19 Giugno 2026

Reina: «Di Liegro, profeta del Vangelo tra i poveri. La diocesi valuta iter di canonizzazione»

Nel cuore di Roma, nella Sala Immacolata della basilica dei Santi Apostoli, la voce di don Luigi Di Liegro è tornata a farsi ascoltare con una forza sorprendentemente attuale. Ieri pomeriggio, 24 novembre, la presentazione del volume La città giusta. Scritti su esclusione e comunità – raccolta di testi inediti provenienti dall’Archivio storico della Fondazione Di Liegro – non è stata soltanto un appuntamento culturale, ma il riaffiorare di una visione che continua a interrogare la città sul suo modo di guardare gli ultimi.

Gli scritti costituiscono un materiale vasto e prezioso – appunti, conferenze, rassegne stampa, corrispondenza – che documenta l’attenzione appassionata del sacerdote per le grandi questioni sociali del Novecento: dalle migrazioni al disagio mentale, dalla povertà urbana alla tossicodipendenza, dall’emergenza abitativa ai nuovi fenomeni di marginalità. Il volume, edito da Edizioni Lavoro, restituisce «il pensiero vivo» di don Luigi: una visione di comunità che si oppone alla cultura dello scarto e richiama alla responsabilità di costruire una città dove nessuno venga lasciato indietro. Nel solco di questo pensiero si colloca anche l’intervento del vicepresidente della Fondazione, Pierciro Galeone: «Nei testi di don Luigi non c’è pessimismo, ma un costante riferimento alla speranza», virtù teologale che Papa Francesco ha scelto per illuminare il Giubileo. «Si è occupato dei margini con l’idea del centro – ha aggiunto – convinto che l’ingiustizia sfiguri l’anima della città e che la cura dei più fragili sia la via per guarirla».

Cuore dell’incontro è stato l’intervento del cardinale vicario Baldo Reina, che ha restituito una lettura spirituale e pastorale della figura di don Di Liegro. Il cardinale ha raccontato di averlo conosciuto da giovane e di essere rimasto colpito dal suo modo di “sporcarsi le mani” e di lasciarsi raggiungere dalla realtà: non un’intuizione teorica, ma «un modo di vivere il Vangelo come storia, come incontro quotidiano con la carne di Cristo» nei poveri, nei baraccati, nei malati di Aids. Per Reina, don Luigi fu «mistico e profeta», capace di attingere da Dio la forza per sostenere gli ultimi senza arrendersi alla sfiducia.

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25 novembre 2025

Reina alla Caritas: non limitarsi a rimettere in piedi le persone ma «farle sognare»

Foto di Cristian Gennari

I poveri al posto della Samaritana. E noi nei panni di Gesù. È il mandato che sabato mattina, 4 ottobre, il cardinale vicario Baldo Reina ha consegnato agli operatori delle Caritas parrocchiali, dei Centri di ascolto e dei servizi diocesani. La sua meditazione del capitolo 4 del Vangelo di Giovanni è stata al centro dell’assemblea di apertura dell’anno pastorale per gli animatori della carità, dal titolo “Dammi da bere. L’incontro che cambia la vita”. Il porporato ha indicato loro quattro coordinate, sulla scia delle linee pastorali consegnate da Papa Leone XIV all’assemblea diocesana dello scorso 19 settembre. In primis, «fare nostri i bisogni degli altri», poi «mostrare loro qualcosa di più grande, Dio», quindi «mettersi in ascolto delle loro domande più profonde», e infine invitarli a «diventare loro stessi missionari».

Il cardinale ha esortato a «non a farci carico dei bisogni degli altri, perché se partiamo da questo presupposto creiamo da subito una distanza». Gesù, ha spiegato, «ha fatto suo il bisogno della Samaritana e ha colmato questa distanza». Fino a quando non sentiremo nostri i bisogni degli altri, ha aggiunto, «riterremo sempre quei bisogni come degli aspetti estranei alla nostra vita». Ma il Signore, ha continuato Reina, è andato ancora oltre. «Non solo si è immedesimato nei bisogni della donna», ma chiedendole da bere, «l’ha fatta sentire superiore a lui». Immaginate, ha detto il cardinale, «che grande miracolo se nei nostri incontri provassimo qualche volta a far sentire il povero, il senzatetto, il disperato e l’ammalato superiore a noi». È da qui che è possibile aprire le porte al dialogo, ha sottolineato il porporato, che poi si è soffermato sulla seconda coordinata da seguire: «La grande missione che Dio ci affida come Chiesa è quella di scoprire che c’è in noi una potenzialità di bene che davvero potrebbe aiutare tanti altri a raggiungere lo stesso obiettivo».

