quello dell’acqua, a qualcosa di più, al bisogno di Dio», ha affermato. Una prospettiva che interpella direttamente anche l’azione caritativa della Chiesa. Reina ha ricordato come il documento conclusivo del percorso sinodale evidenzi una «frattura molto netta tra la fede professa, la fede celebrata e la vita concreta» e ha indicato una delle piste su cui lavorare nei prossimi anni: «Coniugare l’aspetto caritativo delle nostre Chiese con la proposta di fede».
Secondo il cardinale, la rete della Caritas rappresenta una forza straordinaria capace di offrire risposte concrete ai bisogni delle persone. Tuttavia, ha osservato, «tutto questo ben di Dio che noi riusciamo a produrre nelle nostre Caritas parrocchiali e diocesane non sempre riesce ad avere un effetto positivo nella vita di fede».
Da qui la domanda centrale: «Come fare a trasformare questa domanda di cose legittime, che qualche volta diventano grida di dolore, in una proposta di fede?». «Non siamo degli assistenti sociali, non siamo degli operatori in orizzontale – ha spiegato – ma siamo qui perché animati da una profonda fede». Per questo, ha aggiunto, l’obiettivo non può essere soltanto quello di moltiplicare servizi e progetti, ma interrogarsi continuamente su «quale proposta di fede arriva alle persone che incontro».
Richiamando alcune esperienze già avviate dalla Caritas romana, il cardinale ha indicato come modello il passaggio «da una mensa per i poveri a una mensa con i poveri», dove la relazione personale diventa parte integrante dell’aiuto. «Abbiamo il dovere, attraverso le nostre azioni, di far trasparire qualcosa di altro che è Cristo», ha affermato, sottolineando che la testimonianza cristiana non consiste nell’imporre la fede, ma nel renderla visibile attraverso la prossimità e l’incontro.
Particolarmente significativo anche il riferimento ai giovani. «Gli stessi ragazzi che non hanno più interesse a continuare dopo la Cresima, se gli chiedete di fare una raccolta alimentare davanti ai supermercati corrono a flotte», ha osservato. La sfida, allora, è mostrare che il servizio ai poveri e l’annuncio del Vangelo conducono allo stesso incontro con Cristo: «Questo è il collegamento che dobbiamo creare».
In conclusione il vicario ha invitato tutti gli animatori ad accogliere questa prospettiva come una nuova tappa di crescita per la Chiesa di Roma: «Facciamo tutte queste cose perché abbiamo un tale amore per il Signore, anzi ci sentiamo amati dal Signore a tal punto che non possiamo stare con le mani in mano».
Al termine dell’incontro, insieme a Giustino Trincia e a don Aldo Buonaiuto, il cardinale Reina ha consegnato a ciascun partecipante una copia dell’enciclica Magnifica humanitas di Papa Leone XIV, affidando agli animatori Caritas il compito di continuare a costruire comunità capaci di coniugare accoglienza, servizio e annuncio del Vangelo.
10 giugno 2026
A Santa Maria ai Monti incontro su Giaquinta
Lunedì 15 giugno, presso la parrocchia Santa Maria ai Monti, si concluderà l’iniziativa “In cammino con i santi”, un itinerario spirituale in compagnia dei testimoni di santità di ieri e di oggi, proposto dal Movimento Pro Sanctitate.
Il percorso si è tenuto da dicembre a maggio e, come sottolineano i promotori, ha avuto l’obiettivo di «diffondere una conoscenza più profonda di cosa è la santità e di cosa significa che tutti siamo chiamati a vivere questa vocazione, ciascuno nella propria condizione di vita». Gli incontri, aperti a tutti, hanno permesso «di conoscere persone, vicine a noi nel tempo o più lontane – spiegano ancora dal Movimento Pro Sanctitate -, che hanno vissuto questa vocazione non per cercare in loro dei modelli da imitare, ma per scoprire cosa il Signore suggerisce a noi oggi, nella nostra vita, per intraprendere e percorrere con fiducia e determinazione, il cammino di ogni cristiano, chiamato alla pienezza dell’amore».
L’ultimo appuntamento, in programma lunedì, sarà dedicato al Servo di Dio Guglielmo Giaquinta, fondatore del Movimento Pro Sanctitate, proprio nel giorno dell’anniversario della sua nascita al Cielo avvenuta nel 1994. L’appuntamento prevede la celebrazione eucaristica alle ore 19, al termine della quale si terrà una breve preghiera sulla tomba del Servo di Dio. Subito dopo, avrà luogo un incontro sul tema “Lasciare in tutti una traccia di Dio”, nel quale sarà presentato il carisma di Guglielmo Giaquinta, apostolo della vocazione universale alla santità.
10 giugno 2026
Le assemblee nei settori della diocesi
Si terranno domani, giovedì 11 giugno le assemblee nei diversi settori della diocesi di Roma. Saranno l’occasione per condividere quanto emerso durante la due giorni di Ariccia di inizio mese e lavorare insieme per il nuovo programma pastorale.
Nello specifico, sono previste le seguenti assemblee:
– Settore Centro: a Santa Croce in Gerusalemme, dalle 18 alle 20, con il vescovo Renato Tarantelli Baccari
– Settore Sud: a San Tommaso Apostolo, alle 19, con il vescovo Andrea Carlevale
– Settore Nord: a Santa Maria della Speranza, alle ore 19, con il vescovo Marco Valenti
– Settore Est: a San Giovanni Bosco, alle ore 19, con il vescovo Alessandro Zenobbi
– Settore Ovest: a San Giuseppe al Trionfale, alle ore 19, con il vescovo Stefano Sparapani
10 giugno 2026













