25 Aprile 2026

Un progetto per valorizzare gli itinerari ignaziani

La valorizzazione permanente dei luoghi ignaziani a Roma: è l’obiettivo del progetto “Sant’Ignazio a Roma – Pellegrini con il Pellegrino”, che sarà inaugurato il 22 maggio alle 17 alla Pontificia Università Gregoriana e a seguire, con due momenti di presentazione aperti alla città: un itinerario a piedi venerdì 23 e una serata di musica e letture nella basilica di Sant’Andrea al Quirinale, sabato 24 maggio.

Il progetto offre un approccio innovativo alla valorizzazione permanente del patrimonio storico, artistico e spirituale legato a sant’Ignazio di Loyola, combinando tradizione e tecnologia per offrire un’esperienza unica a pellegrini e visitatori, in presenza o anche online. Si tratta infatti di un viaggio di immersione nel genius loci dei luoghi ignaziani, anche grazie all’utilizzo di mezzi digitali, audio e podcast, che invita al cammino seguendo i passi del santo lungo tre pellegrinaggi principali, che possono essere scorporati in otto diversi itinerari tematici tra cui: le case, la predicazione nelle strade e nelle chiese, le opere pie, i luoghi della formazione, i sacramenti, il culto e la preghiera, il Papa e la Chiesa.

«Il progetto – si legge in una nota – valorizza in modo permanente 37 luoghi ignaziani della città così da dare la possibilità ai pellegrini di vivere e meditare, anche in autonomia, e non solo durante il Giubileo. L’obiettivo è accompagnare alla conoscenza spirituale dei luoghi di Roma in cui hanno vissuto sant’Ignazio di Loyola e i primi compagni che, arrivati a Roma con il desiderio di vivere a Gerusalemme per assistere le anime e meglio servire il Signore Gesù, dopo un discernimento si stabilirono nella capitale, dove fondarono la Compagnia di Gesù».

Ogni tappa include narrazioni storiche, preghiere e meditazioni. Il progetto ha il patrocinio, tra gli altri, dei dicasteri vaticani dell’Evangelizzazione, dell’Educazione e della cultura, dell’Ufficio nazionale Cei per la pastorale del tempo libero, turismo e sport e del Vicariato di Roma.

19 maggio 2025

Un pozzo di acqua viva nella Chiesa di Santa Maria in Via

Nel cuore del rione Trevi, tra largo Chigi e Via del Tritone, sorge la splendida Chiesa di Santa Maria in Via. La primitiva chiesa risale al X secolo d.C., come risulta nella menzione di una bolla del 955 di Papa Agapito II. Nel XII secolo, contigua all’antica chiesa, vi era la stalla del palazzo del cardinale Pietro Capocci. La notte tra il 26 e il 27 settembre 1254, dal pozzo della stalla, improvvisamente, l’acqua cominciò a risalire inondando tutto l’ambiente. I servi, allarmati dallo strepito dei cavalli, accorsero in fretta e notarono, stupiti, che sulle acque galleggiava una pesante tegola sulla quale era dipinta un’immagine mariana. I servi tentarono di afferrare l’icona, che qualcuno dei servi aveva gettata nel pozzo per incuria o forse per disprezzo, ma essa continuamente sfuggiva dalle loro mani. Avvisarono il Cardinale che, vestiti gli abiti cardinalizi, in fretta si recò nella stalla con tutta la sua nobile corte e, fatta una breve e fervente preghiera alla Vergine, entrò nell’acqua e al primo tentativo riuscì ad afferrare la preziosa effige di Maria, la portò nel suo appartamento e rimase tutta la notte in preghiera. Al mattino, il Cardinale corse a riferire l’accaduto al Santo Padre Alessandro IV, che stupito chiese un’indagine accurata sul prodigio e accertatane la veridicità, diede il permesso, assecondando il desiderio del Cardinale, di costruire un santuario inglobando la stalla con il pozzo in una preziosa cappella. Il Papa prese parte alla solenne processione con la quale fu trasportata la miracolosa icona mariana nel nuovo santuario. Il Cardinale Capocci fece in dono alla Chiesa di Santa Maria in Via di numerose reliquie di Santi, tra cui una particella della pietra del pozzo del Patriarca Giacobbe, dove il Signore Gesù chiese alla Samaritana: “Dammi da bere” (Gv 4, 10). 

