23 Giugno 2026

Alla Caritas un nuovo spazio per l’accoglienza dei più fragili

C’è un nuovo posto nel cuore di Roma per l’accoglienza delle persone fragili e per l’assistenza sociale, anche in vista del grande afflusso di persone previsto quest’anno per il Giubileo. Si trova in via Marsala 101, nei pressi della stazione Termini. Un locale di 155mq consegnato alla Caritas diocesana di Roma dal Gruppo FS, in seguito alla firma di un verbale tra RFI, GS Rail e Caritas.

La firma del verbale integra il nuovo locale nel contratto di comodato d’uso esistente di altre due strutture di proprietà Rete Ferroviaria Italiana attualmente utilizzate dalla Caritas diocesana per le attività di accoglienza e l’assistenza sociale: quelle dell’Ostello Caritas Don Luigi di Liegro, situato nella stazione di Roma Termini (via Marsala 109) e quelle del Ferrhotel in via del Mandrione 291.

«Quella tra Caritas e il Gruppo FS – ha detto il direttore della Caritas Giustino Trincia – è una collaborazione iniziata quarant’anni fa, con la grande nevicata del 1985. Da allora, una sistemazione di emergenza per i senza dimora che erano al freddo di è trasformata prima in un Ostello e una Mensa, poi sono nati un Poliambulatorio e un centro di accoglienza per rifugiati. L’occasione di oggi è anzitutto per esprimere il ringraziamento per questa partnership fondamentale e per continuare insieme a dimostrare che lavorare insieme è possibile».

«Il rapporto di oltre quarant’anni tra Ferrovie dello Stato e la Caritas è per noi un motivo di grande orgoglio», ha commentato a margine della visita l’amministratore delegato di FS Stefano Antonio Donnarumma. «Abbiamo voluto toccare con mano il grande ruolo che questa sinergia ha e l’importanza di questi locali dove vengono assistite migliaia di persone in difficoltà che non vengono lasciate per strada ma accolte e supportate».

31 gennaio 2025

Alla Cappella della Sapienza una serata su Gaza

Una serata per sostenere i sedici universitari che presto arriveranno da Gaza per studiare a Roma, grazie alle borse di studio della Sapienza, e che saranno accolti nelle residenze della diocesi. E, nello stesso tempo, un invito a non distogliere lo sguardo e a mantenere la memoria di quanto è accaduto e tuttora accade nella Striscia palestinese che si affaccia sul Mediterraneo. Nasce con questi obiettivi l’iniziativa “Guardati dal dimenticare Gaza”, che avrà luogo lunedì 4 maggio all’auditorium della Cappella della Sapienza Università di Roma, in piazzale Aldo Moro, con inizio alle 19.

Promossa dalla diocesi di Roma, la serata sarà aperta dallo spettacolo teatrale “Gaza. Prima del silenzio”, drammaturgia e regia di Francesco d’Alfonso, dell’Ufficio per la cultura del Vicariato di Roma, con estratti di “Sudari – Elegia per Gaza”, della giornalista e saggista Paola Caridi. L’interpretazione dell’opera, trasformata in monologo per l’occasione, sarà affidata alla voce di Beatrice Fazi. A seguire, alle 19.30, si approfondirà grazie un momento di riflessione e confronto. Dialogheranno Paolo Acanfora, docente di Storia contemporanea presso la Sapienza; Sebastiano Caputo, giornalista e scrittore, già reporter di guerra; don Gabriele Vecchione, cappellano della Sapienza

«Sarà una serata di beneficenza a sostegno dei sedici studenti provenienti dalla Striscia di Gaza che la diocesi di Roma si prepara ad accogliere nell’ambito dell’accordo siglato il 24 febbraio 2026 – ricorda don Vecchione –. L’evento prende avvio dalla convenzione sottoscritta tra l’Università romana, la diocesi e la Comunità di Sant’Egidio, alla presenza del cardinale vicario Baldo Reina, della rettrice Antonella Polimeni e del presidente della Comunità di Sant’Egidio Marco Impagliazzo». L’accordo, valido per tre anni, prevede «un’azione integrata – sottolinea ancora il sacerdote –: La Sapienza garantirà ai sedici studenti gazawi l’accesso ai corsi di laurea in qualità di borsisti, con la possibilità di usufruire dei servizi di counseling psicologico dell’Ateneo; la diocesi di Roma fornirà alloggio per tutta la durata della convenzione; la Comunità di Sant’Egidio supporterà i giovani nell’apprendimento della lingua italiana attraverso i propri corsi dedicati. I sedici destinatari del progetto sono studenti universitari la cui formazione è stata interrotta dalla guerra, o giovani di diciotto anni che non avevano ancora avuto la possibilità di iscriversi a un corso di laurea». La loro accoglienza comporta costi concreti legati alla vita quotidiana che la serata del 4 maggio intende contribuire a sostenere attraverso la raccolta di offerte libere.

