10 Maggio 2026

A San Pio X presto l’inaugurazione di “Casa Speranza”

Nella parrocchia San Pio X alla Balduina si porta avanti una pastorale che abbraccia diverse dimensioni della vita cristiana, proponendo una Scuola di preghiera che si traduce in carità e percorsi di crescita personale e collettiva. Una realtà che il parroco don Andrea Celli definisce «viva, efficace e comunitaria». Il giovedì si «impara a pregare pregando», approfondendo forme di spiritualità. La preghiera del cuore è stata spiegata da un monaco camaldolese, quella ignaziana da un gesuita, la preghiera di adorazione da una suora carmelitana. Giovedì scorso, in occasione della visita pastorale, il cardinale vicario Baldo Reina si è soffermato sulla preghiera con i salmi.

L’orazione poi diventa impegno concreto. «A giugno, o al massimo a settembre, sarà inaugurata “Casa della Speranza” – afferma don Andrea –. Accoglierà principalmente genitori i cui figli sono ricoverati nei centri oncologici. Sarà il segno giubilare della parrocchia». Il progetto ha generato «una cultura di condivisione – osserva –. Giovani e anziani hanno proposto di mettere a disposizione stanze libere nelle loro case o appartamenti di proprietà al momento sfitti per una Casa della Speranza diffusa. È un bell’esempio di come la carità generi carità e promuova una cultura dell’accoglienza».

Le “cuoche solidali” ogni mese preparano cento pasti per i senza dimora che gravitano nei pressi della stazione Tiburtina. Ogni mese la parrocchia organizza un pranzo comunitario per i più bisognosi i quali, «attraverso il centro di ascolto, sono sostenuti anche a livello sociale e sanitario – dice don Celli –. Medici del policlinico Gemelli offrono visite private a persone fragili o li indirizzano a visite specialistiche». Oltre al doposcuola per gli studenti c’è il progetto “Welcome”. Offre corsi gratuiti di italiano per badanti, colf e stranieri in collaborazione con l’Università di Perugia e rilascia diplomi riconosciuti. Oltre al gruppo giovanissimi per i ragazzi del post cresima, quello giovani per studenti dal secondo al quinto superiore, in parrocchia ci sono i gruppi universitari e giovani adulti.

Per questi l’aspetto formativo si estende alla dimensione sociale e politica con il Progetto persona, «un percorso di approfondimento sulla dottrina sociale della Chiesa e la cittadinanza attiva – dichiara don Andrea –. Si affrontano temi cruciali come il fine vita, la giustizia sociale. Il cristiano deve avere la vocazione di portare avanti il bene comune, di rimettere la persona al centro». Tra i referenti del progetto c’è Giacomo, 27 anni. «Gli incontri – spiega – spaziano da conferenze magistrali a laboratori esperienziali. La dimensione spirituale deve andare di pari passo con una presa di coscienza per mettersi a servizio della collettività. I laboratori sono spaccati di vita che difficilmente all’università si riescono a replicare». Martina, 24 anni, è educatrice dei giovanissimi: «Li coinvolgiamo attivamente nella carità – afferma –. I ragazzi delle medie e del primo superiore sono coinvolti in attività di volontariato come la distribuzione di alimenti ai poveri, la visita agli anziani, l’aiuto ai coetanei in difficoltà. È importante far capire loro che essere cristiani non è da sfigati, è una bellezza che coinvolge il cuore e l’azione concreta». (di Roberta Pumpo da Roma Sette)

23 febbraio 2025

Incontro per i catecumeni del secondo anno – Abside della Basilica di San Giovanni in Laterano (Uff. catecumenato)

Incontro per i catecumeni del secondo anno – Abside della Basilica di San Giovanni in Laterano (Uff. catecumenato)

L’Angelus del Papa: il pensiero ai diaconi e alla pace, il grazie ai medici

Foto Diocesi di Roma / Gennari

Questa mattina, domenica 23 febbraio, il Santo Padre, ricoverato al Policlinico Gemelli, non ha potuto pronunciare l’Angelus. Il testo però è stato consegnato e diffuso dalla Sala Stampa della Santa Sede.

All’inizio, il pensiero al Giubileo dei diaconi, celebrato in questi giorni: «Questa mattina nella basilica di San Pietro è stata celebrata l’Eucaristia con l’ordinazione di alcuni candidati al diaconato. Saluto loro e i partecipanti al Giubileo dei Diaconi che si è svolto in questi giorni in Vaticano; e ringrazio i Dicasteri per il Clero e per l’Evangelizzazione per la preparazione di questo evento. Cari fratelli Diaconi, voi vi dedicate all’annuncio della Parola e al servizio della carità; svolgete il vostro ministero nella Chiesa con parole e opere, portando l’amore e la misericordia di Dio a tutti. Vi esorto a continuare con gioia il vostro apostolato e – come ci suggerisce il Vangelo di oggi – ad essere segno di un amore che abbraccia tutti, che trasforma il male in bene e genera un mondo fraterno. Non abbiate paura di rischiare l’amore!».

Poi un riferimento a questi giorni di degenza ospedaliera e il grazie a tutti coloro che lo stanno seguendo: «Da parte mia – dichiara nel testo Papa Francesco –, proseguo fiducioso il ricovero al Policlinico Gemelli, portando avanti le cure necessarie; e anche il riposo fa parte della terapia! Ringrazio di cuore i medici e gli operatori sanitari di questo Ospedale per l’attenzione che mi stanno dimostrando e per la dedizione con cui svolgono il loro servizio tra le persone malate».

