2 Maggio 2026

Quaresimali: “La paternità di Francesco” con Franco Nembrini e don Fabio Rosini

Si terrà questa sera, 4 marzo, alle ore 19, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, il secondo appuntamento dei Quaresimali 2026 dedicati a San Francesco d’Assisi.

L’incontro, dal titolo “La paternità di Francesco”, sarà guidato da Franco Nembrini e Fabio Rosini, con le conclusioni affidate al cardinale vicario Baldo Reina.

Al centro della riflessione, la “strategia educativa” del Poverello di Assisi e la sua cura misericordiosa della vita: una paternità che non esercita controllo, ma genera libertà, accompagna il cammino e custodisce anche nella fragilità.

Durante la serata sarà possibile seguire e consultare il testo della “Lettera a un ministro”, documento in cui Francesco invita chi guida a mettere la misericordia prima della durezza, ricordando che l’autorità cristiana è servizio e custodia del fratello.

Qui il testo della “Lettera a un ministro” per la consultazione durante l’incontro.

Segui la diretta streaming sul canale YouTube della Diocesi di Roma

 

4 marzo 2026

Quaresimali, Franco Nembrini legge la “perfetta letizia”

Quarto appuntamento con i quaresimali 2026 a San Giovanni in Laterano. Franco Nembrini e don Fabio Rosini racconteranno la figura di San Francesco attraverso il capitolo ottavo dei Fioretti; quello della perfetta letizia. Le conclusioni sono affidati al cardinale vicario Baldo Reina.

Leggi il brano qui.

Guarda la diretta YouTube

Quaresimali su Leopardi, stasera la conclusione – scarica il testo

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Si conclude questa sera l’iniziativa promossa dalla diocesi di Roma per la Quaresima: ogni mercoledì, a cominciare dal primo marzo, la basilica di San Giovanni in Laterano, dalle ore 19, ha ospitato cinque incontri dedicati ai capolavori di Giacomo Leopardi per vivere insieme il cammino quaresimale. “Ed io che sono?” è il nome della proposta, che ha visto protagonista Franco Nembrini, professore e saggista; l’introduzione di ogni serata è stata affidata a don Fabio Rosini, direttore dell’Ufficio diocesano per le vocazioni, mentre le conclusioni al cardinale vicario Angelo De Donatis. Ogni incontro è trasmesso in diretta su Telepace e sul canale YouTube della diocesi di Roma (@diocesidiromaofficial).

«È l’occasione per riflettere alla luce di alcune pagine tra le più espressive della nostra letteratura, e vivere più consapevolmente il nostro cammino di preparazione verso la Pasqua», per il cardinale De Donatis.

La conclusione il 29 marzo, con “Questo, d’ignoto amante, inno ricevi”, dalla poesia “Alla sua donna”, che Nembrini definisce «l’incredibile profezia al vertice della poesia di Leopardi: la soluzione al male, la vittoria sul male sarebbe che l’eterno accettasse di incarnarsi e diventare compagno di cammino per l’uomo».

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29 marzo 2023

Quaresimali con Franco Nembrini, i testi della terza serata

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“L’Infinito” e “Il  passero solitario”, su questi due celeberrimi componimenti di Giacomo Leopardi, Franco Nembrini, professore e saggista, si soffermerà nella terza serata del ciclo di meditazioni quaresimali “Ed io che sono?”, questa sera (mercoledì 15 marzo) nella basilica di San Giovanni in Laterano. Come di consueto, l’appuntamento sarà aperto da una introduzione di don Fabio Rosini, direttore dell’Ufficio per le vocazioni della diocesi di Roma, e verrà concluso da una riflessione del cardinale vicario Angelo De Donatis.

L’infinito

«Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare.»

