12 Giugno 2026

Cardinale Reina: «Trasformare la domanda di aiuto in una proposta di fede»

«Dobbiamo sempre di più rafforzare i vincoli di comunione tra di noi». È questo uno dei messaggi che il cardinale vicario Baldo Reina ha consegnato agli oltre 120 animatori delle équipe di Prefettura e di Settore della Caritas diocesana di Roma, riuniti lo scorso 9 giugno nella Sala Conferenze del Seminario Romano Maggiore per l’incontro di fine anno pastorale.

Presenti i rappresentanti delle Caritas parrocchiali e dei 247 Centri di Ascolto in rete sul territorio della diocesi. L’incontro si è aperto con un momento di preghiera guidato da don Aldo Buonaiuto, vicedirettore della Caritas di Roma, ed è stato introdotto dal direttore Giustino Trincia. Successivamente i coordinatori dei cinque Settori pastorali hanno illustrato attività, progetti e sfide affrontate nell’ultimo anno, offrendo una fotografia dell’impegno quotidiano delle comunità parrocchiali accanto alle persone più fragili.

Nel suo intervento conclusivo il cardinale Reina ha voluto anzitutto esprimere gratitudine per il lavoro svolto: «Dietro quel racconto di pochi minuti c’era un mondo, il vostro mondo, la vostra vita. C’era la fatica, il sudore, qualche lacrima, qualche incomprensione. Tantissima gratitudine, proprio immensa, infinita».

Partendo dal dialogo evangelico tra Gesù e la Samaritana, proposto agli animatori Caritas all’inizio dell’anno pastorale, il cardinale ha richiamato una delle riflessioni maturate nel Cammino sinodale della Chiesa italiana. «Quanto è importante passare da un bisogno naturale, da un bisogno materiale, quello dell’acqua, a qualcosa di più, al bisogno di Dio», ha affermato. Una prospettiva che interpella direttamente anche l’azione caritativa della Chiesa. Reina ha ricordato come il documento conclusivo del percorso sinodale evidenzi una «frattura molto netta tra la fede professa, la fede celebrata e la vita concreta» e ha indicato una delle piste su cui lavorare nei prossimi anni: «Coniugare l’aspetto caritativo delle nostre Chiese con la proposta di fede».

Secondo il cardinale, la rete della Caritas rappresenta una forza straordinaria capace di offrire risposte concrete ai bisogni delle persone. Tuttavia, ha osservato, «tutto questo ben di Dio che noi riusciamo a produrre nelle nostre Caritas parrocchiali e diocesane non sempre riesce ad avere un effetto positivo nella vita di fede».

Da qui la domanda centrale: «Come fare a trasformare questa domanda di cose legittime, che qualche volta diventano grida di dolore, in una proposta di fede?». «Non siamo degli assistenti sociali, non siamo degli operatori in orizzontale – ha spiegato – ma siamo qui perché animati da una profonda fede». Per questo, ha aggiunto, l’obiettivo non può essere soltanto quello di moltiplicare servizi e progetti, ma interrogarsi continuamente su «quale proposta di fede arriva alle persone che incontro».

Richiamando alcune esperienze già avviate dalla Caritas romana, il cardinale ha indicato come modello il passaggio «da una mensa per i poveri a una mensa con i poveri», dove la relazione personale diventa parte integrante dell’aiuto. «Abbiamo il dovere, attraverso le nostre azioni, di far trasparire qualcosa di altro che è Cristo», ha affermato, sottolineando che la testimonianza cristiana non consiste nell’imporre la fede, ma nel renderla visibile attraverso la prossimità e l’incontro.

Particolarmente significativo anche il riferimento ai giovani. «Gli stessi ragazzi che non hanno più interesse a continuare dopo la Cresima, se gli chiedete di fare una raccolta alimentare davanti ai supermercati corrono a flotte», ha osservato. La sfida, allora, è mostrare che il servizio ai poveri e l’annuncio del Vangelo conducono allo stesso incontro con Cristo: «Questo è il collegamento che dobbiamo creare».

