22 Aprile 2026

“Abbà Padre”: con l’Ufficio catechistico un percorso sul Padre Nostro

Un percorso per «comprendere il significato delle parole che diciamo quando recitiamo il Padre Nostro, e per imparare concretamente a pregare secondo lo stile di Gesù». Così don Andrea Cavallini, direttore dell’Ufficio catechistico diocesano, spiega il senso del nuovo itinerario formativo proposto dal suo Ufficio: “Abbà Padre. Catechesi e scuola di preghiera sul Padre Nostro”.

Il percorso dura sette incontri, ciascuno dei quali prevede una catechesi, un momento di riflessione, e un momento di preghiera comunitaria. Il via sabato 12 gennaio; dalle 16 alle 19. I successivi si svolgeranno sempre di sabato, nello stesso orario, ogni due settimane. La sede sarà sempre quella del Seminario Romano Maggiore, con possibilità di parcheggio interno.

Il cammino formativo, sottolineano dall’Ufficio catechistico, vale anche come preparazione al sacramento della Cresima.

Per ulteriori informazioni, consultare il sito internet www.ucroma.it.

2 gennaio 2019

“A World of 3 Zeros”: la prima nazionale del documentario e il primo 3ZERO Club intitolato a Papa Francesco

La diocesi di Roma invita alla prima nazionale del documentario “A World of 3 Zeros”, che si terrà il 15 novembre alle ore 11 nella Sala Poletti, al piano terra del Palazzo Lateranense. In questa occasione verrà anche annunciata la costituzione del Pope Francis-Yunus 3ZERO Club, un’iniziativa ispirata alla visione di Papa Francesco e del Premio Nobel per la Pace Muhammad Yunus. Interverranno l’arcivescovo monsignor Baldo Reina, vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma; Áine Clarke e Michel Van der Veken, registi e autori del documentario; Elena Beccalli, rettrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. L’incontro sarà moderato da padre Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio per le Comunicazioni Sociali del Vicariato.

Il Pope Francis-Yunus 3ZERO Club è il primo passo per superare le disuguaglianze a Roma, come auspicato nell’assemblea diocesana dello scorso 25 ottobre a cui è intervenuto il Santo Padre. Rappresenta un progetto innovativo, il cui obiettivo è creare nuove opportunità imprenditoriali nelle periferie romane, valorizzando i giovani come protagonisti attivi nella creazione di imprese sociali. Questo modello, unico nel suo genere in Europa, si associa al network internazionale dei 3 Zero Club, promosso dal professor Muhammad Yunus, e risponde alla visione di un’economia cristiana, comunitaria e condivisa, che coinvolge le periferie come centri propulsivi di cambiamento e sviluppo sostenibile. In particolare, la diocesi di Roma sosterrà in questo modo due iniziative portate avanti dalla Cooperativa Sociale Manser, insieme all’associazione di volontariato FuoriDellaPorta, che affianca progetti di impresa sociale ai servizi di cura e presa in carico di persone con fragilità. Si tratta della sartoria sociale WinOut e della pizzeria Fermentum. In entrambe le imprese sono impiegati giovani con problemi di salute mentale e altri tipi di fragilità.

La proiezione del documentario “A World of 3 Zeros” offrirà una visione approfondita dell’impegno del professor Yunus verso una società fondata su tre obiettivi: zero povertà, zero disoccupazione e zero inquinamento, tramite l’imprenditorialità diffusa.

Come ha affermato Papa Francesco lo scorso 25 ottobre: «Per ricucire lo strappo serve la pazienza del dialogo senza pregiudizi, confrontandosi con passione sulle idee, sui progetti e sulle proposte utili a rinnovare il tessuto della città. Insieme possiamo rischiare delle strade nuove, vincendo il virus dell’indifferenza, che tutti ci contagia come se quanto accade, negli angoli della nostra città e del pianeta, non ci riguardasse. Per ricucire abbiamo bisogno innanzitutto di uscire dall’indifferenza e lasciarci coinvolgere in prima persona!».

