6 Maggio 2026

“1.700 anni dalla celebrazione del primo concilio di Nicea”: convegno a Palazzo Lateranense

Istanbul

Si rifletterà sull’esperienza del pellegrinaggio in Türkiye, “Terra Santa della Chiesa”, il prossimo giovedì 11 dicembre, alle ore 10, nella Sala degli Imperatori del Palazzo Apostolico Lateranense (ingresso da piazza San Giovanni Paolo II, 1), nel corso del convegno “1.700 anni dalla celebrazione del primo concilio di Nicea”. Organizzato al termine del viaggio apostolico di Papa Leone XIV in Türkiye e in Libano, l’appuntamento vedrà la partecipazione, tra gli altri, del cardinale vicario Baldo Reina; di Zeynep Selvi, consigliere dell’Ambasciata di Türkiye – Ufficio Cultura e Informazioni; di suor Rebecca Nazzaro, direttrice dell’Ufficio per la pastorale del Pellegrinaggio – Opera Romana Pellegrinaggi; Cristoforo Gorno, conduttore e autore Rai di “Cronache dal mito”. L’iniziativa è promossa dall’Ufficio diocesano per la pastorale del pellegrinaggio – Opera Romana Pellegrinaggi e l’Ufficio Cultura e Informazioni dell’Ambasciata di Türkiye.

Focus dell’incontro sarà il Primo Concilio Ecumenico di Nicea, che il Santo Padre ha definito «un evento provvidenziale per l’umanità». Tenutosi nel 325 d.C., è stato il primo concilio ecumenico della Chiesa cristiana, ed ha avuto, tra i suoi risultati, la condanna dell’arianesimo e l’elaborazione del “Simbolo di Nicea” (o Credo niceno), che, come afferma Papa Leone XIV, «è la professione di fede che unisce tutti i cristiani. Essa ci dà speranza nei tempi difficili che viviamo, in mezzo a molte preoccupazioni e paure, minacce di guerra e di violenza, disastri naturali, gravi ingiustizie e squilibri, fame e miseria patita da milioni di nostri fratelli e sorelle» (Lettera Apostolica In unitate fidei). La commemorazione non è solo un momento per ricordare la storia, ma vuole spronare all’apertura verso lo «stesso Spirito Santo che parlò attraverso Nicea, mentre affrontiamo le numerose sfide del nostro tempo» (Dichiarazione Congiunta di Papa Leone XIV e S.S. Bartolomeo I del 29 novembre 2025).

Il convegno mira inoltre a valorizzare la Türkiye come vera e propria “Terra Santa della Chiesa”, terra che ha visto la nascita delle prime comunità cristiane, grazie alla predicazione degli apostoli e che è stata culla dei primi concili. «Nel nostro servizio di promozione del pellegrinaggio – afferma suor Rebecca Nazzaro –, l’esperienza in Türkiye è fondamentale per portare i pellegrini alle radici della nostra fede e per vivere la comunione con le comunità locali, che Papa Leone XIV durante il suo viaggio ha così descritto: “La Chiesa che vive in Türkiye è una piccola Comunità che, però, resta feconda come seme e lievito del Regno”. La radicalità di vita, e il loro profondo attaccamento al Vangelo è sempre per i nostri pellegrini motivo di grande riflessione e di sprone a tornare a vivere sempre più fermamente la loro e nostra identità cristiana».

Offrirà l’occasione per presentare i nuovi itinerari dell’Opera Romana Pellegrinaggi nel Paese, in particolare quelli che toccheranno Iznik, l’antica Nicea, dove Papa Leone XIV si è recato nel suo recente viaggio, nonché i luoghi legati alla memoria di don Andrea Santoro, sacerdote fidei donum della diocesi di Roma, nel ventennale della sua scomparsa.

A conclusione dell’incontro, ai partecipanti sarà data l’opportunità di prendere parte a una visita guidata del Palazzo Lateranense.

