Alle 19.00 nella Parrocchia dei Santi Martiri dell’Uganda celebra la Messa in occasione della visita pastorale.
Al Pontificio Seminario Romano Maggiore presiede l’incontro per celebrare il 65° anniversario della Lettera Enciclica Fidei Donum
Alle ore 9.00 al Pontificio Seminario Romano Maggiore presiede l’incontro per celebrare il 65° anniversario della Lettera Enciclica Fidei Donum.
Rinnovato il presbiterio della Chiesa del Gesù
Una nuova disposizione, tre pedane, e una corona di metallo con funzione di ciborio. La Chiesa del Gesù, chiesa madre della Compagnia di Gesù a Roma, presenta una rinnovata sistemazione del presbiterio, in sintonia con il Concilio Vaticano II. Realizzata alla fine del Cinquecento – la dedicazione è del 1584 – sotto la direzione del Vignola e poi di Giacomo Della Porta, la chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina incarna appieno lo spirito del Concilio di Trento, con un’unica navata e l’attenzione focalizzata sull’altare. Serviva, quindi, un adeguamento liturgico. L’intervento è stato reso possibile grazie al sostegno della Fondazione Roma, con l’approvazione del Vicariato di Roma, della Soprintendenza Beni Culturali e del Fondo Edifici Culto del Ministero degli Interni.
Domenica 12 alle ore 19 il vescovo Daniele Libanori, ausiliare del settore Centro e già rettore della Chiesa del Gesù, durante la Messa da lui presieduta benedirà l’ambone e l’altare nella loro nuova sistemazione a seguito dell’adeguamento liturgico del presbiterio. Martedì 14 alle ore 18 la nuova disposizione verrà presentata nel corso dell’incontro “La Chiesa del Gesù a Roma, dall’architettura tridentina all’adeguamento post conciliare”, a cui prenderanno parte il cardinale vicario Angelo De Donatis, il presidente della Fondazione Roma Franco Parasassi, e il presidente onorario della Fondazione, Emmanuele Francesco Maria Emanuele. Il professor Emanuele Gambuti, dell’Università La Sapienza, traccerà una storia del “Complesso architettonico del Gesù nel corso dei secoli”; mentre l’architetto, liturgista e responsabile della progettazione architettonica Marco Riso parlerà de “Le scelte architettoniche”. Previsto infine un intervento di padre Giuseppe Midili, direttore dell’Ufficio liturgico diocesano e responsabile della progettazione liturgica.
«Questo intervento ha comportato un impegnativo lavoro di riflessione in fase progettuale – spiega padre Massimo Marelli, rettore della Chiesa del Gesù –, dovendosi adeguare secondo la riforma liturgica del Concilio Vaticano II, l’aula di una chiesa che è stata progettata e costruita con i canoni architettonici e liturgici del Concilio di Trento. L’adeguamento è stato realizzato in occasione in occasione dei 500 anni dalla conversione di sant’Ignazio di Loyola e nel IV centenario della sua canonizzazione insieme ai Santi Francesco Saverio, Teresa d’Avila, Filippo Neri e Isidoro Agricola».
«Si tratta di una riorganizzazione in linea con le indicazioni conciliari – sottolinea padre Giuseppe Midili –. La nuova disposizione non si pone in competizione con quella originaria, ma risponde ad esigenze concrete di una comunità che celebra nell’oggi. Era necessario che il Popolo di Dio si potesse radunare sentendosi un unico corpo».
In particolare, Francesco Schiavone ha realizzato tre pedane circolari per l’ambone, l’altare e la sede. Carlo Serino di Equilibrarte ha invece realizzato la corona rivestita con lamiere di ferro; le lamiere di rivestimento esterno saranno traforate con il testo greco che viene dall’Apocalisse: Τὸ πνεῦμα καὶ ἡ νύμφη λέγουσιν· Ἔρχου· καὶ ὁ ἀκούων εἰπάτω· Ἔρχου·. Λέγει ὁ μαρτυρῶν ταῦτα· Ναί· ἔρχομαι ταχύ. Ἀμήν· ἔρχου, κύριε Ἰησοῦ. (Lo Spirito e la sposa dicono: “Vieni!”. E chi ascolta ripeta: “Vieni!”. Colui che attesta queste cose dice: “Sì, verrò presto!”. Amen. Vieni, Signore Gesù) e ramate galvanicamente. Giuseppe Cialone ha realizzato una croce in ottone scatolato che sarà posta sotto la corona. Durante i lavori di sistemazione, è stata anche restaurata la pala dell’altare maggiore, con l’opera “Circoncisione” di Alessandro Capalti (1843), così come è stato effettuato un intervento di restauro conservativo del pavimento in marmi policromi della chiesa.