«”Gaza. Prima del silenzio” è una drammaturgia che racconta in modo struggente il dolore, la distruzione e la resistenza della popolazione di Gaza – spiega l’autore Francesco d’Alfonso –. Attraverso la poesia e la musica di autori palestinesi, ma anche attraverso la cronaca internazionale e alcuni estratti del libro “Sudari” di Paola Caridi, i nomi e i volti delle vittime, i loro sudari bianchi e i numeri della tragedia diventano simboli di memoria e responsabilità collettiva. Un invito a guardare, ascoltare e testimoniare: tra silenzi e sospiri, tra perdita e speranza, la parola si fa strumento per fermare la strage e ricordare ciò che il mondo rischia di dimenticare».

28 aprile 2026

Alla Camera, partecipa alla conferenza per il 75° anniversario del Consiglio d’Europa e della Nato

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Alla Camera dei Deputati partecipa all’incontro sulla povertà sanitaria

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Alla Badia Primaziale Sant’Anselmo celebra la Messa in occasione della solennità del Transito di san Benedetto

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Alla “Festa della pace” la premiazione del contest fotografico Caritas

Photo by Adrian Dascal on Unsplash

Si svolgerà il 9 settembre 2022, alle ore 17.30, la “Festa della pace. Sguardi sul territorio e sul mondo” promossa dal Centro di Aggregazione Giovanile di Via Venafro 26.

Sarà un’occasione di festa e d’incontro, in cui poter partecipare a laboratori artistici, vedere e votare le foto in gara nel contest fotografico “Vi racconto il mio quartiere” (alle 19.30 ci sarà la premiazione ufficiale), ascoltare musica e condividere un rinfresco in allegria.

26 agosto 2022

All’Università La Sapienza, benedizione di alcuni locali e presentazione dei cappellani

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All’ospedale San Giovanni dell’Addolorata celebra la messa in occasione del 200° anniversario della presenza delle Suore Ospedaliere della Misericordia

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All’Istituto Penale Maschile e Femminile per Minorenni Casal del Marmo partecipa all’inaugurazione di Pastificio Futuro

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All’Istituto Patristico Augustinianum partecipa alla presentazione del libro di Paola Bignardi “Rallegrata da Dio. Madre Alessandra Macajone monaca agostiniana”

All’Istituto Patristico Augustinianum partecipa alla presentazione del libro di Paola Bignardi “Rallegrata da Dio. Madre Alessandra Macajone monaca agostiniana”.

All’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani partecipa agli auguri in occasione del Natale

All’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani partecipa agli auguri in occasione del Natale.

All’insegna della fraternità il pellegrinaggio diocesano in Albania

Il cardinale De Donatis e l'arcivescovo Dodaj guidano il gruppo a Tirana (foto diocesidiroma)

È iniziato ieri (martedì 11 aprile) il pellegrinaggio diocesano in Albania, guidato dal cardinale vicario Angelo De Donatis e organizzato dall’Opera Romana Pellegrinaggi. Il gruppo è formato da 32 persone tra vescovi – Daniele Salera, Paolo Ricciardi, Dario Gervasi, Guerino di Tora, Valentino Di Cerbo –, sacerdoti e laici ed è stato accolto al suo arrivo dall’arcivescovo di Tirana Arjan Dodaj, che fu ordinato sacerdote a Roma da san Giovanni Paolo II e ha operato a lungo nella nostra diocesi.

«Porto a tutti il saluto di Papa Francesco e la sua benedizione», ha esordito il cardinale De Donatis nell’omelia della Messa celebrata nella parrocchia “Zoja e Ngjitur në Qiell”, affidata a don Tommaso Morelli, sacerdote fidei donum della diocesi di Roma, che si trova in una periferia molto povera di Tirana. «La Parola di questa giornata, di questo martedì dopo Pasqua ci fa incontrare con Maria Maddalena che è invitata ad andare non verso i discepoli ma verso i fratelli – ha proseguito il vicario nell’omelia, che veniva tradotta anche in albanese –. La fraternità è frutto della Pasqua, della vita di Gesù, della vita donata a tutti; è questo dono di Gesù che ci rende fratelli. Gesù definisce fratelli anche coloro che di fronte alla Croce lo hanno abbandonato (….). La fraternità accoglie proprio coloro che non ne sono stati all’altezza. Bisogna stringere relazioni fraterne, perché il battesimo ci immerge nella Pasqua di Gesù e ci rende membra del suo corpo».

Nella giornata di ieri, il gruppo ha anche visitato il Museo Bunk’Art, allestito nel bunker di Enver Hoxa.

12 aprile 2023

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