Sono i giovani per i quali «l’esperienza migratoria è mediata» i protagonisti della ricerca “I nuovi italiani nelle diocesi del Lazio”, i cui risultati verranno presentati venerdì 8 maggio, in un incontro nella parrocchia del Santissimo Redentore a Val Melaina (via Monte Ruggero, 63): alle ore 19 ci sarà la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale vicario Baldo Reina; quindi la presentazione del lavoro, a cura di Fabrizio Battistelli e Francesca Farruggia dell’Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo – Iriad, che hanno condotto la ricerca. Sono previsti inoltre gli interventi di Massimiliano Maselli, assessore all’Inclusione sociale e Servizi alla persona della Regione Lazio; di Barbara Funari, assessore alle Politiche Sociali e alla Salute del Comune di Roma; del vescovo Stefano Sparapani, presidente della Commissione regionale per le migrazioni della Conferenza episcopale laziale; le conclusioni saranno affidate al cardinale Reina.
La ricerca rappresenta la seconda fase di un lavoro partito già nel 2024, promosso dalla diocesi di Roma, nel quale ci si era concentrati sui giovani con background migratorio residenti nel territorio diocesano, con l’obiettivo di analizzare le loro opinioni, le esperienze di vita e i percorsi biografici, così da contribuire a interventi efficaci per favorire il processo di inclusione nella società ospitante. Questa prima fase aveva assunto «un carattere esplorativo e di tipo qualitativo, conoscitivo – sottolinea don Pietro Guerini, direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Roma –, mentre adesso si è privilegiato un approccio quantitativo e la ricerca si è allargata a tutto il territorio regionale».
L’analisi è stata dunque estesa dal Comune di Roma all’intero territorio regionale, seconda area italiana per presenza di cittadini stranieri dopo la Lombardia. «L’ampliamento territoriale – si legge nella ricerca – ha consentito di includere contesti socio-demografici più eterogenei e di superare una lettura esclusivamente metropolitana dei processi di integrazione: da un lato, una grande area urbana come Roma, caratterizzata da un’elevata complessità sociale, istituzionale e culturale; dall’altro, i Comuni di medie dimensioni corrispondenti ai quattro capoluoghi di provincia della regione – Latina, Frosinone, Viterbo e Rieti – contraddistinti da assetti socio-economici, opportunità di integrazione e configurazioni dei servizi differenti».
L’indagine ha coinvolto 1.083 giovani residenti in questi territori, di età compresa tra i 12 e i 19 anni. Il campione è composto da 730 rispondenti italiani e 353 nuovi italiani, che hanno risposto a un questionario anonimo.
4 maggio 2026













