10 Maggio 2026

La Giornata di preghiera e digiuno per i missionari martiri nella diocesi di Roma

Foto diocesidiroma/Gennari

Oggi, 24 marzo, si celebra la trentunesima Giornata di preghiera e digiuno per i missionari martiri, dal tema “Di me sarete testimoni”. Di seguito la riflessione di padre Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio diocesano per la cooperazione missionaria tra le Chiese

Ogni anno il 24 marzo si celebra la trentunesima Giornata di preghiera e digiuno per i missionari martiri. Infatti, è l’anniversario della morte dell’arcivescovo di San Salvador, sant’Oscar Arnulfo Romero, ucciso brutalmente nel 1980 mentre celebrava Santa Messa. Per la Chiesa di Roma, edificata da Nostro Signore grazie alla straordinaria testimonianza dei santi martiri fondatori Pietro e Paolo, è certamente un’occasione privilegiata per fare memoria della missione. D’altronde anche in tempi recenti il sangue versato dal nostro sacerdote don Andrea Santoro è stato motivo di edificazione per le nostre comunità parrocchiali.

L’inaugurazione, ieri pomeriggio, del Memoriale dei Nuovi Martiri del XX e XXI presso la basilica di San Bartolomeo all’Isola, alla presenza del cardinale vicario Angelo De Donatis, ne costituisce la conferma eclatante. Ringraziando ancora una volta la Comunità di Sant’Egidio per lo sforzo profuso nell’allestire questa esposizione ispirata alla Martyria, è evidente che la nostra comunità ecclesiale è invitata ad affermare nella fede un sussulto di missionarietà.

Quest’anno lo slogan scelto dal Servizio Giovani della Fondazione Missio, organismo pastorale della Cei, è chiaro e diretto: «Di me sarete miei testimoni». Queste parole del Maestro (Atti 1,8) trovano ampia risonanza nella testimonianza di coloro che nel nostro tempo hanno fatto la scelta di stare dalla parte degli ultimi, in quelle che Papa Francesco chiama le periferie del mondo. Secondo le informazioni raccolte dall’agenzia Fides, nel 2022 sono stati uccisi nel mondo 18 missionari/e: 12 sacerdoti, 1 religioso, 3 religiose, 1 seminarista, 1 laico. La ripartizione continentale evidenzia che il numero più elevato è stato registrato in Africa, dove sono stati uccisi 9 missionari (7 sacerdoti, 2 religiose), seguita dall’America Latina, con 8 missionari uccisi (4 sacerdoti, 1 religioso, 1 religiosa, 1 seminarista, 1 laico) e quindi dall’Asia, dove è stato ucciso 1 sacerdote.

Tra i caduti in Africa figura anche una nostra connazionale, suor Maria De Coppi, missionaria comboniana, uccisa nell’assalto alla missione di Chipene, nella provincia mozambicana di Nampula, nella notte tra il 6 e il 7 settembre. Gli assalitori, di matrice jihadista, hanno distrutto e saccheggiato le strutture della missione. Suor Maria, in Mozambico dal lontano 1963, è stata colpita da un proiettile alla testa, morendo all’istante. Le sue consorelle la ricordano come una donna sempre coerente nelle sue scelte, interpretando fedelmente quanto auspicato da Papa Francesco: stando permanentemente in periferia, dalla parte dei poveri.

E cosa dire di don Joseph Aketeh Bako, parroco della chiesa di San Giovanni a Kudenda, in Nigeria? Sequestrato da uomini armati che avevano assalito la sua canonica, è morto mentre era nelle mani dei suoi rapitori, tra il 18 e il 20 aprile. Emblematico anche il sacrificio di suor Marie Sylvie Kavuke Vakatsuraki, della Congregazione delle Petites Soeurs de la Présentation de Notre Dame au Temple di Butembo; è stata uccisa insieme ad altri civili, durante un assalto avvenuto nella notte tra il 19 e il 20 ottobre al villaggio di Maboya, nella provincia congolese del Nord Kivu. Altrettanto violenta è stata la morte di padre Michael Mawelera Samson, dei Missionari d’Africa, originario del Malawi, scomparso il 10 giugno 2022 dal centro giovanile della chiesa di Mbeya, in Tanzania. Il suo corpo è stato rinvenuto il giorno successivo sul greto del fiume Meta. A questi nomi vanno aggiunti quelli del nigeriano don Vitus Borogo, dei suoi connazionali don Christopher Odia Ogedegbe e don John Mark Cheitnum, del padre congolese Richard Masivi Kasereka e del congolese don Godefroid Pembele Mandon.

Naturalmente il ricordo dei missionari/e martiri non si esaurisce nell’orazione e nel digiuno, ma esige da parte delle nostre comunità gesti concreti di condivisione con chi soffre in terre lontane la stessa vita di Cristo.

