9 Maggio 2026

La Settimana Santa nella diocesi di Roma: una Pasqua da vivere «nelle nostre case»

Una Pasqua diversa, da vivere «nelle nostre case», «riscoprendo l’ascolto della Parola di Dio e la ricchezza dei simboli della Liturgia». Il cardinale vicario Angelo De Donatis scrive una lettera alla comunità diocesana – sacerdoti e diaconi, religiose e religiosi, e tutto il popolo di Dio – con gli orientamenti pastorali della diocesi di Roma per la Settimana Santa. Ci avviciniamo a questo tempo, esordisce il vicario, «in una situazione di emergenza sanitaria mondiale, senza poter vivere comunitariamente le celebrazioni pasquali. È una condizione molto triste, ma dobbiamo accogliere la strada che la Provvidenza ci indica, anche se diversa da quella che avevamo immaginato».

Rimane dunque la necessità che le Messe siano celebrate senza la presenza dei fedeli, che potranno seguirle appunto da casa, in streaming o in diretta televisiva. «Raccomando – scrive il cardinale De Donatis – di seguire le liturgie presiedute dal Santo Padre, nostro vescovo e, in ogni caso, di dedicare un congruo tempo all’orazione personale e familiare, valorizzando soprattutto la Liturgia delle Ore e le altre pratiche di pietà. Rinnovo l’invito a valorizzare la catechesi per gli adulti e per i bambini, con la spiegazione dei segni liturgici da utilizzare nella preghiera in famiglia, nonché a vivere la carità “del telefono” o quella “della porta accanto”».

La nota della diocesi chiarisce che la Messa della Domenica delle Palme andrà celebrata «solo in forma semplice (terza forma del Messale Romano), omettendo la processione, la benedizione e la distribuzione di palme e rami di ulivo». Quanto al Triduo Pasquale, la Messa Crismale potrà essere celebrata alla fine dell’emergenza sanitaria, mentre «la Messa in Coena Domini può essere celebrata eccezionalmente senza la presenza del popolo», omettendo la lavanda dei piedi, già facoltativa, e la processione al termine della celebrazione. Per il Venerdì Santo, invece, è stata predisposta un’intenzione «da introdurre nella Preghiera universale, dedicata a coloro che si trovano in una situazione di smarrimento, ai malati, al personale sanitario e in suffragio dei defunti». Ancora, l’atto di adorazione della Croce, mediante il bacio, potrà essere effettuato dal solo presidente dell’azione liturgica. Un rito più semplice anche quello previsto per la Veglia pasquale, senza l’accensione del fuoco; «della liturgia battesimale si mantenga solo il rinnovo delle promesse». Mentre «i catecumeni riceveranno i sacramenti dell’iniziazione cristiana al termine dell’emergenza sanitaria».

Leggi il testo integrale della nota sugli orientamenti pastorali

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30 marzo 2020

La Settimana mariana a Sant’Ippolito

Dal 29 maggio al 5 giugno la Madonna Pellegrina di Fatima sarà nella parrocchia di Sant’Ippolito, in viale delle Provincie. La statua mariana sarà accolta domenica presso il Comando generale della Guardia di Finanza di viale XXI Aprile; da lì partirà una processione verso la parrocchia dove, alle ore 18, il cardinale Dominique Mamberti, prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, presiederà la Messa.

Poi, per tutta la settimana, saranno cardinali o vescovi a presiedere la celebrazione eucaristica delle 19: lunedì 30 il cardinale Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena; il primo giugno il cardinale Angelo Comastri, a cui seguirà l’adorazione eucaristica animata dai giovani in collaborazione con il Rinnovamento nello Spirito regionale; il 2 il vescovo Guerino Di Tora; il 3 il vescovo Dario Gervasi. Sabato 4 presiederà il parroco monsignor Manlio Asta. La conclusione il 5 a mezzogiorno con la Messa celebrata da monsignor Giuseppe Mani, arcivescovo emerito di Cagliari, e il salato alla statua con i fazzoletti bianchi.

23 maggio 2022

La settimana in Val di Fassa all’insegna della preghiera

Preghiera. Questa è la parola chiave che sta accompagnando i sacerdoti romani durante il loro soggiorno in Val di Fassa. Quelli che festeggiano il festeggiato il decimo, ventesimo e trentesimo anniversario di ordinazione sono infatti a Soraga con il cardinale vicario Angelo De Donatis, per la settimana di fraternità organizzata dall’Ufficio per la formazione permanente del clero, nella casa La Lum de Roisc. Il gruppo di presbiteri si fermerà fino a sabato, mentre il giorno seguente arriveranno i parroci che hanno ricevuto la prima nomina nel 2022. Presenti anche i vescovi Benoni Ambarus, Guerino Di Tora e Paolo Ricciardi.