L’attuale prospetto della chiesa di S. Maria in Via è frutto del contributo di diversi artisti che vi lavorarono nell’arco di circa un secolo, da Giacomo Della Porta nel 1594 all’architetto Carlo Rainaldi, che nel 1681 ne ultimò i lavori. La chiesa si presenta con un’alta facciata in travertino, distribuita su due ordini orizzontali. Sul fregio che separa i due ordini, una lunga iscrizione in latino che ricorda che la chiesa è stata “Dedicata a Dio in onore della Vergine Maria Madre di Dio nell’anno 1256”. Fu Papa Leone X De Medici che nel 1513 affidò la custodia della Chiesa ai Padri Servi di Maria, che ancora oggi offrono il loro prezioso servizio in questo luogo sacro.

L’interno è ad una sola navata, affiancata da quattro cappelle per parte e coronata dalla cappella maggiore absidata, ricca di decorazioni e di colori. La prima cappella a destra, detta Cappella del Pozzo, è la più profonda tra le cappelle della chiesa, perché comprende il pozzo dalle cui acque emerse e fu ricuperata, nel 1256, l’effige mariana, che da allora viene venerata come la Madonna del Pozzo. Si tratta di un piccolo affresco del XIII secolo opera di un ignoto pittore della Scuola romana, realizzato su di un frammento di tegola o lavagna. La Vergine Maria è rappresentata a mezzo busto con il capo un poco inclinato, circondato dall’aureola dorata e ammantato d’azzurro. Il volto della Vergine è connotato allo stesso tempo da profonda dolcezza e mestizia, i grandi occhi esprimono materna preoccupazione e sembrano scrutare l’anima dell’osservatore. Il 17 gennaio 1646, l’icona mariana fu solennemente incoronata dal Capitolo Vaticano. Essa è contenuta in un tabernacolo seicentesco di marmi policromi fra due colonne di pavonazzetto. Incluso nella parete destra si vede il pozzo circolare dalle cui acque emerse l’effige miracolosa. I fedeli continuano ad attingere l’acqua miracolosa dal rubinetto situato accanto al pozzo. 

Ogni anima assetata di amore, che qui si lascia scrutare dai grandi occhi della Madonna del Pozzo, riceve l’acqua viva che Gesù promise alla Samaritana: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva» (Gv 4, 10). Attingiamo con gioia a questa fonte di “acqua viva”, nella certezza che chi beve di quest’acqua non avrà più sete in eterno (cfr. Gv 4, 14).

 

A cura delle Missionarie della Divina Rivelazione

Un pomeriggio di studi sul crocifisso di San Marcello al Corso

Nella notte del 22 maggio 1519 l’antica chiesa di San Marcello al Corso fu quasi completamente distrutta da un incendio. Nel rogo si salvò miracolosamente un grande crocifisso ligneo, che da quel momento divenne, ed è tuttora, oggetto di grande venerazione. Al santissimo Crocifisso di San Marcello sarà dedicato, domani (giovedì 12 settembre) alle 15, nell’Aula Magna della Pontificia Facoltà Teologica Marianum, un pomeriggio di studi.

I lavori saranno introdotti dal vescovo ausiliare del settore Centro Daniele Libanori; a presiedere l’incontro sarà poi monsignor Vincenzo Francia. Interverranno Domenico Rocciolo, direttore dell’Archivio storico diocesano, che parlerà de “Gli ‘stati delle anime’ di San Marcello del Seicento e del Settecento”; quindi Giovan Battista Fidanza, dell’Università di Tor Vergata; Gianni Venditti, dell’Archivio Segreto Vaticano; Maria Lupi dell’Università di Roma Tre; e Francesca Meneghetti dell’Università di Udine. Le conclusioni saranno affidate a padre Enrico Casini, rettore della chiesa di San Marcello al Corso.

