9 Maggio 2026

Laboratorio di educazione alla cittadinanza, a cura del Servizio per la pastorale sociale e della Pontificia Università Lateranense

Laboratorio di educazione alla cittadinanza, a cura del Servizio per la pastorale sociale e della Pontificia Università Lateranense.

Laboratorio di educazione alla cittadinanza, a cura del Servizio per la pastorale sociale e della Pontificia Università Lateranense

Laboratorio di educazione alla cittadinanza, a cura del Servizio per la pastorale sociale e della Pontificia Università Lateranense

Laboratorio di ascolto dei ragazzi con la Pastorale giovanile

Venerdì 24 gennaio alle ore 19.30 nella parrocchia dei Santi Aquila e Priscilla ci sarà il quarto appuntamento del “laboratorio dell’ascolto dei ragazzi e dei giovani”. Il Servizio diocesano per la pastorale giovanile desidera infatti affiancare le equipe pastorali parrocchiali e gli educatori degli adolescenti e dei giovani per realizzare l’ascolto delle nuove generazioni.

«Nella prima parte dell’anno si è lavorato molto sugli atteggiamenti che diventano decisivi per entrare in empatia con i ragazzi. Abbiamo ora bisogno di cominciare a sperimentare il “come” ascoltarli – sottolinea il direttore del Servizio diocesano don Antonio Magnotta –. Su questo diverse comunità stanno mettendo in gioco risorse e creatività. Bisogna allargare l’ascolto partendo dal farci promotori di incontri e di dialogo tra i diversi operatori ed educatori che nei territori hanno relazione con i ragazzi, come animatori, catechisti, insegnanti, allenatori, e insieme raccogliere “storie di vita” dei ragazzi conservando quello sguardo contemplativo che ci fa riconoscere l’opera del Signore nella loro vita».

21 gennaio 2020

La XXVIII Festa dei Popoli

“Nella casa comune un’unica famiglia umana” è il tema scelto per la XXVIII edizione della Festa dei Popoli, la quattordicesima che si svolge a piazza San Giovanni in Laterano. La manifestazione è in programma per domenica 19 maggio a partire dalle 12 ed è promossa dall’Ufficio Migrantes della diocesi di Roma e dalla Caritas di Roma, in collaborazione con le comunità cattoliche etniche, con Impresa Sant’Annibale Onlus e tante realtà che lavorano nel campo delle migrazioni (Centro Astalli, Missionari scalabriniani, Missionari Comboniani, Acli provinciali di Roma, Apicolf e Federcolf).

A mezzogiorno, all’interno della cattedrale di Roma, è prevista la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità. Ad animare la liturgia saranno 26 comunità etniche di diverse nazionalità: il “Gloria” verrà intonato dai congolesi, il salmo sarà cantato in tagalog, la preghiera dei fedeli in diverse lingue, l’offertorio affidato alla comunità srilankese, il “Sanctus” in ucraino, i canti di Comunione in rumeno e in malayalam, e il canto conclusivo in lingua polacca.

Al termine della Messa, sul sagrato della basilica, dalle 13.30 circa si potranno degustare piatti tipici preparati dalle comunità di 13 Paesi diversi: Eritrea, Togo, Romania, Ghana, Nigeria, Ucraina, Polonia, Bangladesh, Brasile, Capoverde, Congo, Camerun e Siria. Seguirà, alle 15, uno spettacolo multietnico durante il quale si esibiranno una ventina di gruppi con canti e balli folkloristici. Alle 18 il concerto finale, in collaborazione con African Perfect Armony, gruppo musicale di 11 elementi, nato nel 2017 al centro di accoglienza delle Tagliate di Lucca; e Med Free Orkestra, progetto nato nel quartiere di Testaccio nel 2010 che riunisce musicisti provenienti da varie aree del mondo, che si esibirà insieme all’Earth Band guidata da Tony Esposito. Sul palco anche Marco Iachini, vincitore del Sound Spirit Festival 2019.

