Riposerà nella parrocchia che frequentava, il Servo di Dio Giampaolo Mollo. La traslazione delle sue spoglie nella chiesa dell’Assunzione di Maria Santissima, al Quadraro, precisamente a largo Spartaco, si terrà sabato 6 giugno, nell’ambito della festa parrocchiale. In quella giornata, infatti, il cardinale vicario Baldo Reina presiederà la Messa nella vicina parrocchia di Santa Maria del Buon Consiglio (via Tuscolana, 613), alle ore 18.30; al termine, guiderà la processione eucaristica del Corpus Domini verso la parrocchia dell’Assunzione, dove avrà luogo la benedizione del nuovo luogo di sepoltura dei resti mortali di Mollo, che fu diacono permanente della diocesi di Roma, padre di famiglia e cofondatore della Comunità Gesù Risorto.
«La traslazione dei resti mortali del Servo di Dio nella chiesa dell’Assunzione di Maria Santissima riveste un particolare significato – sottolinea il postulatore della causa di beatificazione Paolo Vilotta –, poiché proprio in questo luogo ebbe inizio il suo cammino di conversione e di maturazione vocazionale. Tale collocazione favorisce una più adeguata custodia della memoria del Servo di Dio nel contesto della causa di beatificazione e canonizzazione, attualmente in corso presso il Dicastero delle Cause dei Santi». Naturalmente, questo atto non costituisce un riconoscimento di culto pubblico, né anticipa in alcun modo il giudizio della Chiesa sull’esito della causa. «Secondo la disciplina ecclesiastica vigente – precisa Vilotta – ogni eventuale devozione nei confronti del Servo di Dio resta pertanto di carattere strettamente privato».
Giampaolo Mollo nasce a Roma il 5 novembre 1941. Da ragazzo, trascorrendo le vacanze a Formia con la sua famiglia, conosce Anna Liberace, che diventerà sua moglie dopo cinque anni di fidanzamento. La loro vita scorre serena: Mollo lavora in banca ed è impegnato nel sindacato. Hanno due figli: Sabrina, nata nel 1968, e Francesco, nel 1971. Eppure Mollo avverte spesso un’irrequietezza e un vuoto interiore che lo spingono a cercare qualcosa di più. Nel 1976, presso la parrocchia dell’Assunzione di Maria Santissima, al Quadraro, viene in contatto con la comunità carismatica qui presente, cioè la Comunità Maria, e inizia a frequentarla. In questo nuovo contesto matura in lui, negli anni Ottanta, la vocazione al diaconato. All’età di 45 anni, il 22 novembre 1986, viene ordinato diacono permanente della diocesi di Roma, in San Giovanni in Laterano. Nel 1987, insieme a sua moglie e ad altre due coppie di coniugi – Alfredo e Jaqueline Ancillotti, Paolo e Carmen Serafini – e con la benedizione dell’allora cardinale vicario di Roma Ugo Poletti, fonda la “Comunità Gesù Risorto”. Nel 1991 è colpito da una grave malattia: il mieloma multiplo, che affronta con coraggio e fede. Nonostante le sofferenze e le evidenti difficoltà fisiche, continua a dedicarsi all’evangelizzazione e si spende per la buona riuscita del Congresso mondiale dei movimenti ecclesiali del 1998, culminato con la Veglia di Pentecoste celebrata in piazza San Pietro da san Giovanni Paolo II. Muore poco tempo dopo, il primo settembre del 1998. Il funerale si tiene due giorni dopo, in un’affollatissima basilica di San Giovanni Bosco; a celebrarlo è monsignor Cesare Nosiglia. La fase diocesana della causa di beatificazione è stata chiusa l’11 aprile dello scorso anno.
31 maggio 2026