Il cardinale De Donatis propone, quotidianamente meditazioni sul tema della preghiera. Ci sono poi celebrazioni eucaristiche, passeggiate, momenti di condivisione importanti per consolidare i rapporti. «Abbiamo compreso che il cuore è il luogo per eccellenza della preghiera (…); là entriamo direttamente in contatto con il Signore», dice il vicario in una delle sue catechesi. «Perché, in fondo, pregare – domanda retoricamente De Donatis – se non perché ci accorgiamo di non bastare a noi stessi, di avere tante domande e poche risposte, tanti dubbi e poche certezze, tanti bisogni, prove, sgomenti e paure, tanta fame e sete di qualcosa da cui ci sentiamo sfiorati, ma che non possiamo afferrare mai completamente? (…) Pregare per ri-conoscermi e ri-conoscerLo, in un intreccio fecondo di grida, nostalgie e silenzi, di ricerca e di attesa, di lacrime e gioie. Pregare per alzare le antenne della mia finitudine verso l’infinito e accostare l’orecchio dell’anima origliando al cuore di Dio».

La giornata di mercoledì è stata «una giornata di “deserto”», racconta monsignor Pablo Castiglia, pensata come una sorta di ritiro spirituale, come un momento per riflettere, nel profondo, sulla preghiera. «Questi giorni sono importanti per il recupero dello spirito di fraternità sacerdotale. Non è una vacanza, ma una settimana di formazione e di aggiornamento», sottolinea don Enrico Rampone, parroco di Dio Padre Misericordioso a Tor Tre Teste, che festeggia il ventesimo anni di sacerdozio ed è tra i partecipanti al viaggio. Conclude il vescovo Ricciardi: «Siamo stati chiamati a vivere questo tempo di riposo, di ristoro. Credo che una settimana come questa ci aiuta a riconciliarci innanzitutto con noi stessi. E quando ci riconciliamo con i ritmi della nostra vita capiamo che Dio è al centro di tutto».

La Settimana di Spiritualità al Teresianum

«Comprendere le metafore aiuta a rendere il pensiero agile, intuitivo, flessibile, acuto. Chi ha immaginazione non si irrigidisce, ha il senso dell’umorismo, gode sempre della dolcezza della misericordia e della libertà interiore». Sono queste parole di Papa Francesco, da “Viva la Poesia!” a ispirare il tema della 67ª Settimana di Spiritualità al Teresianum, che quest’anno è “Per vedere l’invisibile. Spunti per una spiritualità dell’immagine”.

L’iniziativa, pensata come un vero e proprio percorso interdisciplinare sulla teologia dell’immagine nella tradizione cristiana, si svolgerà dall’1 al 5 marzo, coincidente quindi con la seconda settimana di Quaresima, e prevede incontri quotidiani dalle 17.30 alle 19.30, presso la sede della Pontificia Facoltà Teologica Teresianum–Pontificio Istituto di Spiritualità, in piazza di San Pancrazio 5/A.

Ad aprire la settimana, domenica primo marzo, sarà il gesuita Nicolas Steeves, teologo e professore di teologia fondamentale presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma, con la sua prolusione inaugurale intitolata “Sale e luce: immaginare una teologia sapienziale”.

Lunedì 2 marzo è previsto l’intervento sull’immaginazione ed evangelizzazione “Come se vedesse l’invisibile (Eb 11,27)” di padre Luigi Maria Epicoco, teologo e filosofo insegnante alla Pontificia Facoltà Teresianum, seguito da una rappresentazione di Gran Teatro Bernini, sull’estasi di Santa Teresa, drammaturgia e regia di Francesco d’Alfonso dell’Ufficio per l’Università del Vicariato di Roma.

Il terzo giorno, martedì 3 marzo, è affidato a Chiara Bordino, del Ministero degli Affari Esteri, ricercatrice accademica specializzata in studi bizantini e arte medievale, e a Lisa Giombini, docente associato del dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre. Bordino proporrà una riflessione sulle rappresentazioni iconografiche antiche: “Immagini e icone nel cristianesimo antico fino al secondo concilio di Nicea”, mentre il discorso di Giombini sarà sul valore della veridicità nell’esperienza artistica: “Ciò che l’occhio non coglie. Sul valore dell’autenticità nell’esperienza dell’arte”

Mercoledì 4 marzo è dedicato a un approfondimento della spiritualità carmelitana, grazie a padre Iain Matthew e padre Emilio Martínez, entrambi dell’ordine dei Carmelitani Scalzi e professori straordinari al Teresianum, che offriranno i loro contributi rispettivamente su “Giovanni della Croce, maestro nel vedere l’invisibile” e Teresa di Lisieux “Guarda il suo volto adorabile: Teresa di Lisieux”.

Concluderà, giovedì 5 marzo, don Giuseppe Lorizio, professore ordinario di Teologia fondamentale della Pontificia Università Lateranense, con l’intervento “Dall’idolo all’icona. Una metamorfosi teo-logica”, seguito da Americo Miranda, della Comunità di sant’Egidio, che apporterà un contributo derivante dalla sua esperienza parlando di “Vedere gli invisibili. Povertà e santità nelle Dilexi te e nei discorsi al popolo di Agostino.”