11 settembre 2019

Un pomeriggio di preghiera alle Camerette di sant’Ignazio

Un pomeriggio di silenzio, storia e speranza. È quello che offre il nuovo evento promosso da Itinerari Ignaziani, l’organizzazione dedicata alla valorizzazione dei luoghi legati al carisma del fondatore della Compagnia di Gesù, grazie alla preghiera guidata alle Camerette di Sant’Ignazio di Loyola, domenica primo febbraio dalle 16 alle 18.

L’iniziativa avrà luogo negli ambienti che furono abitazione del santo per gli ultimi quindici anni della sua vita, fino alla fine del suo cammino terreno nel luglio del 1556. Sono gli spazi in cui Ignazio di Loyola lavorò alla stesura delle Costituzioni e mantenne una fitta corrispondenza con i compagni impegnati nelle missioni.

Il percorso, che non si limita a un semplice tour museale, attraversa stanze rimaste pressoché invariate, caratterizzate da una sobrietà che favorisce il raccoglimento. Il percorso verso le Camerette è accompagnato dalle incisioni di Peter Paul Rubens, che ripercorrono i momenti principali della vita del santo. Si prosegue lungo il corridoio di fratel Andrea Pozzo, significativo esempio della pittura prospettica barocca di ambito gesuitico, fino alla Terrazza della Contemplazione, dalla cui finestra Ignazio cercava ispirazione divina nella contemplazione del cielo notturno.

Il Luogo del Passaggio, la stanza più grande che oggi è una cappella che custodisce il Santissimo Sacramento, è dove sant’Ignazio fu trasferito durante l’ultima malattia e dove rese l’anima a Dio, davanti al dipinto della Sacra Famiglia ancora presente ad adornare l’altare.

«Visitare la casa di qualcuno ci rivela tratti profondi della sua persona. – sottolinea Francesca Giani, coordinatrice di Itinerari Ignaziani – In queste stanze semplici e austere, diventa naturale pregare e ritrovare conforto».

L’accoglienza dei partecipanti sarà in piazza del Gesù 45, accanto alla Chiesa del Gesù.
L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria scrivendo a: info.itinerari.ignaziani@gmail.com

29 gennaio 2026

Un musical a sostegno dei giovani del Burundi

«Che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi?». Da questo versetto del Salmo 8 nasce il musical Poco meno degli angeli, portato in scena dalle Suore Operaie della Santa Casa di Nazareth insieme alla compagnia teatrale Uno di noi. Un progetto che unisce arte, preghiera e annuncio, per ricordare che ogni vita è un dono prezioso, fragile eppure abitato dal Cielo. La regia è affidata a Umberto Gelatti, le musiche al maestro Sandro Cuccuini e i testi dei canti a suor Alessandra Falco.

L’idea dello spettacolo – in programma venerdì 1 novembre alla Balduina – nasce dal desiderio di parlare al cuore con un linguaggio capace di raggiungere tutti: «Il Salmo 8 ci accompagna da sempre – racconta suor Enza, tra le organizzatrici dell’evento – e racchiude una domanda che appartiene a ciascuno: quanto valgo? In un tempo in cui ci si sente spesso smarriti o “non abbastanza”, volevamo ricordare che agli occhi di Dio siamo preziosi, poco meno degli angeli». Per questo, la storia si svolge in una scuola “speciale”, dove ogni lezione conduce a scoprire la dignità e la bellezza custodite dentro la vita quotidiana, anche nei suoi limiti. «Se qualcuno uscirà dal teatro con un po’ più di fiducia, con il desiderio di guardare la vita come un dono e non come un peso, avremo raggiunto il nostro scopo».