24 marzo 2023

Ritiro di Queresima per gli universitari guidato da Don Alberto Ravagnani – Parrocchia San Tommaso Moro (Uff. Cultura e Università)

Ritiro di Queresima per gli universitari guidato da Don Alberto Ravagnani – Parrocchia San Tommaso Moro (Uff. Cultura e Università)

Presso la Basilica di San Bartolomeo all’Isola Tiberina partecipa all’inaugurazione del Memoriale dei Nuovi Martiri

Presso la Basilica di San Bartolomeo all’Isola Tiberina partecipa all’inaugurazione del Memoriale dei Nuovi Martiri.

Il rito della Consecratio virginum sabato 25 a San Giovanni in Laterano

Foto diocesidiroma/Gennari

Danielle Domo, Maria Grazia Borgese, Rita Tomasi, Susanna Valotto. Quattro donne diverse per età, esperienza, storia, ma con la stessa fede e lo stesso proposito: sabato 25 marzo, alle 11, saranno consacrate secondo il rito della Consecratio virginum. Entreranno cioè a far parte dell’Ordo Virginum della diocesi di Roma. La celebrazione si terrà nella basilica di San Giovanni in Laterano e sarà presieduta dal vescovo ausiliare Paolo Ricciardi, delegato diocesano per l’Ordo Virginum.

Il rito della consacrazione delle vergini è l’azione liturgica con cui la Chiesa celebra la decisione (il propositum) di una vergine cristiana di consacrare a Cristo la propria verginità e, invocando su di lei il dono dello Spirito, la dedica per sempre al servizio del Signore e a una diaconia di amore in favore della comunità ecclesiale, pur restando nel suo ordinario contesto di vita. La consecratio virginum si caratterizza come solenne rito nuziale, in virtù del quale, la vergine «diventa persona consacrata, immagine della Sposa di Cristo», come precisano i Praenotanda al Rito di consacrazione.

Il carisma e l’impegno specifico della vergine è quindi anzitutto e al di sopra di tutto quello di tendere alla perfezione della santità (LG 40) nella castità perfetta, con la caratteristica della sponsalità che consente a quante sono chiamate in questo cammino di vivere, nella fede, quella realtà misteriosa che è la risposta all’amore nuziale e fecondo del Signore Gesù per la sua Chiesa e di anticipare così, nella fede e in un regime di segni, la vocazione ultima dell’umanità intera: la partecipazione alle nozze dell’Agnello. Nel senso più alto, l’unico servizio è quello a Cristo Signore; il servizio è lode, contemplazione, offerta, dedizione, imitazione, identificazione. Esso poi si specifica nelle diverse diaconie, nei vari ministeri. In una cultura spesso troppo presa dal fare piuttosto che dall’essere, la vergine consacrata ha come primo, fondamentale “obbligo”, quello di testimoniare nella vita la donazione totale a Colui nel quale possiede tutto, perché ha scelto Lui solo al di sopra di tutto, e che dev’essere per lei la gioia, l’onore e l’unico volere (Preghiera di consacrazione).

«Partecipare a questo sacramentale della Chiesa – dice il vescovo Ricciardi – nella solennità dell’Annunciazione del Signore, in cui contempliamo il concepimento del Verbo, l’Incarnazione di Dio nella nostra umanità, è gettare lo sguardo nella storia dell’alleanza fedele tra Dio e il suo popolo. Una relazione che ha radici lontane e che vuole sbocciare in una confessione pubblica di amore da far risuonare in ogni angolo della terra e da far risplendere in una vita consacrata al servizio di Dio e dei fratelli»

22 marzo 2023

Alla Casa Domus Aurea partecipa all’incontro dei parroci di prima nomina organizzato dall’Ufficio per la formazione permanente del clero

Alla Casa Domus Aurea partecipa all’incontro dei parroci di prima nomina organizzato dall’Ufficio per la formazione permanente del clero.

Nella basilica di San Giovanni in Laterano presiede il quarto incontro quaresimale su delle letture scelte di Giacomo Leopardi

Nella basilica di San Giovanni in Laterano presiede il quarto incontro quaresimale su delle letture scelte di Giacomo Leopardi.

Quaresimali con Franco Nembrini, i testi della quarta serata

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Il Canto notturno di un pastore errante dell’Asia sarà al centro della riflessione del quarto appuntamento dei Quaresimali 2023 a San Giovanni in Laterano con Franco Nembrini. Introduce l’incontro don Fabio Rosini, conclude con una meditazione il cardinale vicario Angelo De Donatis. Diretta streaming sul nostro canale YouTube dalle ore 19 del 22 marzo.