6 novembre 2024

“1.700 anni dalla celebrazione del primo concilio di Nicea”: convegno a Palazzo Lateranense

Istanbul

Si rifletterà sull’esperienza del pellegrinaggio in Türkiye, “Terra Santa della Chiesa”, il prossimo giovedì 11 dicembre, alle ore 10, nella Sala degli Imperatori del Palazzo Apostolico Lateranense (ingresso da piazza San Giovanni Paolo II, 1), nel corso del convegno “1.700 anni dalla celebrazione del primo concilio di Nicea”. Organizzato al termine del viaggio apostolico di Papa Leone XIV in Türkiye e in Libano, l’appuntamento vedrà la partecipazione, tra gli altri, del cardinale vicario Baldo Reina; di Zeynep Selvi, consigliere dell’Ambasciata di Türkiye – Ufficio Cultura e Informazioni; di suor Rebecca Nazzaro, direttrice dell’Ufficio per la pastorale del Pellegrinaggio – Opera Romana Pellegrinaggi; Cristoforo Gorno, conduttore e autore Rai di “Cronache dal mito”. L’iniziativa è promossa dall’Ufficio diocesano per la pastorale del pellegrinaggio – Opera Romana Pellegrinaggi e l’Ufficio Cultura e Informazioni dell’Ambasciata di Türkiye.

Focus dell’incontro sarà il Primo Concilio Ecumenico di Nicea, che il Santo Padre ha definito «un evento provvidenziale per l’umanità». Tenutosi nel 325 d.C., è stato il primo concilio ecumenico della Chiesa cristiana, ed ha avuto, tra i suoi risultati, la condanna dell’arianesimo e l’elaborazione del “Simbolo di Nicea” (o Credo niceno), che, come afferma Papa Leone XIV, «è la professione di fede che unisce tutti i cristiani. Essa ci dà speranza nei tempi difficili che viviamo, in mezzo a molte preoccupazioni e paure, minacce di guerra e di violenza, disastri naturali, gravi ingiustizie e squilibri, fame e miseria patita da milioni di nostri fratelli e sorelle» (Lettera Apostolica In unitate fidei). La commemorazione non è solo un momento per ricordare la storia, ma vuole spronare all’apertura verso lo «stesso Spirito Santo che parlò attraverso Nicea, mentre affrontiamo le numerose sfide del nostro tempo» (Dichiarazione Congiunta di Papa Leone XIV e S.S. Bartolomeo I del 29 novembre 2025).

Il convegno mira inoltre a valorizzare la Türkiye come vera e propria “Terra Santa della Chiesa”, terra che ha visto la nascita delle prime comunità cristiane, grazie alla predicazione degli apostoli e che è stata culla dei primi concili. «Nel nostro servizio di promozione del pellegrinaggio – afferma suor Rebecca Nazzaro –, l’esperienza in Türkiye è fondamentale per portare i pellegrini alle radici della nostra fede e per vivere la comunione con le comunità locali, che Papa Leone XIV durante il suo viaggio ha così descritto: “La Chiesa che vive in Türkiye è una piccola Comunità che, però, resta feconda come seme e lievito del Regno”. La radicalità di vita, e il loro profondo attaccamento al Vangelo è sempre per i nostri pellegrini motivo di grande riflessione e di sprone a tornare a vivere sempre più fermamente la loro e nostra identità cristiana».

Offrirà l’occasione per presentare i nuovi itinerari dell’Opera Romana Pellegrinaggi nel Paese, in particolare quelli che toccheranno Iznik, l’antica Nicea, dove Papa Leone XIV si è recato nel suo recente viaggio, nonché i luoghi legati alla memoria di don Andrea Santoro, sacerdote fidei donum della diocesi di Roma, nel ventennale della sua scomparsa.

A conclusione dell’incontro, ai partecipanti sarà data l’opportunità di prendere parte a una visita guidata del Palazzo Lateranense.

