15 Maggio 2026

Alla Badia Primaziale Sant’Anselmo celebra la Messa in occasione della solennità del Transito di san Benedetto

Alla Badia Primaziale Sant’Anselmo celebra la Messa in occasione della solennità del Transito di san Benedetto

Il cammino sinodale tra parrocchie, comunità e associazioni

di Michela Altoviti da Roma Sette

Più volte Papa Francesco ha sottolineato come il cammino sinodale non sia – e non debba essere – «una convention ecclesiale o un convegno di studi» ma «un cammino di discernimento spirituale, che si fa nell’adorazione, nella preghiera, a contatto con la Parola di Dio». Proprio alla luce di questo monito l’Azione cattolica diocesana, che «lo scorso gennaio ha ricevuto dal cardinale vicario un mandato di preghiera di intercessione per il Sinodo con altre aggregazioni laicali», si è interrogata su «come essere parte attiva e corresponsabile di questo cammino condiviso della Chiesa», riconoscendo nella «preghiera la base della nostra vita cristiana». A dirlo è Marco Di Tommasi, presidente dell’Ac di Roma, spiegando come «abbiamo voluto non tanto creare qualcosa di nuovo per questo tempo ma invece legare ad una particolare intenzione la preghiera “Adoro il lunedì”, che ci caratterizza nella quotidianità della nostra testimonianza e che diventerà all’inizio di ogni settimana una intercessione per il Sinodo nella ferialità della nostra vita». Impaginata e stampata in molte copie, a mo’ di segnalibro, «la preghiera è un piccolo segno che mettiamo a disposizione di tutti e può essere ritirata in centro diocesano», dice ancora Di Tommasi.

La dimensione feriale e del quotidiano è ciò che caratterizza anche la proposta di preghiera promossa dai frati francescani dell’Ordine dei frati minori del convento di San Bonaventura al Palatino, nel cuore di Roma, a due passi dal Colosseo. «Si chiama “CasaPalatino” l’appuntamento settimanale di adorazione eucaristica e di riflessione sulla Parola della domenica che prevede anche un momento di fraternità e che è rivolto ai giovani dai 18 ai 35 anni – dice fra Francesco Di Pede, della Provincia Abruzzo-Lazio e responsabile della Pastorale giovanile per la zona di Roma –. Nata durante il primo lockdown per rispondere ad un bisogno dei più giovani, è diventata una tappa fissa di preghiera ogni venerdì sera, alle 19». È in particolare «il secondo venerdì del mese quello dedicato alla speciale intercessione per il cammino sinodale», sono ancora le parole del religioso, che sottolinea come «si tratta di pregare “con” i giovani e non “per” i giovani».

Anche la parrocchia di San Frumenzio ai Prati Fiscali ha scelto di far vivere un’esperienza sinodale ai più giovani della comunità, realizzando un’occasione di ascolto «dei ragazzi dalla prima media alla quinta superiore», spiega il parroco don Daniele Salera. Lo scorso 19 febbraio negli spazi del Seminario Maggiore ha avuto infatti luogo «una speciale assemblea sinodale parrocchiale dedicata ai più giovani», che attraverso attività strutturate, momenti di gioco ma anche di riflessione e condivisione «ha permesso a noi educatori di metterci in ascolto dei loro stati d’animo e del loro sentire». Forte il segnale che i giovani hanno lanciato, «un’istanza che ci chiede di essere ascoltata – mette in luce don Salera – perché dai loro elaborati, oltre ai temi ricorrenti quali amicizia e pandemia, emerge una forte tendenza alla sofferenza e alla paura del futuro, legata e associata per lo più ad una visione cupa, come qualcosa che mette loro inquietudine e foriera di incertezza e instabilità».

Sempre i più giovani, ma questa volta i bambini e i ragazzi che si stanno preparando alla Prima Comunione e alla cresima, sono stati i protagonisti di un percorso sinodale dedicato realizzato dalla parrocchia del Santo Volto di Gesù, nel quartiere Magliana. «Ponendo loro tre domande in occasione dello scorso ritiro di Avvento – racconta il parroco don Anthony Galea – ho chiesto di rispondere con dei disegni, spiegando come si sentano in questo momento, come immaginano Dio e come pensano alla Chiesa». Le stesse domande sono state rivolte «anche ai loro genitori, per innescare un’occasione di condivisione», dice ancora il sacerdote, che ha raccolto e condiviso online tutti i risultati ottenuti, cercando così di «vivere il cammino sinodale con quei lontani che a volte abbiamo più vicini, perché magari frequentano la parrocchia solo in occasione della preparazione ai La preghiera a CasaPalatino Sacramenti dei figli».

