21 Giugno 2026

I giovani di Roma al pellegrinaggio diocesano di Lourdes

Per la prima volta, il tradizionale pellegrinaggio diocesano a Lourdes si arricchisce della presenza strutturata dei giovani. Centocinquanta ragazzi, provenienti da tante parrocchie della diocesi di Roma, dal 28 agosto al 2 settembre, partiranno in pullman alla volta della Grotta di Massabielle, il luogo in cui la Vergine Maria apparve a Bernadette Soubirous nel 1858. Punto di ritrovo alle 16 del 28 agosto nella parrocchia di Santa Marcella. Alle 16.30 la Messa celebrata da don Alfredo Tedesco, direttore della Pastorale Giovanile di Roma; subito dopo la partenza.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’Ufficio per la pastorale giovanile della diocesi di Roma e l’Opera romana pellegrinaggi (Orp). A renderla possibile è stato un contributo del Consiglio episcopale, che ha stanziato un fondo dedicato: «È un gesto concreto di attenzione – spiega don Alfredo Tedesco, direttore dell’Ufficio diocesano –: i partecipanti pagheranno una quota simbolica di 150 euro. La presenza dei giovani viene così valorizzata in modo strutturato all’interno del pellegrinaggio diocesano. Già in passato si è tentato di coinvolgerli, questa volta con maggiore profondità e intensità».

L’iniziativa si inserisce nel cammino avviato con il recente Giubileo dei giovani, celebrato all’inizio di agosto: «È una speranza che continua e che oggi assume un tono mariano – sottolinea don Tedesco –. Pensandoci insieme a tutta la Chiesa di Roma, i giovani partecipano con una modalità simile a quella sperimentata durante il giubileo a loro dedicato. Mi piace sottolineare che partiremo proprio il giorno di Sant’Agostino, figura di giovane in ricerca, e vivremo un percorso di fede ripercorrendo le tappe di Lourdes».

Il sacerdote ricorda anche il contesto di partenza: «Siamo a un anno dal lancio del centro giovanile creato nella parrocchia di Santa Marcella, che il Giubileo ha messo alla prova e che oggi è diventato un punto di riferimento stabile per i ragazzi. Ora, a distanza di un mese esatto dal grande appuntamento, ci mettiamo nuovamente in cammino per vivere un’esperienza inclusiva e allargata, nella quale i giovani si sentiranno chiamati e ringraziati per il contributo dato alla vita diocesana».

Il pellegrinaggio manterrà lo schema tradizionale, ma con alcune attenzioni specifiche rivolte ai giovani. «Alloggeremo alla Cité Saint Pierre, che mi ha colpito molto perché più che un classico albergo assomiglia a una vera e propria città dei giovani – racconta don Tedesco –. È un contesto che favorisce l’incontro, la condivisione e la preghiera comunitaria».

Oltre alle celebrazioni comuni, i giovani vivranno momenti loro dedicati: «Abbiamo previsto per loro una catechesi dedicata, mentre le meditazioni della Via Crucis sono scritte dai ragazzi delle parrocchie romane – spiega il direttore della Pastorale giovanile –. I pellegrini della diocesi mediteranno su questi testi, come segno di un cammino che nasce dal basso, dalla voce stessa dei giovani». Con il cardinale vicario Baldo Reina si vivrà un momento di confronto. Il porporato risponderà alle domande dei ragazzi. Al termine una festa con musica e canti.

Per la diocesi di Roma si tratta di un passo significativo: «Se questa esperienza diventasse una tappa fissa, sarebbe molto bello – conclude don Tedesco –: i ragazzi si sentono inclusi, accolti, ringraziati. È davvero un modo per dire grazie a loro per l’impegno generoso con cui hanno vissuto il Giubileo, e per continuare insieme un cammino di fede che guarda avanti».

 

27 agosto 2025

Morto l’arcivescovo Nosiglia. Il vicario Reina: «fu pastore sapiente e instancabile»

È morto nella notte tra il 26 e il 27 agosto, all’età di 80 anni, monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo emerito di Torino. Figura di spicco della Chiesa italiana, legò parte importante della sua vita e del suo ministero anche alla Diocesi di Roma, dove fu prima vescovo ausiliare e in seguito vicegerente.