Un programma ricchissimo che, come riporta il sito del Teresianum nell’invito alla Settimana di Spiritualità, metterà a disposizione dei partecipanti «solo alcuni degli spunti di una “spiritualità dell’immagine” che rimane un orizzonte immenso di esplorazione per la nostra riflessione teologica e per la nostra chiamata alla santità, orizzonte da contemplare – come tenteremo di fare nel susseguirsi delle giornate e dei relatori – secondo variegate angolature: quella dell’integrazione dell’immaginazione in una teologia sapienziale; quella della pastorale della carità e dell’evangelizzazione; quella della storia dell’arte e della filosofia; nonché infine quella carmelitana».

L’evento sarà solo in presenza e, in caso di necessità, è possibile, per chi venisse da fuori Roma, prenotarsi presso la foresteria del Teresianum.

Per eventuali informazioni scrivere a: iadarola@teresianum.net

24 febbraio 2026

La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani e la veglia ecumenica diocesana

L’Amore verso Dio e verso gli altri saranno al centro della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2024, che avrà per tema “Ama il Signore Dio tuo… e ama il tuo prossimo come te stesso” (Lc 10, 27) e si terrà dal 18 al 25 gennaio. In quest’ultima data, solennità della Conversione di san Paolo, alle ore 17.30, nella basilica di San Paolo fuori le Mura, Papa Francesco concluderà la Settimana con la celebrazione dei Vespri. Tra i vari eventi in programma, centrale sarà la veglia ecumenica diocesana, venerdì 19 gennaio alle ore 19 nella parrocchia di San Gaspare del Bufalo (piazza omonima), che vedrà la partecipazione dei rappresentanti delle diverse confessioni presenti a Roma. A presiederla sarà il vescovo Riccardo Lamba, delegato diocesano per l’Ecumenismo e il dialogo interreligioso; l’omelia sarà offerta dal pastore Dr. Michael Jonas, della Chiesa Luterana di Roma; l’animazione sarà invece a cura delle corali Romeno Ortodossa, Metodista e Valdese, DecimaQuinta e San Gaspare del Bufalo.

Ma durante la Settimana diverse saranno le iniziative organizzate da parrocchie e comunità a tema ecumenico. Tra le tante, nella parrocchia di Dio Padre Misericordioso giovedì 18 alle 20.30 ci sarà una veglia della XVI prefettura, a cui interverrà il pastore Andrea Aprile, della Chiesa Battista di via del Grano. Martedì 23 gennaio, alle ore 19, si terrà un momento di preghiera ecumenico parrocchiale di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri presso la vicina chiesa metodista di via XX Settembre (angolo via Firenze). Come tradizione, la Messa nei vari riti cattolici d’Oriente e d’Occidente verrà celebrata solennemente nel Centro Eucaristico Ecumenico di Santa Maria in Via Lata (via del Corso, 306) delle Figlie della Chiesa, con inizio alle ore 20; parteciperanno anche i diversi Collegi pontifici presenti a Roma.

Il sussidio per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2024 è stato preparato da un Gruppo ecumenico locale del Burkina Faso, coordinato dalla Comunità locale di Chemin Neuf (Comunità Chemin Neuf, Ccn). In particolare, sono stati coinvolti nella stesura del testo fratelli e sorelle dall’Arcidiocesi cattolica di Ouagadougou, dalle Chiese protestanti, dagli organismi ecumenici e dalla Ccn in Burkina Faso. Dal 2016 il Paese africano sta vivendo una grave crisi che coinvolge tutte le comunità di fede. Si susseguono gli attacchi terroristici, che hanno causato oltre tremila morti e quasi due milioni di sfollati all’interno del Paese, «mentre sono state chiuse migliaia di scuole, centri sanitari, municipi – si legge nel sussidio – e sono andate distrutte gran parte delle infrastrutture socio-economiche e di trasporto». Le chiese cristiane in particolare sono state oggetto di attacchi armati: sacerdoti, pastori e catechisti sono stati uccisi; tanti sono ancora nelle mani di rapitori. Oltre il 22% del territorio nazionale è fuori dal controllo delle autorità e in questi contesti i cristiani non possono più praticare apertamente la loro fede.

«Alla luce dei tragici eventi di guerra in atto in tanti scenari, che non risparmiano più nessun continente e coinvolgono anche cristiani contro altri cristiani – riflette il vescovo Riccardo Lamba, delegato diocesano per l’Ecumenismo e il dialogo interreligioso –, appare sempre più urgente sottolineare che quello dell’Amore di Dio e dei fratelli non è un auspicio o un progetto utopico, ma un vero e proprio “comandamento”, praticabile solo nella misura in cui ogni discepolo di Gesù Cristo, in un cammino continuo di conversione, ed ogni comunità cristiana, si lasciano purificare dall’Amore di Dio per diventare sempre più in grado di amare come Gesù ha fatto».