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Reina agli universitari: il Giubileo, occasione per «camminare insieme»

Il Giubileo, «tempo di passaggio e di desiderio di cambiare la nostra vita, rimettendoci in cammino», è appunto l’occasione per ricordare «l’importanza del camminare insieme e di recuperare e nutrire le relazioni». Così il cardinale vicario Baldo Reina si è rivolto ieri mattina, 18 ottobre, agli studenti universitari convenuti nella basilica di San Giovanni in Laterano per la celebrazione dell’Eucaristia in occasione della XXII Giornata del mondo accademico, promossa dall’Ufficio per la pastorale universitaria della diocesi di Roma. Tra i concelebranti, don Maurizio Mirilli, direttore dell’Ufficio del Vicariato, e don Gabriele Vecchione, cappellano della Sapienza e vicedirettore dell’Ufficio diocesano. Presenti nella cattedrale anche i cittadini del VII municipio per celebrare il proprio Giubileo, dopo un pellegrinaggio da piazza Re di Roma e il passaggio della Porta Santa.

«L’Università e il municipio – ha detto Reina – ci ricordano l’importanza di costruire e di vivere la relazione, specie in un momento storico come quello attuale in cui siamo tutti preoccupati per la violenza che colpisce tanti uomini e donne». Fondamentale in questo senso, allora, avere «come punto fermo il Regno di Dio, sapendo che è vicino e che la sua presenza salvifica accompagna sempre le nostre vite, passo dopo passo», sono ancora le parole del porporato, che ha invitato ciascuno, alla luce «del famoso discorso missionario ascoltato nel Vangelo di oggi e trasmesso da san Luca alla sua Chiesa», a uscire «da questa celebrazione con degli impegni concreti che diano ulteriore qualità e bellezza alla nostra vita». In questo senso, Reina ha sottolineato come «abbiamo tutti una missione da svolgere nella vita» ed è fondamentale «capire quale sia, così come per gli apostoli» che nel Vangelo «il Signore invia sì per annunciare il Suo messaggio, ma prima essi devono avere compreso e scoperto la loro missione, e questo vale per tutti noi».

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20 ottobre 2025

Reina a S. Maria Ausiliatrice: «La comunità è comunione»

La parrocchia di Santa Maria Ausiliatrice, affidata ai salesiani, declina il carisma di Don Bosco attraverso una liturgia viva, una catechesi esperienziale che abbraccia tutti e una carità che «non vuole dimenticare nessuno». Sorta nel cuore del Tuscolano, il 17 maggio celebrerà il 90° anniversario di consacrazione. Venerdì 23 e sabato 24 gennaio ha ricevuto la visita del cardinale vicario Baldo Reina, inserita nelle celebrazioni per san Francesco di Sales e san Giovanni Bosco. Una reliquia di quest’ultimo è stata esposta per tutta la settimana accanto all’altare.

Il porporato ha incontrato le realtà parrocchiali e sabato sera, nella Messa vespertina, ha invitato a riconoscersi come «una comunità che porta luce, unita, che segue le orme e l’esempio del Maestro». L’incontro con Cristo deve trasparire nei volti e nelle relazioni, deve essere testimoniato da «una comunità che sa accogliere, amare, tendere la mano, incoraggiare – ha detto –. Non volti spenti, ma persone che si fanno illuminare da Gesù». Ha poi osservato che «la comunità non è la somma di tanti gruppi, ma è comunione, la quale non può esserci senza amicizia e condivisione dei cammini di vita». L’esortazione è stata quella di «valorizzare» le occasioni di incontro e di fraternità perché «dove c’è divisione c’è il nemico». Infine, l’invito a vivere questo «tempo di crisi a qualsiasi livello» come occasione di rilancio missionario.