Originario di Rossiglione, in Liguria, dopo aver compiuto gli studi nel Seminario di Acqui Terme, conseguì la Licenza in Teologia alla Pontificia Università Lateranense e quella in Sacra Scrittura al Pontificio Istituto Biblico di Roma. Fu ordinato sacerdote il 29 giugno 1968. Dal 1968 al 1975 fu collaboratore nella parrocchia di San Giovanni Battista De Rossi; dal 1971 al 1983 addetto dell’Ufficio Catechistico nazionale della Cei; dal 1975 al 1991 collaboratore nella parrocchia di San Filippo Neri alla Pineta Sacchetti; dal 1978 al 1980 docente di Teologia al Pontificio Ateneo Sant’Anselmo; dal 1983 al 1986 vicedirettore dell’Ufficio Catechistico nazionale Cei del quale sarà direttore dal 1986 al 1991.

Eletto alla Chiesa titolare di Vittoriana, fu nominato vescovo ausiliare di Roma da san Giovanni Paolo II il 6 luglio 1991, ricevendo l’ordinazione episcopale il 14 settembre dello stesso anno nella basilica di San Giovanni in Laterano. Al suo servizio nella capitale venne affidato in particolare il settore della catechesi e della scuola, ambiti nei quali portò un contributo prezioso alla formazione e alla trasmissione della fede.

Il 19 luglio 1996 fu elevato alla dignità di arcivescovo e chiamato a svolgere il ruolo di vicegerente della Diocesi di Roma, collaborando da vicino con il cardinale vicario Camillo Ruini. In quegli anni ebbe un ruolo centrale nel Sinodo diocesano di Roma, del quale fu relatore generale e poi presidente della commissione post-sinodale, guidando il cammino di attuazione delle linee pastorali emerse dall’assise.

Nel 2003 fu trasferito a Vicenza e successivamente, dal 2010 al 2022, guidò l’arcidiocesi di Torino. Anche in quegli incarichi mantenne sempre un legame profondo con la Chiesa di Roma, che oggi lo ricorda con affetto e riconoscenza.

I funerali saranno celebrati dall’arcivescovo metropolita di Torino e vescovo di Susa, cardinale Roberto Repole, venerdì 29 agosto alle 15.30 nel duomo di Torino. La veglia funebre, presieduta sempre dal cardinale Repole, si terrà giovedì 28 agosto alle 21 all Santuario della Consolata, dove sarà allestita la camera ardente a partire da mercoledì 27 agosto alle 15.30.

Il cardinale vicario Baldo Reina, affidandolo «all’abbraccio misericordioso di Dio e alla preghiera di suffragio dei tanti fedeli che lo hanno conosciuto e apprezzato», ha ricordato monsignor Nosiglia come «pastore sapiente e instancabile». La Diocesi di Roma celebrerà la Messa di suffragio nella chiesa di Santa Bernadette a Lourdes, durante il pellegrinaggio diocesano.

 

27 agosto 2025

A Campo Marzio la Messa del cardinale vicario Reina per la solennità di Sant’Agostino

Il cardinale vicario Baldo Reina, domani 28 agosto alle ore 18.30, presiederà la messa solenne nella chiesa di Sant’Agostino in Campo Marzio, in occasione della festa liturgica di Sant’Agostino, vescovo e dottore della Chiesa. Alla celebrazione parteciperanno le diverse comunità religiose legate alla grande famiglia agostiniana, in un momento di comunione e di intensa preghiera ecclesiale.

L’appuntamento si inserisce all’interno delle festività organizzate dai frati agostiniani per onorare i loro santi patroni, Santa Monica e Sant’Agostino.

E’ entrato nella luce della Resurrezione don Wolfgang Rassy

Il Cardinale Vicario Baldassare Reina,
il Consiglio Episcopale, il Presbiterio
e i Diaconi della Diocesi di Roma,

annunciano che
è entrato nella luce della Resurrezione

il Rev.do
Don Wolfgang Rassy
di anni 63

per molti anni Presbitero itinerante,
Vicario Parrocchiale della Parrocchia San Bernardo di Chiaravalle dal 2000 al 2004,
Vicario Parrocchiale della Parrocchia San Timoteo dal 1993 al 1996

e, ricordandone il generoso e fecondo servizio pastorale,
lo affidano all’abbraccio misericordioso di Dio
e alla preghiera di suffragio dei fedeli,
invocando la pace e la gioia del Signore.