In conclusione il vicario ha invitato tutti gli animatori ad accogliere questa prospettiva come una nuova tappa di crescita per la Chiesa di Roma: «Facciamo tutte queste cose perché abbiamo un tale amore per il Signore, anzi ci sentiamo amati dal Signore a tal punto che non possiamo stare con le mani in mano».

Al termine dell’incontro, insieme a Giustino Trincia e a don Aldo Buonaiuto, il cardinale Reina ha consegnato a ciascun partecipante una copia dell’enciclica Magnifica humanitas di Papa Leone XIV, affidando agli animatori Caritas il compito di continuare a costruire comunità capaci di coniugare accoglienza, servizio e annuncio del Vangelo.

10 giugno 2026

A Santa Maria ai Monti incontro su Giaquinta

Lunedì 15 giugno, presso la parrocchia Santa Maria ai Monti, si concluderà l’iniziativa “In cammino con i santi”, un itinerario spirituale in compagnia dei testimoni di santità di ieri e di oggi, proposto dal Movimento Pro Sanctitate.

Il percorso si è tenuto da dicembre a maggio e, come sottolineano i promotori, ha avuto l’obiettivo di «diffondere una conoscenza più profonda di cosa è la santità e di cosa significa che tutti siamo chiamati a vivere questa vocazione, ciascuno nella propria condizione di vita». Gli incontri, aperti a tutti, hanno permesso «di conoscere persone, vicine a noi nel tempo o più lontane – spiegano ancora dal Movimento Pro Sanctitate -, che hanno vissuto questa vocazione non per cercare in loro dei modelli da imitare, ma per scoprire cosa il Signore suggerisce a noi oggi, nella nostra vita, per intraprendere e percorrere con fiducia e determinazione, il cammino di ogni cristiano, chiamato alla pienezza dell’amore».

L’ultimo appuntamento, in programma lunedì, sarà dedicato al Servo di Dio Guglielmo Giaquinta, fondatore del Movimento Pro Sanctitate, proprio nel giorno dell’anniversario della sua nascita al Cielo avvenuta nel 1994. L’appuntamento prevede la celebrazione eucaristica alle ore 19, al termine della quale si terrà una breve preghiera sulla tomba del Servo di Dio. Subito dopo, avrà luogo un incontro sul tema “Lasciare in tutti una traccia di Dio”, nel quale sarà presentato il carisma di Guglielmo Giaquinta, apostolo della vocazione universale alla santità.

10 giugno 2026

Le assemblee nei settori della diocesi

Si terranno domani, giovedì 11 giugno le assemblee nei diversi settori della diocesi di Roma. Saranno l’occasione per condividere quanto emerso durante la due giorni di Ariccia di inizio mese e lavorare insieme per il nuovo programma pastorale.

Nello specifico, sono previste le seguenti assemblee:

Settore Centro: a Santa Croce in Gerusalemme, dalle 18 alle 20, con il vescovo Renato Tarantelli Baccari
Settore Sud: a San Tommaso Apostolo, alle 19, con il vescovo Andrea Carlevale
Settore Nord: a Santa Maria della Speranza, alle ore 19, con il vescovo Marco Valenti
Settore Est: a San Giovanni Bosco, alle ore 19, con il vescovo Alessandro Zenobbi
Settore Ovest: a San Giuseppe al Trionfale, alle ore 19, con il vescovo Stefano Sparapani

10 giugno 2026

Dieci ore per gli altri a Ostia

Un’iniziativa all’insegna della solidarietà è quella proposta dall’Associazione culturale no-profit Clemente Riva di Ostia per venerdì 12 giugno. Le “10 ore per gli altri”, titolo dell’evento, sono quelle tra le 9.30 e le 19.30, durante le quali, ad orario continuato, “Piccoli Mondi di carta”, la libreria-sede dell’associazione, ospiterà una raccolta alimentare. I prodotti donati, preferibilmente beni non deperibili come olio, zucchero e sale, pasta e riso, tonno, pelati e biscotti, saranno poi destinati alla Caritas parrocchiale di Santa Monica, ad Ostia Lido.