 

Il passero solitario

D’in su la vetta della torre antica,
Passero solitario, alla campagna
Cantando vai finchè non more il giorno;
Ed erra l’armonia per questa valle.
Primavera dintorno
Brilla nell’aria, e per li campi esulta,
Sì ch’a mirarla intenerisce il core.
Odi greggi belar, muggire armenti;
Gli altri augelli contenti, a gara insieme
Per lo libero ciel fan mille giri,
Pur festeggiando il lor tempo migliore:
Tu pensoso in disparte il tutto miri;
Non compagni, non voli,
Non ti cal d’allegria, schivi gli spassi;
Canti, e così trapassi
Dell’anno e di tua vita il più bel fiore.

Oimè, quanto somiglia
Al tuo costume il mio! Sollazzo e riso,
Della novella età dolce famiglia,
E te german di giovinezza, amore,
Sospiro acerbo de’ provetti giorni
Non curo, io non so come; anzi da loro
Quasi fuggo lontano;
Quasi romito, e strano
Al mio loco natio,
Passo del viver mio la primavera.
Questo giorno ch’omai cede alla sera,
Festeggiar si costuma al nostro borgo.
Odi per lo sereno un suon di squilla,
Odi spesso un tonar di ferree canne,
Che rimbomba lontan di villa in villa.
Tutta vestita a festa
La gioventù del loco
Lascia le case, e per le vie si spande;
E mira ed è mirata, e in cor s’allegra.
Io solitario in questa
Rimota parte alla campagna uscendo,
Ogni diletto e gioco
Indugio in altro tempo: e intanto il guardo
Steso nell’aria aprica
Mi fere il Sol che tra lontani monti,
Dopo il giorno sereno,
Cadendo si dilegua, e par che dica
Che la beata gioventù vien meno.

Tu, solingo augellin, venuto a sera
Del viver che daranno a te le stelle,
Certo del tuo costume
Non ti dorrai; che di natura è frutto
Ogni vostra vaghezza.
A me, se di vecchiezza
La detestata soglia
Evitar non impetro,
Quando muti questi occhi all’altrui core,
E lor fia voto il mondo, e il dì futuro
Del dì presente più noioso e tetro,
Che parrà di tal voglia?
Che di quest’anni miei? che di me stesso?
Ahi pentirommi, e spesso,
Ma sconsolato, volgerommi indietro.

 

L’incontro, in diretta streaming, potrà essere seguito anche sul nostro canale YouTube

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15 marzo 2023

 

 

Quaresimali con Franco Nembrini, i testi della quarta serata

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Il Canto notturno di un pastore errante dell’Asia sarà al centro della riflessione del quarto appuntamento dei Quaresimali 2023 a San Giovanni in Laterano con Franco Nembrini. Introduce l’incontro don Fabio Rosini, conclude con una meditazione il cardinale vicario Angelo De Donatis. Diretta streaming sul nostro canale YouTube dalle ore 19 del 22 marzo.

 

Canto notturno di un pastore errante dell’Asia

Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
Silenziosa luna?
Sorgi la sera, e vai,
Contemplando i deserti; indi ti posi.
Ancor non sei tu paga
Di riandare i sempiterni calli?
Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga
Di mirar queste valli?
Somiglia alla tua vita
La vita del pastore.
Sorge in sul primo albore
Move la greggia oltre pel campo, e vede
Greggi, fontane ed erbe;
Poi stanco si riposa in su la sera:
Altro mai non ispera.
Dimmi, o luna: a che vale
Al pastor la sua vita,
La vostra vita a voi? dimmi: ove tende
Questo vagar mio breve,
Il tuo corso immortale?

Vecchierel bianco, infermo,
Mezzo vestito e scalzo,
Con gravissimo fascio in su le spalle,
Per montagna e per valle,
Per sassi acuti, ed alta rena, e fratte,
Al vento, alla tempesta, e quando avvampa
L’ora, e quando poi gela,
Corre via, corre, anela,
Varca torrenti e stagni,
Cade, risorge, e più e più s’affretta,
Senza posa o ristoro,
Lacero, sanguinoso; infin ch’arriva
Colà dove la via
E dove il tanto affaticar fu volto:
Abisso orrido, immenso,
Ov’ei precipitando, il tutto obblia.
Vergine luna, tale
E’ la vita mortale.