I funerali si svolgeranno lunedì 1° settembre 2025, alle ore 11.00,
presso la chiesa di St. Andreas a Eching – Monaco di Baviera
(Danziger Straße 11, 85386 Eching)

 

26 agosto 2025

Morte della mamma del cardinale De Donatis: il ringraziamento del porporato

Il Cardinale Angelo De Donatis non potendo raggiungere tutti personalmente ringrazia la Diocesi di Roma per le preghiere e la vicinanza spirituale in occasione della nascita al cielo di mamma Giuseppina e assicura il ricordo nella preghiera.

Il cardinale Reina: «Digiuno e preghiera per trovare una via di pace»

Riflessione del cardinale vicario Baldo Reina pubblicata sull’edizione odierna de “La Stampa”.

“Allora i discepoli, accostatisi a Gesù in disparte, gli chiesero: «Perché noi non abbiamo potuto scacciarlo?». Ed egli rispose: «Per la vostra poca fede. In verità vi dico: se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile. Questa razza di demòni non si scaccia se non con la preghiera e il digiuno» (Mt 17,19-21)”.

I discepoli non erano riusciti a liberare dal maligno una persona portata davanti a loro dal padre. Raccontano al Maestro il loro fallimento e chiedono come mai non erano stati in grado di compiere quel miracolo. Gesù risponde riportando il tutto alla mancanza di fede e alla necessità di mettere in campo “armi” inusuali ma efficaci: digiuno e preghiera. Qualche giorno fa Papa Leone XIV ha chiesto ai cristiani di tutto il mondo di vivere una giornata di digiuno e di preghiera in occasione della memoria liturgica della Beata Maria Vergine Regina, invocata anche come la “Regina della pace”, perché si arrivi presto alla pace “disarmata e disarmante” in tutto il pianeta. Ci si potrebbe interrogare sul senso del digiuno e della preghiera e sull’incidenza che possono avere rispetto ai conflitti bellici. Serve digiunare e/o pregare?

L’episodio raccontato dal Vangelo di Matteo mi permette di cogliere l’essenza di queste due vie, espressioni di una relazione profonda con Dio. Insieme all’elemosina fanno parte di alcune pie pratiche suggerite già nel mondo ebraico e riprese da Gesù all’inizio del suo ministero (Mt 6). L’idea di fondo è riscoprire le tre grandi coordinate della vita di ogni credente: il rapporto con Dio (la preghiera); il rapporto con gli altri (l’elemosina) e il rapporto con se stessi (il digiuno).

E in questo perimetro la capacità di ritornare all’essenziale, a ciò che davvero conta e a ciò che è utile per una vita pienamente umana e autenticamente cristiana. La sensazione che si ha oggi è che sia saltato proprio quest’impianto. Di fatto, in tanti, pensano di fare a meno di Dio organizzando il vivere umano attorno alla ricerca del profitto e del piacere. La perdita del fascino della Trascendenza ha determinato un triste livellamento verso le cose terrene, svuotate di senso e di bellezza. Assecondando l’adagio secondo cui “Dio è morto!” è veloce il passaggio alla morte e all’uccisione del fratello. Siamo tanti, viviamo l’uno accanto all’altro ma siamo tristemente soli. E tutto questo ci ha fatto perdere il rapporto con noi stessi. Non sappiamo più cosa è davvero importante “in sé”; al massimo riusciamo a stabilire cosa è importante “per me”.

Gli oltre 50 conflitti che ogni giorno insanguinano il nostro pianeta sono figli di questa logica distruttiva in cui qualcuno pensa di potersi affermare perché si ritiene più forte dell’altro e perché vuole accaparrare beni, territori, risorse che ritiene propri. Per farlo si uccide con disprezzo assoluto per la vita. Si distruggono ospedali, scuole, case. Si uccidono bambini, ammalati, giovani e anziani. Il forte appello di Papa Leone serve a scuotere l’intera umanità (o almeno quanti si professano cristiani) rispetto al torpore che rischia di diventare abitudine e che ci porta a ragionare su logiche di puro calcolo umano, di incontri ad alto impatto mediatico che poi nulla o poco risolvono o di previsioni che vengono puntualmente smentite.

