30 Aprile 2026

San Martino I Papa, presentazione del libro “Il simbolismo eucaristico nell’Apocalisse”

Mercoledì 16 ottobre, nella Parrocchia di San Martino I Papa (Via Veio, 37), si terrà la presentazione del libro di don Antonio Pompili, parroco della stessa comunità, dal titolo: “Il simbolismo eucaristico nell’Apocalisse. Contesto liturgico e messaggio teologico”. Il libro, edito per i tipi di Cittadella Editrice, è frutto del lavoro di ricerca con cui don Antonio ha conseguito il dottorato in Teologia Biblica presso la Pontificia Università della Santa Croce, sotto la direzione di don Giuseppe De Virgilio, docente di Esegesi del Nuovo Testamento e Teologia Biblica presso la Facoltà teologica della stessa Università. Lo stesso De Virgilio ha curato la presentazione del libro.

La prefazione è stata composta dal vescovo Antonio Staglianò, presidente della Pontificia Accademia di Teologia, di cui don Antonio è collaboratore come coordinatore responsabile della PATH solidale. Monsignor Staglianò e don De Virgilio interverranno durante la presentazione del libro cui seguirà, nella chiesa parrocchiale, la Santa Messa di ringraziamento in occasione del genetliaco di don Antonio.

3 ottobre 2024

San Marco Evangelista

San Marco Evangelista

San Lorenzo in Panisperna – Santa Messa con la Polizia di Stato

San Lorenzo in Panisperna – Santa Messa con la Polizia di Stato

San Lorenzo al Verano – Santa Messa con i Diaconi Permanenti della Diocesi

San Lorenzo al Verano – Santa Messa con i Diaconi Permanenti della Diocesi

San Lino, il punto di forza è il senso di comunità

La familiarità e il senso di comunità «spontaneo e bello» sono il «punto di forza» della parrocchia San Lino Papa, alla Pineta Sacchetti, che riceve questo pomeriggio la visita del cardinale vicario Baldo Reina.

Il parroco don Pier Luigi Stolfi, che guida la comunità parrocchiale di circa 12mila fedeli dal settembre del 2020, sottolinea come tante siano «le famiglie che di generazione in generazione sono rimaste o sono ritornate nel quartiere, in cui la parrocchia è ben innestata e con cui collabora attivamente, e per questo la dimensione è quasi quella del villaggio, dove tutti si conoscono e questo facilita la collaborazione e la condivisione».

Anche Anna, storica parrocchiana che con il marito Giovanni ed altre 3 coppie è referente dei gruppi delle famiglie, evidenzia questo «clima di comunità e di collaborazione» che favorisce il coinvolgimento «di persone di tutte le fasce di età». Per quanto riguarda le attività legate alla pastorale familiare «ci sono i gruppi storici – dice – e poi le proposte allargate e aperte a tutte le famiglie, specie quelle giovani che in questo momento hanno bisogno di un punto di riferimento e cercano un supporto, pressate come sono dai ritmi e dalle incombenze quotidiane». Una volta al mese c’è la proposta di un incontro formativo il sabato pomeriggio; il prossimo è «in programma il 25 gennaio con padre Alfredo Feretti del Centro la famiglia», fa sapere ancora Anna. Talvolta, alle famiglie si propone invece «una giornata di festa». Un evento significativo ha avuto luogo a settembre quando, «in occasione della festa patronale, è stata fatta la proposta del rinnovo delle promesse e hanno partecipato alla celebrazione più di 100 coppie di età diverse», ricorda.

Un’altra realtà molto attiva è quella legata alla carità, che prevede «da tanti anni il lunedì la distribuzione di pacchi viveri e di vestiario», riferisce Anna. Dal 2017, poi, «in occasione della prima Giornata mondiale dei poveri voluta da Papa Francesco – aggiunge – distribuiamo un pasto caldo ai senza fissa dimora». Sono circa 35 le persone che vengono aiutate mentre «sono più di 50 i volontari che preparano i pasti – dice ancora –: abbiamo due menù, uno estivo e uno invernale, e ci siamo coordinati con le parrocchie vicine così che ogni giorno della settimana sia possibile fornire un pasto a tutti coloro che si trovano in difficoltà».

