7 Maggio 2026

A San Giovanni la Messa del cardinale vicario nella giornata di digiuno e preghiera per la pace

Accogliendo l’invito di Papa Leone a “vivere la giornata del 22 agosto in digiuno e preghiera” per supplicare il Signore “che ci conceda pace e giustizia e che asciughi le lacrime di coloro che soffrono a causa dei conflitti in corso”, il cardinale vicario Baldo Reina presiederà la Santa Messa oggi alle 17.30 nella Basilica Lateranense.

 

22 agosto 2025

Preghiera e digiuno per la pace: la diocesi di Roma accoglie l’appello del suo Vescovo Leone XIV

Di seguito la lettera del cardinale vicario

Carissimi fratelli e sorelle,

il Santo Padre Leone XIV ci invita a vivere domani, venerdì 22 agosto 2025, memoria di Maria Regina della Pace, come giornata di digiuno e di preghiera per implorare dal Signore il dono della pace.

La nostra Diocesi accoglie questo appello e lo rivolge a tutti i fedeli. In un tempo segnato da conflitti e violenze, affidiamo con fiducia alla Vergine Santa le lacrime dei sofferenti, il dolore degli innocenti e la speranza di tutti coloro che attendono giustizia e riconciliazione.

Invito pertanto ogni comunità, parrocchia, famiglia e singolo fedele a partecipare a questa giornata: il digiuno, vissuto con semplicità e fede e nutrito di preghiera diventi un segno della nostra comunione e un’offerta di pace.

Il Signore, Principe della pace, ci renda costruttori di concordia e di speranza tra i popoli. E Maria, Regina della Pace, che la Chiesa ricorda proprio in questo giorno, interceda per noi e accompagni il cammino dell’umanità verso la riconciliazione e l’unità.

Baldassare Card. Reina,
Vicario generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma

21 agosto 2025

E’ entrata nella luce della Resurrezione Luciana, mamma di don Matricciani

Il Cardinale Vicario,
il Consiglio Episcopale e tutta la Diocesi di Roma,

sono vicini al dolore di don Stefano Matricciani
per la morte della sua cara mamma,

Luciana Lepori
di anni 94

e, assicurando preghiere di suffragio, invocano Dio Padre,
ricco di misericordia, perché conceda a Luciana il premio
della vita eterna e dia conforto ai suoi familiari.

I funerali saranno celebrati oggi mercoledì 20 agosto 2025, alle ore 11:00, presso la Parrocchia dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, in via Poggio Moiano 12, Roma.

E’ entrata nella luce della Resurrezione Giuseppa Lucia, mamma del cardinale De Donatis

Il Cardinale Vicario,

il Consiglio Episcopale e tutta la Diocesi di Roma,

sono vicini al dolore di Sua Eminenza il Cardinale

Angelo De Donatis

per la morte della sua cara mamma,

Giuseppa Lucia

di anni 96

e, assicurando preghiere di suffragio, invocano Dio Padre,

ricco di misericordia, perché conceda a Giuseppa Lucia il premio

della vita eterna e dia conforto ai suoi familiari.

I funerali saranno celebrati oggi giovedì 20 agosto 2025, alle ore 17:30, presso la Chiesa Cuore Immacolato di Maria in Casarano (LE).

Il Cardinale Vicario oggi 20 agosto alle ore 18:00 celebrerà una Santa Messa in suffragio della mamma del Cardinale De Donatis presso la Chiesa di San Bernardo alle Terme (Piazza S. Bernardo n.105, Roma)

L’anniversario della morte di Alcide De Gasperi: l’omelia del cardinale Reina

La tomba di Alcide De Gasperi nell'atrio della basilica di San Lorenzo fuori le Mura (foto Diocesi di Roma / Gennari)

Nella mattinata di oggi, martedì 19 agosto agosto, nella basilica di San Lorenzo al Verano, il cardinale vicario Baldo Reina presiede la Messa in occasione del 71° anniversario della morte di Alcide De Gasperi. Di seguito il testo integrale dell’omelia

Carissimi fratelli e sorelle,
anche quest’anno ci ritroviamo insieme per celebrare l’Eucarestia nel giorno in cui si ricorda la nascita al Cielo del Servo di Dio Alcide De Gasperi. Desidero anzitutto ringraziare la Fondazione De Gasperi per avermi invitato a presiedere questa liturgia e rivolgo un cordiale saluto alle gentili autorità presenti e a quanti si adoperano con dedizione per approfondire e diffondere il pensiero e la testimonianza cristiana di questo grande statista, la cui visione politica risulta estremamente attuale e meritevole di essere recuperata nella sua forza e nella sua spinta profetica.