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26 gennaio 2026

Reina a Primavalle per la presa di possesso del titolo cardinalizio

Accolto sulla soglia della chiesa dalla e nella “sua” comunità con calore dall’abbraccio del parroco. Questo il gesto iniziale, unitamente al bacio del Crocifisso, con cui questa sera, 16 novembre, il cardinale vicario Baldo Reina ha preso possesso del proprio titolo cardinalizio a Primavalle. Percorrendo la navata per raggiungere l’altare, il porporato ha benedetto la comunità di Santa Maria Assunta e San Giuseppe, che Papa Francesco gli aveva appunto assegnato nel Concistoro del 7 dicembre del 2024. Proprio dalle mani di alcuni parrocchiani ha ricevuto prima dell’inizio della solenne celebrazione 3 doni «semplici ma che dicono il nostro affetto, la nostra gratitudine e il desiderio di camminare con te», ha detto il parroco don Luciano Squizzato.

Il primo è stato la casula, «la veste sacerdotale il cui nome indica una “piccola casa” – ha spiegato ancora il parroco -, segno dunque che avvolge il celebrante della carità di Cristo, che è la vera casa in cui deve abitare chi celebra». Ancora, la mitria, «segno della custodia del gregge e della missione apostolica che tu, don Baldo, sei chiamato a esercitare», sono ancora le parole di don Squizzato; infine, il dono del pastorale, «il bastone del pastore, il segno più antico del ministero episcopale», a dire che «ci affidiamo alla tua guida con fiducia e riconoscenza».

Altrettanta riconoscenza ha espresso il cardinale nella sua omelia, manifestando la gioia di «sapere che c’è una comunità, la mia, non in senso possessivo ma di appartenenza, che prega per me», certo che «dobbiamo camminare insieme nella comunione e per dare testimonianza». Richiamando infatti il Vangelo di Luca, Reina ha dapprima notato come «il Maestro, interrogato su questioni che hanno a che fare con l’orizzonte escatologico, fa una fotografia della realtà di ieri che è identica a quella di oggi con guerre ed eventi terribili», laddove «la violenza profonda è un problema del mondo intero, non solo di questa città o di questo quartiere».

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Ratake e Acr insieme per la cura del creato

«A noi l’ACR piace così ma vorremmo che (l’ACR) cambiasse Roma: rendere la città più pulita, meno inquinata cosicché si vedano le stelle; vorremmo che a Roma non ci fossero le sigarette buttate a terra, la spazzatura per le strade, l’inquinamento e la tristezza nei cuori». Partendo da questo desiderio dei ragazzi, inserito nel documento assembleare dell’Azione Cattolica di Roma, è nata l’idea di “PrendiAmoCene cuRa!”, l’appuntamento di fine anno per i ragazzi dell’associazione che quest’anno ha visto la partecipazione fondamentale di Retake Roma, l’associazione di volontariato impegnata nella lotta contro il degrado, nella valorizzazione dei beni pubblici e nella diffusione del senso civico sul territorio. Dal 23 maggio al 30 giugno sono stati effettuati cinque interventi in diverse zone di Roma.

Il primo appuntamento si è svolto in prossimità del Parco dell’Aniene, in collaborazione anche con l’associazione “Insieme per l’Aniene Onlus”, dove i ragazzi dell’Acr della parrocchia di San Ponziano e i volontari di Retake hanno riqualificato un’area e aperto un nuovo sentiero nel parco. Successivamente è stato il turno di San Romano Martire, in zona Monti Tiburtini, dove i ragazzi dell’Acr hanno ripulito il parcheggio davanti alla loro scuola, mentre i volontari di Retake e gli adulti dell’associazione si sono occupati di un’area verde in prossimità dell’edificio. A Settebagni, invece, l’intervento ha riguardato il tratto di strada dalla parrocchia di Sant’Antonio da Padova all’edicola mariana del quartiere dove ragazzi e volontari si sono riuniti, al termine dell’attività, per un momento di preghiera.

Anche a Santa Maria Madre della Misericordia, zona Casilina-Centocelle, si è unita la preghiera all’azione; dopo la Messa, celebrata insieme, i ragazzi si sono divisi in gruppi per occuparsi di diverse aree del quartiere, fino al parco di Villa Gordiani. L’ultimo intervento si è svolto nel settore ovest della nostra città, dove l’associazione di San Luigi di Montfort si è occupata del recupero di un tratto di pista ciclabile in prossimità della parrocchia. Ai ragazzi e alle loro famiglie è stato infine proposto un “compito per le vacanze”: impegnarsi ad avere cura dei luoghi, vicini o lontani, dove trascorreranno il tempo estivo perché tutto il mondo è la nostra Casa.