Infine l’Ucraina e le altre zone di guerra: «Si compie domani il terzo anniversario della guerra su larga scala contro l’Ucraina: una ricorrenza dolorosa e vergognosa per l’intera umanità! Mentre rinnovo la mia vicinanza al martoriato popolo ucraino, vi invito a ricordare le vittime di tutti i conflitti armati e a pregare per il dono della pace in Palestina, in Israele e in tutto il Medio Oriente, in Myanmar, nel Kivu e in Sudan».

In mattinata la Sala Stampa aveva informato che «la notte è trascorsa tranquilla» per Papa Francesco. Mentre nella serata di ieri, sabato 22 febbraio, erano state diffuse che avevano destato preoccupazione: «Le condizioni del Santo Padre continuano ad essere critiche – si leggeva nella nota –, pertanto, come spiegato, il Papa non è fuori pericolo. Questa mattina Papa Francesco ha presentato una crisi respiratoria asmatiforme di entità prolungata nel tempo, che ha richiesto anche l’applicazione di ossigeno ad alti flussi. Gli esami del sangue odierni hanno inoltre evidenziato una piastrinopenia, associata ad un’anemia, che ha richiesto la somministrazione di emotrasfusioni. Il Santo Padre continua ad essere vigile e ha trascorso la giornata in poltrona anche se più sofferente rispetto a ieri. Al momento la prognosi è riservata».

23 febbraio 2025

A San Giovanni e nelle parrocchie la speciale preghiera per Papa Francesco

Foto Diocesi di Roma / Gennari

Il cardinale vicario Baldassare Reina oggi, domenica 23 febbraio 2025, celebrerà la Messa nella basilica di San Giovanni in Laterano alle ore 17.30 con una speciale intercessione per la salute di Papa Francesco; lo stesso faranno i parroci e i sacerdoti nelle celebrazioni di oggi. «Desidero invitarvi ad unirvi spiritualmente alla Santa Messa che celebrerò questa sera. In comunione di fede e di preghiera, ciascuno nella propria comunità – è l’invito del cardinale vicario –, innalzeremo al Signore la nostra supplica per il Santo Padre, affinché lo sostenga con la Sua grazia e lo ricolmi della forza necessaria per attraversare questo momento di prova».

Di seguito le intercessioni che potranno essere aggiunte nella preghiera universale della Messa e nelle preci della Liturgia delle Ore:
– Dio della vita, sostieni il nostro Papa Francesco: donagli sollievo nel corpo e nello spirito. Preghiamo.
– Padre buono, che hai a cuore la vita di tutti i tuoi figli, guarda con benevolenza il tuo servo e nostro Papa Francesco, perché, ristabilito in salute, continui la sua missione a servizio della Chiesa. Preghiamo.
– Per il nostro Papa Francesco: sperimenti l’amorevole presenza del Signore Risorto e la solidale vicinanza della comunità cristiana. Preghiamo.
– Salvezza dei credenti e rifugio degli afflitti, conforta il nostro Papa Francesco perché, con l’aiuto della tua misericordia, trovi sollievo nella sua sofferenza. Preghiamo.

23 febbraio 2025

Celebra la Messa nella parrocchia Santa Maria Immacolata di Lourdes

Celebra la Messa nella parrocchia Santa Maria Immacolata di Lourdes

“Il presbitero, maestro della parola, ministro dei sacramenti e guida della comunità” – incontro di formazione per i presbiteri dal 1° al 6° anno di ordinazione, guidato da P. Alceo Grazioli, Casa del Divin Maestro, Ariccia (Uff. form. perm. clero)

“Il presbitero, maestro della parola, ministro dei sacramenti e guida della comunità” – incontro di formazione per i presbiteri dal 1° al 6° anno di ordinazione, guidato da P. Alceo Grazioli, Casa del Divin Maestro, Ariccia (Uff. form. perm. clero)

Santa Messa a San Paolo fuori le Mura per il XX anniversario dalla morte di Don Luigi Giussani

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Santa Messa all’Assemblea Nazionale del Rinnovamento nello Spirito

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Incontro per coppie sposate “Verso il Monte Ararat” guidato da Don Fabio Rosini – Basilica di San Giovanni in Laterano

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Policlinico Gemelli: il Papa «è grave ma non è in pericolo di vita»

Foto Diocesi di Roma / Gennari

Papa Francesco «non è attaccato a nessun macchinario, quando serve mette i naselli, ma se la domanda è se sia fuori pericolo la risposta è no. Non è fuori pericolo perché è un’infezione importante» contratta da «un uomo di 88 anni» con patologie croniche. «Lui si rende conto che alla sua età la situazione è grave ma non è in pericolo di vita». Sergio Alfieri, capo dell’equipe medica che ha in cura Papa Francesco, con estrema chiarezza ha illustrato il quadro clinico del Pontefice durante un briefing organizzato nel pomeriggio di oggi, 21 febbraio, nell’atrio del Policlinico Gemelli nel quale Bergoglio è ricoverato dallo scorso 14 febbraio. A Francesco è stata prima riscontrata una infezione polimicrobica e in seguito una tac ha rivelato l’insorgenza di una polmonite bilaterale.

«Il Papa ha sempre voluto che dicessimo la verità», ha affermato Alfieri, affiancato dal dottor Luigi Carbone, vicedirettore del reparto Sanità e Igiene dello Stato della Città del Vaticano e medico referente del Santo Padre. Quest’ultimo ha rimarcato che si tratta di «un paziente fragile che anche per impegni istituzionali e privati ha ritenuto opportuno di farsi curare a casa Santa Marta con l’ausilio anche di specialisti», fino a quando non è stato necessario il ricovero.

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