Si è da poco concluso l’anno degasperiano in occasione del 70° anniversario della morte di Alcide che ha avuto nella chiusura della fase diocesana del processo di beatificazione uno dei momenti più alti. Questo evento si colloca significativamente all’interno del Giubileo della Speranza nel quale siamo ancora immersi e che fa da cornice a quanto oggi stiamo per vivere, invitandoci a riflettere sul pensiero e sull’opera di De Gasperi.

Le Letture proclamate ci offrono uno specchio attraverso il quale leggere il significato profondo della sua missione. La prima lettura racconta la vocazione e la missione del giovane Gedeone. Il popolo d’Israele, dopo l’ingresso nella terra di Canaan, si era velocemente allontanato da Dio cadendo nell’idolatria e nell’infedeltà; l’alleanza con divinità straniere aveva causato, di fatto, uno sfaldamento del popolo con la conseguente invasione di eserciti più forti. In questo contesto di totale fallimento, Dio chiama il giovane Gedeone a risollevare le sorti d’Israele e a sconfiggere l’esercito dei Madianiti. “L’angelo del Signore gli apparve e gli disse: Il Signore è con te, uomo forte e valoroso… va con questa tua forza e salva Israele dalla mano di Madian; non ti mando forse io?… Io sarò con te e tu sconfiggerai i Madianiti come se fossero un uomo solo”. Gedeone obbedisce al comando di Dio e realizza pienamente la missione che gli era stata affidata. La vicenda di questo giovane israelita è lo specchio di ogni esperienza credente; Gedeone è il nome di ognuno di noi, perché a ciascuno il Signore affida il compito di affrontare il buon combattimento della fede e di essere strumento di liberazione dal potere del male.

Questa pagina della Scrittura si rivela provvidenziale mentre ricordiamo Alcide De Gasperi. Anche lui, nella sua vita ha percorso le tappe di Gedeone. Come lui ha sperimentato più volte la forza del potere nemico, l’immane tragedia della guerra, la diffusione del regime nazista e lo sfaldamento della monarchia. Tutto attorno a lui sapeva di sconfitta e di morte. L’Italia che prende in mano subito dopo il referendum è un Paese annientato e senza alcuna credibilità internazionale. E lui stesso aveva già pagato un prezzo altissimo per aver difeso gli ideali della libertà e della democrazia: aveva conosciuto la prigionia, la povertà, l’umiliazione, il tradimento e persino delle trame oscure che ne avevano decretato la fine. Eppure, come Gedeone, egli accoglie la missione, non confidando nella forza delle proprie risorse umane, bensì abbandonandosi alla volontà di Dio, nel silenzio della preghiera e nella luce della fede. Chissà se nel segreto della sua stanza avrà meditato le parole rivolte dal Signore a Gedeone a ampiamente ripetute nella Bibbia: “Il Signore è con te, uomo forte e valoroso”. Sicuramente, ha sperimentato che la forza del credente e del politico non è opera umana ma viene dal Signore; non solo quindi strategie di potere e doti diplomatiche, pur indubbiamente presenti, ma una profonda spiritualità. Alcide come tutti i grandi testimoni della fede non è forte perché migliore di altri ma perché ha sperimentato che la forza viene dal Signore, dalla sua grazia, dall’incontro con Lui nella preghiera e nella meditazione personale, dall’Eucarestia.
Negli anni bui e interiormente faticosi del lavoro presso la Biblioteca Apostolica, De Gasperi matura lentamente gli ideali che animeranno il suo agire politico. Quel periodo di deserto esistenziale e spirituale gli permette di interiorizzare la convinzione che il cristianesimo non può essere relegato solo alla sfera privata, ma può e deve innervare la scelta collettiva di un popolo che ancora si riconosce nei valori del Vangelo. Il vero segreto di Alcide non è stato soltanto la sua abilità politica per districarsi nello scacchiere internazionale, ma la sua visione di Paese e di mondo, di civiltà e di ricostruzione. La preghiera personale e lo studio della spiritualità cristiana lo hanno portato a maturare l’idea che si poteva costruire e ri-costruire una nazione a partire dal Vangelo e con la forza del Vangelo. Non per imporre a tutti la fede cristiana, ma perché attraverso di essa si possano irradiare su tutti gli uomini gli effetti della salvezza e della redenzione operata da Cristo sulla croce. Questa sua relazione intima con Dio lo ha portato alla convinzione che era possibile organizzare una democrazia – dopo gli anni bui del fascismo e mentre la monarchia mostrava tutta la sua debolezza – animata dalla fede cristiana e orientata al bene comune, alla giustizia sociale e alla libertà.

