7 Maggio 2026

E’ entrato nella luce della Resurrezione Santino, padre di don Giacomo Manzo

Il Cardinale Vicario Baldassare Reina,
il Consiglio Episcopale, il Presbiterio
e i Diaconi della Diocesi di Roma,

sono vicini al dolore di Don Giacomo Manzo
per la morte del suo caro papà

Santino
di anni 84

e, assicurando preghiere di suffragio, invocano Dio Padre,
ricco di misericordia, perché conceda a Santino
il premio della vita eterna e dia conforto ai suoi familiari.

I funerali saranno celebrati sabato 30 agosto 2025, alle ore 10.00,
presso la Chiesa San Michele a Monte Compatri (RM)

E’ entrato nella luce della Resurrezione il diacono Renato Velardi

Il Cardinale Vicario Baldassare Reina,
il Consiglio Episcopale,
il Presbiterio e i Diaconi della Diocesi di Roma,

annunciano che giovedì 28 agosto 2025
è entrato nella luce della Resurrezione

il Diacono
Renato Velardi
di anni 89

e, invocando Dio Padre perché dia conforto ai suoi familiari,
ricordandone il generoso e fecondo servizio pastorale,
lo affidano al suo abbraccio misericordioso
e alla preghiera di suffragio dei fedeli,
invocando la pace e la gioia del Signore.

I funerali saranno celebrati sabato 30 agosto 2025, alle ore 11.00,
presso la Parrocchia Santissima Annunziata a Via Ardeatina
(Via di Grotta Perfetta, 591)

Il cammino giubilare con i Beltrame Quattrocchi

Da venerdì 29 a domenica 31 agosto

Nel ricordo del transito della Beata Maria Corsini

Ritiro spirituale a Serravalle (AR) per giovani sposi e coppie di fidanzati

 

 

Pellegrinaggio Diocesano a Lourdes 29 agosto-1 settembre (ORP)

Pellegrinaggio Diocesano a Lourdes 29 agosto-1 settembre (ORP)

Sant’Agostino, il cardinale Reina: «Il mondo non segue più il Principe della pace»

La pace nel mondo nelle mani di sant’Agostino. È una preghiera di affidamento quella che il cardinale vicario Baldo Reina ha rivolto al vescovo di Ippona, unendosi alle intenzioni di Papa Leone. E con lui, tutti i fedeli che hanno riempito la basilica di sant’Agostino in Campo Marzio per la Messa celebrata dal porporato questo pomeriggio, 28 agosto, in occasione della festa liturgica del santo.

«Ci sentiamo in profonda comunione con il Papa e raccogliamo la sua insistente intenzione che ha offerto a tutta la Chiesa e a tutta l’umanità in questi giorni chiedendo a tutti di pregare per la pace – ha esordito il cardinale nell’omelia -. In quest’ora difficile per la nostra umanità, vogliamo porre sotto la potente intercessione di Sant’Agostino il bisogno di pace. Siamo tutti profondamente preoccupati e lacerati per quello che succede nel mondo attraverso i diversi conflitti che ogni giorno fanno sanguinare terribilmente la nostra terra. Il mondo non segue più il Principe della pace – ha aggiunto -, ma preferisce seguire altri idoli, le armi, pensando che la guerra possa risolvere i problemi. Lo diceva prima Papa Francesco e l’ha affermato tante volte Papa Leone: la guerra è sempre una sconfitta – ha sottolineato il cardinale -. Come facciamo a stare sereni quando ogni giorno vediamo nelle nostre case con i nostri occhi immagini di bambini che muoiono di fame, persone uccise mentre vanno a prendere un po’ di pane disperatamente, ospedali bombardati come se fossero delle scatole di carta. Davvero preghiamo perché torni al più presto la pace».

Da qui, il vicario si è soffermato sulla figura del vescovo di Ippona, «un giovane onesto che si è messo alla ricerca della verità» e si è lasciato «raggiungere dalla grazia di Dio che lo aveva da sempre cercato». Secondo Reina, tutti ci riconosciamo in Sant’Agostino «perché facciamo esperienza di come la vita cristiana non è affatto la recita di una formula, ma è un’esperienza viva. Ci sentiamo al tempo stesso cercatori di Dio e ricercati da Dio, ed è dentro questa dinamicità di grazia – ha sottolineato ancora il porporato – che si muove la nostra fede in un miracolo quotidiano». Agostino ci ricorda che «davvero nulla è impossibile a Dio».