6 dicembre 2025

Immacolata Concezione a Lourdes e Fatima (ORP)

Immacolata Concezione a Lourdes e Fatima (ORP)

Santa Messa e a seguire assemblea parrocchiale presso la parrocchia Santa Maria della Presentazione

Santa Messa e a seguire assemblea parrocchiale presso la parrocchia Santa Maria della Presentazione

La Caritas di Roma presenta il Rapporto “Accogliere è già curare”

In vent’anni di attività 531 persone provenienti da 61 Paesi hanno varcato la soglia di Ferite Invisibili, il servizio della Caritas di Roma dedicato alla cura dei migranti sopravvissuti a tortura, violenze intenzionali e traumi estremi. Sono giovani – l’età media è di 26 anni – spesso senza famiglia, arrivati dopo percorsi segnati da persecuzioni, guerre, detenzione, sfruttamento. Tra loro ci sono anche 157 minori, molti dei quali non accompagnati, che portano ferite profonde e silenziose.

All’attività di questo servizio – un progetto promosso dalla Caritas di Roma nel 2005 e riconosciuto dall’Ufficio delle Nazioni Unite dell’Alto Commissario per i Diritti Umani all’interno della rete sovranazionale di sostegno e cura alle vittime di tortura – è dedicato il nuovo numero di Sguardi, il Quaderno di approfondimento che porta il titolo “Accogliere è già curare”. Il Rapporto è stato presentato oggi, 5 dicembre, nel corso della giornata di studi “Quando le ferite sono invisibili. Corso base sul riconoscimento dei segnali di vulnerabilità delle vittime di violenza”, ospitata dal Polo della carità “Don Pino Pugliesi” al Tiburtino III, che ha visto la partecipazione di 70 operatori sociali.

La pubblicazione nasce come percorso di formazione condivisa dell’équipe multidisciplinare di Ferite Invisibili – psicologi, psicoterapeuti, psichiatri, mediatori linguistico-culturali, operatori sociali – e riflette sulla complessità del prendersi cura di persone la cui sofferenza non è sempre visibile ma incide in profondità sulla vita presente e sul futuro. Il Quaderno affronta temi centrali come il valore terapeutico dell’accoglienza, la qualità della relazione con le vittime di traumi, il ruolo delle somatizzazioni come linguaggio del dolore, il trauma transgenerazionale che coinvolge minori e famiglie immigrate e l’importanza del “progetto di vita” come parte integrante del percorso di guarigione.

La maggior parte dei pazienti giunti a Ferite invisibili sono richiedenti protezione internazionale (44,3%), mentre il 26,8% si è rivolto al Servizio dopo averla ottenuta (tra cui 11,7% di pazienti rifugiati e 6,3% con protezione sussidiaria). Il 16,3% dei pazienti non aveva alcuna scolarizzazione e, al momento della prima visita, il 17,1% non parlava italiano, il 56,8% lo parlava in modo insufficiente, il 23,0% in modo sufficiente e il 3,3% molto bene. Al netto di un 26,8% di casi in cui una diagnosi formale non era registrata in cartella clinica, quella di gran lunga prevalente è stata il disturbo da stress post-traumatico (79,7%), seguita da quella di depressione (10,4%).

Complessivamente sono stati effettuati 6.877 colloqui psicoterapeutici con una media di quasi 13 sedute a paziente, a sottolineare la complessità e la delicatezza dell’approccio terapeutico. Nel 28,3% dei casi è stato anche ritenuto utile affiancare lo psichiatra per una terapia farmacologica. Nel 71,8% dei casi si è fatto ricorso alla mediazione linguistico-culturale. Infine, sono state rilasciate 234 certificazioni dello stato di salute psicofisica attestanti le violenze subite, nella maggior parte dei casi utilizzate dai richiedenti protezione internazionale a sostegno e dimostrazione del loro diritto alla protezione.