Durante la giornata, sarà possibile visitare la mostra su Roma del fotografo Cristiano Lollobrigida, mentre alle 18 la guida turistica Francesca Faiella terrà un incontro, corredato da proiezioni, su “La Roma che non ti aspetti”. Appuntamento in viale Ammiraglio del Bono 46, Lido di Ostia.

10 giugno 2026

Giornata mondiale del rifugiato, le iniziative della Caritas

Foto Gennari

Si celebra il 20 giugno la Giornata mondiale del rifugiato, appuntamento annuale voluto dalle Nazioni Unite per riconoscere la forza, il coraggio e la determinazione di chi è costretto ad abbandonare la propria casa a causa di guerre, violenza, persecuzioni e violazioni dei diritti umani. Quest’anno la ricorrenza coincide con il 75° anniversario della Convenzione di Ginevra del 1951, pilastro del diritto internazionale dei rifugiati, nata per garantire che chi è costretto a fuggire non venga lasciato senza protezione.

Per l’occasione, la Caritas diocesana di Roma promuove un calendario di iniziative dedicate all’accoglienza e all’inclusione dei rifugiati. Quattro appuntamenti nel mese di giugno offriranno occasioni di incontro, formazione e condivisione, coinvolgendo operatori, volontari, rifugiati, studenti e cittadini.

Anzitutto, da giugno è attivo il progetto REACH – Refugee Adults & Children, realizzato presso il Centro di Ascolto per Migranti e Rifugiati di via delle Zoccolette 19. Il progetto, finanziato attraverso i fondi dell’8×mille Irpef dello Stato italiano destinati all’assistenza dei rifugiati, accompagnerà 70 rifugiati e richiedenti asilo particolarmente vulnerabili in percorsi di inclusione sociale e autonomia abitativa, favorendo l’accesso ai servizi e il rafforzamento delle competenze necessarie per una piena integrazione nel territorio.

Il programma proseguirà mercoledì 16 alle 14.30 alla Cittadella della Carità, nell’Aula di Formazione Ngo Dinh Le Quyen, con un incontro rivolto a operatori e volontari sul tema “Il nuovo Patto europeo su Migrazione e Asilo”. L’appuntamento offrirà un approfondimento sulle recenti politiche europee in materia migratoria e sarà arricchito dalle testimonianze dirette di persone rifugiate.

Sabato 20 giugno, giorno della ricorrenza internazionale, alle ore 18 il Centro di accoglienza SAI Ferrhotel (via del Mandrione, 291) ospiterà l’evento conclusivo del progetto “Giardino condiviso. La cura dello spazio comune per relazioni generative”, realizzato insieme agli studenti dell’Università Lumsa. L’iniziativa valorizzerà il lavoro svolto dagli ospiti della struttura e dagli universitari nella riqualificazione degli spazi comuni, mettendo al centro il tema della partecipazione e della costruzione di relazioni significative.

Le celebrazioni si concluderanno venerdì 26 giugno alle ore 11 presso il Centro SAI Santa Bakhita di Acilia (via Case Basse, 48-52), con l’inaugurazione degli spazi rinnovati dedicati all’accoglienza di donne rifugiate con bambini. Un intervento che consentirà di migliorare la qualità dell’ospitalità e dei percorsi di accompagnamento offerti alle famiglie più fragili.

10 giugno 2026

Udienze libere dedicate ai presbiteri

Udienze libere dedicate ai presbiteri

La preghiera per gli studenti in vista degli esami

Lasciare a casa i libri e prendere in mano la corona del Rosario. Pregare per gli esami, per la maturità e per quelli universitari. Succederà venerdì 12 giugno, dalle ore 19.30, al Santuario della Vergine della Rivelazione Madre della Chiesa (via Laurentina, 400), dove si terrà, per la prima volta, una serata di preghiera per studenti e maturandi, chiamata “Alla scuola di Maria”.