Sulla stessa linea monsignor Marco Gnavi, responsabile dell’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso: «La Settimana di preghiera è ormai una tradizione delle chiese e delle comunità ecclesiali – osserva – ma questo non è mai scontato, proprio perché spinte alla divisione, considerati i contesti e i conflitti internazionali, sono tali che ogni gesto di preghiera, ogni passo verso l’unità acquista maggiore valore». Il tema scelto è «alla radice stessa del nostro essere cristiani – prosegue –, poiché sono i due comandamenti dell’amore verso Dio e verso il prossimo che compendiano tutte le nostre scelte e si ripropongono in questo nostro oggi ferito e complicato come una via semplice, diretta e possibile».

16 gennnaio 2024

La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

“Cercate di essere veramente giusti” (Dt 16, 18-20): questo versetto del Deuteronomio fa da filo conduttore alla Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che si celebra dal 18 al 25 gennaio 2019. Momento culminante, nella diocesi di Roma, sarà la veglia di preghiera diocesana nella parrocchia di San Felice da Cantalice, a Centocelle (piazza omonima), in programma martedì 22 alle ore 19. Parteciperanno i rappresentanti delle diverse confessioni cristiane presenti a Roma. Per i cattolici, ci sarà il vescovo ausiliare del settore Est monsignor Gianpiero Palmieri.

Al contrario di quanto accadeva in passato, quest’anno il Santo Padre aprirà la Settimana di preghiera (di solito la concludeva) con la celebrazione dei vespri nella basilica di San Paolo fuori le Mura, il 18 gennaio alle ore 17.30.

La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2019 è stata preparata dai cristiani dell’Indonesia. Il numero dei suoi abitanti ammonta a circa 265 milioni, di cui l’86% professa l’islamismo, mentre il 10% il cristianesimo di varie confessioni.

8 gennaio 2018

La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani e la veglia ecumenica diocesana

Tutti ricordiamo la morte di George Floyd, afroamericano ucciso nel 2020 a Minneapolis, in Minnesota, dal poliziotto Derek Chauvin, che lo tenne immobilizzato per nove minuti premendogli il ginocchio sul collo. E le manifestazioni che seguirono, in tantissime città americane. Ci sono quegli episodi dietro alla Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2023, che si terrà dal 18 al 25 gennaio e sarà conclusa dai Vespri presieduti da Papa Francesco, alle 17.30 a San Paolo fuori le Mura.

“Imparate a fare il bene, cercate la giustizia” (Isaia 1, 17) è il tema che accompagnerà la Settimana, scelto da un Gruppo locale convocato dal Consiglio delle Chiese del Minnesota, congiuntamente con il Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani. All’interno rappresentanti delle diverse Chiese cristiane, ministri di culto e laici, uomini e donne, giovani e anziani, residenti in contesti diversi e rappresentanti di comunità differenti, accomunati dall’aver lavorato in prima linea per la questione razziale, nonché per l’integrazione dei popoli indigeni (in Minnesota, nel 1862, avvenne la più grande esecuzione di massa della storia americana).

C’è la voglia di contrastare ogni odio razziale e comporre le differenze, da quelle del colore della pelle a quelle di fede in unica visione del bene comune e della famiglia umana, nel sussidio che hanno preparato. Come afferma monsignor Marco Gnavi, responsabile dell’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della diocesi, «Roma è una città plurale dal respiro universale, che conosce tensioni e criticità. I cristiani rappresentano una risorsa fondamentale che, nell’apertura del cuore, nelle risorse spirituali, nell’empatia operosa per i più fragili contribuiscono a tessere una trama di speranza nelle pieghe della vita della metropoli».

In questo senso il tema sarà al centro anche della veglia ecumenica diocesana, giovedì 19 gennaio alle ore 18 nella parrocchia di Santa Maria delle Grazie al Trionfale, che sarà presieduta da monsignor Riccardo Lamba, vescovo delegato diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso. Parteciperanno il vescovo Baldo Reina, ausiliare per il settore Ovest e vicegerente della diocesi; il vescovo Rami Alkabalan della Chiesa cattolica siro antiochena; il vescovo Siluan dei Romeni Ortodossi; il vescovo Ian Ernest della Chiesa anglicana; oltre agli altri rappresentanti di diverse Chiese cristiane e comunità ecclesiali presenti a Roma. La predicazione sarà affidata al pastore Daniele Garrone, biblista valdese e presidente della Fcei (Federazione delle Chiese evangeliche in Italia). «In questo tempo difficile la concordia nella preghiera è un segno prezioso per fronteggiare le sfide della guerra, della pandemia, dell’incertezza e dell’impoverimento e c’è bisogno di noi tutti», commenta il vescovo Lamba.