Digiuno e preghiera sono pratiche i cui effetti non si misurano nell’immediato. Hanno la funzione di imporci una sosta. Di metterci innanzi a Dio per ricordare che solo Lui è il Signore di tutto. Sua è la terra, ogni terra. Sua è la vita, ogni vita. Di fermarci di fronte all’ingordigia del cibo e di tutto ciò che divoriamo ogni giorno senza chiederci se davvero serva alla nostra vita. Di piegare le ginocchia e di stare a stomaco vuoto per scoprire che è un Altro che ci riempie. Solo così potremo dire al monte di spostarsi e questo si sposterà; potremo dire a un esercito di fermarsi e questo si fermerà. Solo se avremo fede in Dio e nel fratello.

23 agosto 2025

A San Giovanni la Messa del cardinale vicario nella giornata di digiuno e preghiera per la pace

Accogliendo l’invito di Papa Leone a “vivere la giornata del 22 agosto in digiuno e preghiera” per supplicare il Signore “che ci conceda pace e giustizia e che asciughi le lacrime di coloro che soffrono a causa dei conflitti in corso”, il cardinale vicario Baldo Reina presiederà la Santa Messa oggi alle 17.30 nella Basilica Lateranense.

 

22 agosto 2025

Preghiera e digiuno per la pace: la diocesi di Roma accoglie l’appello del suo Vescovo Leone XIV

Di seguito la lettera del cardinale vicario

Carissimi fratelli e sorelle,

il Santo Padre Leone XIV ci invita a vivere domani, venerdì 22 agosto 2025, memoria di Maria Regina della Pace, come giornata di digiuno e di preghiera per implorare dal Signore il dono della pace.

La nostra Diocesi accoglie questo appello e lo rivolge a tutti i fedeli. In un tempo segnato da conflitti e violenze, affidiamo con fiducia alla Vergine Santa le lacrime dei sofferenti, il dolore degli innocenti e la speranza di tutti coloro che attendono giustizia e riconciliazione.

Invito pertanto ogni comunità, parrocchia, famiglia e singolo fedele a partecipare a questa giornata: il digiuno, vissuto con semplicità e fede e nutrito di preghiera diventi un segno della nostra comunione e un’offerta di pace.

Il Signore, Principe della pace, ci renda costruttori di concordia e di speranza tra i popoli. E Maria, Regina della Pace, che la Chiesa ricorda proprio in questo giorno, interceda per noi e accompagni il cammino dell’umanità verso la riconciliazione e l’unità.

Baldassare Card. Reina,
Vicario generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma

21 agosto 2025

E’ entrata nella luce della Resurrezione Luciana, mamma di don Matricciani

Il Cardinale Vicario,
il Consiglio Episcopale e tutta la Diocesi di Roma,

sono vicini al dolore di don Stefano Matricciani
per la morte della sua cara mamma,

Luciana Lepori
di anni 94

e, assicurando preghiere di suffragio, invocano Dio Padre,
ricco di misericordia, perché conceda a Luciana il premio
della vita eterna e dia conforto ai suoi familiari.

I funerali saranno celebrati oggi mercoledì 20 agosto 2025, alle ore 11:00, presso la Parrocchia dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, in via Poggio Moiano 12, Roma.

E’ entrata nella luce della Resurrezione Giuseppa Lucia, mamma del cardinale De Donatis

Il Cardinale Vicario,

il Consiglio Episcopale e tutta la Diocesi di Roma,

sono vicini al dolore di Sua Eminenza il Cardinale

Angelo De Donatis

per la morte della sua cara mamma,

Giuseppa Lucia

di anni 96

e, assicurando preghiere di suffragio, invocano Dio Padre,

ricco di misericordia, perché conceda a Giuseppa Lucia il premio

della vita eterna e dia conforto ai suoi familiari.

I funerali saranno celebrati oggi giovedì 20 agosto 2025, alle ore 17:30, presso la Chiesa Cuore Immacolato di Maria in Casarano (LE).