21 marzo 2022

«Dio non ci abbandona nel momento della prova»: il pellegrinaggio per la pace al Divino Amore

di Michela Altoviti

Il dolce sguardo della Madonna del Divino Amore che tiene tra le braccia Gesù Bambino ha vegliato sul pellegrinaggio diocesano “Su di te sia pace”, che ha avuto luogo nella notte tra sabato 19 e domenica 20 marzo. Una copia dell’icona mariana miracolosa ha infatti guidato dalla basilica di San Giovanni in Laterano al santuario di Castel di Leva i 7mila pellegrini che con fede e devozione, guardando in particolare al conflitto tra Russia e Ucraina, hanno pregato per il dono della pace nel mondo, perché «la preghiera può tutto anche nelle situazioni più disperate», come ha detto il cardinale Angelo De Donatis, che ha presieduto il pellegrinaggio.

Fin dalle 20 in cattedrale si erano riuniti davanti all’icona della Regina della pace tanti fedeli per la preghiera personale silenziosa, che dalle 23.30, con la basilica ormai gremita, si è fatta comunitaria. A guidarla, il vicario del Papa, che ha invitato ciascuno a «rinnovare la fiducia in Dio, che non ci abbandona nel momento della prova». I numerosi pellegrini hanno quindi lasciato San Giovanni in Laterano illuminando la notte con le candele accese e con i colori giallo e blu della bandiera dell’Ucraina ma anche con quelli dell’arcobaleno, simbolo biblico di pace. Prima di imboccare l’Appia Antica, lungo la quale sono ancora visibili i resti archeologici e i luoghi legati alla predicazione a Roma di san Pietro e di san Paolo, la processione ha costeggiato l’ospedale San Giovanni Addolorata mentre dalle finestre illuminate del nosocomio diversi infermieri e operatori sanitari si affacciavano per un segno di devozione all’immagine mariana.

Percorrendo quindi l’antica “regina viarum” dei Romani, i fedeli hanno superato la chiesetta di Santa Maria in Palmis, più nota con il nome di “Quo vadis”, recitando il Rosario non solo in italiano ma, guidati nella prima parte della preghiera, anche in altre lingue – spagnolo, rumeno, tedesco, ungherese, francese e polacco -, per aprire lo sguardo al bisogno universale di pace, a cui hanno richiamato anche i brani scelti dai messaggi per la pace dei pontefici Paolo VI, Giovanni XXIII e Benedetto XVI. Un pensiero speciale è stato rivolto agli abitanti della Polonia, con un ringraziamento per lo spirito di accoglienza dimostrato in queste settimane nei confronti dei profughi ucraini. Prima di procedere su via Ardeatina, la processione ha superato la basilica intitolata a San Sebastiano. All’altezza delle Fosse Ardeatine – dove alcuni abitanti della zona si sono uniti al pellegrinaggio uscendo di casa in piena notte mentre la luna, quasi pellegrina dall’alto, diffondeva il suo chiarore in un cielo limpido – le migliaia di fedeli hanno sostato per «ricordare il luogo di un eccidio e di tali barbarie che pensavamo impossibile potessero ripresentarsi mentre in questi giorni sentiamo purtroppo ancora parlare delle fosse comuni scavate in Ucraina per seppellire i morti», ha sottolineato il cardinale Enrico Feroci, invitando tutti alla preghiera. Sempre il titolare della diaconia della parrocchia di Santa Maria del Divino Amore ha ricordato ai presenti una devozione antica, propria dell’ultimo tratto del cammino che conduce alla meta. «Giunti all’ultimo dosso prima della strada in discesa che porta al santuario – ha detto Feroci – i pellegrini si fermavano e inginocchiandosi baciavano la terra per ringraziare la Madonna. Anche noi ci fermiamo qui per chiedere alla Madre di essere degni di vederla nel santuario a lei dedicato». Il porporato ha inoltre spiegato che gli antichi pellegrini «una volta giunti qui gridavano “Grazie, Madonna” e lo vogliamo fare anche noi perché abbiamo la certezza che Lei ascolterà la nostra richiesta».