 

Canto notturno di un pastore errante dell’Asia

Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
Silenziosa luna?
Sorgi la sera, e vai,
Contemplando i deserti; indi ti posi.
Ancor non sei tu paga
Di riandare i sempiterni calli?
Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga
Di mirar queste valli?
Somiglia alla tua vita
La vita del pastore.
Sorge in sul primo albore
Move la greggia oltre pel campo, e vede
Greggi, fontane ed erbe;
Poi stanco si riposa in su la sera:
Altro mai non ispera.
Dimmi, o luna: a che vale
Al pastor la sua vita,
La vostra vita a voi? dimmi: ove tende
Questo vagar mio breve,
Il tuo corso immortale?

Vecchierel bianco, infermo,
Mezzo vestito e scalzo,
Con gravissimo fascio in su le spalle,
Per montagna e per valle,
Per sassi acuti, ed alta rena, e fratte,
Al vento, alla tempesta, e quando avvampa
L’ora, e quando poi gela,
Corre via, corre, anela,
Varca torrenti e stagni,
Cade, risorge, e più e più s’affretta,
Senza posa o ristoro,
Lacero, sanguinoso; infin ch’arriva
Colà dove la via
E dove il tanto affaticar fu volto:
Abisso orrido, immenso,
Ov’ei precipitando, il tutto obblia.
Vergine luna, tale
E’ la vita mortale.

Nasce l’uomo a fatica,
Ed è rischio di morte il nascimento.
Prova pena e tormento
Per prima cosa; e in sul principio stesso
La madre e il genitore
Il prende a consolar dell’esser nato.
Poi che crescendo viene,
L’uno e l’altro il sostiene, e via pur sempre
Con atti e con parole
Studiasi fargli core,
E consolarlo dell’umano stato:
Altro ufficio più grato
Non si fa da parenti alla lor prole.
Ma perchè dare al sole,
Perchè reggere in vita
Chi poi di quella consolar convenga?
Se la vita è sventura,
Perchè da noi si dura?
Intatta luna, tale
E’ lo stato mortale.
Ma tu mortal non sei,
E forse del mio dir poco ti cale.

Pur tu, solinga, eterna peregrina,
Che sì pensosa sei, tu forse intendi,
Questo viver terreno,
Il patir nostro, il sospirar, che sia;
Che sia questo morir, questo supremo
Scolorar del sembiante,
E perir dalla terra, e venir meno
Ad ogni usata, amante compagnia.
E tu certo comprendi
Il perchè delle cose, e vedi il frutto
Del mattin, della sera,
Del tacito, infinito andar del tempo.
Tu sai, tu certo, a qual suo dolce amore
Rida la primavera,
A chi giovi l’ardore, e che procacci
Il verno co’ suoi ghiacci.
Mille cose sai tu, mille discopri,
Che son celate al semplice pastore.
Spesso quand’io ti miro
Star così muta in sul deserto piano,
Che, in suo giro lontano, al ciel confina;
Ovver con la mia greggia
Seguirmi viaggiando a mano a mano;
E quando miro in cielo arder le stelle;
Dico fra me pensando:
A che tante facelle?
Che fa l’aria infinita, e quel profondo
Infinito Seren? che vuol dir questa
Solitudine immensa? ed io che sono?
Così meco ragiono: e della stanza
Smisurata e superba,
E dell’innumerabile famiglia;
Poi di tanto adoprar, di tanti moti
D’ogni celeste, ogni terrena cosa,
Girando senza posa,
Per tornar sempre là donde son mosse;
Uso alcuno, alcun frutto
Indovinar non so. Ma tu per certo,
Giovinetta immortal, conosci il tutto.
Questo io conosco e sento,
Che degli eterni giri,
Che dell’esser mio frale,
Qualche bene o contento
Avrà fors’altri; a me la vita è male.

O greggia mia che posi, oh te beata,
Che la miseria tua, credo, non sai!
Quanta invidia ti porto!
Non sol perchè d’affanno
Quasi libera vai;
Ch’ogni stento, ogni danno,
Ogni estremo timor subito scordi;
Ma più perchè giammai tedio non provi.
Quando tu siedi all’ombra, sovra l’erbe,
Tu se’ queta e contenta;
E gran parte dell’anno
Senza noia consumi in quello stato.
Ed io pur seggo sovra l’erbe, all’ombra,
E un fastidio m’ingombra
La mente, ed uno spron quasi mi punge
Sì che, sedendo, più che mai son lunge
Da trovar pace o loco.
E pur nulla non bramo,
E non ho fino a qui cagion di pianto.
Quel che tu goda o quanto,
Non so già dir; ma fortunata sei.
Ed io godo ancor poco,
O greggia mia, nè di ciò sol mi lagno.
Se tu parlar sapessi, io chiederei:
Dimmi: perchè giacendo
A bell’agio, ozioso,
S’appaga ogni animale;
Me, s’io giaccio in riposo, il tedio assale?