«La Festa vuole dare un’importante testimonianza di convivenza civile tra popoli diversi – sottolinea monsignor Pierpaolo Felicolo, direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Roma –. Con gli anni la città ha imparato la bellezza dello stare insieme e bisogna impegnarsi ancora per abbandonare i luoghi comuni che ci sono sulle migrazioni e far emergere la normalità dell’incontro tra culture differenti. Alimentare la paura dei migranti è il peggiore dei modi per affrontare la dimensione umana del fenomeno della migrazione. La paura ci fa chiudere. Se poi la paura diviene da individuale a collettiva, allora si corre anche il serio rischio di fenomeni di reazione sociale non sempre controllabili. Tutto ciò va evitato. Come? Attraverso la conoscenza dell’altro. La conoscenza è luce, la paura è buio. Dobbiamo perseguire la luce. Dobbiamo, attraverso la conoscenza, sviluppare e far nostro il tema dell’accoglienza».

15 maggio 2019

La XXII Giornata del mondo accademico

Foto di Cristian Gennari

Catechesi, teatro, musica, ma soprattutto la celebrazione del sacramento della riconciliazione e il passaggio dalla Porta Santa di San Giovanni in Laterano. In questo anno giubilare, assume una veste nuova la XXII Giornata del mondo accademico, organizzata dall’Ufficio per la pastorale universitaria della diocesi di Roma. A dirigerlo, dal primo settembre, è don Maurizio Mirilli che, venerdì 17 ottobre, alle ore 18, darà il benvenuto a docenti e studenti universitari riuniti nell’Aula della Conciliazione, per assistere alla drammaturgia di Francesco d’Alfonso “Oltre quello che c’è”. Sarà l’opera, interpretata dagli allievi dell’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico, a dare il via alla tre giorni; seguirà poi un incontro sul “La speranza è il significato di ciò che facciamo”, che vedrà il narratore Roberto Mercadini in dialogo con don Gabriele Vecchione, cappellano della Sapienza e vicedirettore dell’Ufficio diocesano. L’accesso è libero e gratuito, consentito fino ad esaurimento dei posti disponibili. Alle ore 21, poi, è previsto un concerto del Coro lirico e orchestra d’archi del Conservatorio Santa Cecilia di Roma, nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme; anche in questo caso l’ingresso è libero e gratuito.

Il giorno seguente, 18 ottobre, ci saranno due appuntamenti distinti per gli studenti e i docenti: i primi si ritroveranno alle 9 a Sant’Antonio da Padova a via Merulana, per la catechesi di don Fabio Rosini; i secondi, alla stessa ora, saranno invece nella vicina Santi Marcellino e Pietro con don Vecchione. Al termine alle 10.30, tutti potranno attraversare la Porta Santa della cattedrale di Roma ed accostarsi al sacramento della Riconciliazione. Alle ore 12, il cardinale vicario Baldo Reina celebrerà l’Eucarestia. Sempre sabato 18, alle ore 20.30, è in programma “Gran Teatro Bernini”, drammaturgia di d’Alfonso, al Teatro Anfitrione, con ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti; sarà replicato il 19 ottobre alle ore 18, nello stesso teatro. Domenica 19, nella cappella della Sapienza, alle 10.30, don Roberto Buattini terrà una catechesi su “In my end is my beginning. Come salvarsi dalla retorica della speranza”. Seguirà la celebrazione eucaristica, alle ore 11.

22 settembre 2025

La XXII Giornata del mondo accademico

Foto di Davide Valente

Catechesi, teatro, musica, ma soprattutto la celebrazione del sacramento della riconciliazione e il passaggio dalla Porta Santa di San Giovanni in Laterano. In questo anno giubilare, assume una veste nuova la XXII Giornata del mondo accademico, organizzata dall’Ufficio per la pastorale universitaria della diocesi di Roma. Per inaugurare l’evento, venerdì 17 ottobre, il cardinale vicario Baldo Reina incontrerà, a porte chiuse, i rettori di tutte le università romane (statali, pontificie, private e libere). Quindi don Maurizio Mirilli, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale universitaria, alle ore 18, darà il benvenuto a docenti e studenti universitari riuniti nell’Aula della Conciliazione, per assistere alla drammaturgia di Francesco d’Alfonso “Oltre quello che c’è”. Sarà l’opera, interpretata dagli allievi dell’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico, a dare il via alla tre giorni; seguirà poi un incontro su “La speranza è il significato di ciò che facciamo”, che vedrà il narratore Roberto Mercadini in dialogo con don Gabriele Vecchione, cappellano della Sapienza e vicedirettore dell’Ufficio diocesano. L’accesso è libero e gratuito, consentito fino ad esaurimento dei posti disponibili. Alle ore 21, poi, è previsto un concerto del Coro lirico e orchestra d’archi del Conservatorio Santa Cecilia di Roma diretto da Michelangelo Galeati, nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme; anche in questo caso l’ingresso è libero e gratuito.