10 giugno 2022
E’ entrato nella luce della Resurrezione fra’ Marco Luzzago
Il Cardinale Vicario Angelo De Donatis,
il Consiglio Episcopale e il Presbiterio della Diocesi di Roma,
annunciano che il 7 giugno
è entrato nella luce della Resurrezione
Sua Eccellenza Fra’ Marco Luzzago
di anni 72
Luogotenente del Gran Maestro del Sovrano Ordine di Malta
e, ricordandone il generoso e fecondo servizio pastorale,
lo affidano all’abbraccio misericordioso di Dio
e alla preghiera di suffragio dei fedeli,
invocando la pace e la gioia del Signore.
Le esequie saranno celebrate domani, martedì 14 giugno 2022, alle ore 11.00, presso la Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio all’Aventino (Piazza Sant’Alessio, 23).
9 giugno 2022
Nella Parrocchia di S. Emerenziana incontra i sacerdoti della VII Prefettura
Alle 10.30 nella Parrocchia di S. Emerenziana incontra i sacerdoti della VII Prefettura
Fra’ Luzzago, le condoglianze del cardinale vicario De Donatis
Il cardinale vicario Angelo De Donatis ha appreso con dolore la morte di Sua Eccellenza il Luogotenente di Gran Maestro del Sovrano Ordine di Malta, Fra’ Marco Luzzago, avvenuta il 7 giugno in seguito ad un malore improvviso. Il loro ultimo incontro risale allo scorso 18 maggio quando, nella cappella del Palazzo Magistrale, il cardinale ha ricevuto le insegne con ascrizione al Gran Priorato di Roma con la dignità e il rango di Balì Gran Croce di Onore e Devozione. Alla famiglia di Fra’ Luzzago, al Luogotenente Interinale e a tutti i membri del Sovrano Ordine di Malta vanno le condoglianze e le preghiere del cardinale De Donatis, del Consiglio episcopale e dei fedeli della Diocesi di Roma che nell’impegno dell’Ordine di Malta riconoscono una concreta vicinanza agli ultimi e ai dimenticati.
Fra’ Marco Luzzago era stato eletto al vertice del Sovrano Ordine di Malta l’8 novembre 2020. Nato a Brescia nel 1950, dopo gli studi presso i Frati Francescani, aveva studiato medicina nelle Università di Padova e Parma prima di essere chiamato a gestire le attività familiari. Era stato ammesso nel Sovrano Ordine di Malta nel 1975 nel Gran Priorato di Lombardia e Venezia. Nel 2003 aveva emesso i voti religiosi solenni. Numerosi i pellegrinaggi internazionali dell’Ordine di Malta a Lourdes e i pellegrinaggi nazionali di Assisi e Loreto ai quali aveva partecipato. Dal 2010 aveva dedicato completamente la sua vita all’Ordine di Malta, trasferendosi nelle Marche per curare una delle Commende dell’Ordine, quella di Villa Ciccolini. Dal 2011 era Commendatore di Giustizia nel Gran Priorato di Roma dove ha ricoperto la carica di Delegato delle Marche Nord e responsabile della biblioteca. Tra il 2017 e il 2020 è stato consigliere dell’Associazione Italiana dell’Ordine di Malta.