Durante la Settimana saranno diverse le iniziative organizzate da parrocchie e comunità a tema ecumenico. Tra le tante, a Santa Maria in Trastevere, venerdì alle ore 20, ci sarà una preghiera solenne con il Patriarca ortodosso di Alessandria Sua Beatitudine Teodoro; mentre il 24, alle 20, sempre nella basilica di Trastevere, alla preghiera serale della Comunità di Sant’Egidio predicherà il pastore Paolo Ricca della Chiesa Valdese. A San Bartolomeo all’Isola Tiberina, il 22 alle ore 9, si terrà un incontro con una delegazione dell’Istituto Ecumenico di Bossey del Consiglio Ecumenico delle Chiese, con visita del Santuario in memoria dei nuovi martiri e testimoni della fede del XX e XXI secolo.

Ancora, la Messa nei vari riti cattolici orientali e nel rito romano verrà celebrata solennemente nel Centro Eucaristico Ecumenico di Santa Maria in Via Lata (via del Corso, 306) delle Figlie della Chiesa, con inizio alle ore 20, che vedrà la partecipazione dei diversi Collegi pontifici presenti a Roma. Mercoledì 18 alle 18.30, a San Giuseppe al Trionfale, è prevista la Messa in rito bizantino celebrata da padre Mark Semehen, rettore della basilica ucraina cattolica di Santa Sofia, che porterà la sua testimonianza. Martedì 24, alle 19, a Santa Maria degli Angeli, la veglia ecumenica di prefettura.

16 gennaio 2023

La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani con la veglia ecumenica diocesana

Foto di Cristian Gennari

“In oriente abbiamo visto apparire la sua stella e siamo venuti qui per onorarlo” (Matteo 2, 2). Questo versetto tratto dal capitolo 2 del Vangelo di Matteo è il tema scelto per la cinquantacinquesima Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che si terrà dal 18 al 25 gennaio. In quella data, solennità della Conversione di san Paolo, alle ore 17.30 nella basilica di San Paolo fuori le Mura, Papa Francesco concluderà la Settimana con la celebrazione dei Secondi Vespri. Tra i vari eventi in programma, centrale sarà la veglia ecumenica diocesana, mercoledì 19 gennaio alle ore 19 nella parrocchia di San Leone I (via Prenestina, 104), che sarà presieduta dal vescovo ausiliare monsignor Paolo Selvadagi, delegato diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso, mentre l’omelia sarà offerta dall’arcivescovo Ian Ernest, direttore del Centro Anglicano di Roma; interverrà inoltre monsignor Rami Al Kabalan, vescovo siro cattolico, che porterà la sua testimonianza. Alla preghiera parteciperanno i rappresentanti di tutte le confessioni cristiane che vivono e testimoniano la loro fede a Roma: ortodossi, membri delle Antiche Chiese Orientali, anglicani, luterani, evangelici.

Durante la Settimana saranno diverse le iniziative organizzate da parrocchie e comunità a tema ecumenico. In particolare, la Messa nei vari riti cattolici orientali e nel rito romano verrà celebrata solennemente nel Centro Eucaristico Ecumenico di Santa Maria in Via Lata (via del Corso, 306) delle Figlie della Chiesa, con inizio alle ore 20, che vedrà la partecipazione dei diversi Collegi pontifici presenti a Roma. Si comincia martedì con il rito armeno e il Pontificio Collegio Greco; mercoledì 19 il rito ambrosiano e il Pontificio Seminario Lombardo; giovedì 10 il rito bizantino-ucraino e il Pontificio Collegio Basiliani di San Giosafat. Ancora, venerdì 21 il rito bizantino-romeno con il Pontificio Collegio Pio Romeno; sabato 22 il rito armeno con il Pontificio Collegio Armeno; mentre domenica 23 toccherà al rito romano e la celebrazione, per l’occasione, sarà presieduta dal cardinale vicario Angelo De Donatis. Si prosegue poi lunedì 24 con il rito bizantino-russo e il Pontificio Collegio Russicum; la conclusione il 25 con il rito etiopico e il Pontificio Collegio Etiopico.

Nella prospettiva del cammino sinodale, il 20 gennaio, presso la parrocchia di Santa Maria Regina Apostolorum, alle ore 18.30, avrà luogo un momento di ascolto assieme ai fratelli e sorelle della Chiesa Ortodossa di Romania, le cui figlie e figli lavorano, pregano, soffrono e sperano spalla a spalla con i fedeli cattolici. Saranno presenti il vescovo ausiliare del Settore Sud monsignor Dario Gervasi e il vescovo ortodosso Atanasie di Bogdania. Anche la parrocchia di Santa Maria ai Monti e quella di San Vitale organizzano insieme una celebrazione ecumenica per lunedì 24 alle ore 19, che sarà ospitata a San Vitale; interverranno l’archimandrita Simoeon Katsinas e il pastore luterano Michael Jonas della Chiesa luterana di Roma.