6 dicembre 2025

“(Dis)uguglianze”, incontro sull’abitare a Bastogi

Si parlerà di politiche abitative a Roma in una delle periferie della città: a Bastogi, un complesso di case popolari nella zona nord-ovest della città. Qui, nella Sala Teatro della parrocchia di Santa Maria della Presentazione (via di Torrevecchia 1104), giovedì 23 maggio a partire dalle 15, si terrà il nuovo incontro “(Dis)uguglianze”, promosso dalla diocesi di Roma nell’ambito delle celebrazioni per i 50 anni del convegno passato alla storia come “I mali di Roma”.

I lavori dell’appuntamento, dal titolo “Abitare a Roma…germogli di speranza”, saranno aperti alle ore 15 dall’introduzione del vescovo Baldo Reina, vicegerente della diocesi di Roma. Seguiranno i saluti di don Antonio Granio, parroco di Santa Maria della Presentazione; Tobia Zevi, assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative di Roma Capitale; e Sabrina Giuseppetti, presidente del Municipio XIII. Spazio poi alle relazioni degli esperti, attraverso gli interventi di Gianluca Chiovelli, studioso del territorio e socio di “Primavalle in rete” e di “Cornelia Antiqua”; Paolo Berdini, urbanista e saggista; Salvatore Monni, professore ordinario presso il dipartimento di economia aziendale dell’Università degli Studi Roma Tre; Gianluigi Chiaro, economista, consulente di Caritas Italiana e Caritas diocesana di Bologna in materia di politiche abitative.

Non mancheranno testimonianze dal territorio ma anche gruppi di confronto e discussione sulla tematica. Durante l’incontro verrà anche presentato il nuovo progetto di housing sociale intitolato a “Don Roberto Sardelli”, sacerdote che negli anni Settanta visse con i “baraccati” dell’Acquedotto Felice. Il progetto della Caritas diocesana contribuirà ad offrire un alloggio adeguato e sicuro a persone senza dimora, famiglie in difficoltà, titolari di protezione internazionale, nonché consulenza e assistenza in ambito locatizio per le persone più fragili.

«Lo scopo del convegno non è quello di sottolineare le ben note criticità e le gravi problematiche abitative che affliggono la città di Roma – sottolinea monsignor Reina –, colpendo accanto agli strati sociali più fragili anche fasce della popolazione che hanno un lavoro e un reddito dignitoso. L’obiettivo è invece quello di condividere, in una dialettica e scambio dinamico, esperienze, iniziative concrete e percorsi intrapresi che possano costituire uno spunto di riflessione, finalizzato a individuare buone prassi per la gestione del problema abitativo, che affligge non solo la città di Roma, ma tutte le città metropolitane».

Per Giustino Trincia, direttore della Caritas di Roma, «sono troppe le disuguaglianze che Roma vive e che trovano la massima visibilità nel campo dell’abitare – dichiara –. Non è più il tempo per limitarsi al generico grido di allarme, al generico appello alle istituzioni e alle forze politiche. Il tempo che abbiamo dinanzi è ormai quello di una mobilitazione più ampia della città; accanto, ovviamente, a quella della richiesta di una più forte assunzione di primarie e insostituibili responsabilità da parte delle istituzioni».

L’ingresso è libero e gratuito, ma si prega di compilare il form on line https://forms.gle/daZ2shrrMpvm72tn6

13 maggio 2024

“(Dis)uguglianze”, incontro sul lavoro

Lavoro povero, salario minimo, ruolo delle cooperative. E le sfide da intraprendere con coraggio per dare al lavoro il senso di un percorso di dignità. Saranno questi i temi al centro dell’incontro “Quando il lavoro non genera la vita”, quarto appuntamento tematico del ciclo sulle “(Dis)uguaglianze” voluto dalla diocesi di Roma, promosso in occasione dei cinquant’anni del convegno sui “mali di Roma”. Sarà la cooperativa La Nuova Arca, a via di Castel di Leva 416, a ospitare i lavori, venerdì 14 giugno dalle 16.30: un luogo simbolico, poiché la cooperativa sociale nata nel 2007 si occupa di inclusione e reinserimento di donne sole con bambini, persone con disabilità, rifugiati e migranti.

