12 Giugno 2026

Momento di preghiera a San Bartolomeo all’Isola

Momento di preghiera sul Beato Rosario Livatino presso la basilica di San Bartolomeo all’Isola.

Il cardinale vicario visita il Policlinico Tor Vergata: «La dignità di un ospedale si misura sui più fragili»

Il cardinale Baldassare Reina ha visitato il Policlinico Tor Vergata, nella nuova veste giuridica di Azienda ospedaliera universitaria, incontrando operatori sanitari, docenti, studenti e pazienti. La visita si è svolta il 19 maggio alla presenza del rettore dell’Università di Roma Tor Vergata Nathan Levialdi Ghiron, del direttore generale Ferdinando Romano, del presidente del Consiglio regionale del Lazio Antonio Aurigemma e del presidente del VI Municipio Nicola Franco.

Dopo un primo momento nella galleria principale dell’ospedale, il vicario generale della diocesi di Roma si è recato nella sala dialisi, dove ha salutato il personale e i pazienti accolto dalla responsabile Anna Paola Mitterhofer.

Nel corso degli interventi istituzionali è stato più volte sottolineato il valore dell’integrazione tra università e sanità pubblica. Il rettore Levialdi Ghiron ha definito la nuova Azienda ospedaliera universitaria «testimonianza ed esempio» della collaborazione tra attività clinica, ricerca e formazione, ricordando come il sistema sanitario possa beneficiare dell’innovazione scientifica e della didattica sviluppate all’interno dell’ateneo.

Il direttore generale Ferdinando Romano ha invece richiamato il personale alla centralità del paziente, ringraziando medici, infermieri e operatori per i risultati raggiunti negli ultimi mesi. Tra i dati illustrati, la riduzione dei tempi di attesa in pronto soccorso, l’aumento del 20% dell’attività chirurgica e l’attivazione di 40 nuovi posti letto dedicati alla geriatria e alla medicina d’urgenza.

Il rapporto tra Policlinico e territorio è stato evidenziato dal presidente del VI Municipio Nicola Franco, ringraziando la struttura per la collaborazione nelle iniziative di prevenzione e promozione della salute rivolte a una periferia «difficile e popolosa». Antonio Aurigemma ha invece ribadito il valore universale del servizio sanitario pubblico, sottolineando il ruolo della competenza e della responsabilità professionale nella tutela del diritto alla cura.

Ampio spazio è stato dedicato all’intervento del cardinale Reina, che ha definito il passaggio da Fondazione ad Azienda «non solo una mutazione giuridica ma una professione di fede civile». Secondo il vicario del Papa per la diocesi di Roma, la nuova configurazione del Policlinico rappresenta la conferma che «ricerca, didattica e cura non possano camminare separate».

Il cardinale ha indicato tre direttrici fondamentali della missione del Policlinico universitario: cura, ricerca e formazione. La cura, ha spiegato, resta il fondamento stesso dell’ospedale e trova nella tradizione evangelica del buon samaritano il proprio riferimento umano e culturale. «La dignità di un ospedale si misura sulla qualità della relazione con i più fragili», ha affermato, soffermandosi anche sulle difficoltà vissute dal personale sanitario, tra carichi di lavoro elevati, fuga dei giovani medici e rischio di «stanchezza dell’anima».

Sul fronte della ricerca, il cardinale ha richiamato la necessità di mantenere saldo il legame tra laboratorio e corsia, perché «quando la ricerca perde di vista il letto del malato si avvelena». Infine, rivolgendosi ai docenti universitari, ha sottolineato il valore umano della formazione medica, che non consiste soltanto nella trasmissione di informazioni ma nell’educazione a uno sguardo sul dolore, sull’errore e sulla fragilità della persona.

Nel concludere il suo intervento, il cardinale Reina ha invitato il Policlinico a essere «ospedale da campo», capace di raggiungere i pazienti più fragili e di rendersi accessibile anche a chi fatica a orientarsi nella complessità della burocrazia sanitaria.

 

20 maggio 2026

Saluto inaugurale al Convegno di Studio “La Città e le sue rappresentazioni”

Saluto inaugurale al Convegno di Studio “La Città e le sue rappresentazioni”.

Udienze

Udienze

I percorsi culturali nelle parrocchie di Roma

La parrocchia di San Tommaso Moro

Sabato 23 maggio, dalle 10 alle 12, presso la parrocchia di San Tommaso Moro in via dei Ramni 40, l’Ufficio per la Cultura del Vicariato di Roma propone l’incontro intitolato “Creiamo percorsi culturali nelle parrocchie di Roma”.

Destinato agli animatori culturali delle parrocchie, l’appuntamento prevede gli interventi di monsignor Andrea Lonardo, direttore dell’Ufficio diocesano, e di tre relatori che offriranno la loro testimonianza derivata dall’attività diretta. «Giulia Angelucci – spiega Lonardo – condividerà la sua esperienza come organizzatrice di cineforum in due comunità parrocchiali; Simone Felli, webmaster, racconterà di come i siti web dell’Areopago, poi Gli Scritti, abbiano preso vita grazie alla riproposizione on line delle conferenze che venivano svolte nella parrocchia di Santa Melania; Livia Mugavero – continua – porterà la sua esperienza nell’ambito di visite guidate alla città e alle mostre allestite nei grandi musei di Roma».

