5 Maggio 2026

A teatro per aiutare i detenuti studenti

Nel Lazio ci sono oltre 300 universitari detenuti, uomini e donne, in 12 dei 14 istituti penitenziari presenti nel territorio della Regione. Studenti a cui manca tutto, dai libri, ai tablet, al materiale di cancelleria. Vuole sostenerli la nuova iniziativa promossa dall’Ufficio per la pastorale universitaria della diocesi di Roma con il Polo universitario penitenziario Roma Tre, pensata in occasione del Giubileo dei detenuti e dell’Avvento. Giovedì 18 dicembre, alle ore 20, al Teatro Palladium, andrà in scena “Waiting in the dark”, drammaturgia di Francesco d’Alfonso liberamente tratta da “Assassinio nella cattedrale” di T. S. Eliot, nella traduzione inedita di Iolanda Plescia, docente alla Sapienza. L’intero incasso sarà devoluto al Polo universitario penitenziario Roma Tre.

Riflette don Gabriele Vecchione, cappellano della Sapienza e vicedirettore dell’Ufficio diocesano per la pastorale universitaria, che si è fatto promotore del progetto: «Viktor Frankl, in quel capolavoro che è “Uno psicologo nel lager”, sosteneva che aveva più possibilità di sopravvivere in un campo di sterminio non chi ben dotato fisicamente e muscolarmente, ma paradossalmente chi, magari gracile, era ben ricco di vita interiore. Lo studio rinforza l’uomo interiore, colui che resta solido mentre tutto intorno a lui viene meno. Da parte di chi sta fuori, sostenere lo studio di chi sta dentro è intanto fare il proprio dovere costituzionale di cittadini: la pena, sostiene la nostra Costituzione, dev’essere rieducativa. Poi una manifestazione della speranza di cui s’è parlato in lungo e in largo in questo Giubileo: la speranza che nessun essere umano resti indietro. Ripeteva il Beato Giacomo Cusmano, il medico palermitano che divenne prete e fondò molte case di accoglienza per gli ultimi: “Quelli che non sono di nessuno sono i nostri”».

Il professor Giancarlo Monina, ordinario di Storia contemporanea all’Università Roma Tre e delegato del rettore per la formazione universitaria negli istituti penitenziari, dichiara: «Il Polo universitario penitenziario è lieto di accogliere l’occasione che il Vicariato di Roma ci dà – attraverso una drammaturgia teatrale – di reperire risorse per i nostri studenti e le nostre studentesse universitari. Non si tratta solo di reperire risorse, ma anche di portare all’attenzione il tema della dignità dei carcerati, su cui Pup e Vicariato ci troviamo impegnati».

Nel cast di “Waiting in the dark” Irene Ciani, Leonardo Della Bianca, Stefano Guerrieri, Stefano Poeta, Matteo Santinelli. Un’opera attuale, come la definisce il regista d’Alfonso: «Thomas, agendo, si abbandona alla volontà di Dio. Muore, ucciso da soldati imberbi, ignari di ogni trama politica, che ostentano una virilità violenta e fragile, che si trasforma poi nella copertura borghese di atto spregevole. Muore, e con la sua morte cadono le maschere dell’umanità incosciente, che attendeva inerme nel buio. Ma la sua morte non è inutile. Il buio proclamerà per sempre la gloria della luce – scrive T.S. Eliot – fino a farci vedere come cosa viva e agente non un dramma storico, ma un’azione che vive nella mente di ciascuno di noi, al di là del tempo e della storia».

10 dicembre 2025

Il Magistero Sociale della Chiesa di fronte a un mondo in trasformazione

“Il Magistero Sociale della Chiesa di fronte a un mondo in trasformazione” è il tema dell’incontro promosso dall’Ufficio diocesano per la pastorale sociale, del lavoro e della custodia del creato per il prossimo giovedì 18 dicembre, alle ore 18.30, nella Sala “Roberto Sardelli” (via della Madonna dei Monti 41). Introdurrà Oliviero Bettinelli e accompagnerà nell’approfondimento monsignor Francesco Pesce.

«Aprirsi alla lettura dei segni dei tempi è necessario ma non basta – osserva Bettinelli –. I segni dei tempi sono davanti a noi ma non è sufficiente leggerli, occorre interpretarli e capirli per tentare di trasformarli. I segni dei tempi non sempre dipendono da noi, come non dipendono da noi ” le nuvole che salgono da ponente” o “il soffio del vento di scirocco”. Aspettarsi che tutto vada bene significa rimanere immobili. Ma se la storia non è come noi vogliamo, è col nostro impegno e le nostre scelte che può diventare quella che noi speriamo. Il magistero sociale della Chiesa traccia indicazioni precise perché l’annuncio del Vangelo possa diventare testimonianza e opera di salvezza».

10 dicembre 2025

Dieci anni dalla Porta Santa all’Ostello Caritas: il 18 dicembre la messa con il cardinale Reina

Foto Gennari

Era il 18 dicembre 2015 quando Papa Francesco, durante il Giubileo della Misericordia, scelse di aprire una Porta Santa proprio all’Ostello Caritas. A dieci an ni esatti di distanza, il prossimo 18 dicembre, alle ore 16, il cardinale vicario Baldo Reina presiederà la Messa nell’Ostello della Caritas Don Luigi Di Liegro.

La celebrazione del 18 dicembre, annunciano dalla Caritas diocesana, sarà un momento semplice e familiare, aperto agli operatori, ai volontari e agli ospiti delle strutture, e offrirà anche l’occasione per scambiarsi gli auguri di Natale.