Il Quaderno racconta la storia del Servizio e la sua evoluzione, a partire dalla conferenza internazionale “One Billion” promossa dalla Caritas di Roma nel 2024 con i Ministri della Salute dei paesi in guerra, fino al riconoscimento nella rete Onu per il sostegno alle vittime di tortura. Ripercorre l’intuizione clinica, culturale e pastorale che ha portato a creare un luogo dove la cura che va oltre la psicoterapia, ma passa attraverso un ambiente capace di far sentire al sicuro: una porta sempre aperta, un campanello con il disegno di una foglia, simbolo del servizio, un tè caldo offerto con semplicità, il tempo necessario per costruire fiducia.

Il Quaderno Sguardi n. 6/2025 è disponibile sul sito caritasroma.it/

5 dicembre 2025

La solennità dell’Immacolata: l’omaggio del Papa

Tradizione e devozione si fondono nell’omaggio all’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, in occasione della solennità che si celebra l’8 dicembre. Per tutta la giornata di lunedì 8, come di consueto, gruppi e singoli fedeli porteranno il proprio omaggio al monumento dedicato all’Immacolata, in piazza Mignanelli, a ridosso di piazza di Spagna. Come da tradizione, i primi saranno i Vigili del fuoco, in onore dei 220 colleghi che l’8 dicembre del 1857 inaugurarono l’opera: alle 7 saliranno fino in cima per deporre la propria ghirlanda di fiori sul braccio della Vergine. Quest’anno, per la prima volta, ci sarà anche Papa Leone XIV. Arriverà a piazza di Spagna attorno alle 16 e sarà accolto dal vicario generale di Sua Santità, il cardinale Baldo Reina, e dal sindaco Roberto Gualtieri; sosterà in preghiera davanti al monumento e lascerà una ghirlanda di fiori.

Prima del Santo Padre, saranno numerosi i gruppi e le personalità che lasceranno serti floreali ai piedi della colonna alta 12 metri, progettata dall’architetto Luigi Poletti, sulla cui sommità svetta la statua in bronzo realizzata dallo scultore Giuseppe Obici. Alle 8.30 interverrà il Corpo della Gendarmeria Vaticana, con la banda che eseguirà un inno alla Madonna; poi la parrocchia di Sant’Andrea delle Fratte, il Sovrano Ordine di Malta, la Legio Mariae, il Circolo S. Pietro, la Fondazione Don Gnocchi, l’Unitlasi, diversi istituti scolastici… Alle ore 9, nella chiesa di Trinità dei Monti, ci sarà la Messa, presieduta da monsignor Francesco Pesce, incaricato diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro, con i lavoratori delle aziende romane più importanti, comprese le comunali e municipalizzate, che si recheranno poi a portare il proprio omaggio alla statua mariana.

Ad animare la giornata ci saranno i Frati Minori Conventuali della vicina parrocchia dei Santi XII Apostoli. Nella basilica, tra l’altro, si tiene la più antica novena all’Immacolata di Roma: dal 29 novembre fino al 7 dicembre, ogni giorno, è prevista alle 17.45 la recita del Rosario e il canto delle litanie; poi, alle 18.30, la Messa presieduta da un cardinale con il canto del “Tota Pulchra”, composto proprio da un frate minore conventuale, padre Alessandro Borroni (Senigallia 1820 – Assisi 1896).

«Ogni anno, nella nostra basilica dei Santi XII Apostoli, celebriamo la novena e la solennità dell’Immacolata Concezione: un tempo di grazia che illumina il cammino dell’Avvento, nella dolce attesa dell’incontro con Gesù, Salvatore del mondo», ricorda padre Francesco Celestino, parroco della basilica. «I francescani nutrono un affetto particolare verso l’Immacolata – sottolinea il sacerdote –. Basti pensare ai tanti santi che hanno amato profondamente Maria: san Francesco, sant’Antonio di Padova, beato Giovanni Duns Scoto, san Bonaventura, san Francesco Antonio Fasani, san Massimiliano Kolbe. Fu proprio un francescano, Papa Sisto IV, nel 1477, a concedere la licenza di celebrare solennemente la festa dell’8 dicembre, gettando i primi semi dell’attuale novena. Egli diffuse ampiamente la devozione all’Immacolata ben prima della proclamazione del dogma da parte di Pio IX nel 1854».