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Un mese di San Giuseppe Market, oltre cento le famiglie assistite

Tempo di bilanci per la basilica San Giuseppe al Trionfale ad un mese dall’inizio del “San Giuseppe Market”, primo esempio di spesa sospesa nella Capitale legata all’emergenza Covid19. Il progetto, nato dall’iniziativa del gruppo di giovani cooperatori guanelliani della parrocchia e sposata dall’oratorio parrocchiale e dal Comitato civico Trionfalmente17, a un mese dall’inizio della sua attività è riuscito a dare sostentamento a 110 famiglie (233 persone di cui 66 minori). Il market, coordinato da suor Chiara Minoia, ha ricevuto il plauso del sindaco di Roma Virginia Raggi, recatasi personalmente in basilica per ringraziare il parroco don Wladimiro Bogoni per il servizio a favore delle persone in difficoltà.

Questi i numeri raggiunti: 1.7 tonnellate di pasta, 350 kg di riso, 280 kg di zucchero, 400 litri di latte, 360 litri di olio, 980 bottiglie/barattoli di pelati e passata, 250 pacchi di caffè, 1300 scatolette di tonno, 700 pacchi di biscotti e merende, 1260 barattoli di legumi, 250 vasetti di omogenizzato oltre marmellata, fette biscottate, pane in cassetta, cioccolato, succhi, bibite e altro inclusi prodotti per la cura personale. Grazie alle donazioni pervenute è stato possibile acquistare anche prodotti medicali, 50 confezioni di uova e 150 confezioni di carne (petto/cosce di pollo e macinato).

Prosegue anche la raccolta fondi da destinare al progetto. Mentre su iniziativa di alcuni condomini è stata avviata l’iniziativa “Condominio solidale”, una raccolta condominiale di beni da destinare al progetto. I condomini che vorranno seguire l’esempio potranno organizzarsi autonomamente per la raccolta e contattare la basilica (comunicazione.sgtrionfale@gmail.com) o il Comitato Trionfalmente17 (paola.devecchis@gmail.com) per coordinare la consegna anche attraverso i volontari del Market.

«San Luigi Guanella diceva che dopo la carità, la virtù più importante era la gratitudine – ricorda il parroco don Wladimiro Bogoni –. Lui stesso curava con gesti e segni di squisita amabilità i moltissimi benefattori che lo aiutavano nelle sue opere di carità. Non potendo raggiungere le centinaia di persone che ci stanno aiutando in questo periodo di raccolta alimentare e fondi da destinare al progetto, vi assicuro la mia preghiera quotidiana e il ricordo a san Giuseppe per tutte le vostre famiglie».

7 maggio 2020

Un libro su Roma e il Concilio Vaticano II

Il volume “Roma, il Lazio e il Vaticano II: Preparazione, contribuiti, recezione”, a cura di Pasquale Bua (Edizioni Studium) verrà presentato mercoledì 12 giugno nella Sala “Cardinale Ugo Poletti” del Palazzo del Vicariato alle ore 17. All’iniziativa interverranno, tra gli altri, monsignor Mariano Crociata, vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno; il vescovo Lorenzo Chiarinelli, emerito di Viterbo; lo storico Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio.

Il libro ha un’ampia presentazione firmata dal cardinale vicario Angelo De Donatis. Si apre poi con un saggio del curatore che per la prima volta ripercorre la storia del Lazio “ecclesiastico” dalla fine del XIX secolo ai nostri giorni ed esamina il materiale d’archivio della Conferenza episcopale laziale, costituitasi nel 1967, cioè all’indomani del Concilio.

I successivi contributi sono suddivisi fra tre parti: 1) la diocesi di Roma (con sette saggi, quattro a carattere storico e tre a carattere teologico), 2) le diocesi suburbicarie (con sei saggi, uno per diocesi), 3) le altre diocesi laziali (con dieci saggi, uno per diocesi).

10 giugno 2019

Un libro su Pier Giorgio Frassati

Giovedì 29 gennaio 2026 si terrà la presentazione del libro “Pier Giorgio Frassati e la politica” di Luca Rolandi, storico e giornalista. L’appuntamento è alle ore 18 presso la sede dell’Azione Cattolica della Diocesi di Roma, in via della Pigna 13/A (scala C, 5° piano).