12 luglio 2021

Rassegna di musica sacra alla “chiesa dei cappuccini”

La chiesa dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, a Via Veneto, meglio nota come “chiesa dei cappuccini”, è in programma anche per questo nuovo anno pastorale la rassegna “Sacri Itinerari”, che unisce musica sacra e arte. Il prossimo appuntamento è per sabato 20 settembre a partire dalle 16. Si inizierà con i saluti del rettore padre Gian Nicola Paladino; si proseguirà poi con un excursus iconografico su “Francesco nell’arte: da Cimabue a Caravaggio”, a cura di Laura Scanu, storica dell’arte all’Università di Roma Tre. Quindi, il concerto di musica sacra per tromba ed organo, durante il quale si esibiranno i due artisti omonimi Simone Di Meo, trombettista, e Simone Di Meo, organista. La direzione artistica è di Giamila Berrè, docente al Conservatorio statale di musica di L’Aquila “A. Casella”.

15 settembre 2025

Rassegna cinematografica gratuita verso il Giubileo

Prende il via domenica al cinema Delle Provincie (viale delle Provincie 41) la rassegna cinematografica in preparazione al Giubileo 2025, a cura della prima sezione del Dicastero per l’Evangelizzazione, dal tema “Volti e contro-volti della Speranza”. In tutto 14 proiezioni per un percorso di riflessione tra film celebri del cinema italiano, pellicole della stagione cinematografica in corso e altri titoli usciti nelle sale negli scorsi anni. Interverranno in sala, di volta in volta, registi, giornalisti, critici ed esperti di cinema. L’ingresso è libero e gratuito fino a esaurimento posti. Non saranno necessari biglietti per partecipare.

Il primo film in programma, il 14 aprile alle ore 21, è “La posta del cielo”, per la regia di Vittorio De Sica e Cesare Zavattini (1945), in una versione restaurata; interverranno monsignor Dario Viganò, curatore del restauro e vice cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze. Lunedì le proiezioni saranno invece due: alle ore 17 ci sarà “One life”, di Hawes, con il con il premio Oscar Anthony Hopkins nei panni del filantropo inglese Nicholas Winton, introdotto dal critico Lorenzo Ciofani; mentre alle 21 si potrà assistere a “Il concerto”, di Radu Mihăileanu, che sarà presente in sala all’inizio della proiezione insieme al critico Federico Pontiggia. Mercoledì 16 sarà la volta de “La chimera”, di Alice Rohrwacher con Josh O’Connor e Isabella Rossellini, che verrà proiettato sia alle 17 che alle 21. All’inizio interverrà monsignor Davide Milani, presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo. Il sacerdote sarà presente in sala anche il giorno seguente, mercoledì 17, quando, sia alle 17 che alle 21, introdurrà il film “Chiara”, di Susanna Nicchiarelli.

Giovedì 18 aprile, invece, alle ore 17 ci sarà “Silence” di Martin Scorsese, commentato dai critici Gianluca Arnone e Diego Matteo; alle ore 21 è invece previsto “Another end” di Pietro Messina, che interverrà alla proiezione. “Perfect days” di Wim Wenders sarà invece il film protagonista della giornata di venerdì 19 aprile, alle 17 e alle 21. Interverranno, prima della proiezione delle ore 17, Valerio Sammarco, critico, e Isabella Lapalorcia, dell’Istituto di cultura giapponese; la sera ci saranno la critica Marina Sanna e Angela Prudenzi, critica, produttrice, regista. Sabato 20, sia alle 17 che alle 21, verrà proposto il film “Foglie al vento”, di Aki Kaurismäki, su cui si soffermerà la regista e sceneggiatrice Anee Riitta Ciccone. La conclusione della rassegna domenica 21 alle ore 21, con il film “Cristo proibito” (1951) di Curzio Malaparte. Interverrà il giornalista Enrico Magrelli.

9 aprile 2024

Rami di ulivo dal Palatino alle chiese di Roma

Prosegue anche quest’anno la collaborazione tra il Parco Archeologico del Colosseo e il Vicariato di Roma, grazie alla quale i rami potati dagli ulivi del Palatino verranno donati a diverse chiese romane in vista della Domenica delle Palme. Una sinergia che vede coinvolti anche Coldiretti Lazio, Unaprol, Ama e Municipio Roma I Centro.