Il Cardinale Vicario oggi 20 agosto alle ore 18:00 celebrerà una Santa Messa in suffragio della mamma del Cardinale De Donatis presso la Chiesa di San Bernardo alle Terme (Piazza S. Bernardo n.105, Roma)

L’anniversario della morte di Alcide De Gasperi: l’omelia del cardinale Reina

La tomba di Alcide De Gasperi nell'atrio della basilica di San Lorenzo fuori le Mura (foto Diocesi di Roma / Gennari)

Nella mattinata di oggi, martedì 19 agosto agosto, nella basilica di San Lorenzo al Verano, il cardinale vicario Baldo Reina presiede la Messa in occasione del 71° anniversario della morte di Alcide De Gasperi. Di seguito il testo integrale dell’omelia

Carissimi fratelli e sorelle,
anche quest’anno ci ritroviamo insieme per celebrare l’Eucarestia nel giorno in cui si ricorda la nascita al Cielo del Servo di Dio Alcide De Gasperi. Desidero anzitutto ringraziare la Fondazione De Gasperi per avermi invitato a presiedere questa liturgia e rivolgo un cordiale saluto alle gentili autorità presenti e a quanti si adoperano con dedizione per approfondire e diffondere il pensiero e la testimonianza cristiana di questo grande statista, la cui visione politica risulta estremamente attuale e meritevole di essere recuperata nella sua forza e nella sua spinta profetica.

Si è da poco concluso l’anno degasperiano in occasione del 70° anniversario della morte di Alcide che ha avuto nella chiusura della fase diocesana del processo di beatificazione uno dei momenti più alti. Questo evento si colloca significativamente all’interno del Giubileo della Speranza nel quale siamo ancora immersi e che fa da cornice a quanto oggi stiamo per vivere, invitandoci a riflettere sul pensiero e sull’opera di De Gasperi.

Le Letture proclamate ci offrono uno specchio attraverso il quale leggere il significato profondo della sua missione. La prima lettura racconta la vocazione e la missione del giovane Gedeone. Il popolo d’Israele, dopo l’ingresso nella terra di Canaan, si era velocemente allontanato da Dio cadendo nell’idolatria e nell’infedeltà; l’alleanza con divinità straniere aveva causato, di fatto, uno sfaldamento del popolo con la conseguente invasione di eserciti più forti. In questo contesto di totale fallimento, Dio chiama il giovane Gedeone a risollevare le sorti d’Israele e a sconfiggere l’esercito dei Madianiti. “L’angelo del Signore gli apparve e gli disse: Il Signore è con te, uomo forte e valoroso… va con questa tua forza e salva Israele dalla mano di Madian; non ti mando forse io?… Io sarò con te e tu sconfiggerai i Madianiti come se fossero un uomo solo”. Gedeone obbedisce al comando di Dio e realizza pienamente la missione che gli era stata affidata. La vicenda di questo giovane israelita è lo specchio di ogni esperienza credente; Gedeone è il nome di ognuno di noi, perché a ciascuno il Signore affida il compito di affrontare il buon combattimento della fede e di essere strumento di liberazione dal potere del male.

