26 Aprile 2026

Avvio degli incontri di spiritualità familiare nei settori

Avvio degli incontri di spiritualità familiare nei settori, a cura del Centro per la pastorale familiare.

Avvio corso per i nuovi Volontari Caritas – II edizione (Uff. Caritas)

Avvio corso per i nuovi Volontari Caritas – II edizione (Uff. Caritas)

Avvento, pregare in famiglia con il momento della luce

Un momento di preghiera familiare della durata di mezz’ora al massimo, con una condivisione, la lettura di un breve testo, una semplice preghiera. Ecco, in sintesi, il “momento della luce”, proposta dell’Ufficio catechistico diocesano per i tempi forti dell’anno liturgico, come l’Avvento. Anche il cardinale vicario Angelo De Donatis, nella sua lettera sull’Avvento, ha invitato a riscoprire queste occasioni di preghiera domestica.

«Vi presentiamo uno schema di catechesi che chiamiamo momento della luce, da vivere in famiglia nelle prossime settimane – scrivono dall’Ufficio diocesano –. Non vi spaventate dalla parola, non dovete fare i catechisti nel senso di spiegare cose particolari. Si tratta invece di vivere con i vostri figli un momento di condivisione in cui provate insieme ad ascoltarvi l’un l’altro e ad ascoltare il Signore».

Importanti anche dei segni concreti per accompagnare il momento della luce. Prepa-rare e accendere una candela, che sarà utilizzata soltanto per queste occasioni. Sce-gliere un luogo della casa in cui sia possibile stare seduti in cerchio e guardarsi negli occhi. Spegnere le fonti di distrazione come il telefonino. Inserire magari un segno della fede, come un crocifisso, un’icona, una Bibbia.

Per prepararsi a vivere il momento della luce, è disponibile anche un video sul cana-le YouTube dell’Ufficio catechistico: https://youtu.be/_Js5rW5TVW4.

Momento della luce: lettera ai genitori
Momento della luce: testi, domande e traccia
Momento della luce: schema

22 novembre 2022

Avvento, lettera ai parroci del cardinale Reina: «Diamo segno concreto per parlare alle coscienze»

Pubblichiamo di seguito la lettera del cardinale vicario Baldo Reina inviata ai parroci nel tempo di Avvento dove invita ogni comunità a mettere a disposizione uno spazio, anche piccolo, per accogliere una o più persone senza dimora durante i mesi più freddi. Un appello forte, nato davanti ai numeri crescenti della povertà in strada e alla necessità di superare la rassegnazione diffusa. La Caritas diocesana accompagnerà le parrocchie nella scelta e nella gestione delle accoglienze, mentre dal 10 dicembre sarà attivato un nuovo spazio notturno straordinario presso Villa Glori con 24 posti per uomini in grave precarietà:
Carissimi,
nel tempo di Avvento il richiamo è alla vigilanza e all’attesa del Signore che viene, restando calati nella realtà che ci circonda. Tra i segni che interrogano la nostra coscienza, quello che ogni anno si ripropone soprattutto nei mesi invernali delle tante persone che vivono per strada, costrette ad arrangiarsi nella più assoluta precarietà. Sono persone tutt’altro che invisibili che a volte troviamo accanto alle nostre chiese, alle quali le nostre Comunità rivolgono spesso la loro cura.
Nonostante gli sforzi compiuti dal Comune di Roma – che negli ultimi anni ha aumentato i posti di accoglienza, passati dai 719 nel 2021 agli attuali 2.500 e attivato nuove strutture, come le 4 tensostrutture con 254 posti letto e nuovi servizi, come le unità di strada notturne e diurne – l’offerta della primissima accoglienza resta ancora lontana dal rispondere a un bisogno enorme. Roma conta migliaia di persone senza dimora (se ne stimano almeno 10.000), e nelle notti più fredde molte di loro continuano a cercare riparo come possono.
Purtroppo, nella nostra città sembra essersi diffusa una sorta di assuefazione: ci si abitua a vedere la povertà “all’aperto”, se ne parla solo nei momenti di emergenza, e spesso ci si convince che poco possa cambiare. C’è troppa rassegnazione rispetto alla possibilità dei singoli, delle comunità e delle stesse istituzioni pubbliche, di fare quanto necessario.
È importante allora dare un segno per parlare alle coscienze (sapendo che da soli non possiamo risolvere il problema), affinché altri possano vedere e porsi il problema e maturare il coraggio di osare, perché a Roma gli spazi di primissima accoglienza per chi vive per strada vanno aumentati di molto. Per riuscirvi occorre valutare con il senso dell’urgenza e la necessaria creatività i luoghi e gli spazi privati, pubblici e no, disponibili e non utilizzati nei diversi ambienti.
Per questo vi chiedo di valutare, nei vostri Consigli pastorali, la possibilità di mettere a disposizione uno spazio – anche limitato, per ospitare una o più persone senza dimora nei mesi più freddi.
La nostra Caritas diocesana vi accompagnerà ad individuare le persone da accogliere (tenendo presente che per quelle con problematiche complesse occorrono accortezze e competenze specifiche), garantendovi anche il necessario supporto nell’accoglienza. Potete contattarla allo  06 69886120 o al 3358028700, oppure scrivendo un’e-mail a direzione@caritasroma.it.
Come diocesi, attraverso la Caritas, attiveremo inoltre dal 10 dicembre 2025 uno spazio di accoglienza notturna straordinario presso il Polo della carità di Villa Glori, con 24 posti letto per uomini in grave precarietà, sostenuti dall’impegno di operatori sociali e volontari.
Desidero infine invitarvi ad accompagnare questo cammino con la preghiera: il rosario, l’adorazione eucaristica diurna e notturna e celebrazioni eucaristiche dedicate. Senza la preghiera, la carità perde forza; con la preghiera diventa luce per tutta la comunità.
In attesa di vostre risposte, vi saluto fraternamente, uniti nell’attesa del Signore che viene.
+Card. Baldo Reina 
Vicario generale del Santo Padre per la Diocesi di Roma