In particolare, nella mattinata di giovedì 10 aprile sono stati potati diversi alberi, i cui rami saranno offerti domani (venerdì 11) ad alcune chiese del centro, che le distribuiranno come dono ai fedeli nelle celebrazioni della Domenica delle Palme. Si tratta delle chiese di: Sant’Anastasia: Santi XII Apostoli; San Marco Evangelista; Sant’Agata in Trastevere; Santa Francesca Romana; Santa Maria in Via; Santa Maria in Trivio; San Giuseppe dei Falegnami; e anche della parrocchia dei Santi Fabiano e Venanzio, fuori dal centro storico, a Villa Fiorelli.

«Un’iniziativa significativa – sottolineano dal Parco archeologico del Colosseo –, in linea con i principi di sostenibilità promossi, da sempre, dal Parco archeologico del Colosseo nella valorizzazione dell’ambiente naturale del Parco stesso».

10 aprile 2025

Raffaello e Roma, il video degli Uffici cultura e tempo libero

Foto di Annalisa Maria Ceravolo

di Michela Altoviti

Si snoda a partire dal Pantheon l’itinerario artistico del video dedicato a “Raffaello, Roma e l’ideale del Rinascimento”, disponibile sul canale YouTube dell’Ufficio diocesano per la cultura e l’università, che lo ha curato insieme a quello per la pastorale del tempo libero, del turismo e dello sport, nell’anniversario dei 500 anni dalla morte dell’artista urbinate. «Per amore all’arte classica, Raffaello scelse il tempio dedicato a tutte le divinità come luogo di sepoltura – spiega monsignor Andrea Lonardo, direttore del Servizio per la cultura e l’università della diocesi e autore–narratore del progetto –, lasciando nel testamento indicazioni affinché sulla sua tomba venisse posta la statua della Madonna con il Bambino», a dire che la cultura greca e latina «doveva essere unita ai valori del cristianesimo».

Di questo c’è traccia anche nella chiesa di Santa Maria della Pace, dove il pittore «realizza, nella cappella della famiglia Chigi – spiega ancora Lonardo –, l’affresco delle Sibille, donne pagane che profetizzano la venuta di Cristo». L’urbinate cura anche «l’intero progetto architettonico della cappella dei Chigi in Santa Maria del Popolo, su commissione dell’amico banchiere Agostino, morto soltanto 4 giorni dopo Raffaello e che qui è sepolto». I due decessi ravvicinati «lasciarono Roma sotto shock – sottolinea il sacerdote –, provocando stupore e sgomento come oggi fa una malattia improvvisa come il coronavirus».

La morte prematura dell’urbinate, a soli 37 anni, è il motivo dell’incompiutezza di tante sue opere romane; tra tutte, «le famose Stanze di Raffaello, che oggi ammiriamo ai Musei Vaticani – continua Lonardo – e che sono la ragione per cui venne a Roma, chiamato da Papa Giulio II». Con l’intervento del direttore dei Musei, Barbara Jatta, il video guida in particolare alla scoperta «dell’ultima stanza, detta di Costantino, in cui recenti studi hanno attestato che è la mano di Raffaello ad avere dipinto le personificazioni di Amicizia e Giustizia».

Altre due partecipazioni illustri – quelle di Alessandro Zuccari, ordinario di Storia dell’arte moderna alla Sapienza, e di Antonio Sgamelotti, professore emerito dell’Università di Perugia – interessano il video relativamente a Villa Farnesina. Oggi sede dell’Accademia dei Lincei, fu «la villa di piacere del banchiere Chigi – illustra Lonardo –, dove Raffaello progettò l’affresco di tutta la loggia, con la famosa allegoria di Amore e Psiche».

Spazio anche per il Raffaello architetto, con la visita alla chiesa di Sant’Eligio degli Orefici e l’intervento del console camerlengo dell’Università e Nobil Collegio degli orefici, gioiellieri e argentieri, Aldo Vitali.

