Al via la prima edizione della Via Gasparis con 150 pellegrini

Il prossimo 12 giugno avrà luogo la prima edizione della Via Gasparis, un pellegrinaggio notturno di circa 15 km attraverso le meraviglie del centro di Roma, le cui tappe fondamentali saranno i luoghi più significativi per la vita di san Gaspare del Bufalo, fondatore della Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue. Il ritrovo è previsto alle ore 20.30 in piazza di Santa Maria Maggiore. All’iniziativa prenderanno parte circa 150 pellegrini tra giovani e adulti.

«Partendo da Santa Maria Maggiore – condivide don Nicola Antonio Perone, missionario del Preziosissimo Sangue e guida per la parte storico-artistica – si raggiungeranno San Pietro in Vincoli, i Fori Imperiali, il carcere Mamertino, le basiliche di San Marco e di San Nicola in Carcere, la chiesa del Gesù, il Pantheon, San Pietro e San Giuseppe a Capo le Case, sino a concludere il tragitto presso la chiesetta di Santa Maria in Trivio, luogo di sepoltura del santo romano. Sarà l’opportunità per entrare nella storia della città eterna, guardare con occhi nuovi e toccare con mano luoghi e monumenti che attraverso i secoli sono stati testimoni della fede e della devozione di innumerevoli cristiani e di tantissimi santi».

«Al contempo però – evidenzia il seminarista Antonio Morgillo, che guiderà i pellegrini nella parte spirituale – il pellegrinaggio non vuol essere solo una suggestiva passeggiata culturale, ma consiste in un cammino spirituale finalizzato alla contemplazione della vita di Cristo e del suo riflettersi nella vicenda umana e spirituale di san Gaspare. Ripercorreremo le sette effusioni del Sangue di Cristo attraverso la preghiera della Coroncina al Preziosissimo Sangue, mettendoci in cammino con il Signore Gesù e ripercorrendo i passi di Cristo così come testimoniato da san Gaspare durante tutta la sua vita. Attraverso il pellegrinaggio rivivremo l’esperienza umana e spirituale di san Gaspare del Bufalo, lasciando che siano i luoghi della sua Roma a parlarci, a raccontarci non solo della sua storia, ma soprattutto della sua esistenza vissuta alla sequela di Cristo, tanto da poter arrivare a dire, come l’apostolo Paolo, “non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me”».

«Sull’esempio di san Gaspare e con l’aiuto dello Spirito Santo – concludono entrambe le guide – ciascuno di noi può giungere a far sue queste parole, e il fine di questo cammino è proprio quello di riscoprire lo slancio e l’entusiasmo di un discepolato vivo, alla scuola del Figlio di Dio fatto uomo, che continua a rendersi presente nella storia attraverso la testimonianza dei santi».

9 giugno 2026