27 Aprile 2026

Alla scoperta della chiesa del Santissimo Nome di Maria al Foro Traiano

In questo mese di settembre la liturgia ha fatto memoria del Santissimo Nome di Maria e, nella nostra bellissima città di Roma, al foro Traiano c’è la maestosa chiesa dedicata al suo Santissimo Nome.

Alla notizia dell’assedio di Vienna del luglio 1683, con la consapevolezza che dopo Vienna sarebbe stata la volta di Roma, il Papa indisse un giubileo straordinario per implorare da Dio la salvezza. Numerose furono le processioni penitenziali tra le chiese di nazione tedesca nelle quali fu ordinata altresì l’Adorazione Eucaristica per continuare a pregare il Signore in preghiera e penitenza. Tra l’11 e il 12 settembre l’esercito europeo, di numero evidentemente ridotto rispetto a quello turco, mosse l’attacco al fronte ottomano mentre, dentro le mura della città, donne, anziani e bambini imploravano tramite la recita del Santo Rosario, la liberazione dal nemico. Le numerose preghiere mosse per intercessione della Beata Vergine Maria ottennero grazia presso Dio e la Lega Santa vinse contro l’enorme esercito Ottomano. Papa Innocenzo XI per ringraziare Maria Santissima della vittoria contro i Turchi, avvenuta tra l’11 e il 12 settembre 1683, proclamò la festa del santissimo Nome di Maria.

Qualche anno dopo, numerosi fedeli mostrarono il desiderio di riunirsi in una confraternita per dare speciale onore alla Vergine e fu così che il papa Innocenzo XI approvò nel 1688 la Confraternita del Santissimo Nome di Maria, alla quale il suddetto pontefice, insieme all’imperatore d’Austria, Leopoldo I, si iscrisse immediatamente.

Visti i numerosi iscritti alla confraternita, che fino ad allora era stata a Santo Stefano del Cacco, i superiori della stessa ottennero, verso la fine del XVII secolo, la chiesa di San Bernardo al foro Traiano che era quasi del tutto abbandonata. I lavori di restauro iniziarono immediatamente ma gli scarsi risultati portarono la confraternita a erigere direttamente un nuovo edificio, affidandone la progettazione al Derizet nel 1735.

Entrando nella bellissima chiesa di forma ellittica, subito ci si trova avvolti dall’eleganza sontuosa di questo spazio sacro. Le sei cappelle laterali fanno da corona al bellissimo altare maggiore, progettato da Mauro Fontana e nel quale è conservata la preziosa icona su legno della Vergine Maria, probabilmente di scuola romana duecentesca. Quest’ultima si trovava nel Sancta Sanctorum lateranense e fu regalata da Papa Eugenio IV nel XV secolo all’antica chiesa di San Bernardo.  L’icona è circondata da una bellissima gloria dove, angeli marmorei, recano onore alla Vergine Maria. Sovrastante all’immagine e circondato da dodici stelle dorate si trova il bellissimo monogramma di Maria, in ricordo ed onore al suo Santissimo Nome. Infine, a termine della gloria, due angeli sorreggono l’imponente corona dorata che costituisce un sontuoso compimento a tutto l’altare maggiore.

Non si può poi non accennare alla bellissima decorazione della cupola. Gli otto costoloni che la caratterizzano presentano, nella parte inferiore, otto medaglioni in stucco, narranti le scene più importanti della vita di Maria e incorniciati da sontuose palme dorate, miste a gigli e ad altre piante che alludono agli attributi della Vergine Santissima. La cupola termina con un lanternino, dove è rappresentato, il triangolo circondato di gloria, allusione alla Santissima Trinità. Con il Dio -uno e Trino infatti Maria ha una relazione del tutto speciale: lei è la Figlia del Padre, la Madre del Figlio e la Sposa dello Spirito Santo.

Il monogramma di Maria poi, all’occhio più acuto, compare in numerosi altri spazi della chiesa e della sacrestia; tutto ricorda l’intitolazione della chiesa al Santissimo Nome di Maria e le grazie speciali ad esso connesse. Pertanto, proprio per la sua importanza, si può qui lucrare l’indulgenza quotidiana plenaria perpetua pro vivis et defunctis.

Affidiamoci dunque, come tanti romani prima di noi, alla Beata Vergine Maria; chiamiamola sempre in nostra difesa e il suo potentissimo  e amabilissimo nome ci sia sempre d’aiuto e sostegno nella vita e nella morte.

A cura delle Missionarie della Divina Rivelazione.

 

15 settembre 2020

Alla scoperta dell’apostolo Pietro con “Lectio Petri”

L'Apostolo Pietro di Pieter Paul Rubens; Museo del Prado, Madrid

Quattro incontri, nella suggestiva cornice della basilica di San Pietro, per approfondire, con un format inedito e originale, la vita e il ministero dell’apostolo Pietro, nella storia, nelle arti e nella cultura: è il progetto Lectio Petri, promosso dalla basilica di San Pietro, dalla Fondazione Fratelli tutti e dal Cortile dei Gentili.