Forse s’avess’io l’ale
Da volar su le nubi,
E noverar le stelle ad una ad una,
O come il tuono errar di giogo in giogo,
Più felice sarei, dolce mia greggia,
Più felice sarei, candida luna.
O forse erra dal vero,
Mirando all’altrui sorte, il mio pensiero:
Forse in qual forma, in quale
Stato che sia, dentro covile o cuna,
E’ funesto a chi nasce il dì natale.

 

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Meditazione in occasione del quarto incontro quaresimale ’23

Un libro e un incontro sul “Carcer Tullianum”

Foto diocesidiroma/Gennari

Il Carcere Mamertino, o Carcer Tullianum, è la più antica struttura di detenzione di Roma e si trova nel Foro Romano, sotto la chiesa di San Giuseppe dei Falegnami. Qui l’apostolo Pietro visse i suoi ultimi giorni, prima di essere martirizzato. Consiste in due piani sovrapposti, realizzati alle pendici meridionali del Campidoglio. Ne racconta la storia il nuovo volume di Alfonsina Russo e Patrizia Fortini, che sarà presentato martedì 28 marzo alle 11 nella chiesa di San Giuseppe dei Falegnami, su iniziativa dell’Opera Romana Pellegrinaggi e del Parco Archeologico del Colosseo.

Interessata da importanti lavori di restauro dopo il crollo di parte del solaio, la basilica del Foro torna dunque a ospitare importanti eventi culturali. Interverranno monsignor Remo Chiavarini, responsabile dell’Opera Romana Pellegrinaggi; Alfonsina Russo, direttore del Parco Archeologico del Colosseo; monsignor Pasquale Iacobone, presidente della Pontificia Commissione di archeologia sacra; Fulvio Cairoli Giuliani, accademico dei Lincei e professore emerito di Rilievo e analisi tecnica dei monumenti antichi all’Università La Sapienza; Andrea Augenti, professore di Archeologia medievale all’Università di Bologna. Concluderà Patrizia Fortini, archeologa già funzionaria del Parco archeologico del Colosseo.

Dopo la presentazione del volume, i partecipanti – prenotazione ingresso gratuito su https://www.eventbrite.it/ – potranno visitare l’oratorio, il museo e l’area archeologica. L’incontro sarà trasmesso in diretta Facebook su facebook.com/parcocolosseo.

Il giorno seguente, mercoledì 29 marzo, alle 19.30, la chiesa di San Giuseppe dei Falegnami ospiterà invece l’incontro del ciclo “Il cammino di Pietro”, l’iniziativa voluta dal cardinale Angelo De Donatis, vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma, e dal cardinale Mauro Gambetti, vicario generale di Sua Santità per la Città del Vaticano, per riscoprire le trappe dell’apostolo nell’Urbe.

21 marzo 2023

Incontro équipe diocesana – Vicariato di Roma (Sala 14 – secondo piano) (Uff. Past. Sanitaria)

Incontro équipe diocesana – Vicariato di Roma (Sala 14 – secondo piano) (Uff. Past. Sanitaria)

Il ritiro per gli insegnanti di religione

Sarà il santuario mariano del Divino Amore a ospitare, sabato 25 marzo, il pomeriggio di spiritualità e fraternità in preparazione alla Pasqua promosso dall’Ufficio per la pastorale scolastica e l’insegnamento della religione cattolica della diocesi di Roma. L’appuntamento inizierà alle ore 16.30 ed è pensato in particolare per i docenti di religione cattolica, ma sono invitati a partecipare anche mogli, mariti, amici, colleghi.

Dopo l’accoglienza, nell’auditorium del santuario, prenderà la parola il direttore dell’Ufficio Rosario Chiarazzo; quindi si terrà una liturgia penitenziale, con la riflessione di don Fabio Rosini, direttore dell’Ufficio per le vocazioni della diocesi, e poi spazio alle confessioni o al raccoglimento personale. Alle ore 19 ci sarà la celebrazione eucaristica e poi un momento più conviviale, di scambio di auguri per la Pasqua. «Come è ormai consuetudine – scrivono nell’invito – per il brindisi augurale cercheremo di condividere quanto ognuno di noi, Ufficio compreso, si sentirà di portare per questo momento di gioia».

Per partecipare, compilare il modulo on line: https://forms.gle/ULer8njW893XxyG78

20 marzo 2023

Partecipa al Consiglio Episcopale Permanente della Conferenza Episcopale Italiana

Partecipa al Consiglio Episcopale Permanente della Conferenza Episcopale Italiana

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