Ad aprire il pomeriggio di approfondimento saranno i saluti del vicegerente della diocesi di Roma, il vescovo Baldo Reina, e di monsignor Francesco Pesce, incaricato diocesano della Pastorale sociale, del lavoro e della cura del creato. Interverranno poi Daniele Leppe, avvocato del lavoro; Paolo Naticchioni, professore associato a Scienze politiche all’Università di Roma Tre; Antonio Finazzi Agrò, promotore e presidente de La Nuova Arca; Lidia Borzì, presidente delle Acli di Roma aps; Vittorio Pelligra, professore di Economia politica all’Università di Cagliari. Seguiranno alcune testimonianze ed esperienze. Modererà i lavori Oliviero Bettinelli, vicedirettore dell’Ufficio diocesano della pastorale sociale, del lavoro e della cura del creato.

«Il lavoro è dignitoso quando è liberante – riflette monsignor Pesce –. Non dimentichiamo che siamo stati cacciati dal paradiso terrestre perché presuntuosi e che per conquistarci di nuovo la nostra dignità dobbiamo pagare con il sudore della fronte. Il lavoro va tutelato per questo motivo: ci offre l’opportunità di liberarci dalla nostra arroganza mettendosi al servizio della nostra crescita come soggetti di una rinnovata collettività».

Si tratta «di un percorso tanto lineare quanto necessario – aggiunge Bettinelli –. Ecco perché il lavoro non deve limitarsi a garantirci un salario per vivere, ma ci deve offrire soprattutto la possibilità di “essere”. Non un castigo penoso da sopportare, ma il riconoscimento di una identità non schiava del profitto ma in grado di alimentare una creatività troppo spesso soffocata, la realizzazione di sogni possibili, la partecipazione con competenza alla vita comune. Il lavoro ha a che fare con la fatica e la libertà e ha bisogno di politiche che non siano residuali o occasionali, ma di scelte strategiche che tutelino il presente e garantiscano il futuro». Ecco perché temi come precariato e cura del lavoratore saranno al centro dell’incontro del 14 giugno. «Il lavoro – conclude Bettinelli – va inteso come fonte di reddito e di qualità della vita».

3 giugno 2024

“We believe in love”, l’inno di monsignor Frisina e il videoclip di Luigi Pingitore

Piazza del Popolo e il Colosseo, le strade della Garbatella e i murales di Tor Marancia, un papà che vende fiori al mercato e una mamma che fa volontariato alla mensa della Caritas, l’Aula Paolo VI vuota, quasi in attesa, e il Coro della Diocesi di Roma che prova nella basilica di San Giovanni deserta. “We believe in love, alleluja”, cantano. Le immagini girate dal regista Luigi Pingitore si fondono perfettamente alle parole scritte e alla musica composta da monsignor Marco Frisina. Nel corso della conferenza stampa organizzata giovedì 30 settembre nella Sala Stampa vaticana sono stati presentati sia l’inno ufficiale del X Incontro mondiale, sia il videoclip che lo accompagna.

L’inno è cantato in nove lingue diverse ed «è stato pensato per accompagnare i grandi momenti dell’Incontro – sottolinea monsignor Frisina –, uno strumento con cui poter coinvolgere in canto tutte le famiglie. Il ritornello in lingua inglese, composto da una melodia molto semplice e orecchiabile, proclama con entusiasmo i grandi valori fondamentali della famiglia: l’amore e la vita. Lo stile musicale dell’inno è volutamente popolare e internazionale, per favorire la partecipazione da parte di tutte le famiglie del mondo».

Il regista del videoclip è Luigi Pingitore. «Mi sono accostato a questo lavoro – racconta – con lo stupore che chiunque di noi può provare di fronte all’immensa bellezza che si nasconde in certi scorci romani, nelle navate silenziose delle chiese, nei gesti intimi e spesso anonimi dei tanti uomini che ogni giorno accolgono e sorreggono gli altri, nella meravigliosa luce romana che si imbeve nelle pietre millenarie rendendole all’improvviso l’unico oggetto che valga davvero la pena guardare. Questo stupore era felicità. E cosa ci può essere di più intimamente spirituale che riconoscere la felicità della bellezza e provare a raccontarla?».