Il giorno seguente, 18 ottobre, sono in programma due catechesi per docenti e per studenti a Sant’Antonio da Padova e a Santi Marcellino e Pietro. Al termine, alle 10.30, tutti si ritroveranno nella cattedrale di Roma, per attraversare la Porta Santa ed accostarsi al sacramento della Riconciliazione. Alle ore 12, il cardinale vicario Baldo Reina celebrerà l’Eucarestia, sempre nella basilica di San Giovanni in Laterano. Ancora, sabato 18 alle ore 20.30, al Teatro Anfitrione, è in programma “Gran Teatro Bernini”, drammaturgia di d’Alfonso, con ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti; sarà replicato il 19 ottobre alle ore 18, nello stesso teatro. Domenica 19, nella cappella della Sapienza, alle 10.30, don Roberto Buattini terrà una catechesi su “In my end is my beginning. Come salvarsi dalla retorica della speranza”. Seguirà la celebrazione eucaristica, alle ore 11.

«Saranno tre giorni di riflessione sia spirituale che culturale», dice don Mirilli. E spiega com’è nata l’idea di questa iniziativa: «In occasione del Giubileo del mondo dell’educazione, che ci sarà la settimana seguente, abbiamo voluto creare un’occasione di preparazione e per questo motivo, quest’anno, invece del tradizionale pellegrinaggio fuori, abbiamo pensato di rimanere a Roma. Perché da tutto il mondo i pellegrini stanno venendo qui». Gli fa eco don Vecchione: «In passato abbiamo organizzato la Giornata del mondo accademico puntando soprattutto sull’accoglienza delle matricole, mentre stavolta abbiamo voluto allargare a tutto il mondo accademico: dagli studenti, ai docenti, ma anche al personale amministrativo delle università. Perché nelle università si fa il futuro. Avere l’educazione nel cuore significa avere la trasmissione nel cuore, provare gioia perché un giovane possa crescere e possa fiorire. La fede non può che diventare cultura. La fede è razionale ed è intellegibile, quindi non possiamo accontentarci del populismo che respiriamo da tutte le parti e dell’antiintellettualismo diffuso».

Tra i vari appuntamenti in programma, come detto, anche uno spettacolo dedicato a Bernini. «Gian Lorenzo Bernini è un artista che ha vissuto un tempo straordinariamente lungo per la sua epoca, la maggior parte del quale passato a Roma – illustra d’Alfonso –. La sua vicenda umana e artistica è intimamente legata all’Urbe, tanto che le sue opere ne hanno cambiato il volto, contribuendo a renderla la città spettacolare che oggi vediamo: Roma porta inequivocabilmente la firma di Bernini. Con lui nasce un’arte scenografica, talmente coinvolgente da diventare teatrale. In effetti proprio il teatro accompagnò Bernini in tutta la sua lunga vita – fu scenografo, scenotecnico, attore, autore, corago di opere in musica – dandogli la possibilità di espandere all’infinito la sua idea di bellezza, che la scultura, l’architettura e la pittura racchiudevano in opere “finite”: perché la bellezza è connessa all’anelito di infinito custodito in ogni uomo».

13 ottobre 2025

La XIII prefettura propone il film “Unplanned”

Torna a Roma il film “Unplanned. L’imprevisto che ti cambia la vita”, tratto dalla storia vera di Abby Johnson, una donna che dopo aver lavorato per quasi 10 anni alla Planned Parenthood (l’organizzazione di cliniche abortive più potente degli Stati Uniti), divenendo direttore di una delle cliniche più importanti, decide di denunciarne le prassi. Saranno disponibili il 20 maggio due proiezioni al cinema Adriano, alle 18 e alle 20.30.

«È una iniziativa – racconta don Giuseppe Falabella, parroco di San Melchiade – nata parlando tra alcuni parroci della XIII prefettura dopo aver visto il film e accolta subito da tutti. Mostra innanzitutto la volontà di creare occasioni per camminare insieme tra parrocchie, come sta già accadendo per altri ambiti della pastorale. Con la proiezione di questo film, realizzata grazie alla collaborazione con la casa di distribuzione, la Dominus Production, emerge il desiderio di tornare a parlare nelle nostre comunità del tema della famiglia e dell’apertura alla vita, e della sua difesa e cura, creando occasioni di confronto e dialogo, per riscoprire la bellezza e ricchezza del magistero della Chiesa sui temi più sensibili della bioetica. Da qui l’opportunità però – afferma Falabella – di non chiuderci in una sala parrocchiale ma di “uscire fuori” e trovare un contesto che fosse più facilmente accessibile a tutti, anche a chi non frequenta una parrocchia, per facilitare un incontro e un confronto».