Il primo appuntamento è previsto per oggi, martedì 25 ottobre, alle ore 18.30, nella basilica vaticana. Protagonista dell’incontro – dal titolo “La vita di S. Pietro. La sequela, le lacrime e il martirio” – sarà il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente emerito del Pontificio Consiglio della Cultura e fondatore del “Cortile dei Gentili”, che proporrà una riflessione e commenterà alcuni dei passi evangelici più significativi riguardanti l’apostolo e la sua vocazione. Le letture scelte (Matteo 4, 18-22 e Matteo 16, 13-19 sul primato di Pietro, Matteo 26, 69-75 sul rinnegamento e Giovanni 21, 1-19 sull’apparizione di Gesù sulla riva del lago di Galilea) saranno interpretate da Alba Rohrwacher, attrice nota e apprezzata a livello internazionale. L’evento sarà arricchito dall’introduzione e dalle conclusioni del cardinale Mauro Gambetti, arciprete della basilica, e dall’accompagnamento musicale di un quartetto d’archi, con i brani Ave Verum Corpus (W.A. Mozart), Cantate Domino (G. F. Händel), Adagio dal Concerto in Do minore per Oboe e Archi (A. Marcello).

«Pietro è una figura affascinante e complessa, narrata così anche nei Vangeli, con le sue debolezze e le sue fragilità. La sua storia è costellata di momenti diversi, potremmo definirle quasi delle “fasi”, le stesse che potrebbe attraversare un fedele ai giorni nostri: la vocazione, la crisi – sfociata nel tradimento – e poi la conversione e la riabilitazione finale. È un personaggio in un certo senso moderno, che merita di essere approfondito», commenta il cardinale Ravasi. «È stato un mediatore tra le Chiese giudeo-cristiane e quelle pagane e, secondo l’apostolo Paolo, è stato il primo testimone ufficiale della risurrezione di Cristo, ma il suo impatto non riguarda solo la fede e la tradizione cattolica. Questa iniziativa – le Lectio Petri – è particolarmente significativa proprio per questo: ogni incontro contribuirà ad offrire un aspetto, un profilo differente dell’apostolo Pietro, nella teologia, nelle arti, nella storia e nella cultura». Il cardinale Gambetti aggiunge: «All’interno del progetto degli Itinerari di Arte e Fede portato avanti dalla basilica di San Pietro, guardiamo al primo degli apostoli con gratitudine e riverenza, per aver attraversato il Mediterraneo ed essere giunto a Roma ed aver reso testimonianza del suo amore per Gesù».

Martedì 22 novembre, invece, dialogheranno tra loro un teologo cattolico, uno protestante e uno ortodosso: tema dell’incontro, dal titolo “Su questa pietra edificherò la mia Chiesa”, sarà il Primato di Pietro. “Rendere ragione della speranza che è in noi” è l’appuntamento previsto per martedì 17 gennaio 2023 e dedicato ad approfondire la figura del Santo nella storia e nella cultura. Il cardinale Ravasi, in questa occasione, commenterà le due Lettere di Pietro e alcuni passi della Lettera di Plinio, una delle fonti più antiche che descrive la vita dei primi cristiani. Concluderà l’incontro il professor Giuliano Amato, Presidente della Fondazione Cortile dei Gentili, con una riflessione sul rapporto tra fede e società. L’ultima Lectio Petri, “Quo vadis”, è prevista per il 7 marzo 2023 e, grazie alla partecipazione di personalità di spicco del mondo della cultura, analizzerà la figura di Pietro nelle arti, nella letteratura e nella musica.

25 ottobre 2022

Alla Sapienza Università di Roma partecipa alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2023 – 2024, 721esimo dalla fondazione dello Studium Urbis

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Alla Sapienza Università di Roma partecipa alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2023 – 2024, 721esima dalla fondazione dello Studium Urbis

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Alla Sapienza Università di Roma partecipa alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2021-2022

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Alla Questura di Roma partecipa alla cerimonia di collocazione di tre pietre d’inciampo in occasione della “Giornata della Memoria”

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Alla Pontificia Università Laterinese partecipa alla presentazione del volume “Armata Sapientia” in omaggio al Professore Francesco Paolo Casavola in occasione del suo novantesimo genetliaco

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Alla Pontificia Università Lateranense, rivolge un saluto al convegno “Le operazioni straordinarie nella riorganizzazione degli enti religiosi: profili canonistici, civilistici e fiscali”

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Alla Pontificia Università Lateranense saluta il personale non docente

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Alla Pontificia Università Lateranense presiede la seduta del Senato Accademico

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Alla Pontificia Università Lateranense presiede la preghiera iniziale dei soci del Circolo San Pietro riuniti in Assemblea Solenne

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