8 giugno 2022
E’ entrata nella luce della Resurrezione Angela Maria, sorella di monsignor Brandolini
Il Cardinale Vicario Angelo De Donatis,
il Consiglio Episcopale e il Presbiterio della Diocesi di Roma,
sono vicini al dolore di S.E. Mons. Luca Brandolini,
Vicario dell’Arciprete della Basilica di San Giovanni in Laterano,
per la morte della sua cara sorella
Angela Maria
di anni 90
e, assicurando preghiere di suffragio, invocano Dio Padre,
ricco di misericordia, perché conceda ad Angela Maria il premio
della vita eterna e dia conforto ai suoi familiari.
I funerali si svolgeranno domani, giovedì 9 giugno 2022, alle ore 16.00,
presso la Parrocchia Santa Maria Assunta in Cielo
a Monte Compatri (RM)
Cammino sinodale diocesano: ecco i frutti dell’ascolto
Il verbo “ripartire” è quello che meglio racchiude e sintetizza quanto emerso dalle attività di ascolto svolte nella diocesi di Roma, su più fronti e a più livelli, a partire dallo scorso ottobre in occasione del cammino sinodale della Chiesa italiana. «Non è stato semplice discernere e mettere insieme quello che abbiamo ritenuto maggiormente significativo – spiegano dall’équipe sinodale diocesana, che proprio in virtù dell’esperienza di sinodalità vissuta nel proprio lavoro di redazione di un documento di sintesi vuole coerentemente presentare i risultati di questa prima parte di attività in modo corale -. Sicuramente anche questo lavoro risulterà ancora mancante eppure il risultato è già sentirci a un punto di ri-partenza», perché «sentiamo che lo Spirito ci ha dato uno “scossone”, ci ha riaperto l’orecchio, rilevando la sete di tanti nell’essere veramente ascoltati».
L’ascolto vissuto nelle diverse realtà coinvolte – dalle scuole alle carceri, dagli ospedali alle comunità etniche – e nelle parrocchie romane, che nella quasi totalità hanno attivato processi di ascolto e per il 40% hanno già restituito i risultati di quanto vissuto, ha fatto emergere «il dato di una grande crisi di fede sia fuori che dentro alla Chiesa – sono ancora le parole degli incaricati diocesani -, ma grida più forte il desiderio di abitare il cambiamento d’epoca da testimoni di Cristo risorto, per ripartire dalla perenne novità della Pasqua, non temendo di metterci in dialogo e in discussione, consapevoli che il “camminare insieme” è lo stile della Chiesa, ricordando che la Via, la Verità e la Vita è Cristo stesso». A seguire, c’è l’evidenza di un «desiderio di umiltà e di comunità – fanno sapere i membri dell’équipe- e, ancora, l’esperienza del cammino ha aiutato le comunità a spostare l’attenzione dall’io al noi e agli altri, attraverso incontri concreti, personali, autentici e paritari».
Pur nella gioia generale della condivisione, «si è notata anche qualche fatica – sono ancora le considerazioni degli incaricati diocesani -, come la difficoltà a coinvolgere chi solitamente non frequenta la Chiesa, specialmente i più giovani, e a superare la logica del gruppo per vivere invece un percorso comunitario». La sintesi prodotta (e fatta pervenire alla Cei) – online sul sito della diocesi di Roma -, lungi «dal fornire un mero dato sociologico esprime piuttosto cosa il popolo di Dio ci sta dicendo, dai desideri alle criticità, ed è il frutto di un processo spirituale – sono le parole dei referenti dell’équipe sinodale diocesana -, rappresenta il risultato di un’attività di concordia: mettere insieme davvero ciò che passa dal cuore delle persone, che è dove parla lo Spirito Santo». Una considerazione importante nasce infatti «dalla constatazione che chi si è messo in gioco e ha preso davvero parte a questo cammino condiviso della Chiesa si è riunito dapprima intorno alla Parola per favorire poi un confronto spirituale – spiegano -. Questa è una novità sicuramente da incentivare e da imparare a vivere come stile», dato che «quando la Chiesa ascolta se stessa, ascolta ciò che lo Spirito Santo vuole comunicare». Non a caso «qualcuno avverte la necessità di imparare l’arte del discernimento per comprendere se alcune delle cose emerse siano effettivamente frutto dello Spirito che parla o di ideologie dettate dallo spirito del mondo», fanno sapere ancora i membri dell’équipe.