Alla proiezione delle 20.30 sarà in sala anche Gabriella Gambino, sottosegretario del dicastero vaticano per i Laici, la famiglia e la vita, per aiutare a rispondere alle domande del pubblico. È possibile prenotare biglietti per la visione del film, proposto negli ultimi anni in moltissime città italiane, sul sito unplanned.it.

La visita di Reina a Nostra Signora di Guadalupe e San Filippo martire

Affidare alla «presenza materna di Maria le nostre ansie, paure e preoccupazioni», nel ricordo del monito “Ci sono io” che la Vergine rivolse a Juan Diego, l’azteco convertitosi al cristianesimo a cui apparve per 4 volte dal 9 al 12 dicembre nel 1531. Proprio venerdì sera, 12 dicembre, festa della Madonna di Guadalupe, il cardinale vicario Baldo Reina ha celebrato una Messa solenne nella basilica intitolata alla Imperatrice dell’America Latina e delle Filippine e a san Filippo martire, dopo avere incontrato la comunità della parrocchia nel quartiere Aurelio, affidata ai padri Legionari di Cristo, rivolgendo questo invito.

«Nelle prodigiose apparizioni Maria non chiede nulla – ha spiegato il porporato -, chiede semplicemente di tenere conto della sua presenza e ancora oggi non si stanca mai di garantirci questa presenza che ci rassicura». Ancora, riprendendo il Vangelo del giorno relativo alla visita di Maria alla cugina Elisabetta, il porporato ha voluto «attualizzare il messaggio» invitando i fedeli a riflettere su quale sia «la qualità dei nostri incontri» laddove «viviamo in una società che presenta un paradosso perché, pur essendo molti i mezzi di comunicazione, non comunichiamo», soprattutto non poniamo «alla radice della nostra comunicazione Dio», ha spiegato ancora Reina. Da qui l’invito a «rendere circolare la comunicazione di Dio come cristiani» ovvero a «dire Dio nell’era dell’assenza di Dio», perché «come per Maria ed Elisabetta – ha aggiunto – mettere al centro Dio cambia la storia e la prospettiva di vita».

 

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15 dicembre 2025

La visita di Papa Leone XIV alla parrocchia di Santa Maria Regina Pacis a Ostia Lido

La parrocchia di Santa Maria Regina Pacis a Ostia Lido sarà la prima a ricevere la visita pastorale di Papa Leone XIV: domenica prossima, infatti, il Santo Padre sarà nella comunità al civico 13 della piazza omonima, affidata alla Congregazione della Società dell’Apostolato Cattolico (Padri Pallottini). Arriverà alle ore 16 e subito incontrerà i bambini del catechismo e i giovani, per un totale di circa 400 ragazzi, che lo accoglieranno nel campo dietro la chiesa. Sarà poi la volta di anziani, ammalati, poveri e volontari della Caritas (400 persone in tutto), che lo aspetteranno in palestra.

Alle 17, poi, Papa Leone presiederà la Santa Messa, che sarà concelebrata dal cardinale vicario Baldo Reina, dal vescovo del settore Sud e vicegerente della diocesi monsignor Renato Tarantelli Baccari, dal parroco don Giovanni Vincenzo Patanè. Tra gli altri, ci saranno anche i parroci di Ostia, il cappellano della Guardia di Finanza don Francesco Chiantera e i prefetti del settore Sud. Alla fine della celebrazione eucaristica, il Pontefice incontrerà il consiglio pastorale in una sala della parrocchia. Quindi, prima di fare ritorno in Vaticano, si fermerà a salutare i fedeli rimasti fuori, che avranno seguito la Messa dal maxischermo montato per l’occasione.