Questa pagina della Scrittura si rivela provvidenziale mentre ricordiamo Alcide De Gasperi. Anche lui, nella sua vita ha percorso le tappe di Gedeone. Come lui ha sperimentato più volte la forza del potere nemico, l’immane tragedia della guerra, la diffusione del regime nazista e lo sfaldamento della monarchia. Tutto attorno a lui sapeva di sconfitta e di morte. L’Italia che prende in mano subito dopo il referendum è un Paese annientato e senza alcuna credibilità internazionale. E lui stesso aveva già pagato un prezzo altissimo per aver difeso gli ideali della libertà e della democrazia: aveva conosciuto la prigionia, la povertà, l’umiliazione, il tradimento e persino delle trame oscure che ne avevano decretato la fine. Eppure, come Gedeone, egli accoglie la missione, non confidando nella forza delle proprie risorse umane, bensì abbandonandosi alla volontà di Dio, nel silenzio della preghiera e nella luce della fede. Chissà se nel segreto della sua stanza avrà meditato le parole rivolte dal Signore a Gedeone a ampiamente ripetute nella Bibbia: “Il Signore è con te, uomo forte e valoroso”. Sicuramente, ha sperimentato che la forza del credente e del politico non è opera umana ma viene dal Signore; non solo quindi strategie di potere e doti diplomatiche, pur indubbiamente presenti, ma una profonda spiritualità. Alcide come tutti i grandi testimoni della fede non è forte perché migliore di altri ma perché ha sperimentato che la forza viene dal Signore, dalla sua grazia, dall’incontro con Lui nella preghiera e nella meditazione personale, dall’Eucarestia.
Negli anni bui e interiormente faticosi del lavoro presso la Biblioteca Apostolica, De Gasperi matura lentamente gli ideali che animeranno il suo agire politico. Quel periodo di deserto esistenziale e spirituale gli permette di interiorizzare la convinzione che il cristianesimo non può essere relegato solo alla sfera privata, ma può e deve innervare la scelta collettiva di un popolo che ancora si riconosce nei valori del Vangelo. Il vero segreto di Alcide non è stato soltanto la sua abilità politica per districarsi nello scacchiere internazionale, ma la sua visione di Paese e di mondo, di civiltà e di ricostruzione. La preghiera personale e lo studio della spiritualità cristiana lo hanno portato a maturare l’idea che si poteva costruire e ri-costruire una nazione a partire dal Vangelo e con la forza del Vangelo. Non per imporre a tutti la fede cristiana, ma perché attraverso di essa si possano irradiare su tutti gli uomini gli effetti della salvezza e della redenzione operata da Cristo sulla croce. Questa sua relazione intima con Dio lo ha portato alla convinzione che era possibile organizzare una democrazia – dopo gli anni bui del fascismo e mentre la monarchia mostrava tutta la sua debolezza – animata dalla fede cristiana e orientata al bene comune, alla giustizia sociale e alla libertà.

Ritengo che questa intuizione sia di estremo interesse e di straordinaria attualità per il nostro tempo e nel contesto di quanto sta avvenendo in Europa e nel mondo intero. Siamo consapevoli che la vera sfida non è schierarsi da una parte o dall’altra, o inseguire leadership più o meno forti, ma suscitare un risveglio della coscienza cristiana, una ripresa della Trascendenza intesa come spinta costante verso l’Alto, verso tutto ciò che è vero, giusto, nobile, retto, onorato. Se si perde il senso della Trascendenza – e a mio avviso oggi stiamo seriamente correndo questo rischio – tutto appare confuso, privo di senso, sfuggente; tutto si consuma in un attimo e con esso anche l’animo umano così come tristemente constatiamo nelle cronache del nostro tempo.

Il sogno di De Gasperi, così come quello di Schumann, Adenauer e tanti altri, era quello di un’Europa che si strutturava attorno alla fede nel Dio di Gesù Cristo. E mi sembra che proprio questa sia oggi la questione cruciale. L’Europa non può inseguire solo mere strategie di commercio delle potenze economiche, ma è chiamata a riscoprire sé stessa, le sue profonde radici, la forza della cultura ellenistica, la potenza della fede cristiana, la solidità dell’umanesimo liberale. Sono queste le solide fondamenta che in passato l’hanno resa grande e che oggi potrebbero farle conoscere una nuova stagione — certamente difficile, ma carica di possibilità — di progresso umano e valoriale. La vita e l’impegno di De Gasperi ci dimostrano che queste cose non solo sono auspicabili, ma sono anche realizzabili nella misura in cui si permette che Dio operi con sapienza dentro una vita umile e generosa.