Il cardinale vicario ha poi commentato le Letture. «Gesù si presenta come la porta del gregge e delle pecore, e come il buon pastore». Due immagini, che, secondo il porporato, ci inducono a riflettere sul tema della custodia della nostra vita. Chi è davvero la porta della nostra vita? – ha riflettuto il porporato –. È Gesù, ma ci lasciamo davvero custodire da Lui?». Il Signore, buon Pastore, «ci elargisce la sua grazia perché ha a cuore la nostra vita, perché la vuole custodire. Agostino, una volta fatta questa esperienza, abbandona tutto, intuisce che quel suo bisogno di bellezza, di libertà, tutto quello che lui cercava nel mondo, ormai lo ha trovato all’ennesima potenza in Gesù morto e risorto. E allora continua a cercarlo, ma soprattutto si sente custodito da colui che lo aveva chiamato sin dall’eternità».

Ecco perché, ha sottolineato Reina, «abbiamo bisogno oggi di rivivere lo spirito di Agostino, non solo fare il ripasso del suo pensiero teologico ricchissimo, ma proprio rivivere lo spirito di fede e di conversione che ha bruciato totalmente la sua vita». Il cardinale ha così invitato a «individuare Cristo come la pienezza della vita e a seguirlo non dando retta a nessun altro, nemmeno a quella parte di noi che a volte tende a farci rivivere momenti di fallimento». Agostino, invece, «va avanti con forza e coraggio diventando un faro per tanti che lo seguivano e per tutti noi cristiani che guardiamo al suo esempio rimanendo folgorati. Proviamo a imitarlo – ha esortato ancora il porporato -, facendo spazio alla grazia di Dio, imboccando la porta giusta e seguendo il Buon Pastore che ancora oggi ha bisogno di annunciatori e di testimoni. Ci aiuti sant’Agostino insieme a santa Monica – ha concluso -, affinché la nostra esperienza di fede si lasci interiormente rinnovare da queste figure straordinarie alle quali guardiamo ancora con grande ammirazione e la cui intercessione invochiamo per tutti noi e per il mondo intero».

Insieme al porporato, tra gli altri, hanno concelebrato anche il vescovo Luis Marín de San Martín, agostiniano, sottosegretario del Sinodo dei vescovi, il vescovo Bernardus Bofitwos Baru, padre Alejandro Moral Antón, priore generale dell’ordine di sant’Agostino, padre Ngoa Ya Tshihembail, priore generale degli agostiniani assunzionisti, padre Gabriele Pedicino priore provinciale degli agostiniani d’Italia, e il rettore della basilica, padre Pasquale Cormio.

Prima della benedizione, le parole del priore generale degli agostiniani, che sulla scia del Papa ha invitato a leggere sant’Agostino, perché ci «aiuta a conoscere più profondamente l’amore di Dio, che si rinnova ogni giorno bellezza sempre antica e sempre nuova».

 

28 agosto 2025

Pellegrinaggio Diocesano Giovani a Lourdes in collaborazione con ORP

Pellegrinaggio Diocesano Giovani a Lourdes in collaborazione con ORP

I giovani di Roma al pellegrinaggio diocesano di Lourdes

Per la prima volta, il tradizionale pellegrinaggio diocesano a Lourdes si arricchisce della presenza strutturata dei giovani. Centocinquanta ragazzi, provenienti da tante parrocchie della diocesi di Roma, dal 28 agosto al 2 settembre, partiranno in pullman alla volta della Grotta di Massabielle, il luogo in cui la Vergine Maria apparve a Bernadette Soubirous nel 1858. Punto di ritrovo alle 16 del 28 agosto nella parrocchia di Santa Marcella. Alle 16.30 la Messa celebrata da don Alfredo Tedesco, direttore della Pastorale Giovanile di Roma; subito dopo la partenza.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’Ufficio per la pastorale giovanile della diocesi di Roma e l’Opera romana pellegrinaggi (Orp). A renderla possibile è stato un contributo del Consiglio episcopale, che ha stanziato un fondo dedicato: «È un gesto concreto di attenzione – spiega don Alfredo Tedesco, direttore dell’Ufficio diocesano –: i partecipanti pagheranno una quota simbolica di 150 euro. La presenza dei giovani viene così valorizzata in modo strutturato all’interno del pellegrinaggio diocesano. Già in passato si è tentato di coinvolgerli, questa volta con maggiore profondità e intensità».