Nasce l’uomo a fatica,
Ed è rischio di morte il nascimento.
Prova pena e tormento
Per prima cosa; e in sul principio stesso
La madre e il genitore
Il prende a consolar dell’esser nato.
Poi che crescendo viene,
L’uno e l’altro il sostiene, e via pur sempre
Con atti e con parole
Studiasi fargli core,
E consolarlo dell’umano stato:
Altro ufficio più grato
Non si fa da parenti alla lor prole.
Ma perchè dare al sole,
Perchè reggere in vita
Chi poi di quella consolar convenga?
Se la vita è sventura,
Perchè da noi si dura?
Intatta luna, tale
E’ lo stato mortale.
Ma tu mortal non sei,
E forse del mio dir poco ti cale.

Pur tu, solinga, eterna peregrina,
Che sì pensosa sei, tu forse intendi,
Questo viver terreno,
Il patir nostro, il sospirar, che sia;
Che sia questo morir, questo supremo
Scolorar del sembiante,
E perir dalla terra, e venir meno
Ad ogni usata, amante compagnia.
E tu certo comprendi
Il perchè delle cose, e vedi il frutto
Del mattin, della sera,
Del tacito, infinito andar del tempo.
Tu sai, tu certo, a qual suo dolce amore
Rida la primavera,
A chi giovi l’ardore, e che procacci
Il verno co’ suoi ghiacci.
Mille cose sai tu, mille discopri,
Che son celate al semplice pastore.
Spesso quand’io ti miro
Star così muta in sul deserto piano,
Che, in suo giro lontano, al ciel confina;
Ovver con la mia greggia
Seguirmi viaggiando a mano a mano;
E quando miro in cielo arder le stelle;
Dico fra me pensando:
A che tante facelle?
Che fa l’aria infinita, e quel profondo
Infinito Seren? che vuol dir questa
Solitudine immensa? ed io che sono?
Così meco ragiono: e della stanza
Smisurata e superba,
E dell’innumerabile famiglia;
Poi di tanto adoprar, di tanti moti
D’ogni celeste, ogni terrena cosa,
Girando senza posa,
Per tornar sempre là donde son mosse;
Uso alcuno, alcun frutto
Indovinar non so. Ma tu per certo,
Giovinetta immortal, conosci il tutto.
Questo io conosco e sento,
Che degli eterni giri,
Che dell’esser mio frale,
Qualche bene o contento
Avrà fors’altri; a me la vita è male.

O greggia mia che posi, oh te beata,
Che la miseria tua, credo, non sai!
Quanta invidia ti porto!
Non sol perchè d’affanno
Quasi libera vai;
Ch’ogni stento, ogni danno,
Ogni estremo timor subito scordi;
Ma più perchè giammai tedio non provi.
Quando tu siedi all’ombra, sovra l’erbe,
Tu se’ queta e contenta;
E gran parte dell’anno
Senza noia consumi in quello stato.
Ed io pur seggo sovra l’erbe, all’ombra,
E un fastidio m’ingombra
La mente, ed uno spron quasi mi punge
Sì che, sedendo, più che mai son lunge
Da trovar pace o loco.
E pur nulla non bramo,
E non ho fino a qui cagion di pianto.
Quel che tu goda o quanto,
Non so già dir; ma fortunata sei.
Ed io godo ancor poco,
O greggia mia, nè di ciò sol mi lagno.
Se tu parlar sapessi, io chiederei:
Dimmi: perchè giacendo
A bell’agio, ozioso,
S’appaga ogni animale;
Me, s’io giaccio in riposo, il tedio assale?

Forse s’avess’io l’ale
Da volar su le nubi,
E noverar le stelle ad una ad una,
O come il tuono errar di giogo in giogo,
Più felice sarei, dolce mia greggia,
Più felice sarei, candida luna.
O forse erra dal vero,
Mirando all’altrui sorte, il mio pensiero:
Forse in qual forma, in quale
Stato che sia, dentro covile o cuna,
E’ funesto a chi nasce il dì natale.