Ritengo che questa intuizione sia di estremo interesse e di straordinaria attualità per il nostro tempo e nel contesto di quanto sta avvenendo in Europa e nel mondo intero. Siamo consapevoli che la vera sfida non è schierarsi da una parte o dall’altra, o inseguire leadership più o meno forti, ma suscitare un risveglio della coscienza cristiana, una ripresa della Trascendenza intesa come spinta costante verso l’Alto, verso tutto ciò che è vero, giusto, nobile, retto, onorato. Se si perde il senso della Trascendenza – e a mio avviso oggi stiamo seriamente correndo questo rischio – tutto appare confuso, privo di senso, sfuggente; tutto si consuma in un attimo e con esso anche l’animo umano così come tristemente constatiamo nelle cronache del nostro tempo.

Il sogno di De Gasperi, così come quello di Schumann, Adenauer e tanti altri, era quello di un’Europa che si strutturava attorno alla fede nel Dio di Gesù Cristo. E mi sembra che proprio questa sia oggi la questione cruciale. L’Europa non può inseguire solo mere strategie di commercio delle potenze economiche, ma è chiamata a riscoprire sé stessa, le sue profonde radici, la forza della cultura ellenistica, la potenza della fede cristiana, la solidità dell’umanesimo liberale. Sono queste le solide fondamenta che in passato l’hanno resa grande e che oggi potrebbero farle conoscere una nuova stagione — certamente difficile, ma carica di possibilità — di progresso umano e valoriale. La vita e l’impegno di De Gasperi ci dimostrano che queste cose non solo sono auspicabili, ma sono anche realizzabili nella misura in cui si permette che Dio operi con sapienza dentro una vita umile e generosa.

Il Vangelo che abbiamo ascoltato ci mette davanti questa radicalità, più volte affermata da Gesù: “In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei Cieli. È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno di Dio”. E a Pietro che chiede come sia possibile ciò Gesù risponde: “Questo è impossibile agli uomini ma a Dio tutto è possibile”. È la stessa radicalità dei santi e dei martiri; è la radicalità che riconosciamo in De Gasperi che non ha mai seguito la strada del successo mondano, ma ha creduto che l’ingresso nel Regno dei Cieli passi solo attraverso la porta stretta del sacrificio personale. Alcide ha compreso che la costruzione della città degli uomini, se vuole essere riflesso di quella divina, richiede una oblatività assoluta, libera e liberante. Per chi crede tutto è possibile. E De Gasperi è stato innanzitutto un credente. Ha creduto che la salvezza operata da Cristo possa diventare opportunità di vita piena per gli uomini e le donne di buona volontà, può diventare buon governo nella ricerca e la promozione del bene comune, può diventare democrazia che dà spazio alla dignità umana e al progresso. L’attuale congiuntura internazionale, pesantemente segnata da una recrudescenza dei conflitti, interpretata alla luce della Parola di Dio e dell’illuminato magistero di Papa Leone XIV, impone a noi tutti una decisa assunzione di responsabilità. E qui sovviene il pensiero dello statista laddove, nel suo Discorso alla Conferenza di pace di Parigi, 10 agosto 1946, prendendo la parola, disse tra l’altro ai signori delegati che gravava su di loro “la responsabilità di dare al mondo una pace che corrisponda all’indipendenza e alla fraterna collaborazione dei popoli liberi”. E aggiunse: “Guardate a quella meta ideale, fate uno sforzo tenace e generoso per raggiungerla”.

Questi motivi, fratelli e sorelle, ci portano a invocare il Signore affinché conceda al nostro tempo uomini e donne come Alcide De Gasperi, desiderosi di affrontare con coraggio le difficoltà e le sfide del contesto storico nel quale siamo immersi, per gettare ancora il seme del Regno nell’attesa di frutti copiosi. Amen

Baldassare Card. Reina, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma

19 agosto 2025

Il pellegrinaggio diocesano a Lourdes

Torna, tra agosto e settembre, il tradizionale pellegrinaggio diocesano a Lourdes, organizzato dall’Opera Romana Pellegrinaggi. Con una novità: al gruppo si uniranno anche 150 ragazzi dai 16 ai 28 anni grazie all’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile. Gli under 30 partiranno a bordo di 3 pullman il 28 agosto, per fare ritorno a Roma il 2 settembre; a Lourdes si troveranno con gli altri partecipanti al pellegrinaggio diocesano, che arriveranno nella cittadina francese in aereo il 29 agosto e resteranno fino al primo settembre. I pellegrini in totale saranno 600 e verranno guidati dal cardinale vicario Baldo Reina.