Il Vangelo che abbiamo ascoltato ci mette davanti questa radicalità, più volte affermata da Gesù: “In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei Cieli. È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno di Dio”. E a Pietro che chiede come sia possibile ciò Gesù risponde: “Questo è impossibile agli uomini ma a Dio tutto è possibile”. È la stessa radicalità dei santi e dei martiri; è la radicalità che riconosciamo in De Gasperi che non ha mai seguito la strada del successo mondano, ma ha creduto che l’ingresso nel Regno dei Cieli passi solo attraverso la porta stretta del sacrificio personale. Alcide ha compreso che la costruzione della città degli uomini, se vuole essere riflesso di quella divina, richiede una oblatività assoluta, libera e liberante. Per chi crede tutto è possibile. E De Gasperi è stato innanzitutto un credente. Ha creduto che la salvezza operata da Cristo possa diventare opportunità di vita piena per gli uomini e le donne di buona volontà, può diventare buon governo nella ricerca e la promozione del bene comune, può diventare democrazia che dà spazio alla dignità umana e al progresso. L’attuale congiuntura internazionale, pesantemente segnata da una recrudescenza dei conflitti, interpretata alla luce della Parola di Dio e dell’illuminato magistero di Papa Leone XIV, impone a noi tutti una decisa assunzione di responsabilità. E qui sovviene il pensiero dello statista laddove, nel suo Discorso alla Conferenza di pace di Parigi, 10 agosto 1946, prendendo la parola, disse tra l’altro ai signori delegati che gravava su di loro “la responsabilità di dare al mondo una pace che corrisponda all’indipendenza e alla fraterna collaborazione dei popoli liberi”. E aggiunse: “Guardate a quella meta ideale, fate uno sforzo tenace e generoso per raggiungerla”.

Questi motivi, fratelli e sorelle, ci portano a invocare il Signore affinché conceda al nostro tempo uomini e donne come Alcide De Gasperi, desiderosi di affrontare con coraggio le difficoltà e le sfide del contesto storico nel quale siamo immersi, per gettare ancora il seme del Regno nell’attesa di frutti copiosi. Amen

Baldassare Card. Reina, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma

19 agosto 2025

Il pellegrinaggio diocesano a Lourdes

Torna, tra agosto e settembre, il tradizionale pellegrinaggio diocesano a Lourdes, organizzato dall’Opera Romana Pellegrinaggi. Con una novità: al gruppo si uniranno anche 150 ragazzi dai 16 ai 28 anni grazie all’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile. Gli under 30 partiranno a bordo di 3 pullman il 28 agosto, per fare ritorno a Roma il 2 settembre; a Lourdes si troveranno con gli altri partecipanti al pellegrinaggio diocesano, che arriveranno nella cittadina francese in aereo il 29 agosto e resteranno fino al primo settembre. I pellegrini in totale saranno 600 e verranno guidati dal cardinale vicario Baldo Reina.

Ci sarà anche madre Rebecca Nazzaro, direttrice dell’Opera Romana Pellegrinaggi. «La risposta dei giovani è stata altissima – osserva –, tanto è vero che abbiamo dovuto fermare le iscrizioni. Sarà bellissimo pregare insieme al resto del gruppo; molte attività verranno portate avanti in comune mentre altre saranno separate. La Via Crucis, ad esempio, l’hanno scritta i ragazzi e hanno anche preparato un momento di festa finale da condividere con il gruppo».

Ricco il programma, comune per tutti: dalla Via Crucis alle catechesi, dalla Messa internazionale alla visita ai luoghi in cui visse santa Bernadette, dalla recita del Santo Rosario – trasmessa il 30 agosto in diretta su Tv2000 – alla fiaccolata, fino alla festa di domenica 31 agosto animata dai giovani.

«La presenza dei giovani viene valorizzata all’interno del pellegrinaggio diocesano – riflette don Alfredo Tedesco, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile –. Già in passato si è tentato di coinvolgerli, questa volta con maggiore profondità e intensità. C’è un legame profondo tra i giovani e il tema della salute fisica, mentale, spirituale. La sofferenza fa parte delle loro vite: c’è disagio, solitudine, emergenza educativa. Lourdes può essere un luogo simbolico, una chiave di speranza. La Madonna, come figura materna, di guarigione, di presenza accogliente, può rappresentare per loro un segno potente. Questo pellegrinaggio è anche una risposta concreta a una generazione che ha bisogno di sentirsi ascoltata, accompagnata, guarita e amata».

E già si pensa a replicare questa formula mista anche per altri tipi di pellegrinaggi, come sottolinea madre Rebecca: «Come ORP mettiamo la nostra grande struttura a servizio di proposte specifiche per i giovani a prezzi molto contenuti, per dare loro la possibilità di partecipare. Perché il pellegrinaggio, come ha detto Papa Leone XIV a Tor Vergata, è un grande strumento di evangelizzazione, di amicizia e fraternità».

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