10 dicembre 2025

Il ritiro di Natale per i ministri istituiti

L’Ufficio diocesano per la formazione liturgica e la celebrazione dei sacramenti propone ai ministri istituiti (accoliti e lettori) un ritiro in prossimità del Natale, in programma per il 20 dicembre 2025. Tutti sono invitati presso la Curia Generalizia delle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida (via di Santa Maria in Cosmedin, 5 – zona Circo Massimo) per un ritiro e un tempo di condivisione con il vescovo Dario Gervasi, segretario aggiunto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita. L’orario è dalle 9.30 alle 12.30.

10 dicembre 2025

Udienze

Udienze

Giubileo Parrocchia S. Maria della Speranza – Basilica di San Giovanni in Laterano

Basilica di San Giovanni in Laterano

Ore 17:30 Celebrazione Giubilare Parrocchia S. Maria della Speranza

Santa Messa presso le Suore Apostoline del Sacro Cuore

Santa Messa presso le Suore Apostoline del Sacro Cuore

Inaugurazione Villino “La Palma” dell’Opera Ronconi Pennesi

Inaugurazione Villino “La Palma” dell’Opera Ronconi Pennesi

Al Campus Bio-Medico il presepe del maestro Artese

C’è anche una statuina che riproduce il beato Álvaro del Portillo mentre assiste un’ammalata, nel presepe inaugurato al Policlinico Campus Bio-Medico, realizzato dall’artista Franco Artese. L’allestimento della natività, inaugurato martedì, resterà nella hall dell’ospedale per tutto il periodo delle festività, fino all’Epifania. All’inaugurazione ha partecipato il parroco di Santa Maria Assunta e San Michele Arcangelo a Trigoria don Josè Fidel Medina Salinas, a testimonianza del forte legame tra la Fondazione Policlinico Campus Bio-Medico, la comunità locale e il territorio circostante.

Il presepe è un’opera suggestiva e dal forte valore simbolico. Don Álvaro del Portillo – successore di san Josemaría Escrivá alla guida dell’Opus Dei – fu tra i primi a sognare la nascita a Roma di un Policlinico Universitario dedito all’assistenza dei malati e alla formazione dei più giovani e ispirato ai principi cristiani di benevolenza e servizio nei confronti degli altri. Il presepe è stato inaugurato questa mattina alla presenza. «In questo luogo la tradizione del presepe assume certamente un significato particolare», ha commentato Franco Artese, sottolineando come «la forma dell’opera sia stata pensata proprio per abbracciare lo spettatore e così accogliere tutti coloro che entrano nel Policlinico, nel segno della partecipazione a un’unica collettività».

9 dicembre 2025

Convegno Human Economic Forum su Coscienza e IA (Palazzo S. Macuto)

Convegno Human Economic Forum su Coscienza e IA (Palazzo S. Macuto)

Santa Messa presso il Policlinico Universitario Agostino Gemelli

Santa Messa presso il Policlinico Universitario Agostino Gemelli

Leone XIV: «Fiorisca la speranza giubilare in ogni angolo della terra»

(foto: diocesi di Roma/Gennari)

La richiesta a Maria di intercedere per l’umanità ferita nella propria dignità, la preghiera affinché la speranza avvolga ogni strada del mondo e la supplica affinché la Chiesa non rimanga ferma, ma trovi la creatività e l’intelligenza spirituale per comprendere le sfide del mondo odierno. C’è anche un richiamo implicito alla costituzione Gaudium et spes nella preghiera che Papa Leone XIV ha recitato oggi, 8 dicembre, solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, ai piedi della colonna che sorregge la statua in bronzo della Madonna, realizzata nel 1857, tre anni dopo la proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione da parte di Papa IX. Per la prima volta nel suo pontificato, giunto proprio oggi al settimo mese, Prevost ha partecipato alla cerimonia in piazza Mignanelli, prolungamento di piazza di Spagna, davanti all’ambasciata di Spagna presso la Santa Sede. A sorpresa è arrivato in papamobile salutando e benedicendo i fedeli. Alla Vergine ha fatto dono di un cesto di rose bianche.

Quello a piazza di Spagna è un atto di devozione che si ripete ogni anno dall’8 dicembre 1953, giorno di apertura dell’anno mariano, quando Pio XII fu il primo pontefice a recarsi personalmente in piazza. «Ave, o Maria! Rallegrati, piena di grazia, di quella grazia che, come luce gentile, rende radiosi coloro su cui riverbera la presenza di Dio» le prime parole del Papa arrivato alle 16 e accolto dal cardinale vicario Baldo Reina, dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri – che ha omaggiato la Vergine con una corona di fiori raffigurante lo stemma di Roma Capitale – e da un bagno di folla. I fedeli, accalcati dietro alle transenne messe lungo un vasto perimetro di via dei Due Macelli e di piazza di Spagna, hanno atteso l’arrivo del pontefice recitando il Rosario. Prima di raggiungere piazza di Spagna, Leone ha fatto una breve sosta davanti alla chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini, dove ha ricevuto l’omaggio dell’associazione Commercianti Via Condotti.

Tra i primi a essere affidati all’intercessione della Madre di Gesù, la cui «trasparenza illumina Roma di luce eterna», sono stati i pellegrini che, giunti da tutto il mondo, «hanno percorso le strade di questa città nel corso della storia e in questo anno giubilare». Quindi l’intercessione per «un’umanità provata, talvolta schiacciata, umile come la terra da cui Dio l’ha plasmata e in cui non cessa di soffiare il suo Spirito di vita».

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8 dicembre 2025

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