Un’occasione preziosa per approfondire la figura di Pier Giorgio Frassati, giovane santo capace di unire spiritualità, attenzione ai poveri e responsabilità verso la vita pubblica. Nel volume, l’autore Luca Rolandi ricostruisce infatti il contesto storico della Torino del primo dopoguerra, attraversata da tensioni sociali e trasformazioni politiche, tra biennio rosso e ascesa del fascismo, restituendo il profilo di Frassati che, giovane militante in associazioni del laicato cattolico, si impegnò con tutto se stesso in iniziative di sviluppo sociale e di carità verso i poveri e i malati, animato da una fede concreta e da un forte senso del bene comune.

Dopo i saluti introduttivi di Giuseppe Scaramuzza, volontario di Caritas Roma, dialogheranno con l’autore Marco Di Tommasi, presidente dell’Azione Cattolica diocesana di Roma, e Giustino Trincia, direttore della Caritas diocesana. L’incontro sarà moderato da Andrea Covotta, responsabile di Rai Quirinale.

28 gennaio 2026

Un libro e un incontro sul “Carcer Tullianum”

Foto diocesidiroma/Gennari

Il Carcere Mamertino, o Carcer Tullianum, è la più antica struttura di detenzione di Roma e si trova nel Foro Romano, sotto la chiesa di San Giuseppe dei Falegnami. Qui l’apostolo Pietro visse i suoi ultimi giorni, prima di essere martirizzato. Consiste in due piani sovrapposti, realizzati alle pendici meridionali del Campidoglio. Ne racconta la storia il nuovo volume di Alfonsina Russo e Patrizia Fortini, che sarà presentato martedì 28 marzo alle 11 nella chiesa di San Giuseppe dei Falegnami, su iniziativa dell’Opera Romana Pellegrinaggi e del Parco Archeologico del Colosseo.

Interessata da importanti lavori di restauro dopo il crollo di parte del solaio, la basilica del Foro torna dunque a ospitare importanti eventi culturali. Interverranno monsignor Remo Chiavarini, responsabile dell’Opera Romana Pellegrinaggi; Alfonsina Russo, direttore del Parco Archeologico del Colosseo; monsignor Pasquale Iacobone, presidente della Pontificia Commissione di archeologia sacra; Fulvio Cairoli Giuliani, accademico dei Lincei e professore emerito di Rilievo e analisi tecnica dei monumenti antichi all’Università La Sapienza; Andrea Augenti, professore di Archeologia medievale all’Università di Bologna. Concluderà Patrizia Fortini, archeologa già funzionaria del Parco archeologico del Colosseo.

Dopo la presentazione del volume, i partecipanti – prenotazione ingresso gratuito su https://www.eventbrite.it/ – potranno visitare l’oratorio, il museo e l’area archeologica. L’incontro sarà trasmesso in diretta Facebook su facebook.com/parcocolosseo.

Il giorno seguente, mercoledì 29 marzo, alle 19.30, la chiesa di San Giuseppe dei Falegnami ospiterà invece l’incontro del ciclo “Il cammino di Pietro”, l’iniziativa voluta dal cardinale Angelo De Donatis, vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma, e dal cardinale Mauro Gambetti, vicario generale di Sua Santità per la Città del Vaticano, per riscoprire le trappe dell’apostolo nell’Urbe.

21 marzo 2023

Un libretto sulla Messa in dono ai sacerdoti

«La liturgia è una profonda esperienza di ciò che la fede proclama, quasi la dimensione mistica della vita cristiana, perché è insieme opera dello Spirito Santo e azione dell’uomo credente. Essa agisce nell’intimo, operando una vera trasformazione in colui che celebra». Così scrive il cardinale vicario Angelo De Donatis nell’introduzione al libretto “Evangelizzare con la liturgia”, donato questa mattina (giovedì 3 novembre) a tutti i sacerdoti intervenuti all’incontro con l’arcivescovo Vittorio Francesco Viola, segretario del Dicastero per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, incentrato sulla lettera apostolica “Desiderio desideravi” di Papa Francesco.

