“Il Signore vi faccia crescere e sovrabbondare nell’amore fra voi e verso tutti”( 1 Ts 3,12). Questo è il versetto che accompagnerà la Giornata per la carità del Papa 2026, che ricorre il 28 giugno. Nella nostra diocesi verrà celebrata il giorno successivo, lunedì 29 giugno, in coincidenza con la solennità dei santi patroni di Roma, i santi apostoli Pietro e Paolo. In quella data, le offerte raccolte durante le Messe verranno donate per l’obolo di San Pietro: un’offerta di grande valore simbolico perché manifesta il senso di appartenenza alla Chiesa e di amore e fiducia per il Santo Padre.
«La finalità dell’obolo di San Pietro – ricorda il cardinale vicario Baldo Reina – è quella di sostenere la missione del Santo Padre che si estende al mondo intero, dall’annuncio del Vangelo alla promozione dello sviluppo umano integrale, dell’educazione, della pace, della fratellanza tra i popoli». Ancora, sottolinea il vicario, si contribuisce, attraverso l’Obolo, a «rendere possibili le opere caritative in favore di persone e famiglie in difficoltà, come popolazioni colpite da calamità naturali, da guerre o che necessitano di assistenza umanitaria o sostegno allo sviluppo».
A Roma, il Circolo San Pietro da anni promuove nelle parrocchie la raccolta e si occupa di farla pervenire alla Santa Sede per le finalità previste. «Esprimiamo la comunione con il nostro vescovo – è l’esortazione del cardinale – anche attraverso questo gesto di carità, che raggiunge i nostri fratelli più bisognosi».
L’obolo, cioè la donazione al Papa, nasce in modo stabile nel VII secolo con la conversione degli anglosassoni ed è legato alla festa di san Pietro, l’apostolo a cui Gesù affidò la Chiesa. Nei secoli successivi si diffonde in tutta Europa con l’espansione del cristianesimo, diventando un gesto di riconoscenza e devozione verso il Papa, segno di unità della Chiesa e di partecipazione dei fedeli alla sua vita.
22 giugno 2026