30 ottobre 2020

Radiopiù, torna il concorso rivolto ai cori parrocchiali

Torna per il 2018, dopo il successo del concorso dell’anno appena concluso, “Cantate inni con arte”, il festival di musica liturgica organizzato dall’emittente Radiopiù, dedicato ai cori parrocchiali della diocesi di Roma e delle diocesi suburbicarie. Saranno due le categorie in cui i cori si sfideranno, a colpi di brani editi e inediti. La finale si terrà ancora una volta nella parrocchia San Giovanni Battista de La Salle, al Torrino: l’appuntamento è fissato il prossimo 20 maggio alle 20 e vedrà l’esibizione di dieci cori parrocchiali, cinque per categoria. 

A giudicare le formazioni corali sarà chiamata una giuria presieduta da monsignor Marco Frisina, direttore del Coro della diocesi di Roma e maestro della Cappella musicale lateranense, affiancato da Carlo Donadio, direttore d’orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, Alvaro Vatri, presidente dell’Associazione cori del Lazio, e Francesco d’Alfonso, critico musicale, dell’Ufficio comunicazioni sociali del Vicariato di Roma. Le iscrizioni si terranno da gennaio ad aprile. 

L’emittente romana lancia per il nuovo anno anche un concorso fotografico, “Scatta in parrocchia”, che si rivolgerà ai gruppi parrocchiali che vorranno raccontare in immagini le attività della propria parrocchia. Anche in questo caso sono previste diverse sezioni, tra cui una dedicata esclusivamente ai ragazzi che frequentano il catechismo per la comunione e per la cresima. Il bando verrà pubblicato a breve e la finale si terrà a novembre.

Per informazioni: www.radiopiu.eu.

Raddoppiano le richieste di aiuto: l’indagine di Caritas Italiana

Roma 2/4/2020Caritas mensa Colle Oppio, distribuzione pasti durante il Corona Virus.Ph: Cristian Gennari/Siciliani

Raddoppiate le persone che, in tutta Italia, si sono rivolte ai Centri di ascolto e ai servizi delle Caritas diocesane: l’incremento è del 105 %. Ma nello stesso tempo è cresciuto quello dei volontari disposti a prendersi cura di loro. Sono i dati evidenziati da Caritas Italiana che, dal 9 al 24 aprile, ha effettuato un monitoraggio su 101 Caritas diocesane, tra cui quella di Roma.

«Si conferma da nord a sud del Paese un incremento delle situazioni di povertà e di disagio economico, quindi un aumento di famiglie che sperimentano difficoltà materiali legate alla totale o parziale assenza di reddito – sottolinea all’Agenzia Sir della Conferenza episcopale Federica De Lauso, dell’Ufficio Studi della Caritas italiana –. Il dato non sorprende troppo, se si pensa che in Italia, secondo l’Istat, il 62% delle famiglie non riesce a risparmiare ed accantonare alcunché a fine mese e che il 36% dei nuclei non è in grado di far fronte ad una spesa imprevista di 800 euro circa. L’attuale emergenza sanitaria mette poi a dura prova, inevitabilmente, anche l’occupazione».

Ci sono quindi 38.580 “nuovi poveri” rispetto a prima dell’inizio della pandemia da Covid-19. Queste persone chiedono beni di prima necessità, viveri e pasti a domicilio, ma anche aiuto economico nel pagamento delle bollette o dell’affitto.

Ma davanti a questo dato drammatico ce n’è uno più confortante: cresce anche il numero dei volontari. Secondo i dati raccolti da Caritas Italiana, nel 59,4% delle Caritas sono aumentati i volontari giovani, under 34, impegnati nelle attività e nei servizi, che hanno consentito di far fronte al calo degli over 65 rimasti inattivi per motivi precauzionali. Tra gli interventi messi in campo, servizi di ascolto e accompagnamento telefonico o anche in presenza negli ospedali e nelle Rsa; fornitura di pasti da asporto e consegne a domicilio; la fornitura di dispositivi di protezione individuale e di igienizzanti; le attività di sostegno per nomadi, giostrai e circensi costretti alla stanzialità; l’acquisto di farmaci e prodotti sanitari; la rimodulazione dei servizi per i senza dimora; e molto altro ancora.

«In questo momento ognuno deve fare la sua parte – è l’appello che il direttore della Caritas diocesana, don Benoni Ambarus, ha lanciato ieri dalle colonne di Roma Sette –. Non deve calare il contagio della solidarietà, altrimenti diminuirà il numero di persone disposto a prendersi in carico un numero crescente di famiglie bisognose».

4 maggio 2020

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