«Ci ispiriamo sempre alla Vergine della Divina Rivelazione che si presenta con un libro tra le mani – spiega suor Rebecca Nazzaro, madre superiora della comunità religiosa –, quindi ci teniamo che i ragazzi si affidino a Maria anche in questo momento particolare della loro vita». È la prima volta che si organizza una preghiera di questo tipo «e speriamo che possa diventare una tradizione – è l’auspicio della religiosa, che è anche direttrice dell’Ufficio diocesano per la pastorale del pellegrinaggio – Orp –, proprio nel giorno del Sacro Cuore di Gesù».

Il programma della serata prevede una breve introduzione, che sarà curata da don Gabriele Vecchione, cappellano della Sapienza. Quindi la preghiera e la recita del Rosario. I giovani partecipanti potranno scrivere su dei fogli le proprie intenzioni di preghiera, che saranno poi raccolte e consegnate ai piedi della Madonna. Diversi sacerdoti saranno disponibili per le confessioni.

9 giugno 2026

Incontro di formazione al volontariato diocesano

Incontro di formazione al volontariato diocesano nella Sala Conferenze del Pontificio Seminario Maggiore

Incontro formazione volontariato diocesano

Incontro formazione volontariato diocesano (Uff. Pastorale Familiare)

Udienze in Seminario

Udienze in Seminario

Al via la prima edizione della Via Gasparis con 150 pellegrini

Il prossimo 12 giugno avrà luogo la prima edizione della Via Gasparis, un pellegrinaggio notturno di circa 15 km attraverso le meraviglie del centro di Roma, le cui tappe fondamentali saranno i luoghi più significativi per la vita di san Gaspare del Bufalo, fondatore della Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue. Il ritrovo è previsto alle ore 20.30 in piazza di Santa Maria Maggiore. All’iniziativa prenderanno parte circa 150 pellegrini tra giovani e adulti.

«Partendo da Santa Maria Maggiore – condivide don Nicola Antonio Perone, missionario del Preziosissimo Sangue e guida per la parte storico-artistica – si raggiungeranno San Pietro in Vincoli, i Fori Imperiali, il carcere Mamertino, le basiliche di San Marco e di San Nicola in Carcere, la chiesa del Gesù, il Pantheon, San Pietro e San Giuseppe a Capo le Case, sino a concludere il tragitto presso la chiesetta di Santa Maria in Trivio, luogo di sepoltura del santo romano. Sarà l’opportunità per entrare nella storia della città eterna, guardare con occhi nuovi e toccare con mano luoghi e monumenti che attraverso i secoli sono stati testimoni della fede e della devozione di innumerevoli cristiani e di tantissimi santi».

«Al contempo però – evidenzia il seminarista Antonio Morgillo, che guiderà i pellegrini nella parte spirituale – il pellegrinaggio non vuol essere solo una suggestiva passeggiata culturale, ma consiste in un cammino spirituale finalizzato alla contemplazione della vita di Cristo e del suo riflettersi nella vicenda umana e spirituale di san Gaspare. Ripercorreremo le sette effusioni del Sangue di Cristo attraverso la preghiera della Coroncina al Preziosissimo Sangue, mettendoci in cammino con il Signore Gesù e ripercorrendo i passi di Cristo così come testimoniato da san Gaspare durante tutta la sua vita. Attraverso il pellegrinaggio rivivremo l’esperienza umana e spirituale di san Gaspare del Bufalo, lasciando che siano i luoghi della sua Roma a parlarci, a raccontarci non solo della sua storia, ma soprattutto della sua esistenza vissuta alla sequela di Cristo, tanto da poter arrivare a dire, come l’apostolo Paolo, “non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me”».

«Sull’esempio di san Gaspare e con l’aiuto dello Spirito Santo – concludono entrambe le guide – ciascuno di noi può giungere a far sue queste parole, e il fine di questo cammino è proprio quello di riscoprire lo slancio e l’entusiasmo di un discepolato vivo, alla scuola del Figlio di Dio fatto uomo, che continua a rendersi presente nella storia attraverso la testimonianza dei santi».

9 giugno 2026

Pontificia Università Lateranense: convegno sull’Enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV

Pontificia Università Lateranense: convegno sull’Enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV

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