Intorno alle 5.30, quando il cielo da scuro cominciava a farsi più chiaro perché il buio della notte lasciava spazio agli spiragli di luce arancione e viola dell’alba, i pellegrini hanno raggiunto la grotta naturale di tufo adiacente alla torre del primo miracolo. Qui il cardinale De Donatis ha celebrato la Messa conclusiva del pellegrinaggio – alla quale hanno preso parte in totale circa 10mila persone – ringraziando «tutti voi che avete partecipato e anche tutti coloro che hanno organizzato questa occasione che la Madonna ci ha offerto». Tra i concelebranti, oltre al cardinale Feroci, i vescovi ausiliari Benoni Ambarus, Dario Gervasi, Paolo Ricciardi e monsignor Pierangelo Pedretti, segretario generale del Vicariato.

Nella sua omelia il vicario del Papa ha sottolineato come «è più difficile credere nella luce nei momenti difficili», quelli pieni di domande «come quelle che ci facciamo al giorno d’oggi quando dopo la pandemia ci ritroviamo a vedere le immagini di una guerra sanguinosa». Tuttavia «in questa notte di pellegrinaggio, così come nella notte della nostra vita, Dio c’è e c’è stato, non ci ha abbandonato – ha detto ancora il cardinale -, anzi, ci ha osservato, ci ha ascoltato e ha camminato con noi», perciò «in questa vigilia di primavera ci rivolgiamo alla Madre con speranza perché interceda presso il Figlio, con cuore di figli, come abbiamo fatto per tutta questa notte».

21 marzo 2022

Le stationes quaresimali della settimana

Con la Quaresima si rinnova la tradizione delle stationes quaresimali: nelle chiese del centro storico che ospitano le reliquie dei martiri i fedeli romani si recano a pregare; qui viene celebrata la Messa, preceduta da una processione durante la quale vengono cantate le litanie dei santi. Oggi, terza domenica di Quaresima, 20 marzo, la statio è prevista a San Lorenzo fuori le Mura alle ore 18.30. Domani invece l’appuntamento è alle ore 19 nella chiesa di San Marco al Campidoglio, mentre martedì a Santa Pudenziana al Viminale alle ore 17. Mercoledì, sempre alle ore 17, i fedeli potranno fermarsi nella chiesa dei Santi Nereo e Achilleo a piazzale Numa Pompilio, alle ore 17; il giorno seguente, giovedì 24, alle ore 18, ai Santi Cosma e Damiano in via Sacra; mentre venerdì 25, alle 18.30, a San Lorenzo in Lucina. Ancora, sabato 26 si prega a San Camillo de Lellis in via Sallustiana alle ore 18, mentre domenica 27, quarta di Quaresima, a Santa Croce in Gerusalemme alle ore 11.30.

20 marzo 2022

E’ entrata nella luce della Resurrezione Anna Maria, la madre di padre Partini

Il Cardinale Vicario Angelo De Donatis,
il Consiglio Episcopale e il Presbiterio della Diocesi di Roma,

sono vicini al dolore di Padre Alessandro Partini, O.F.M.
Parroco della Parrocchia San Francesco d’Assisi a Ripa Grande,
per la morte della sua cara mamma

Anna Maria
di anni 97

e, assicurando preghiere di suffragio, invocano Dio Padre,
ricco di misericordia, perché conceda ad Anna Maria
il premio della vita eterna e dia conforto ai suoi familiari.

I funerali si svolgeranno oggi, venerdì 18 marzo 2022, alle ore 15.00,
presso la Parrocchia Sacro Cuore Immacolato di Maria ai Parioli
(Via del Sacro Cuore di Maria, 5)

18 marzo 2022

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Partecipa al Consiglio Episcopale Permanente della Conferenza episcopale italiana

Partecipa al Consiglio Episcopale Permanente della Conferenza episcopale italiana

Celebra la Messa nella parrocchia di Gesù Buon Pastore in occasione della visita pastorale

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Al Santuario della Madonna del Divino Amore celebra la Messa a conclusione del pellegrinaggio notturno per la pace

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Dalla basilica di San Giovanni in Laterano presiede il pellegrinaggio notturno per la pace al Santuario della Madonna del Divino Amore

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Nella basilica di San Giovanni in Laterano presiede la Messa organizzata dal Charis in occasione del Giubileo d’Oro del Rinnovamento Carismatico Cattolico in Italia

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Nella Casa del Clero San Giuseppe incontra i parroci emeriti del clero per il cammino sinodale e la celebrazione della Messa

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