Avvento di carità (Caritas)

Avvento di carità (Caritas).

Aver cura della bellezza, corso all’Ecclesia Mater

«La bellezza è un luogo di un sentire comune, nel quale si percepiscono vicini tutti quegli uomini e donne che, pur non riconoscendosi appartenenti ad alcuna tradizione religiosa, si sentono, tuttavia, in ricerca della verità, della bontà e della bellezza. Essa fa parte di quei preziosi alleati per un autentico impegno a difesa della dignità dell’uomo, per la costruzione di una convivenza pacifica tra i popoli e per la cura del Creato». Parte da quest’affermazione di Papa Francesco il Corso di alta formazione “Aver cura della bellezza”, promosso dall’Istituto superiore di scienze religiose Ecclesia Mater.

Al via dal 20 febbraio con una lectio magistralis di Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani, il percorso formativo è pensato per tutte le figure professionali che operano nei settori culturali ed educativi della società per la valorizzazione del Patrimonio culturale e delle arti, «settori in cui emerge da tempo – spiegano dall’Ecclesia Mater – l’urgenza di trasferire, attraverso la bellezza, i valori condivisi di convivenza e di integrazione».

Le lezioni saranno in modalità mista, in orario pomeridiano per permettere una maggiore partecipazione degli studenti. Alcuni moduli didattici potranno essere frequentati singolarmente per l’aggiornamento professionale, secondo specifiche esigenze delle istituzioni o dell’utente. Sei i moduli didattici previsti: Storia della Chiesa di Roma e del giubileo; Geografia culturale; Riferimenti antropologico-teologici nella storia dell’arte; Estetica/Estetica teologica; Management dei beni culturali e Legislazione; Comunicazione e valorizzazione del patrimonio.

Per ulteriori informazioni e iscrizioni: 06.69886298; formazione.ecclesiamater@diocesidiroma.it.

23 gennaio 2024

Aula Paolo VI – Assemblea Sinodale della Cei

Aula Paolo VI – Assemblea Sinodale della Cei

Aula Paolo VI – Assemblea Sinodale della Cei

Aula Paolo VI – Assemblea Sinodale della Cei

Aula Paolo VI – Assemblea Sinodale della Cei

Aula Paolo VI – Assemblea Sinodale della Cei

Aula Paolo VI – Assemblea Sinodale della Cei

Aula Paolo VI – Assemblea Sinodale della Cei

Auguri per il Santo Natale alla Diocesi di Roma del cardinale vicario Angelo De Donatis

“Il nostro Salvatore, carissimi, oggi è nato: rallegriamoci! Non c’è spazio per la tristezza nel giorno in cui nasce la vita, una vita che distrugge la paura della morte e dona la gioia della promessa eterna”.

Vorrei condividere con voi lettori alcune riflessioni a partire da queste parole tratte dal Discorso per il Natale pronunciate da San Leone Magno (Vescovo di Roma dal 440 al 461) che ben illuminano il mistero della fede che celebriamo in questa festività. Oggi il Figlio di Dio si è fatto carne, l’Eterno è entrato nel tempo e ha assunto la natura umana, si è fatto uomo come ognuno di noi. “Oggi”, l’avverbio preferito da Dio che la liturgia ripete più volte in questa solennità, sta a indicare che il Signore vive e agisce nel presente, non come noi che viviamo difficilmente appieno il momento presente, spesso ancorati al passato o troppo protesi verso il futuro.