Oggi la Messa ai Santi XII Apostoli sarà celebrata dal cardinale Angel Fernandez Artime, pro-prefetto del Dicastero per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, nonché legato pontificio per le basiliche papali di Assisi. Giovedì 4 è atteso il cardinale Claudio Gugerotti, prefetto del Dicastero per le Chiese orientali; venerdì 5 dicembre presiederà la liturgia il cardinale Rolandas Makrickas, arciprete della basilica papale di Santa Maria Maggiore. Infine, sabato 6, presiederà il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle cause dei santi; domenica 7 il cardinale Mauro Gambetti, vicario generale di Sua Santità per la Città del Vaticano. Lunedì 8 la solenne celebrazione eucaristica sarà guidata dal cardinale Leonardo Sandri, prefetto emerito del Dicastero per le Chiese orientali.

3 dicembre 2025

Impegni istituzionali in Vaticano

Impegni istituzionali in Vaticano

Apre una struttura per ex detenute

Cinque appartamenti per sedici posti letto, in una palazzina completamente ristrutturata, dotata di pannelli fotovoltaici, nel quartiere Gianicolense. Si presenta così il Villino La Palma, voluto dalla diocesi di Roma tramite l’Opera Ronconi – Pennesi, dove vengono accolte donne in misure alternative al carcere o che hanno già scontato la pena. L’inaugurazione ufficiale ci sarà martedì 9 dicembre, con il cardinale vicario Baldo Reina che benedirà i locali rinnovati dopo la ristrutturazione. La struttura è già operativa, seguita da operatori e volontari appositamente formati, che hanno frequentato, lo scorso anno, il corso proposto dal Servizio diocesano per la pastorale carceraria.

La casa, per le donne che qui vengono accolte, rappresenta un tassello fondamentale nel cammino di rinascita personale e sociale, ma non basta. «Il senso della pastorale carceraria è proprio questo – spiega Chiara D’Onofrio, del Servizio diocesano –, cioè occuparsi non solo di chi è in carcere, ma anche di chi è fuori. Non abbiamo a che fare con detenuti, ma con persone, per le quali la detenzione è soltanto una tappa. Affinché possano intraprendere un vero percorso di rinascita personale, è fondamentale garantire loro un accompagnamento all’esterno».

Il Villino La Palma, allora, non sono soltanto quattro mura, un rifugio sicuro senza sbarre alle finestre, ma un punto da cui ripartire. «Noi cerchiamo di affiancare e sostenere queste donne a reinserirsi nella società – prosegue D’Onofrio – e nello stesso tempo di sensibilizzare e supportare la società, e in particolare la comunità ecclesiale, ad avere uno stile di accoglienza e cura verso questi fratelli e sorelle. In questo senso è importante il radicamento nel territorio, e collaborare in rete, ci si fa del bene reciproco». Importante dunque anche la dimensione ecclesiale: «La cosa bella di quest’Opera per cui rendere grazie è che è frutto di una sinergia fra molti. E ora che siamo alle porte di questo inizio, fra gli altri, credo importante ringraziare ancora una volta “don Ben” (il vescovo Ambarus, ndr) che, come responsabile della Pastorale carceraria, si era adoperato perché tutto potesse avviarsi per il bene di tanti».

5 dicembre 2025

Consiglio episcopale

Consiglio episcopale

Giornata Mondiale del Volontariato

Giornata Mondiale del Volontariato

Celebrazione anniversario del ventennale del servizio “Ferite invisibili” (Uff. Caritas)

Celebrazione anniversario del ventennale del servizio “Ferite invisibili” (Uff. Caritas)

Ascoltando i Maestri Incontro su Artemisia Gentileschi presso S. Agostino (Uff. per la Pastorale universitaria)

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Incontro di formazione dei responsabili laici dei centri filippini – Basilica di S. Pudenziana (Uff. Migrantes per la pastorale della mobilità umana)

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