 

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Quaresimale su san Francesco nella basilica di San Giovanni in Laterano

Quaresimale su san Francesco nella basilica di San Giovanni in Laterano

Quaresima nei luoghi della carità

Quaresima nei luoghi della carità, a cura della Caritas.

Quaresima di Carità: le proposte della Caritas diocesana

Foto Diocesi di Roma / Gennari

La Quaresima, tempo forte di conversione, di preghiera e di attenzione ai fratelli più bisognosi, nella Chiesa di Roma è tradizionalmente “Quaresima di Carità”, in cui vivere riscoprire l’amore di Dio nell’Eucaristia e in iniziative di prossimità verso chi soffre. Per favorire questa attenzione, la Caritas diocesana promuove nella quinta domenica di Quaresima la Giornata della Carità, il prossimo 6 aprile. In quella occasione la colletta di tutte le chiese della diocesi andrà a sostenere i «segni giubilari di speranza» che la diocesi di Roma propone per venire incontro a quanti vivono nella povertà abitativa.

Nell’ultima settimana di Quaresima, inoltre, l’organismo diocesano propone due appuntamenti di preghiera e riflessione. Insieme all’Ufficio per la cooperazione missionaria tra le Chiese, martedì 8 aprile, alle ore 18, promuove il webinar “Haiti: l’isola della speranza”, con interventi di padre Giulio Albanese, missionario comboniano e direttore del Centro missionario della diocesi di Roma; Monette Etienne, presidente Fraternità Haitiana onlus; Laura Stopponi, responsabile Servizio America Latina di Caritas italiana; Clara Zampaglione, operatrice di Caritas italiana ad Haiti. L’incontro verrà trasmesso sul canale Youtube di Caritas Roma.

Venerdì 11 aprile, alle ore 18.45, si svolgerà la seconda edizione della “Via Crucis degli invisibili”, organizzata dalla Caritas di Roma in collaborazione con i Salesiani della basilica del Sacro Cuore di Gesù a Castro Pretorio e le parrocchie della Prefettura 4 della diocesi. La celebrazione, presieduta dal vescovo ausiliare Michele Di Tolve, si svolgerà tra le vie intorno alla stazione Termini, approdo di molti turisti ma anche luogo di emarginazione sociale. La Via Crucis inizierà dalla basilica del Sacro Cuore di Gesù (Via Marsala 42) e si concluderà nell’Ostello “Don Luigi di Liegro” della Caritas diocesana (Via Marsala 109).

25 marzo 2025

Quaranta ore di adorazione a San Stanislao

Quaranta ore di adorazione eucaristica ininterrotta, in presenza o anche collegati da lontano. È l’iniziativa della parrocchia di San Stanislao che si terrà il 27, 28 e 29 marzo.

«In queste 40 ore – spiega il diacono Andrea Sartori, a cui è affidata la comunità di San Stanislao – il Corpo Mistico di Cristo si riunisce al di là delle distanze e prega il Padre per la pace nei cuori e nel mondo, per la guarigione fisica e spirituale delle persone, per la stabilità dei matrimoni e la concordia nelle famiglie. Pregheremo anche affinché Dio ci conceda il dono della vera carità evangelica».

Gli adoratori potranno venire in presenza in parrocchia, ma anche partecipare da lontano, andando ad adorare in una chiesa vicino casa o semplicemente raccogliendosi in preghiera, «chiudendo la porta della loro stanza», spiega ancora Sartori. Hanno già aderito adoratori da Roma, dalla Calabria, dall’Umbria, dalla Lombardia, dalla Campania e dalla Spagna. «Anche chi è lontano vuole partecipare, perché il Corpo Mistico di Cristo unisce al di là delle distanze – osserva il diacono –. Sono fioriti tanti adoratori, perfino per la notte che è il momento più difficile»

Per aderire a questa iniziativa mandare un messaggio al numero 3534970320

20 marzo 2027

Quante sono le “Madonnelle” di Roma?