L’iniziativa si inserisce nel cammino avviato con il recente Giubileo dei giovani, celebrato all’inizio di agosto: «È una speranza che continua e che oggi assume un tono mariano – sottolinea don Tedesco –. Pensandoci insieme a tutta la Chiesa di Roma, i giovani partecipano con una modalità simile a quella sperimentata durante il giubileo a loro dedicato. Mi piace sottolineare che partiremo proprio il giorno di Sant’Agostino, figura di giovane in ricerca, e vivremo un percorso di fede ripercorrendo le tappe di Lourdes».

Il sacerdote ricorda anche il contesto di partenza: «Siamo a un anno dal lancio del centro giovanile creato nella parrocchia di Santa Marcella, che il Giubileo ha messo alla prova e che oggi è diventato un punto di riferimento stabile per i ragazzi. Ora, a distanza di un mese esatto dal grande appuntamento, ci mettiamo nuovamente in cammino per vivere un’esperienza inclusiva e allargata, nella quale i giovani si sentiranno chiamati e ringraziati per il contributo dato alla vita diocesana».

Il pellegrinaggio manterrà lo schema tradizionale, ma con alcune attenzioni specifiche rivolte ai giovani. «Alloggeremo alla Cité Saint Pierre, che mi ha colpito molto perché più che un classico albergo assomiglia a una vera e propria città dei giovani – racconta don Tedesco –. È un contesto che favorisce l’incontro, la condivisione e la preghiera comunitaria».

Oltre alle celebrazioni comuni, i giovani vivranno momenti loro dedicati: «Abbiamo previsto per loro una catechesi dedicata, mentre le meditazioni della Via Crucis sono scritte dai ragazzi delle parrocchie romane – spiega il direttore della Pastorale giovanile –. I pellegrini della diocesi mediteranno su questi testi, come segno di un cammino che nasce dal basso, dalla voce stessa dei giovani». Con il cardinale vicario Baldo Reina si vivrà un momento di confronto. Il porporato risponderà alle domande dei ragazzi. Al termine una festa con musica e canti.

Per la diocesi di Roma si tratta di un passo significativo: «Se questa esperienza diventasse una tappa fissa, sarebbe molto bello – conclude don Tedesco –: i ragazzi si sentono inclusi, accolti, ringraziati. È davvero un modo per dire grazie a loro per l’impegno generoso con cui hanno vissuto il Giubileo, e per continuare insieme un cammino di fede che guarda avanti».

 

27 agosto 2025

Morto l’arcivescovo Nosiglia. Il vicario Reina: «fu pastore sapiente e instancabile»

È morto nella notte tra il 26 e il 27 agosto, all’età di 80 anni, monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo emerito di Torino. Figura di spicco della Chiesa italiana, legò parte importante della sua vita e del suo ministero anche alla Diocesi di Roma, dove fu prima vescovo ausiliare e in seguito vicegerente.

Originario di Rossiglione, in Liguria, dopo aver compiuto gli studi nel Seminario di Acqui Terme, conseguì la Licenza in Teologia alla Pontificia Università Lateranense e quella in Sacra Scrittura al Pontificio Istituto Biblico di Roma. Fu ordinato sacerdote il 29 giugno 1968. Dal 1968 al 1975 fu collaboratore nella parrocchia di San Giovanni Battista De Rossi; dal 1971 al 1983 addetto dell’Ufficio Catechistico nazionale della Cei; dal 1975 al 1991 collaboratore nella parrocchia di San Filippo Neri alla Pineta Sacchetti; dal 1978 al 1980 docente di Teologia al Pontificio Ateneo Sant’Anselmo; dal 1983 al 1986 vicedirettore dell’Ufficio Catechistico nazionale Cei del quale sarà direttore dal 1986 al 1991.

