Dare un volto e una voce a chi vive ai margini della città, trasformando l’incontro con i senza dimora in un’esperienza di ascolto, relazione e testimonianza. È questo il cuore di “Il Vangelo in strada, Mcl accanto ai senza tetto”, la mostra inaugurata martedì sera nella chiesa dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso, dal vescovo Renato Tarantelli Baccari, vicegerente della diocesi e ausiliare del settore Centro, e da Francesco Spizzirri, delegato nazionale dei giovani del Movimento Cristiano Lavoratori (Mcl). Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, anche Giancarlo Moretti, presidente di Mcl Roma e portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore; e padre Alessandro Ricciardi, assistente ecclesiastico di Mcl Roma.
L’esposizione nasce da un percorso avviato oltre due anni fa dai giovani dell’associazione, impegnati in attività di volontariato e prossimità nei luoghi della marginalità urbana della Capitale. Un’esperienza che li ha portati a entrare in contatto con persone segnate dalla povertà abitativa, dalla solitudine e dall’esclusione sociale, ma soprattutto con uomini e donne portatori di storie, speranze e dignità. Più che una semplice raccolta fotografica, la mostra si presenta come un racconto umano e sociale costruito attraverso gli sguardi di chi vive la strada e di chi ha scelto di condividere con queste persone tempo, ascolto e vicinanza. Le immagini documentano una realtà spesso invisibile e restituiscono dignità a chi troppo frequentemente viene ignorato nella quotidianità urbana. Dopo la permanenza di un mese nella chiesa del centro storico, l’esposizione intraprenderà un percorso nelle università della Capitale, facendo tappa alla Sapienza, a Tor Vergata e a Roma Tre, con l’obiettivo di coinvolgere il mondo giovanile.
Nel suo intervento, monsignor Tarantelli Baccari ha sottolineato: «È una mostra che ci invita a guardare negli occhi la sofferenza dell’uomo e che ci chiede, come cristiani, di non girarci dall’altra parte, ma anzi di abbracciare con coraggio un’umanità spesso dimenticata che vive ai margini delle nostre comunità». Per il vicegerente, il progetto assume un significato ancora più profondo perché nasce dall’impegno delle nuove generazioni. «Un’iniziativa – ha detto – che parte dai giovani e che per questo ha un valore doppio: non solo per il loro impegno veramente lodevole, ma anche perché invitano noi adulti a essere veri testimoni del Vangelo in strada, portando speranza e misericordia a chi l’ha perduta». Sulla stessa linea l’intervento di Giancarlo Moretti, che ha definito la mostra «una bellissima storia di incontro e di relazione». Significativa la testimonianza di Spizzirri «Sono le stesse persone che abbiamo incontrato in strada a chiederci di raccontare le loro storie attraverso immagini che parlano di solitudine ed emarginazione».
10 luglio 2026