Il libretto – 30 pagine – raccoglie una serie di schede preparate dall’Ufficio liturgico diocesano, pensate in particolare a servizio del gruppo liturgico e della comunità celebrante. Le schede «possono diventare l’opportunità – auspica il cardinale vicario – per coinvolgere nell’azione liturgica tutti i battezzati, e in modo particolare coloro che seguono il percorso di iniziazione cristiana (per esempio i ragazzi che si preparano alla prima comunione o alla cresima, i fidanzati, ecc). Quando offerto può diventare una bella opportunità per educare tutti, adulti e ragazzi, alla preghiera della Chiesa». Proprio come si legge nella “Desiderio desideravi”.

Nei prossimi giorni il libretto sarà disponibile anche on line e potrà essere scaricato dal sito dell’Ufficio liturgico diocesano

3 novembre 2022

Un kit pastorale in vista dell’Incontro mondiale delle famiglie

L’Incontro mondiale delle famiglie di giugno 2022 sarà, come stabilito da Papa Francesco, «multicentrico e diffuso». Ogni diocesi è quindi chiamata a organizzare eventi, riflessioni e momenti di preghiera in coincidenza con il raduno di Roma. E per farlo al meglio, il Dicastero per i laici, la famiglia e la vita e la diocesi di Roma, che organizzano l’evento, hanno preparato un kit pastorale, disponibile sul sito https://www.romefamily2022.com/it/.

«Questo vademecum – spiegano – è pensato per essere di aiuto alle Chiese particolari che hanno la responsabilità di organizzare gli incontri locali. Ogni diocesi/parrocchia può prendere spunto dalle indicazioni offerte in questo kit pastorale, ma pur sempre nella libertà di adattare le iniziative al contesto culturale locale e ai propri bisogni pastorali. L’obiettivo ecclesiale è quello di realizzare un evento globale, che abbia il volto particolare di ogni comunità».

Il vademecum raccoglie i link utili, ricorda i materiali presenti on line e scaricabili gratuitamente, come il logo, le catechesi, i video. E fornisce qualche consiglio utile per le diocesi. «Per l’organizzazione dell’evento – si legge –, suggeriamo che ogni diocesi costituisca un’équipe pastorale a ciò dedicata, sufficientemente ampia e non limitata ad una sola coppia. Sarà un’occasione per accogliere, laddove possibile, le proposte che provengono dagli sposi, che conoscono le realtà locali delle famiglie». È possibile anche organizzare degli eventi a livello di più diocesi, o attorno a un santuario. I promotori suggeriscono inoltre di organizzare incontri serali durante la settimana dell’Incontro di Roma, oppure incontri pastorali nel fine settimana per agevolare le famiglie che durante la settimana lavorano. Magari ispirandosi alle conferenze e ai panel che verranno proposti durante il congresso pastorale: “Chiesa domestica e sinodalità”, “L’amore familiare: meraviglioso e fragile”, “Identità e missione della famiglia cristiana”, “Il catecumenato matrimoniale”, “Famiglia via di santità”.

L’obiettivo, in sostanza, è che, dal 22 al 26 giugno 2022 ogni diocesi metta le famiglie al centro dell’attenzione pastorale, realizzando delle attività che rispecchino il tema dell’Incontro mondiale. Una sorta di “Settimana della Famiglia” in unità con le famiglie e le diocesi di tutto il mondo, usando creatività e valorizzando le peculiarità di ogni territorio.

