Garantire la dimensione della comunità parrocchiale. Rispettare la visione unitaria del Triduo pasquale. Assicurarsi che la celebrazione si tenga solo in luoghi di culto. In vista del Triduo della Passione e della Risurrezione del Signore, il cardinale vicario Baldo Reina scrive ai sacerdoti della diocesi di Roma per ribadire che «restano in vigore le disposizioni che furono date dal Consiglio Episcopale il 1º marzo 2019» (allegate alla lettera).
Nel documento si invita a riscoprire la centralità della parrocchia in quanto «casa di famiglia» e «comunità di fede», e far convergere nelle chiese parrocchiali le celebrazioni per il Triduo pasquale. Bisogna inoltre evitare che la «la Veglia Pasquale sia riservata a gruppi particolari» e si punta a valorizzare il sacramento della Riconciliazione. Ma sono solo alcune delle disposizioni sintetizzate dal Consiglio episcopale della diocesi di Roma nel documento, che raccoglie alcuni criteri teologici e pastorali che guidano le celebrazioni per il Triduo pasquale, formulate in vari testi dal Concilio Vaticano II a oggi.
L’Ufficio per la formazione liturgica della diocesi, allo stesso tempo, invita a una particolare cura della celebrazione «anche nella sua dimensione musicale, perché il canto accompagni con dignità i santi misteri». Per questo l’Ufficio diocesano organizza, presso il Pontificio Seminario Maggiore, alcuni incontri di formazione liturgico musicale che saranno guidati dall’incaricato diocesano per la musica sacra, don Massimo De Propris. In particolare, venerdì 6 marzo, dalle 18.30 alle 20, è in programma un incontro per i diaconi; mentre martedì 10 marzo, dalle 10 alle 12.30, si terrà quello per i presbiteri.
La lettera del cardinale vicario con le disposizioni allegate
La lettera dell’Ufficio liturgico diocesano
24 febbraio 2026













