22 Giugno 2026

Iniziato il pellegrinaggio di speranza in Terra Santa: l’incontro con il custode padre Ielpo

Il Giubileo della speranza è appena finito ma il cammino della speranza per la diocesi di Roma è ripartito immediatamente. Destinazione: Gerusalemme. L’Opera Romana Pellegrinaggi è ripartita con un primo gruppo di operatori dei media e di sacerdoti diretta ai luoghi santi, «per tornare a portare l’abbraccio e la testimonianza di un popolo in cammino. All’insegna della comunione e della fraternità», spiega suor Rebecca Nazzaro, direttrice dell’Ufficio per la pastorale del pellegrinaggio del Vicariato di Roma – Opera Romana Pellegrinaggi.

«Questa terra aspetta voi», le parole intrise di gratitudine con cui l’operatore locale ha dato il benvenuto al gruppo. I cristiani a Gerusalemme sono rimasti in 6mila, da un milione, e la maggior parte lavora nel settore dei pellegrinaggi e del turismo, riferisce. «Qui si viene a cercare la Grazia ma senza di voi restiamo aridi. Voi siete il ponte tra i fratelli che sono in lotta qua. Grazie perché ci avete creduto».

Fa caldo, a Gerusalemme. E il traffico restituisce la dimensione di una quotidianità tornata a essere normale. All’interno della Custodia, padre Francesco Ielpo racconta che per aiutare questa terra la prima cosa, oltre alla preghiera, è «ritornare pellegrini. Non solo perché il pellegrinaggio è l’attività principale di sostentamento, e non solo per i cristiani, ma soprattutto perché i gruppi che arrivano generano speranza. Vivere in questo contesto, in alcuni luoghi, non è facile – prosegue -. Soprattutto nei territori palestinesi. E noi assistiamo a un grande flusso migratorio, anche da parte ebraica. Basti pensare che sono circa 70mila gli ebrei che hanno lasciato questa terra».

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7 gennaio 2026

Partecipa al Concistoro straordinario in Vaticano

Partecipa al Concistoro straordinario in Vaticano

All’Ecclesia Mater il corso con i Volontari Caritas

Prenderà il via il 21 gennaio il percorso di alta formazione “Il pensiero sociale della Chiesa. Linee di azione”, promosso dall’Associazione Volontari Caritas Roma in collaborazione con l’Istituto Superiore di Scienze Religiose Ecclesia Mater. Un’iniziativa pensata per operatori e volontari della carità, chiamati ogni giorno a confrontarsi con le fragilità del nostro tempo e a tradurre il Vangelo in scelte concrete di giustizia, cura e prossimità.

«Il corso – spiegano dalla Caritas – nasce dall’esigenza di rafforzare una visione condivisa e di offrire strumenti di lettura e discernimento fondati sul pensiero sociale della Chiesa, affinché l’azione caritativa sia sempre più competente, consapevole e capace di incidere nella realtà. La formazione, infatti, non è un elemento accessorio, ma una dimensione essenziale del servizio, soprattutto in un contesto segnato da nuove disuguaglianze, trasformazioni sociali e sfide inedite».

Per informazioni e iscrizioni: segreteria.volontari@caritasroma.it

7 gennaio 2026

E’ entrato nella luce della Resurrezione monsignor Paolo Gillet

Il Cardinale Vicario Baldassare Reina
e il Consiglio Episcopale

annunciano che il 5 gennaio 2026
è entrato nella luce della Resurrezione

S.E. Mons. Paolo Gillet
di anni 96
Vescovo Titolare di Germa di Galazia
Canonico Onorario del Capitolo Lateranense

già Vescovo Ausiliare e Vicario Generale
della Diocesi di Albano dal 1993 al 2005
e Prelato Segretario del Vicariato di Roma dal 1990 al 1993.

Nel ricordo grato per il servizio svolto nella Diocesi di Roma
come pastore sapiente e instancabile,
lo affidano all’abbraccio misericordioso di Dio e alla preghiera
di suffragio dei tanti fedeli che lo hanno conosciuto e apprezzato.

I funerali, presieduti dal Cardinale Vicario Baldassare Reina,
saranno celebrati mercoledì 7 gennaio 2026, alle ore 14.00,
presso la Parrocchia Santa Maria delle Grazie al Trionfale
(Piazza S. Maria delle Grazie, 5)

Udienze

Udienze

Ordinazioni Sacerdotali presso la Chiesa della Domus Mariae

Ordinazioni Sacerdotali presso la Chiesa della Domus Mariae

Partecipa presso la Basilica di San Pietro alla Chiusura della Porta Santa e Santa Messa

Partecipa presso la Basilica di San Pietro alla Chiusura della Porta Santa e Santa Messa

EPIFANIA DEL SIGNORE

EPIFANIA DEL SIGNORE

Giornata Mondiale dell’Infanzia Missionaria (Uff. per la cooperazione missionaria tra le chiese)

Giornata Mondiale dell’Infanzia Missionaria (Uff. per la cooperazione missionaria tra le chiese)

Chiusura Porta Santa della Basilica di San Pietro e Santa Messa

Chiusura Porta Santa della Basilica di San Pietro e Santa Messa

 

Celebra presso la Basilica di San Giovanni in Laterano

Celebra presso la Basilica di San Giovanni in Laterano

La pace inizia da scelte quotidiane

Come sappiamo, “pace a voi” sono le prime parole di Gesù risorto ai discepoli chiusi nel cenacolo, in preda alle paure del momento. Papa Leone XIV nel suo primo messaggio per la Giornata mondiale della pace, ci ricorda che la pace nasce proprio lì dove la paura sembra prendere il sopravvento. Non possiamo dimenticare a questo proposito che Dio si incarna nella storia, mentre i pastori vegliavano di notte, e l’evento della resurrezione avverrà quando ancora era buio. La paura, la notte, accompagnano il cammino della umanità in ogni stagione della sua storia, ma la luce di Cristo illumina la storia e apre a sempre nuove possibilità di riconciliazione e di nuovi cammini. Cristo nostra Pace ha realizzato in sé stesso le condizioni per costruire la pace.

La pace che viene da Cristo, ricorda Leone XIV, è disarmata: non impone, non domina, non minaccia; è disarmante: perché tocca il cuore, cambia lo sguardo sull’altro, rende possibile ciò che sembrava impossibile. In un mondo segnato da conflitti, il Papa ci invita a non rassegnarci alla violenza come destino inevitabile. La pace non è un’utopia, ma una vocazione, che inizia da scelte quotidiane: parole che non feriscono, gesti che riconciliano, decisioni che cercano il bene comune. Accogliere la pace di Cristo significa diventare artigiani di pace, testimoni credibili di una speranza che non delude e che al termine del Giubileo deve ora incarnarsi nelle scelte dei singoli e delle comunità.

Spesso invece il nostro sistema per stare in piedi deve identificare il nemico, lo deve quasi produrre. Questo è vero anche in alcune scelte pseudo-educative che, veicolate scientemente da alcuni media, fanno passare il messaggio della paura dell’altro, dello straniero che è già nemico per definizione. Anche la Chiesa, ci hanno alcune volte malamente insegnato, ha dei nemici e quindi occorre difenderla: dal relativismo, dal soggettivismo, dal laicismo e così via, Gesù però non si è mai difeso. C’è tutta una storia di nemici che abbiamo combattuto mentre il male era interno a noi: il potere, il denaro, la paura di perdere posizione dominante.

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