Chi ha lo sguardo attento, passeggiando per Roma, noterà sicuramente, per gli angoli delle strade, piccoli tabernacoli o edicole sacre, le quali ospitano per lo più immagini di Maria. Le cosiddette “Madonnelle” sono la traduzione cristiana dei Compita Larum, le edicole dedicate alle divinità pagane, nate con la funzione di proteggere le zone in cui la città era suddivisa.

A seguito della libertà di culto, concessa da Costantino con l’Editto di Milano nel 313 d.C. però, queste raffigurazioni lasciarono il posto alle immagini di Gesù e soprattutto di Maria. Rapidamente, ogni via, piazza e angolo furono addolciti dalla loro presenza, a protezione della città e dei pellegrini. Roma infatti, da sempre calamita di importanti pellegrinaggi, i cosiddetti “romei”, era, potremmo dire, una grande macchina organizzata per la ricezione dei pellegrini che, da tutta l’Europa, approdavano nelle sue strade. Ogni rione quindi, ogni incrocio e ogni snodo significativo, era posto sotto la protezione della Vergine Maria. Di più, i nobili arrivarono a far realizzare edicole mariane sulle mura dei propri palazzi, a protezione della loro famiglia. Questo spiega il motivo per il quale, prima dell’invasione napoleonica, le Madonnelle ammontassero ad una cifra impressionante che tuttavia nel 1853 arrivava ancora a 1543 raffigurazioni sopravvissute (oggi sono poco meno di 600).

Le Madonnelle inoltre, davanti alle quali si aveva premura che ardesse sempre una candela o una lampada ad olio, erano anche la principale fonte di luce nelle buie strade romane. Bellissima immagine questa, la quale ricorda che, nelle tenebre, la luce della fede non conosce tramonto.

Camminare per le vie della città eterna è come procedere al ritmo delle litanie lauretane. La Vergine infatti, è rappresentata nelle centinaia di edicole qui presenti, con i vari titoli attraverso i quali comunemente ci rivolgiamo a lei. E Maria, dal suo canto, pone, oggi come allora, il suo dolce sguardo su ogni anima che, passandole davanti in questa vita così frenetica, viene avvolta dal manto di Colei che per natura e missione è madre. Alziamo dunque lo sguardo quando camminiamo per le vie di Roma: che non ci capiti di passare accanto alla nostra Madre celeste, ignorandone la presenza. Al contrario, come tanti prima di noi, eleviamo una preghiera al Cielo e ricordiamoci che, tutto quanto stiamo facendo, magari anche di corsa, non lo facciamo mai soli.

Possa il nostro imbatterci nelle Madonnelle squarciare l’orizzonte della nostra quotidianità e portarci ad affidare a Maria, sempre e di nuovo, la custodia del nostro cammino e la crescita del nostro amore, come leggiamo nella preghiera posta sotto l’immagine della Vergine del Rosario in via dell’Arco della Ciambella:

“T’innalza o Vergine
Casti pensieri
Chi pensa e medita
Ne tuoi misteri
E tu nell’anima
Gli accendi amore
Allora che ingenuo
Ei t’offre il core”.
Maria, aiuto dei cristiani, protettrice dei pellegrini e custode del popolo di Roma, prega per noi.

A cura delle Missionarie della Divina Rivelazione

10 maggio 2019

Pubblicazione del video sulla cattedrale di San Giovanni in Laterano

Pubblicazione del video sulla cattedrale di San Giovanni in Laterano, a cura del Servizio per la cultura e l’università e dell’Ufficio per la pastorale del tempo libero, del turismo e dello sport.

Pubblicati i regolamenti del Vicariato e della Commissione di Vigilanza

Si pubblicano i testi del “Regolamento Generale del Vicariato di Roma” e del “Regolamento della Commissione Indipendente di Vigilanza del Vicariato di Roma”, definitivamente approvati dal Santo Padre.

Regolamento Generale del Vicariato di Roma

Regolamento della Commissione Indipendente di Vigilanza 

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