Ci sarà anche madre Rebecca Nazzaro, direttrice dell’Opera Romana Pellegrinaggi. «La risposta dei giovani è stata altissima – osserva –, tanto è vero che abbiamo dovuto fermare le iscrizioni. Sarà bellissimo pregare insieme al resto del gruppo; molte attività verranno portate avanti in comune mentre altre saranno separate. La Via Crucis, ad esempio, l’hanno scritta i ragazzi e hanno anche preparato un momento di festa finale da condividere con il gruppo».

Ricco il programma, comune per tutti: dalla Via Crucis alle catechesi, dalla Messa internazionale alla visita ai luoghi in cui visse santa Bernadette, dalla recita del Santo Rosario – trasmessa il 30 agosto in diretta su Tv2000 – alla fiaccolata, fino alla festa di domenica 31 agosto animata dai giovani.

«La presenza dei giovani viene valorizzata all’interno del pellegrinaggio diocesano – riflette don Alfredo Tedesco, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile –. Già in passato si è tentato di coinvolgerli, questa volta con maggiore profondità e intensità. C’è un legame profondo tra i giovani e il tema della salute fisica, mentale, spirituale. La sofferenza fa parte delle loro vite: c’è disagio, solitudine, emergenza educativa. Lourdes può essere un luogo simbolico, una chiave di speranza. La Madonna, come figura materna, di guarigione, di presenza accogliente, può rappresentare per loro un segno potente. Questo pellegrinaggio è anche una risposta concreta a una generazione che ha bisogno di sentirsi ascoltata, accompagnata, guarita e amata».

E già si pensa a replicare questa formula mista anche per altri tipi di pellegrinaggi, come sottolinea madre Rebecca: «Come ORP mettiamo la nostra grande struttura a servizio di proposte specifiche per i giovani a prezzi molto contenuti, per dare loro la possibilità di partecipare. Perché il pellegrinaggio, come ha detto Papa Leone XIV a Tor Vergata, è un grande strumento di evangelizzazione, di amicizia e fraternità».

Bando oratori, pubblicata una delle due graduatorie

Foto Gennari

È stata pubblicata la graduatoria con gli esiti della partecipazione al Bando regionale avente come oggetto: “Attuazione D.G.R. 355 del 23 maggio 2025, Legge regionale 13 giugno 2001, n. 13 e s.m.i, “Riconoscimento della funzione sociale ed educativa degli oratori. Approvazione del Programma annuale delle attività 2025 e finalizzazione delle risorse di parte corrente” (euro 30.000,00 euro di massimale).

Gli enti che hanno presentato progetti idonei e finanziabili dovranno inviare l’atto d’impegno e la relativa polizza fidejussoria a copertura dell’intero importo entro l’8 settembre 2025.

Nel file allegato è presente l’elenco dei:

  • “Programmi idonei e finanziabili” di cui all’Allegato 1 che forma parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
  • “Programmi idonei ma non finanziabili per esaurimento delle risorse finanziarie disponibili”, di cui all’Allegato 2 che forma parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
  • “Programmi inammissibili” di cui all’Allegato 3 che forma parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
  • “Domande Escluse” di cui all’Allegato 4 che forma parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;

Come informa la Direzione regionale Affari della Presidenza, Turismo, Cinema, Audiovisivo e Sport, a stretto giro invierà ai richiedenti dei programmi idonei e finanziabili, all’indirizzo PEC indicato in sede di presentazione della domanda, la notifica della determinazione di approvazione della graduatoria, con la richiesta della sottoscrizione del prescritto “Atto di impegno” di cui all’allegato 4 del citato Avviso Pubblico già pubblicato e della trasmissione della polizza fidejussoria che coprirà l’intero importo secondo le modalità previste dall’Avviso stesso. I soggetti ammessi al finanziamento, quindi, dovranno provvedere a trasmettere via PEC quanto richiesto, entro l’8 settembre 2025. Con successivo atto, la direzione proponente provvederà all’impegno di spesa relativamente a ciascun programma idoneo e finanziabile, di cui all’Allegato 1, subordinatamente alla trasmissione della suddetta documentazione. Per i parroci, quindi, è importante controllare la casella PEC.