Fa parte invece della commissione cultura del consiglio pastorale parrocchiale Domenico, che con la moglie Irene e con il viceparroco don George Bodgan accompagna anche il gruppo del postCresima. Tra le proposte, ci sono una serie di «incontri di carattere formativo come quelli sul Giubileo, a partire dalle origini e dal significato antico del pellegrinaggio per i cristiani», dice. Per il referente, la buona partecipazione a queste iniziative sia di persone anziane che più giovani dimostra che «c’è bisogno di questi momenti di riflessione e di un tempo di formazione». In particolare, Domenico sostiene che «il format che abbiamo pensato funziona bene perché prevede una conversazione con un esperto di circa mezz’ora e uno scambio e un confronto di una quindicina di minuti a cui segue un momento aggregativo e conviviale. L’agilità della proposta facilita molto la partecipazione». (di Michela Altoviti da Roma Sette)

19 gennaio 2025

San Leone, «casa comune per crescere nella fraternità»

Quella della parrocchia di San Leone I è una comunità in prima linea sia per la collocazione geografica della chiesa, visibile sulla strada all’inizio di via Prenestina, sia per l’azione sociale. Vive una realtà segnata da «nuovi e insistenti bisogni» come fragilità economica, disagio psicologico, difficoltà a trovare un lavoro e un alloggio dignitosi. Vi è poi la necessità di contrastare la solitudine degli anziani, di «umanizzare le relazioni» in un clima spesso permeato di diffidenza e di paura. Ma la comunità non si fa abbattere dalle difficoltà e vive un profondo rinnovamento grazie alla comparsa di «segni di speranza che incoraggiano e confortano il servizio di evangelizzazione e la stessa vita parrocchiale» afferma il parroco don Michele Caiafa. Martedì sera ha accolto il cardinale vicario Baldo Reina in visita pastorale. Il porporato ha incontrato il presbiterio, presieduto la Messa e dialogato con il Consiglio pastorale.

Ha dedicato la parte centrale dell’omelia all’azione e ai doni dello Spirito Santo che rendono il credente «abile a ragionare alla maniera di Dio. Noi ragioniamo secondo categorie umane – ha aggiunto -, dovremmo attivare il modo di ragionare del Signore». Questo riguarda soprattutto la vita della comunità parrocchiale che «non è chiamata soltanto a organizzare servizi. È lo strumento che Dio ci dona perché possiamo assumere sempre di più il suo stile». La parrocchia diventa quindi «l’eco di Dio in un preciso territorio», ha spiegato il vicario invitando a interrogarsi su quale messaggio essa trasmetta. «Noi comunichiamo sempre – le parole di Reina -: con le parole, con i gesti, con la testimonianza. Possiamo essere interessati a ciò che accade in questo territorio e comunicare l’amore di Dio, oppure possiamo non esserlo e comunicare indifferenza». L’altro suggerimento del cardinale è stato quello di «acquisire l’atteggiamento della lode, che porta ad affidare la propria vita a Dio», a liberarsi dal rischio di concentrarsi solo su se stessi e a «riconoscersi piccoli».

Presentando la comunità, don Caiafa racconta delle «nuove famiglie che si stanno inserendo nella comunità» e della «crescita significativa dei partecipanti alla formazione ai sacramenti negli ultimi due anni». Anche i giovani rispondono all’appello, coinvolgendosi «in iniziative caritative e di catechesi, grazie ad un lavoro attento di pastorale giovanile svolto nella prefettura» dichiara il sacerdote rimarcando che la parrocchia sta così «diventando sempre più la casa comune in cui crescere nelle relazioni e nella fraternità». L’obiettivo ora è superare la logica dei «gruppi chiusi e autoreferenziali» perché la vera comunità, conclude Caiafa, «è l’esperienza di un popolo di Dio che cammina in comunione».

Per quel che riguarda l’iniziazione cristiana, Alessia spiega che l’attenzione è posta sulla cura del rapporto tra catechesi ed evangelizzazione e sul coinvolgimento di giovani e famiglie. Con queste ultime si condividono «esperienze di convivialità e fraternità con colazioni, pranzi e ritiri, che diventano occasioni preziose per coltivare legami autentici e generare comunione. Il nostro percorso – aggiunge – è un viaggio di fede, un cammino condiviso con catechisti, bambini, ragazzi e famiglie, che mantiene sempre la stessa radice: l’incontro personale con Cristo, vissuto nella comunità». (di Roberta Pumpo da Roma Sette)

7 dicembre 2025

SAN GIUSEPPE, SPOSO DELLA BEATA VERGINE MARIA

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San Giuseppe Lavoratore

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SAN GIUSEPPE LAVORATORE

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