Eletto alla Chiesa titolare di Vittoriana, fu nominato vescovo ausiliare di Roma da san Giovanni Paolo II il 6 luglio 1991, ricevendo l’ordinazione episcopale il 14 settembre dello stesso anno nella basilica di San Giovanni in Laterano. Al suo servizio nella capitale venne affidato in particolare il settore della catechesi e della scuola, ambiti nei quali portò un contributo prezioso alla formazione e alla trasmissione della fede.

Il 19 luglio 1996 fu elevato alla dignità di arcivescovo e chiamato a svolgere il ruolo di vicegerente della Diocesi di Roma, collaborando da vicino con il cardinale vicario Camillo Ruini. In quegli anni ebbe un ruolo centrale nel Sinodo diocesano di Roma, del quale fu relatore generale e poi presidente della commissione post-sinodale, guidando il cammino di attuazione delle linee pastorali emerse dall’assise.

Nel 2003 fu trasferito a Vicenza e successivamente, dal 2010 al 2022, guidò l’arcidiocesi di Torino. Anche in quegli incarichi mantenne sempre un legame profondo con la Chiesa di Roma, che oggi lo ricorda con affetto e riconoscenza.

I funerali saranno celebrati dall’arcivescovo metropolita di Torino e vescovo di Susa, cardinale Roberto Repole, venerdì 29 agosto alle 15.30 nel duomo di Torino. La veglia funebre, presieduta sempre dal cardinale Repole, si terrà giovedì 28 agosto alle 21 all Santuario della Consolata, dove sarà allestita la camera ardente a partire da mercoledì 27 agosto alle 15.30.

Il cardinale vicario Baldo Reina, affidandolo «all’abbraccio misericordioso di Dio e alla preghiera di suffragio dei tanti fedeli che lo hanno conosciuto e apprezzato», ha ricordato monsignor Nosiglia come «pastore sapiente e instancabile». La Diocesi di Roma celebrerà la Messa di suffragio nella chiesa di Santa Bernadette a Lourdes, durante il pellegrinaggio diocesano.

 

27 agosto 2025

A Campo Marzio la Messa del cardinale vicario Reina per la solennità di Sant’Agostino

Il cardinale vicario Baldo Reina, domani 28 agosto alle ore 18.30, presiederà la messa solenne nella chiesa di Sant’Agostino in Campo Marzio, in occasione della festa liturgica di Sant’Agostino, vescovo e dottore della Chiesa. Alla celebrazione parteciperanno le diverse comunità religiose legate alla grande famiglia agostiniana, in un momento di comunione e di intensa preghiera ecclesiale.

L’appuntamento si inserisce all’interno delle festività organizzate dai frati agostiniani per onorare i loro santi patroni, Santa Monica e Sant’Agostino.

E’ entrato nella luce della Resurrezione don Wolfgang Rassy

Il Cardinale Vicario Baldassare Reina,
il Consiglio Episcopale, il Presbiterio
e i Diaconi della Diocesi di Roma,

annunciano che
è entrato nella luce della Resurrezione

il Rev.do
Don Wolfgang Rassy
di anni 63

per molti anni Presbitero itinerante,
Vicario Parrocchiale della Parrocchia San Bernardo di Chiaravalle dal 2000 al 2004,
Vicario Parrocchiale della Parrocchia San Timoteo dal 1993 al 1996

e, ricordandone il generoso e fecondo servizio pastorale,
lo affidano all’abbraccio misericordioso di Dio
e alla preghiera di suffragio dei fedeli,
invocando la pace e la gioia del Signore.

I funerali si svolgeranno lunedì 1° settembre 2025, alle ore 11.00,
presso la chiesa di St. Andreas a Eching – Monaco di Baviera
(Danziger Straße 11, 85386 Eching)

 

26 agosto 2025

Morte della mamma del cardinale De Donatis: il ringraziamento del porporato

Il Cardinale Angelo De Donatis non potendo raggiungere tutti personalmente ringrazia la Diocesi di Roma per le preghiere e la vicinanza spirituale in occasione della nascita al cielo di mamma Giuseppina e assicura il ricordo nella preghiera.

Il cardinale Reina: «Digiuno e preghiera per trovare una via di pace»

Riflessione del cardinale vicario Baldo Reina pubblicata sull’edizione odierna de “La Stampa”.