“Oggi” non ci sia posto nei nostri cuori per la tristezza, per la nostalgia e per la malinconia, sentimenti contrastanti che affiorano in questi giorni e che rischiano di contristare la gioia del Natale. Di cosa poter gioire in questi tempi? Non mancano certo le sofferenze, il male, le ingiustizie e i disagi; non si tratta di chiudere gli occhi sulla realtà ma di assumere un nuovo sguardo su di essa, quello della fede che apre la porta alla speranza e alimenta gesti concreti di carità.
Tanti uomini e donne nella nostra città di Roma, come ha sottolineato il Santo Padre nella preghiera rivolta all’Immacolata durante l’atto di venerazione a piazza di Spagna lo scorso 8 dicembre, nonostante le difficoltà vivono testimoniando una speranza viva e un grande coraggio nella vita di tutti i giorni: “Penso anche a una grazia ordinaria che fai alla gente che vive a Roma: quella di affrontare con pazienza i disagi della vita quotidiana. Ma per questo ti chiediamo la forza di non rassegnarci, anzi, di fare ogni giorno ciascuno la propria parte per migliorare le cose, perché la cura di ognuno renda Roma più bella e vivibile per tutti; perché il dovere ben fatto da ognuno assicuri i diritti di tutti”.

Girando per i quartieri di Roma nelle visite alle comunità parrocchiali e incontrando tante persone e realtà presenti sul territorio, spesso il mio pensiero va con ammirazione e gratitudine a tutti quegli uomini e donne di buona volontà che ogni giorno nella nostra città, senza essere sotto i riflettori dei mezzi di comunicazione, non cedono alle tentazioni della rassegnazione, dell’indignazione e dell’indifferenza, ma costruiscono il bene e giorno dopo giorno, nella semplicità della loro vita quotidiana familiare, lavorativa e sociale, contribuiscono fattivamente al bene comune.

Allora cosa significa per noi “oggi” celebrare il Natale? Non vogliamo soltanto festeggiare il compleanno di Gesù, ma vivere la nostra rinascita in Cristo e accogliere la grazia di una vita nuova nella riconciliazione e nell’amore. In questi giorni abbiamo ricevuto e offerto tanti regali, non dimentichiamo l’origine della tradizione dello scambio dei doni natalizi, purtroppo non esente da una certa tentazione consumistica, che risale al Dono di Cristo che Dio stesso ha fatto all’umanità. Avendo accolto il segno dell’amore e della misericordia divina nel bimbo di Betlemme, con la stessa logica di gratuità, vogliamo donare e comunicare amore alle persone che ci circondano.

Riflettiamo sul regalo che Dio ha voluto offrici, non abbiamo timore di accertarlo e se lo permettiamo, Egli entrerà nella nostra esistenza, lo farà in punta di piedi, senza imporsi, infatti arriva a noi come un neonato povero, non accolto e indifeso che chiede solo di essere amato. Nel vivere l’amore disinteressato e l’accoglienza verso il prossimo, cifra del mistero cristiano del Natale, saremo inondati da una profonda gioia interiore, quella che sgorga dal cuore e che non possiamo procuraci da soli, perché la letizia è il frutto della presenza dell’amore gratuito di Dio in noi e che a sua volta possiamo comunicare agli altri.

Auguro a tutti voi lettori e ai romani miei prediletti nel Signore, di credere in questo amore senza misura e di accogliere la gioia che la nascita del Figlio di Dio porta nelle nostre vite, custodendo la Speranza anche nelle avversità e nei dolori della vita, perché Dio è un Padre buono che provvede sempre nella storia dei suoi figli.

Angelo card. De Donatis
Vicario generale della Diocesi di Roma

Il Messaggero” 25 dicembre 2018 https://www.ilmessaggero.it/vaticano/chiesa_romani_rassegnazione-4191424.html

Auguri per il Santo Natale

Presepe di Carlo Maratta, 1650, chiesa di San Giuseppe dei Falegnami, Roma (foto Diocesi di Roma)

“Poiché un bambino è nato per noi,
ci è stato dato un figlio” Isaia 9, 5

Accogliamo e mostriamo a tutti con gioia e con santa fierezza questo Figlio che ci è dato, questo Dio che è nato uomo per noi, per la salvezza di tutta l’umanità e lasciamoci invadere della sua presenza e della sua gioia.
I migliori auguri di un Santo e sereno Natale e di un 2024 pieni della Grazie di Dio.

Cardinale Angelo De Donatis

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