Per scaricare la graduatoria, clicca qui

5 agosto 2025

Il cibo del Giubileo dei giovani alla Caritas

Niente sprechi dopo il Giubileo dei giovani. Grazie all’impegno del Dicastero per l’Evangelizzazione, i prodotti alimentari non utilizzati durante gli eventi a Tor Vergata stanno diventando un segno concreto di solidarietà. Volontari e operatori della Caritas diocesana di Roma, infatti, sono all’opera per distribuire panini e tramezzini freschi attraverso gli Empori della Solidarietà.

Nelle prossime settimane verranno consegnati anche alimenti a lunga conservazione – scatolame, merendine, succhi di frutta – per sostenere le famiglie più fragili. Si tratta di «un segno di collaborazione nella Chiesa – osservano dalla Caritas – che si traduce in gesti concreti di prossimità e contro ogni spreco di cibo».

6 agosto 2025

Il calendario diocesano per il 2025-2026

È possibile scaricare il calendario diocesano con tutti gli appuntamenti per l’anno pastorale 2025-2026.

La programmazione diocesana potrà subire delle variazioni; gli appuntamenti saranno segnalati e aggiornati periodicamente su questo sito internet nello spazio dell’Agenda diocesana

Clicca qui per scaricare il calendario

6 agosto 2025

«Grazie per tutto quello che avete fatto!»: la lettera del cardinale vicario sul Giubileo dei giovani e l’invito all’assemblea diocesana con Papa Leone

Foto Gennari

Di seguito il testo integrale della lettera del cardinale vicario

Carissimi,
all’indomani del Giubileo dei Giovani, insieme al Consiglio Episcopale, sento il bisogno di esprimere a ciascuno di voi un sentito “grazie” per tutto quello che avete fatto in questi mesi di preparazione e, in particolare, nell’ultima settimana culminata nella Veglia di sabato е nella commovente Celebrazione Eucaristica di ieri mattina presiedute dal nostro Vescovo.

Quando abbiamo iniziato a ragionare su questo grande evento, il Dicastero per la Nuova Evangelizzazione guidato da S.E. Mons. Fisichella, ci ha affidato la cura dell’accoglienza dei giovani pellegrini; con prontezza e disponibilità ci siamo messi all’opera, organizzando con dedizione ogni aspetto in modo da arrivare preparati e offrire un servizio degno della bellezza di quanto abbiamo vissuto.

Desidero rivolgere un particolare ringraziamento all’Ufficio per la Pastorale Giovanile a partire dal suo direttore, don Alfredo Tedesco, per l’impegno profuso e per il cammino di accompagnamento che ha saputo offrire in questo ultimo anno. Si è rivelata provvidenziale l’intuizione di istituire una rete di referenti di Pastorale Giovanile per ciascuna Prefettura. I 36 sacerdoti incaricati hanno svolto un servizio prezioso, spesso forse nascosto agli occhi dei più, ma molto utile per sollecitare le singole comunità, per mappare i luoghi destinati all’accoglienza, per sostenere gli animatori e per segnalare le difficoltà per tempo, al fine di trovare soluzioni adeguate e tempestive. La scelta dei referenti di prefettura è la dimostrazione che, quando usciamo fuori dai nostri confini e facciamo rete con chi ci sta accanto e con la realtà della Diocesi, le cose funzionano davvero e hanno il sapore di un’autentica fraternità ecclesiale.

In questo sentimento di gratitudine vi chiedo di includere i tantissimi volontari che ci hanno supportato sia a livello diocesano che nelle singole comunità parrocchiali. E’ stato bello vedere la generosità di tanti fratelli e sorelle che, secondo le loro possibilità, hanno fatto ciò che hanno potuto per rendere più bella e più familiare l’accoglienza.

Credo che siamo riusciti a mostrare il volto di una Chiesa che vuole essere fedele alla sua intima vocazione di “madre di tutte le Chiese” nella carità e nella comunione. E quando vediamo i frutti di tale impegno ci sentiamo incoraggiati e scopriamo il lato bello della nostra Diocesi, colma di vitalità e freschezza.

In queste ultime settimane di certo non sono mancati gli imprevisti o le difficoltà. La macchina organizzativa è stata molto complessa e abbiamo messo in conto che qualcosa avrebbe potuto non funzionare alla perfezione. Se da parte nostra, come Diocesi, non siamo stati pronti nell’affrontare qualche problematica vi chiedo scusa; mi sento di dire che ce l’abbiamo messa tutta cercando di rispondere con dedizione ad ogni richiesta di supporto.

Celebrato il Giubileo dei Giovani è tempo di un po’ di riposo nel corpo e nello spirito prima di riprendere le attività del prossimo anno pastorale.