«Il tema di quest’anno è per noi particolarmente significativo – sottolinea monsignor Marco Gnavi, incaricato dell’Ufficio per l’ecumenismo, il dialogo interreligioso ed i nuovi culti della diocesi di Roma – perché richiama lo sguardo su un’area del mondo che ha visto nascere e crescere la speranza messianica in Gesù, e richiama la ricerca di pace e di speranza che attraverso i secoli ci raggiunge in maniera ancora più vivida. Ripenso al viaggio di Papa Francesco in Iraq, dove il Santo Padre ha offerto tanti segni di riconciliazione, di speranza, non solo per i cristiani orientali, ma per tutto l’ecumene cristiano, aprendo peraltro uno sguardo più ampio all’incontro fraterno con le altre religioni. Oggi pregare in comunione con i cristiani di Oriente significa ricordare il valore della presenza di queste minoranze in un contesto complesso, plurale; significa anche richiamare il valore universale di cui i cristiani sono portatori, un messaggio di pace e di luce».

14 gennaio 2022

La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

Inizia oggi, lunedì 18 gennaio, e termina lunedì 25 la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani; la conclusione vedrà la presenza di Papa Francesco, che presiederà i Vespri nella basilica di San Paolo fuori le Mura alle ore 17.30. Tra le varie iniziative in programma – molte delle quali on line, vista la situazione di emergenza sanitaria –, centrale sarà la veglia ecumenica diocesana, il 20 gennaio alle ore 19.30 nella basilica di Santa Maria in Trastevere. A presiedere la celebrazione sarà il vescovo Paolo Selvadagi, delegato diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso, mentre l’omelia sarà offerta dall’arcivescovo Khajag Barsamiam, rappresentante della Chiesa Armena Apostolica (ortodossa) presso la Santa Sede; parteciperanno i rappresentanti delle chiese ortodosse, protestanti e anglicana presenti a Roma. La veglia sarà trasmessa in diretta streaming sulla pagina Facebook della diocesi di Roma, ma sarà possibile anche – per un numero limitato di persone, nel rispetto della normativa vigente – partecipare in presenza; per chi lo desidera, è opportuno contattare direttamente la basilica: s.mariaintrastevere@libero.it e 06.5814802.

Il tema scelto, tratto dal Vangelo di Giovanni 15, 1-17 è: “Rimanete nel mio amore: produrrete molto frutto” ed esprime la vocazione alla preghiera, alla riconciliazione e all’unità della Chiesa e del genere umano che caratterizzala Comunità di Grandchamp. Negli anni ‘30 alcune donne di tradizione riformata della Svizzera di lingua francese riscoprirono l’importanza del silenzio nell’ascolto della Parola di Dio e, allo stesso tempo, ripresero la prassi dei ritiri spirituali. Furono presto raggiunte da altre, che presero a frequentare regolarmente i ritiri spirituali a Grandchamp, un piccolo villaggio nei pressi del lago di Neuchâtel, in Svizzera. Oggi la Comunità conta cinquanta membri, tutte donne di diversa età, tradizione ecclesiale, nazionalità e continente. «In questa loro diversità – si legge nel sussidio preparato dal Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani – le suore sono una parabola vivente di comunione».

Il tema dell’ottavario «ci invita a portare frutto rimanendo in Cristo – spiega monsignor Marco Gnavi, parroco a Trastevere e incaricato dell’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo –. In questo tempo di pandemia, di crisi globale, rimanere radicati nel Signore Gesù è un imperativo per tutti i cristiani, che sono spinti a dire il Vangelo, la buona notizia della vittoria della vita sulla morte, attraverso la testimonianza della preghiera, della vicinanza gli uni agli altri».

Come detto, durante questa Settimana saranno diverse le iniziative organizzate da parrocchie e comunità a tema ecumenico. In particolare, la Messa nei vari riti cattolici orientali e nel rito romano verrà celebrata solennemente nel Centro Eucaristico Ecumenico di Santa Maria in Via Lata (via del Corso, 306) delle Figlie della Chiesa, con inizio alle ore 20. Oggi si terrà la Messa nel rito greco; martedì il rito armeno; il 20 il rito bizantino-romeno, il 21 il rito bizantino-ucraino. Ancora, il 22 il siro maronita, il 23 il siro malabarese, il 24 il rito romano e il 25, ultimo giorno, il rito etiopico. Sempre oggi, a Santa Maria ai Monti, alle 19, è in programma un momento di preghiera con padre Symeon Katsinas, ortodosso; la pastora metodista Mirella Manocchio, e il parroco don Francesco Pesce; mentre alle 19.30 a Santa Maria delle Grazie al Trionfale interverranno padre Vladimir Laiba, ortodosso, il pastore valdese Marco Fornerone e don Antonio Fois. Domani, alle 18, nella chiesa Metodista di via XX settembre, ci saranno padre Laiba, il pastore metodista Joylin Galapon e don Franco Cutrone. Ancora, venerdì 22 alle 19, nella parrocchia di San Gioacchino in Prati, pregheranno insieme Laiba, Fornerone e padre Pietro Sulkowski. Infine, domenica 24 alle 11, nella chiesa Battista di Centocelle, in via delle Spighe 8, avverrà uno scambio di pulpito tra il cattolico don Valentino Ferrari e il pastore battista Herbert Andres.