«È significativo che la prima parrocchia scelta dal Santo Padre per le sue visite pastorali sia dedicata a Maria Regina della Pace – osserva il parroco –; fin dall’inizio del suo pontificato, infatti, Papa Leone ha mostrato molta attenzione al tema e parlato della “pace disarmata e disarmante”. Ostia, poi, pur essendo parte della diocesi di Roma, ha la particolarità di avere un suo proprio patrono, che è sant’Agostino, molto caro al nostro Papa che è agostiniano». La notizia di questa visita pastorale, racconta ancora don Patanè, è stata accolta con grande emozione da tutta la comunità parrocchiale. «Per non fare disparità, abbiamo distribuito i biglietti tramite sorteggio», spiega. «Viviamo come un privilegio il fatto di essere la prima comunità che il Santo Padre visita… è anche una buona occasione per fare pulizia dei locali e sistemare un po’ di cose! – scherza il sacerdote – È il Papa ma per noi è innanzitutto il nostro vescovo, il pastore che visita la sua chiesa».

12 febbraio 2026

La visita di Papa Leone XIV alla parrocchia di Santa Maria della Presentazione

Sarà la parrocchia di Santa Maria della Presentazione, al civico 1104 di via di Torrevecchia, ad accogliere Papa Leone XIV domenica prossima, 8 marzo. Il Santo Padre arriverà nella comunità affidata al clero diocesano alle ore 16. Ad accoglierlo, ci saranno, tra gli altri, il cardinale vicario Baldo Reina e il parroco don Paolo Stacchiotti, che guida la parrocchia dallo scorso dicembre. Soprattutto, daranno un caloroso benvenuto a Papa Leone i bambini del catechismo, i giovani e le famiglie, che lo attenderanno sul sagrato della chiesa – dove per l’occasione sarà montato un maxischermo – con canti, striscioni e disegni. Il Pontefice si fermerà a parlare con loro, prima di proseguire la sua visita all’interno del complesso parrocchiale. Nei vari locali, incontrerà i disabili e gli ammalati; infine, nel salone parrocchiale, ad aspettarlo ci saranno circa sessanta persone con diverso tipo di fragilità. Alle 17 Papa Leone celebrerà la Messa; al termine incontrerà il consiglio pastorale e i sacerdoti, e dopo gli ultimi saluti farà rientro in Vaticano.

Quella a Santa Maria della Presentazione è la quarta visita del Papa a una parrocchia romana. «Attendiamo il Santo Padre con gioia – dice don Stacchiotti –. Qui venne in visita san Giovanni Paolo II nel 1982, quindi sono passati più di quarant’anni. La presenza del Pontefice ci fa sentire la vicinanza sua e di tutta la Chiesa e questo territorio ne ha molto bisogno». Tra Bastogi e le case popolari di Torrevecchia, «questo non è un quartiere facile – spiega il parroco –, ma i casi di cronaca non rendono giustizia al bene che c’è qui. Questa è una comunità unita, piena di persone generose, che non si risparmiano nell’aiutarsi l’una con l’altra». La visita è anche l’occasione per «rinsaldare i legami, lavorare insieme, anche nell’organizzazione pratica dell’evento – prosegue il sacerdote –, per fare comunione. Al Papa doneremo un’icona realizzata dalle consacrate che da trent’anni vivono a Bastogi. Si tratta della copia della Madonna Pellegrina che, durante il mese di maggio, gira per il quartiere. Non è un dono prezioso, ma è un simbolo della nostra parrocchia».

5 marzo 2026

La visita di Papa Leone XIV alla parrocchia dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo

Foto Gennari

Il Quarticciolo è «in trepidazione» per la visita di Papa Leone XIV: il Santo Padre arriverà nella parrocchia dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo (via Manfredonia, 5), affidata ai Padri Dehoniani, domenica 1 marzo alle ore 16. Ad accoglierlo, ci saranno, tra gli altri, il cardinale vicario Baldo Reina e il parroco della comunità, padre Daniele Canali. Il Pontefice sosterà, innanzitutto, nel cortile dell’oratorio, dove incontrerà i bambini del catechismo, i ragazzi e le loro famiglie. Quindi, nel salone parrocchiale, lo aspetteranno «le fragilità del territorio», come le definisce il parroco, cioè una rappresentanza di anziani, malati, poveri, disabili, con i volontari che si occupano di loro. Tra questi, in un quartiere considerato tra le più grandi piazze di spaccio di Roma, anche quattro mamme di tossicodipendenti in carcere. «Sono segni di speranza: una fa la catechista e un’altra la volontaria Caritas», anticipa padre Canali.

Papa Leone incontrerà poi il consiglio pastorale in una sala della parrocchia e, alle 17, celebrerà la Messa nella chiesa parrocchiale. Infine si ritroverà con la comunità dei sacerdoti. Per quanti non potranno entrare in chiesa, sarà montato un maxischermo all’esterno.