Come accennato durante la celebrazione del 24 giugno scorso, considerato il particolare anno che abbiamo vissuto, segnato in particolare dalla morte di Papa Francesco e dall’inizio del ministero di Papa Leone XIV, abbiamo pensato di posticipare a settembre la consegna delle linee pastorali.

Il nostro Vescovo ha accettato con gioia di accompagnare Lui stesso l’avvio dell’anno pastorale e verrà nella nostra Basilica Cattedrale il 19 settembre p.v., nel pomeriggio, per tracciare il cammino della nostra Chiesa all’interno di una grande Assemblea Diocesana. Alla ripresa delle attività riceverete una lettera con tutti i dettagli di quel momento; intanto desidero condividere questa gioia perché possiamo sin da adesso alimentarla con la preghiera.

A voi e ai vostri collaboratori auguro di trascorre un’estate serena e ristoratrice.

Ancora una volta grazie di cuore. In questo giorno speciale ci affidiamo all’intercessione del Santo Curato D’Ars perché ci custodisca nell’umiltà e nel desiderio di crescere nella santità.

A ciascuno di voi chiedo preghiere per il mio servizio e vi abbraccio tutti con profondo affetto.
Buona estate!

Baldassare Card. Reina
Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma

4 agosto 2025

Leone al popolo dei giovani: «Quanto ha bisogno il mondo di testimoni di giustizia e di pace!»

Foto Gennari

Pellegrino tra i pellegrini. È scomparso per qualche secondo, Papa Leone. Il suo volto nascosto dietro la croce. E quello di Cristo mostrato ai giovani di tutto il mondo. Si è fatto piccolo per mostrare loro la grandezza dell’unica «stella polare» da seguire «per costruire il futuro». L’ha alzata al cielo quando è arrivato sul palco. Quasi si confondeva con i ragazzi che lo hanno seguito. Il bianco della talare si è mischiato all’arcobaleno di colori delle magliette. Il sole stava tramontando proprio in quel momento. L’ultima luce del giorno, che però è sembrata l’alba di un nuovo giorno.

C’erano un milione di giovani ad aspettarlo. Un milione di anime di 146 Paesi diversi assetati di dubbi, domande, insicurezze. Alla ricerca di una speranza da toccare finalmente con mano. Le risposte, il Papa, gliel’ha donate già dall’inizio. Da quando, sceso dalla Papamobile, ha percorso l’ultimo tratto a piedi, portando in mano la croce dei pellegrinaggi giubilari. Un gesto poi sigillato nell’eternità dalla strada che ha indicato loro: «Ascoltate la sua Parola, che è Vangelo di salvezza! – ha detto il Papa rispondendo alla domanda di un ragazzo statunitense -. Cercate la giustizia, rinnovando il modo di vivere, per costruire un mondo più umano! Servite il povero, testimoniando il bene che vorremmo sempre ricevere dal prossimo! Adorate l’Eucarestia, fonte della vita eterna! Studiate, lavorate, amate secondo lo stile di Gesù, il Maestro buono che cammina sempre al nostro fianco». Da qui, il suo mandato: «Quanto ha bisogno il mondo di missionari del Vangelo che siano testimoni di giustizia e di pace! Quanto ha bisogno il futuro di uomini e donne che siano testimoni di speranza! Ecco, carissimi giovani, il compito che il Signore Risorto ci consegna». E ha ribadito: «L’amicizia è una strada per la pace».

Il Pontefice è arrivato a Tor Vergata intorno alle 19.20. Alla comparsa dell’elicottero bianco, si è sentito il primo boato dei ragazzi. Le mani di tutti indicavano in alto. Dopo pochi minuti, è atterrato sulla pista. Qualche momento di attesa e poi ha iniziato il giro tra i giovani con la papamobile. Il sole basso gli illuminava il volto, coperto da qualche ombra. Sorrideva raggiante mentre salutava i ragazzi che lo acclamavano. In tre di loro hanno condensato le domande che attraversano la loro vita. E le hanno rivolte al pontefice all’inizio della veglia, accompagnata dalla musica del coro diocesano diretto da monsignor Marco Frisina e dalle voci del trio “Il Volo”.