Quello di sabato 23 sarà l’evento conclusivo del programma per l’anno pastorale 2025-2026, ricco di appuntamenti utili a catechisti, animatori, guide turistiche della città di Roma, che, spesso nella cornice di alcune delle chiese più belle della città, hanno potuto assistere a percorsi di approfondimento sulla storia, l’arte, la fede, la filosofia, la teologia. «Il cammino è stato quello di testimoniare il Vangelo tramite la cultura – dice Lonardo – quindi non direttamente». Un cammino che ha avuto conferma nelle parole di Papa Leone, «che ha ricordato, nella sua visita alla Sapienza, che insegnare è carità».

Gli incontri inseriti nel ciclo “Fondamenti. Dialettica fra gli opposti”, hanno offerto occasioni di confronto su temi fondamentali, per dimostrare come «logos e agape, parola e testimonianza, carne e spirito, siano degli opposti necessari». Con la collaborazione dell’Ufficio diocesano per la Catechesi si sono invece svolti gli appuntamenti sui “Fondamenti della fede nell’arte di Roma”, con lo scopo di «aiutare la comunità cristiana a utilizzare le immagini nell’annuncio». Sempre insieme all’Ufficio catechistico, c’è stato il pellegrinaggio in Grecia tra la fine di aprile e l’inizio di maggio. Gli incontri di formazione per le guide di Roma si sono concentrati sull’Età barocca, offrendo «una chiave di lettura di quel periodo così prezioso».

Monsignor Andrea Lonardo dà appuntamento all’anno pastorale 2026-2027, con un programma che l’Ufficio per la Cultura definirà cercando di «interpretare in ambito culturale le indicazioni date dalla diocesi», perché saranno «tutti gli Uffici del Vicariato, con i prefetti, il Consiglio Presbiterale, il Consiglio Episcopale ad elaborare insieme un progetto condiviso per l’anno prossimo».

20 maggio 2026

Consiglio Diocesano per gli Affari Economici

Consiglio Diocesano per gli Affari Economici.

Udienze libere dedicate ai presbiteri

Udienze libere dedicate ai presbiteri

Visita la Residenza Universitaria Internazionale

Visita la Residenza Universitaria Internazionale

Giardini d’Inchiostro: incontro con Samuele Cornalba

Giardini d’Inchiostro: incontro con Samuele Cornalba – Cappella della Sapienza (Uff. per la Pastorale Universitaria)

Incontro dei referenti di pastorale giovanile

Incontro dei referenti di pastorale giovanile presso la parrocchia di Santa Marcella.

Pentecoste al Divino Amore

“Veni, Sancte Spiritus!”. L’invocazione alla venuta dello Spirito Santo sarà il filo conduttore delle celebrazioni che il Santuario della Madonna del Divino Amore, a Castel di Leva, propone alla comunità i prossimi 23 e 24 maggio, in occasione della solennità di Pentecoste.

Si comincerà già sabato 23 alle 21, sul sagrato dell’Antico Santuario, con la veglia di Pentecoste presieduta dal vescovo Andrea Carlevale, nuovo ausiliare per il settore Sud della diocesi. Appuntamento poi, a mezzanotte, a piazza di Porta Capena per la partenza del pellegrinaggio notturno che raggiungerà il Divino Amore percorrendo la via Appia e la via Ardeatina.
Domenica 24 maggio si vivrà il culmine della festa. Oltre alle Messe celebrate secondo il consueto orario festivo, sarà possibile assistere alla Messa solenne delle 11, presieduta dall’arcivescovo Filippo Iannone, prefetto del Dicastero per i vescovi.

Al termine della celebrazione eucaristica i Vigili del fuoco apporranno il tradizionale omaggio floreale presso la storica Torre del Primo Miracolo.

19 maggio 2026

Parolin: «La pace è l’identità propria del Risorto»

Più di 600 persone di provenienza, lingua e cultura diverse, accomunate da un unico gesto e una sola intenzione: sgranare lentamente i grani del Rosario per implorare il dono della pace nel mondo. Domenica 17 maggio, solennità dell’Ascensione, nella basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, a piazza della Repubblica, la preghiera, promossa dall’equipe pastorale Migrantes della diocesi di Roma e presieduta dal cardinale segretario di Stato vaticano Pietro Parolin, ha riunito quasi tutte le 118 comunità etniche cattoliche della Capitale. Cinquanta i sacerdoti presenti, molti dei quali cappellani delle comunità che vivono nella Città Eterna. Le navate della chiesa barocca si sono colorate di bandiere di decine di nazioni, dall’Ucraina al Guatemala, dal Brasile alla Bolivia. Tra i banchi, molti fedeli con gli abiti tipici dei loro Paesi. La liturgia è stata introdotta dal coro dei bambini ucraini, mentre i cinque misteri della Gloria sono stati recitati in dieci lingue diverse. Dopo ogni decina è stato intonato un canto da fedeli filippini, nigeriani, congolesi, malgasci e latinoamericani.

«La pace – ha affermato Parolin – si realizza quando consegniamo integralmente pensiero e azione, segnati dal trauma del nostro limite, nelle mani del Risorto perché Lui imprima in noi una visione nuova e un rinnovato percorso di vita. Drammi, fatiche, angosce e contraddizioni deposte innanzi al Signore della vita, affinché Egli liberi in noi uno stile nuovo, segnato dalla consapevolezza del nostro destino eterno. La pace si realizza quando incontriamo Gesù, il vivente, e scopriamo di essere eterni, per dono suo: tesori preziosi e unici custoditi per sempre da Lui».

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19 maggio 2026

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