Da un punto di vista metodologico, gli incaricati diocesani evidenziano infine di aver «cercato di fare emergere i nuclei tematici più ricorrenti, scegliendo quelli che più risuonavano nelle risposte e nei contributi forniti», privilegiando «il sentire comune e la voce diretta delle persone, riportando spesso i loro virgolettati, anche a costo di sacrificare la forma linguistica», perché la sintesi prodotta «non è un testo teologico né accademico ma la tessitura delle voci della gente e non solo dei pastori ma di tutti, senza più neanche la distinzione tra “ad intra” e “ad extra”». (Michela Altoviti per Romasette.it)
Incontra i Vescovi Ausiliari, i Direttori e i Responsabili di Sezione degli Uffici del Vicariato
Presso la casa di accoglienza Foyer de Charité a Ronciglione incontra i Vescovi Ausiliari, i Direttori e i Responsabili di Sezione degli Uffici del Vicariato.
Partecipa al 208° anniversario della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri
Alle 18.30 presso la Caserma “Salvo D’Acquisto” partecipa al 208° anniversario della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri.
Adoratori, la conclusione del percorso formativo
Si concluderà sabato prossimo, con una celebrazione alle 11 nel Santuario del Divino Amore, a Castel di Leva, il percorso formativo rivolto ai fedeli che vivono l’esperienza dell’adorazione eucaristica prolungata. A presiedere la Messa, il vescovo ausiliare Paolo Ricciardi, delegato per la pastorale sanitaria, che ha curato questo progetto in sinergia con l’Ufficio liturgico diocesano. Prima della celebrazione, alle 10, la catechesi di padre Andrea Mandonico su “La spiritualità eucaristica di Charles de Foucauld”.
«C’è stato il desiderio di unire il servizio dell’adorazione eucaristica alla preghiera di intercessione per i malati – dice Ricciardi –. Anche la data scelta per la conclusione del percorso formativo per gli adoratori è legata alla volontà dell’Ufficio per la pastorale sanitaria di dedicare l’11 di ogni mese alla preghiera per i malati», guardando all’11 febbraio, memoria della prima apparizione di Maria a Bernadette a Lourdes e Giornata mondiale del malato.
Il presule spiega come «i tre incontri dedicati agli adoratori delle parrocchie romane, che si sono tenuti a febbraio, aprile e maggio, hanno avuto un valore formativo ma anche di incontro e di confronto». L’adesione è stata buona, con circa 150 partecipanti ad incontro, laddove le parrocchie della diocesi dove si vive «l’Adorazione eucaristica o continua, cioè dalla mattina alla sera, o perpetua, cioè anche nelle ore notturne – dice ancora il vescovo –, sono in totale una trentina».
Il primo incontro è stato affidato a monsignor Riccardo Aperti, docente di Liturgia all’Istituto di Scienze religiose Ecclesia Mater, e ha avuto per tema “Dall’Eucaristia celebrata all’Eucaristia adorata”; a guidare il secondo appuntamento su “L’adorazione eucaristica” è stato padre Marko Ivan Rupnik, gesuita e fondatore del Centro Aletti; infine, su “Eucaristia, evangelizzazione e missione” è intervenuto padre Massimo Marellli, dell’Ufficio liturgico del Vicariato.
Ricciardi sottolinea come si è trattato di un cammino «in vista del Congresso eucaristico nazionale, che si svolgerà a settembre a Matera», e anche di «un’occasione per riflettere su come l’Adorazione eucaristica è sì un modo per prolungare l’esperienza di amicizia con il Signore Gesù ma non da vivere esclusivamente come uno spazio privato, sebbene intimo», quanto «come un servizio alla Chiesa, per condurre all’Eucarestia la nostra vita e la vita della Chiesa stessa».
di Michela Altoviti da Roma Sette
6 giugno 2022
Presiede i lavori della Conferenza Episcopale Laziale
Alle ore 9.30 a Villa Campitelli a Frascati presiede i lavori della Conferenza Episcopale Laziale.