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«Aspirate a cose grandi»: l’omelia di Papa Leone nella Messa a Tor Vergata

Foto Gennari

Di seguito il testo integrale dell’omelia pronunciata da Papa Leone XIV nella Messa celebrata questa mattina a Tor Vergata, a conclusione del Giubileo dei giovani

Carissimi giovani,

dopo la Veglia vissuta assieme ieri sera, ci ritroviamo oggi per celebrare l’Eucaristia, Sacramento del dono totale di Sé che il Signore ha fatto per noi. Possiamo immaginare di ripercorrere, in questa esperienza, il cammino compiuto la sera di Pasqua dai discepoli di Emmaus (cfr Lc 24,13-35): prima si allontanavano da Gerusalemme intimoriti e delusi; andavano via convinti che, dopo la morte di Gesù, non ci fosse più niente da aspettarsi, niente in cui sperare. E invece hanno incontrato proprio Lui, lo hanno accolto come compagno di viaggio, lo hanno ascoltato mentre spiegava loro le Scritture, e infine lo hanno riconosciuto allo spezzare del pane. I loro occhi allora si sono aperti e l’annuncio gioioso della Pasqua ha trovato posto nel loro cuore.

La liturgia odierna non ci parla direttamente di questo episodio, ma ci aiuta a riflettere su ciò che in esso si narra: l’incontro con Cristo Risorto che cambia la nostra esistenza, che illumina i nostri affetti, desideri, pensieri.

La prima Lettura, tratta dal Libro del Qoelet, ci invita a prendere contatto, come i due discepoli di cui abbiamo parlato, con l’esperienza del nostro limite, della finitezza delle cose che passano (cfr Qo 1,2;2,21-23); e il Salmo responsoriale, che le fa eco, ci propone l’immagine dell’«erba che germoglia; al mattino fiorisce e germoglia, alla sera è falciata e secca» (Sal 90,5-6). Sono due richiami forti, forse un po’ scioccanti, che però non devono spaventarci, quasi fossero argomenti “tabù”, da evitare. La fragilità di cui ci parlano, infatti, è parte della meraviglia che siamo. Pensiamo al simbolo dell’erba: non è bellissimo un prato in fiore? Certo, è delicato, fatto di steli esili, vulnerabili, soggetti a seccarsi, piegarsi, spezzarsi, e però al tempo stesso subito rimpiazzati da altri che spuntano dopo di loro, e di cui generosamente i primi si fanno nutrimento e concime, con il loro consumarsi sul terreno. È così che vive il campo, rinnovandosi continuamente, e anche durante i mesi gelidi dell’inverno, quando tutto sembra tacere, la sua energia freme sotto terra e si prepara ad esplodere, a primavera, in mille colori.

Noi pure, cari amici, siamo fatti così: siamo fatti per questo. Non per una vita dove tutto è scontato e fermo, ma per un’esistenza che si rigenera costantemente nel dono, nell’amore. E così aspiriamo continuamente a un “di più” che nessuna realtà creata ci può dare; sentiamo una sete grande e bruciante a tal punto, che nessuna bevanda di questo mondo la può estinguere. Di fronte ad essa, non inganniamo il nostro cuore, cercando di spegnerla con surrogati inefficaci! Ascoltiamola, piuttosto! Facciamone uno sgabello su cui salire per affacciarci, come bambini, in punta di piedi, alla finestra dell’incontro con Dio. Ci troveremo di fronte a Lui, che ci aspetta, anzi che bussa gentilmente al vetro della nostra anima (cfr Ap 3,20). Ed è bello, anche a vent’anni, spalancargli il cuore, permettergli di entrare, per poi avventurarci con Lui verso gli spazi eterni dell’infinito.

Sant’Agostino, parlando della sua intensa ricerca di Dio, si chiedeva: «Qual è allora l’oggetto della nostra speranza […]? È la terra? No. Qualcosa che deriva dalla terra, come l’oro, l’argento, l’albero, la messe, l’acqua […]? Queste cose piacciono, sono belle queste cose, sono buone queste cose» (Sermo 313/F, 3). E concludeva: «Ricerca chi le ha fatte, egli è la tua speranza» (ibid.). Pensando, poi, al cammino che aveva percorso, pregava dicendo: «Tu [Signore] eri dentro di me e io fuori. Lì ti cercavo […]. Mi chiamasti, e il tuo grido sfondò la mia sordità; balenasti, e il tuo splendore dissipò la mia cecità; diffondesti la tua fragranza, e respirai e anelo verso di te, gustai (cfr Sal 33,9; 1Pt 2,3) e ho fame e sete (cfr Mt 5,6; 1Cor 4,11); mi toccasti, e arsi di desiderio della tua pace» (Confessiones, 10, 27).