“Allora i discepoli, accostatisi a Gesù in disparte, gli chiesero: «Perché noi non abbiamo potuto scacciarlo?». Ed egli rispose: «Per la vostra poca fede. In verità vi dico: se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile. Questa razza di demòni non si scaccia se non con la preghiera e il digiuno» (Mt 17,19-21)”.

I discepoli non erano riusciti a liberare dal maligno una persona portata davanti a loro dal padre. Raccontano al Maestro il loro fallimento e chiedono come mai non erano stati in grado di compiere quel miracolo. Gesù risponde riportando il tutto alla mancanza di fede e alla necessità di mettere in campo “armi” inusuali ma efficaci: digiuno e preghiera. Qualche giorno fa Papa Leone XIV ha chiesto ai cristiani di tutto il mondo di vivere una giornata di digiuno e di preghiera in occasione della memoria liturgica della Beata Maria Vergine Regina, invocata anche come la “Regina della pace”, perché si arrivi presto alla pace “disarmata e disarmante” in tutto il pianeta. Ci si potrebbe interrogare sul senso del digiuno e della preghiera e sull’incidenza che possono avere rispetto ai conflitti bellici. Serve digiunare e/o pregare?

L’episodio raccontato dal Vangelo di Matteo mi permette di cogliere l’essenza di queste due vie, espressioni di una relazione profonda con Dio. Insieme all’elemosina fanno parte di alcune pie pratiche suggerite già nel mondo ebraico e riprese da Gesù all’inizio del suo ministero (Mt 6). L’idea di fondo è riscoprire le tre grandi coordinate della vita di ogni credente: il rapporto con Dio (la preghiera); il rapporto con gli altri (l’elemosina) e il rapporto con se stessi (il digiuno).

E in questo perimetro la capacità di ritornare all’essenziale, a ciò che davvero conta e a ciò che è utile per una vita pienamente umana e autenticamente cristiana. La sensazione che si ha oggi è che sia saltato proprio quest’impianto. Di fatto, in tanti, pensano di fare a meno di Dio organizzando il vivere umano attorno alla ricerca del profitto e del piacere. La perdita del fascino della Trascendenza ha determinato un triste livellamento verso le cose terrene, svuotate di senso e di bellezza. Assecondando l’adagio secondo cui “Dio è morto!” è veloce il passaggio alla morte e all’uccisione del fratello. Siamo tanti, viviamo l’uno accanto all’altro ma siamo tristemente soli. E tutto questo ci ha fatto perdere il rapporto con noi stessi. Non sappiamo più cosa è davvero importante “in sé”; al massimo riusciamo a stabilire cosa è importante “per me”.

Gli oltre 50 conflitti che ogni giorno insanguinano il nostro pianeta sono figli di questa logica distruttiva in cui qualcuno pensa di potersi affermare perché si ritiene più forte dell’altro e perché vuole accaparrare beni, territori, risorse che ritiene propri. Per farlo si uccide con disprezzo assoluto per la vita. Si distruggono ospedali, scuole, case. Si uccidono bambini, ammalati, giovani e anziani. Il forte appello di Papa Leone serve a scuotere l’intera umanità (o almeno quanti si professano cristiani) rispetto al torpore che rischia di diventare abitudine e che ci porta a ragionare su logiche di puro calcolo umano, di incontri ad alto impatto mediatico che poi nulla o poco risolvono o di previsioni che vengono puntualmente smentite.

Digiuno e preghiera sono pratiche i cui effetti non si misurano nell’immediato. Hanno la funzione di imporci una sosta. Di metterci innanzi a Dio per ricordare che solo Lui è il Signore di tutto. Sua è la terra, ogni terra. Sua è la vita, ogni vita. Di fermarci di fronte all’ingordigia del cibo e di tutto ciò che divoriamo ogni giorno senza chiederci se davvero serva alla nostra vita. Di piegare le ginocchia e di stare a stomaco vuoto per scoprire che è un Altro che ci riempie. Solo così potremo dire al monte di spostarsi e questo si sposterà; potremo dire a un esercito di fermarsi e questo si fermerà. Solo se avremo fede in Dio e nel fratello.

23 agosto 2025

Articoli recenti