«È la terza visita di un Papa per la nostra comunità – ricorda il parroco –: il 3 marzo 1963 venne san Giovanni XXIII, mentre il 3 marzo del 1980 ci fu san Giovanni Paolo II». E adesso è la volta di Papa Leone XIV. «C’è grande emozione e grande attesa per questa visita – fa sapere ancora padre Canali –. Ci stiamo preparando non solo dal punto di vista pratico, con la sistemazione di tutti gli ambienti, ma soprattutto da quello spirituale con la lectio settimanale. In tutti i gruppi si è riflettuto sulla figura di Pietro».

La presenza del Papa è un grande segno di speranza, per una zona come il Quarticciolo. «Questa comunità parrocchiale è piccola e ha vissuto momenti difficilissimi per questo territorio – sottolinea il sacerdote –, ma devo testimoniare che nessuno ha mai mollato, la comunità è rimasta sempre in piedi. Mi viene in mente il brano del profeta Isaia: “Sentinella, quanto resta della notte?” Il Papa viene a dirci che il giorno è vicino. Io la leggo così, come un segno di rinascita per noi».

La visita di Papa Leone XIV alla parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Ponte Mammolo

La parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Ponte Mammolo (via Casal de Pazzi, 88) riceverà la visita di Papa Leone XIV domenica prossima, 15 marzo. Si tratta della quinta visita a una parrocchia per il Pontefice e sostanzialmente osserverà il protocollo dei precedenti incontri: il Santo Padre arriverà attorno alle 16 e sarà accolto dai bambini, dai giovani e dalle loro famiglie nel cortile dell’oratorio. Quindi entrerà negli ambienti parrocchiali e saluterà i malati, una rappresentanza dei poveri e dei senza tetto che usufruiscono del servizio docce presente nel complesso parrocchiale; ci saranno anche i volontari della Caritas e della Comunità di Sant’Egidio che si prendono cura di loro.

Ancora, alle 17, Papa Leone presiederà la Santa Messa, che sarà concelebrata dal cardinale vicario Baldo Reina, dal vescovo eletto monsignor Marco Valenti, dal parroco don Francis Refalo, dai parroci della prefettura. Ci saranno anche don Giuseppe Argento, ex parroco della comunità originario di Agrigento; e don Jesus, giovane prete spagnolo, che ha scoperto la sua vocazione sacerdotale proprio frequentando la comunità di Ponte Mammolo, mentre si trovava in Italia per il progetto Erasmus. Al termine della celebrazione, il Papa incontrerà il consiglio pastorale parrocchiale e infine i sacerdoti che operano e vivono nella parrocchia. Infine saluterà i fedeli all’esterno della chiesa e poi farà ritorno in Vaticano.

«La notizia che il Papa sarebbe venuto a visitarci ha generato grande commozione», ricorda il parroco don Francis Refalo, originario di Malta, che tutti chiamano affettuosamente “don Franz”. «Si sono affacciate tante persone, anche che non frequentano abitualmente la parrocchia, e hanno voluto aiutare. In loro si è accesa una fiamma». Nel territorio parrocchiale rientra anche il carcere di Rebibbia. «Questa vicinanza è una vocazione speciale della nostra parrocchia – sottolinea il sacerdote –; se ci troviamo qui non è un caso, è una realtà alla quale dobbiamo rispondere. C’è il desiderio di realizzare dei monolocali per chi è in permesso premio».

Grande è l’attenzione verso i «fratelli detenuti», ma anche verso gli anziani, gli ammalati, i giovani, per i quali è stato riaperto l’oratorio estivo. Numerosi pure gli stranieri che abitano nella zona, provenienti da Paesi asiatici come Filippine, Bangladesh, Pakistan, ma soprattutto dall’America Latina, in particolare dal Perú. «Parteciperà all’offertorio una famiglia peruviana che frequenta ogni giorno la nostra parrocchia – sottolinea don Franz –; hanno una figlia di 12 anni, che riceverà i sacramenti dell’iniziazione cristiana durante la Veglia di Pasqua». La parrocchia si fa prossima ai migranti del territorio in tanti modi diversi: con il Centro di ascolto, o con la scuola di italiano per stranieri, attiva da vent’anni «che non aiuta solo nell’integrazione ma diventa accompagnamento», sottolinea il parroco.

12 marzo 2026

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