10 febbraio 2022

Un incontro in ricordo di don Roberto Sardelli con il cardinale Reina e il sindaco Gualtieri

Avrebbe compiuto novant’anni il prossimo 30 gennaio don Roberto Sardelli, sacerdote della diocesi di Roma ma anche insegnante, scrittore, sempre vicino ai più umili. Il suo nome è legato soprattutto all’impegno per dare un alloggio dignitoso ai cosiddetti “baraccati”, coloro, cioè, che negli anni Sessanta e Settanta, vivevano accampati a ridosso dell’Acquedotto Felice. Fu con loro che decise di andare a vivere don Roberto, quando, giovane sacerdote, nel 1968, fu mandato come collaboratore parrocchiale a San Policarpo. Proprio nella sua parrocchia (piazza Aruleno Celio Sabino, 50) e nel giorno del suo compleanno, alle ore 18, verrà ricordato, con un convegno promosso dalla diocesi di Roma. “Non abbiamo paura dei profeti. Il ricordo di don Roberto Sardelli a 90 anni dalla nascita” è il titolo dell’appuntamento, che sarà aperto dai saluti del cardinale vicario Baldo Reina, del sindaco Roberto Gualtieri e del parroco della comunità dell’Appio Claudio, don Claudio Falcioni. Interverranno poi monsignor Guerino Di Tora, vescovo ausiliare emerito della diocesi di Roma; Grazia Napoletano, collaboratrice della Scuola 725; Paolo Berdini, umanista e saggista. Paola Aversa, della Caritas diocesana di Roma, illustrerà il programma di housing sociale dell’organismo diocesano intitolato al sacerdote scomparso nel 2019. Le conclusioni saranno affidate a monsignor Benoni Ambarus, vescovo delegato per l’Ambito della diaconia della carità.

Nato a Pontecorvo, in Ciociaria, nel 1935, alunno del Collegio Capranica, ordinato sacerdote nel 1965, don Sardelli aveva frequentato la scuola di Barbiana di don Lorenzo Milani, prima di andare in Francia per studiare l’esperienza dei “preti operai”. Tornato a Roma, fu mandato come collaboratore a San Policarpo e lì don Roberto scoprì, a poche centinaia di metri dall’edificio parrocchiale, la baraccopoli che sorgeva nei pressi dell’Acquedotto Felice, dove vivevano 650 famiglie italiane arrivate da Sicilia, Calabria, Abruzzo e Basilicata. Decise così di condividere la loro vita e, acquistata una baracca da una prostituta, si trasferì tra i baraccati, trasformando la sua casupola nella “Scuola 725”, dal numero civico che la contrassegnava. Qui teneva lezioni per i ragazzi della zona, spesso costretti ad abbandonare gli studi o confinati nelle classi differenziali. Con loro scrisse la “Lettera al sindaco” per chiedere migliori condizioni di vita per i baraccati, ai quali le case popolari furono assegnate nel 1974. Da quel lavoro di riflessione e scrittura nascerà anche un libro, “Non tacere”. Lo stesso titolo del docufilm realizzato nel 2008 sulla vicenda della Scuola 725 dal regista Fabio Grimaldi con la collaborazione dello stesso sacerdote. Dopo lo sgombero della baraccopoli, nel 1973, don Sardelli si dedicò alle collaborazioni giornalistiche con Paese Sera, l’Unità, Liberazione, ma anche con riviste del mondo cattolico. Negli anni Ottanta fondò lo Studio Flamenco per avvicinarsi al mondo rom e sinti attraverso la danza, mentre negli anni Novanta si occupò dei malati di Aids. Nel novembre 2018, l’Università Roma Tre gli conferì una laurea magistrale honoris causa in Scienze pedagogiche. Si è spento nella sua Pontecorvo il 18 febbraio 2019.

A don Roberto Sardelli è intitolato il programma di housing sociale della Caritas di Roma, che mira a offrire un alloggio adeguato a persone senza dimora e famiglie in difficoltà e che è nato grazie a un fondo iniziale frutto del lascito testamentario del sacerdote.

«La profezia di don Roberto – dichiara il cardinale Reina – deve costituire uno sprone per la nostra comunità ecclesiale nel contrastare le diseguaglianze che affliggono la nostra società. Il suo è stato un esempio per tutti».

21 gennaio 2025

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