18 gennaio 2021

La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

Foto Diocesi di Roma / Gennari

Sono passati 1.700 anni – era il 325 d. C. – dal primo Concilio ecumenico della storia, quello di Nicea, nell’attuale Turchia. In occasione dell’anniversario, assume un significato particolare la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che verrà celebrata dal 18 al 25 gennaio. In quest’ultima data, solennità della Conversione di san Paolo, alle ore 17.30, nella basilica di San Paolo fuori le Mura, Papa Francesco concluderà la Settimana con la celebrazione dei Vespri.

Per giovedì 23 gennaio alle ore 18, la diocesi di Roma organizzerà una veglia itinerante – sulla scia del Giubileo che ci invita a farci “pellegrini di speranza” – coinvolgendo tre luoghi di culto differenti: la chiesa luterana di via Sicilia 70, la chiesa ortodossa di Sant’Andrea, in via Sardegna 153, e la parrocchia San Camillo De Lellis, in via Piemonte 41. Non una semplice veglia di preghiera, dunque, ma un breve pellegrinaggio in tre tappe, con tre meditazioni bibliche offerte dalla pastora Mirella Manocchio per gli evangelici, dal rev. padre Simeone Katsinas per gli ortodossi e per la Chiesa Cattolica dal vescovo Paolo Ricciardi, delegato diocesano per l’ecumenismo e il dialogo. In ciascuna chiesa saranno consegnate delle lampade e delle riflessioni, simboleggianti la luce e la speranza. «Questa offerta di doni rappresenta inoltre la circolarità, la condivisione e diversità nella stessa fede», sottolinea monsignor Marco Gnavi, responsabile dell’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della diocesi di Roma.

Durante la Settimana, inoltre, diverse saranno le iniziative organizzate da parrocchie e comunità a tema ecumenico. Come tradizione, la Messa nei vari riti cattolici d’Oriente e d’Occidente verrà celebrata solennemente nel Centro Eucaristico Ecumenico di Santa Maria in Via Lata (via del Corso, 306) delle Figlie della Chiesa, con inizio alle ore 20; parteciperanno anche i diversi Collegi pontifici presenti a Roma. Giovedì 23, inoltre, a San Bartolomeo all’Isola Tiberina, si terrà un momento di preghiera con gli studenti dell’Istituto Ecumenico di Bossay.

“Credi tu questo?” (Giovanni 11, 26) è il tema che è accompagnerà la Settimana. Le preghiere e le riflessioni sono state redatte dai fratelli e dalle sorelle della Comunità Monastica di Bose, nel nord Italia; un gruppo internazionale nominato dal dal Dicastero per la promozione dell’unità dei cristiani e dalla Commissione Fede e costituzione del Consiglio ecumenico delle chiese ha lavorato insieme ai redattori. Il tema prende spunto dal dialogo tra Gesù e Marta, durante la visita di Gesù alla casa di Marta e Maria a Betania, dopo la morte del loro fratello Lazzaro, come narrato dall’evangelista Giovanni.

Osserva monsignor Gnavi: «Il tema scelto per quest’anno è estratto dal dialogo tra Gesù e Marta di fronte alla sfida della morte di Lazzaro e alla fede della Resurrezione in Cristo. Un tema centrale, perché oggi non solo le Chiese ma i popoli devono fronteggiare molte espressioni di morte reale, che vuol dire anche divisione, separazione, fino al conflitto e al massacro degli innocenti. Anche nella vita personale di ciascuno – prosegue il sacerdote –, molti sono soli e l’incertezza del presente pone una richiesta di risposte. Il dialogo tra Gesù e Marta mostra come in ciascun uomo e in ciascuna donna ci sia una domanda di fede implicita o esplicita. Queste parole ci aiutano anche a ricordare l’anniversario del concilio di Nicea, che ci ha regalato questa professione di fede che tutti ci unisce nel battesimo».

13 gennaio 2025

La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

“Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati” (Efesini 4, 4). È un invito alla comunione il tema che accompagnerà la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, da domenica 18 a domenica 25 gennaio. In quest’ultima data, solennità della Conversione di san Paolo, alle ore 17.30, nella basilica di San Paolo fuori le Mura, Papa Leone XIV concluderà la Settimana con la celebrazione dei Vespri.

Tra i vari eventi in programma, centrale sarà la veglia ecumenica diocesana, giovedì 22 gennaio alle 18.30, nella parrocchia di Santa Lucia (circonvallazione Clodia, 135). Al momento di preghiera interverranno i rappresentanti delle diverse confessioni cristiane presenti a Roma; sarà presieduto dal cardinale vicario Baldo Reina, mentre l’omelia sarà offerta dall’arcivescovo ortodosso Khajag Barsamian, rappresentante della Chiesa Armena Apostolica presso la Santa Sede.