Hermanas y hermanos, son palabras muy hermosas, que nos recuerdan lo que decía el Papa Francisco en Lisboa, durante la Jornada Mundial de la Juventud, a otros jóvenes como ustedes: «Cada uno está llamado a confrontarse con grandes preguntas que no tienen […] una respuesta simplista o inmediata, sino que invitan a emprender un viaje, a superarse a sí mismos, a ir más allá […], a un despegue sin el cual no hay vuelo. No nos alarmemos, entonces, si nos encontramos interiormente sedientos, inquietos, incompletos, deseosos de sentido y de futuro […]. ¡No estamos enfermos, estamos vivos!» (Discurso en el encuentro con los jóvenes universitarios, 3 agosto 2023).

[Sorelle e fratelli, sono parole bellissime, che ricordano quanto Papa Francesco diceva a Lisbona, durante la Giornata Mondiale della Gioventù, ad altri giovani come voi: «Ognuno è chiamato a confrontarsi con grandi domande che non hanno […] una risposta semplicistica o immediata, ma invitano a compiere un viaggio, a superare sé stessi, ad andare oltre […], a un decollo senza il quale non c’è volo. Non allarmiamoci allora se ci troviamo interiormente assetati, inquieti, incompiuti, desiderosi di senso e di futuro […]. Non siamo malati, siamo vivi!» (Discorso per l’incontro con i Giovani Universitari, 3 agosto 2023).]

There is a burning question in our hearts, a need for truth that we cannot ignore, which leads us to ask ourselves: what is true happiness? What is the true meaning of life? What can free us from being trapped in meaninglessness, boredom and mediocrity?

In recent days, you have had many beautiful experiences. You have met other young people from different parts of the world and from diverse cultures. You have exchanged knowledge, shared expectations and entered into dialogue with the city through art, music, technology and sport. At the Circus Maximus, you also approached the Sacrament of Penance and received God’s forgiveness, asking for his help to live a good life.

[C’è una domanda importante nel nostro cuore, un bisogno di verità che non possiamo ignorare, che ci porta a chiederci: cos’è veramente la felicità? Qual è il vero gusto della vita? Cosa ci libera dagli stagni del non senso, della noia, della mediocrità?

Nei giorni scorsi avete fatto molte belle esperienze. Vi siete incontrati tra coetanei provenienti da varie parti del mondo, appartenenti a diverse culture. Vi siete scambiati conoscenze, avete condiviso aspettative, avete dialogato con la città attraverso l’arte, la musica, l’informatica, lo sport. Al Circo Massimo, poi, accostandovi al Sacramento della Penitenza, avete ricevuto il perdono di Dio e avete chiesto il suo aiuto per una vita buona.]

In tutto questo potete cogliere una risposta importante: la pienezza della nostra esistenza non dipende da ciò che accumuliamo né, come abbiamo sentito nel Vangelo, da ciò che possediamo (cfr Lc 12,13-21). È legata piuttosto a ciò che con gioia sappiamo accogliere e condividere (cfr Mt 10,8-10; Gv 6,1-13). Comprare, ammassare, consumare, non basta. Abbiamo bisogno di alzare gli occhi, di guardare in alto, alle «cose di lassù» (Col 3,2), per renderci conto che tutto ha senso, tra le realtà del mondo, solo nella misura in cui serve a unirci a Dio e ai fratelli nella carità, facendo crescere in noi «sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità» (Col 3,12), di perdono (cfr ivi, v. 13), di pace (cfr Gv 14,27), come quelli di Cristo (cfr Fil 2,5). E in questo orizzonte comprenderemo sempre meglio cosa significhi che «la speranza […] non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato» (cfr Rm 5,5).

Carissimi giovani, la nostra speranza è Gesù. È Lui, come diceva San Giovanni Paolo II, «che suscita in voi il desiderio di fare della vostra vita qualcosa di grande […], per migliorare voi stessi e la società, rendendola più umana e fraterna» (XV Giornata Mondiale della Gioventù, Veglia Di Preghiera, 19 agosto 2000). Teniamoci uniti a Lui, rimaniamo nella sua amicizia, sempre, coltivandola con la preghiera, l’adorazione, la Comunione eucaristica, la Confessione frequente, la carità generosa, come ci hanno insegnato i beati Piergiorgio Frassati e Carlo Acutis, che presto saranno proclamati Santi. Aspirate a cose grandi, alla santità, ovunque siate. Non accontentatevi di meno. Allora vedrete crescere ogni giorno, in voi e attorno a voi, la luce del Vangelo.

Vi affido a Maria, la Vergine della speranza. Con il suo aiuto, tornando nei prossimi giorni ai vostri Paesi, in tutte le parti del mondo, continuate a camminare con gioia sulle orme del Salvatore, e contagiate chiunque incontrate col vostro entusiasmo e con la testimonianza della vostra fede! Buon cammino!

3 agosto 2025

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