Diversi saranno gli appuntamenti anche in altre chiese e comunità. Lunedì si terranno due veglie, una alle 18.30 nella parrocchia di Dio Padre Misericordioso, l’altra alle 19.15 a Santa Maria delle Grazie al Trionfale. Martedì, alle 19, un momento di preghiera ecumenico è in programma a Santa Maria degli Angeli e dei Martiri; mentre venerdì, sempre alle ore 19, a San Gioacchino in Prati e ai Santi Mario e Compagni Martiri, alla stessa ora. Ancora, il 23 alle 20, l’arcivescovo anglicano Anthony Ball presiederà a Santa Maria in Trastevere e saranno presenti gli studenti del Centro ecumenico di Bossey. Si prosegue sabato 24, alle 19, nella parrocchia di Santa Caterina. Nella basilica di Santa Maria in Via Lata, il Centro Eucaristico Ecumenico Figlie della Chiesa propone ogni sera la preghiera secondo i vari riti cattolici d’Oriente e d’Occidente.

Per quest’anno, le preghiere e le riflessioni che verranno utilizzate nella Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani sono state preparate dai fedeli armeni ortodossi, in collaborazione con i loro fratelli e le loro sorelle delle Chiese armene cattoliche ed evangeliche. Il materiale è stato preparato, redatto e discusso nella sede storica spirituale e amministrativa della Chiesa apostolica armena, Surp Etchmiadzin a Yerevan, nei giorni, forieri di grande ispirazione, della benedizione del Muron (olio santo) e della riconsacrazione della Cattedrale Madre, avvenuta tra il 28 e il 29 settembre 2024 a seguito di un esteso lavoro di ristrutturazione, durato dieci anni. Questa commemorazione ha offerto al popolo armeno e ai membri del Gruppo ecumenico locale un’opportunità unica per riflettere e celebrare la comune fede cristiana. Il materiale proposto trae ispirazione da tradizioni secolari di preghiera e invocazioni, da sempre utilizzate dal popolo armeno, insieme a inni nati negli antichi monasteri e chiese dell’Armenia, alcuni dei quali risalgono addirittura al IV secolo. La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2026 invita i fedeli ad attingere a questo patrimonio cristiano condiviso e ad approfondire la comunione in Cristo, che unisce i cristiani di tutto il mondo.

«In Armenia la spiritualità è profonda e molto antica – osserva monsignor Marco Gnavi, incaricato diocesano per l’Ecumenismo e il dialogo interreligioso –; nel 301 il cristianesimo venne adottato quale religione di stato. I testi proposti per la Settimana di preghiera parlano della luce. “Luce da luce” è un passaggio centrale del credo niceno, di cui abbiamo celebrato da poco il millesettecentesimo anniversario. Cristo è la nostra luce e questo ci aiuta a vivere la speranza in questo tempo difficile». Il tema scelto è un invito e un richiamo all’unità: «La preghiera – continua – ci chiede di superarci, di andare gli uni verso gli altri, senza dimenticare le nostre radici, accogliendo l’invito a camminare verso l’unità, non solo perché ne abbiamo bisogno noi, ma il mondo intero ha bisogno di testimoni di unità. Il magistero di Papa Leone è molto chiaro ed esplicito in questo senso, invitandoci a considerare la pace come frutto della ricerca di unità, anzitutto fra di noi e poi fra i popoli».

16 gennaio 2026

La settimana di fraternità sacerdotale in Val di Fassa con il cardinale De Donatis

Sono partiti domenica 11 luglio e torneranno sabato 17 i partecipanti alla settimana di fraternità sacerdotale in Val di Fassa (Trentino), organizzata dal Servizio di formazione permanente del clero. Presenti in tutto venticinque sacerdoti, che sono al decimo, ventesimo e trentesimo anno di ordinazione. Alla loro guida il cardinale vicario Angelo De Donatis. Presente anche monsignor Remo Chiavarini, amministratore delegato di Opera Romana Pellegrinaggi.

In questa seconda giornata della settimana di fraternità sacerdotale a Soraga di Fassa, i partecipanti, dopo una breve passeggiata, rifletteranno sul testo della conferenza di padre Jean Pierre Sonnet tenutosi a Roma nel gennaio 2018 sul tema «Generare e narrare la fede».

Del gruppo fa parte anche don Massimiliano Nazio, vice rettore del Collegio diocesano Redemptoris Mater. «Questa vacanza è molto importante – commenta –; una iniziativa ideata dal cardinale vicario che va avanti dal 2018, un’occasione unica di comunione in un posto stupendo, di pace, per riprendere le radici del nostro essere sacerdote anche in un contesto non parrocchiale, non di servizio, non di missione».

«Non è un ritiro spirituale in senso stretto – osserva don Massimo Cautero, direttore dell’Ufficio clero del Vicariato –, ma è un po’ un fare il punto per noi sacerdoti, soprattutto poi per quei sacerdoti che lo fanno dopo tappe importanti di vita, come 10, 20 o 30 anni di sacerdozio».

13 luglio 2021

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