30 settembre 2021

“Vocazioni felici”: la presentazione del libro

«Parlare di vocazioni e alle vocazioni significa farsi vicino alle gioie e alle sofferenze di un servizio spesso non apprezzato. Eppure il mondo ha bisogno di sentir parlare di Dio, di incontrare e riconosce i testimoni di un amore che include, che perdona, che non delude, che non segue le mode del tempo. L’Amore per sempre e per tutti, tutti, tutti». Sono parole che Papa Francesco scrive nella prefazione al libro “Vocazioni felici. Integrare orientamento sessuale, affetti e relazioni” (Ed. San Paolo), curato dalla psicologa Chiara D’Urbano, consultrice del Dicastero per il Clero. Il volume sarà presentato mercoledì 9 aprile alle ore 17 nella Sala della Conciliazione del Palazzo Lateranense; all’evento interverranno il cardinale Baldo Reina, vicario del Santo Padre per la diocesi di Roma; il cardinale Lazzaro You Heung-sik, prefetto del Dicastero per il Clero; il vescovo Michele Di Tolve, rettore del Pontificio Seminario Romano Maggiore; e suor Alice Callegari, delle Figlie della Chiesa. Modererà l’incontro Alessandro De Carolis, giornalista vaticanista. Sarà presente l’autrice.

Il testo, spiega l’autrice, «si rivolge a uomini e donne, che vogliono vivere la loro vocazione in modo autentico e felice. È possibile la felicità in ambito vocazionale? Certamente. E il benessere, la felicità passano attraverso il riconoscimento dell’umanità di sacerdoti, religiose e religiosi, e l’integrazione del mondo dei sentimenti e degli affetti, al di là dell’orientamento eteroaffettivo e omoaffettivo. Non è l’orientamento sessuale, infatti, la questione centrale, ma l’integrazione affettiva. La pratica psicologica, la letteratura scientifica, l’esperienza di formatori e formatrici, e infine la testimonianza diretta di sacerdoti e religiose, aprono la via, come questo libro documenta, a una visione positiva, di fatto più evangelica e più vera sul tema vocazionale».

Chiara D’Urbano è psicologa e psicoterapeuta, consultrice del Dicastero per il Clero, perito dei Tribunali Ecclesiastici (Rota Romana, Tribunale SCV, Tribunale di Istanza del Vicariato di Roma). Da molti anni opera in sede clinica e formativa nell’accompagnamento dei processi vocazionali maschili e femminili. Al libro hanno collaborato don Michele Gianola, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale delle vocazioni; una monaca formatrice di giovani religiose; e alcuni sacerdoti, religiosi e religiose che hanno raccontato, sotto forma di intervista, la loro esperienza. Chiude il volume un’accorata lettera aperta di 50 sacerdoti con orientamento omoaffettivo.

LocandinaDUrbano

4 aprile 2025

“Villaggio Oratorio Senior Weekend” – formazione per responsabili e assistenti di oratorio (COR)

“Villaggio Oratorio Senior Weekend” – formazione per responsabili e assistenti di oratorio (COR)

“Villaggio Oratorio Senior – Winter edition” – formazione per responsabili e assistenti di oratorio (COR)

“Villaggio Oratorio Senior – Winter edition” – formazione per responsabili e assistenti di oratorio (COR)

“Venite in disparte”, incontro per le famiglie

Foto DiocesiDiRoma/Gennari

Due giorni dedicati alle famiglie, all’insegna della preghiera e della condivisione. Saranno questi gli ingredienti dell’Incontro diocesano delle famiglie dal tema “Venite in disparte”, la nuova proposta dell’Ufficio diocesano per la pastorale familiare per il fine settimana dell’1 e 2 luglio, per la quale sono già aperte le iscrizioni. Dal sabato mattina alla domenica pomeriggio, i partecipanti si ritroveranno insieme presso il Centro Giovanni XXIII di Frascati, situato in via di Colle Pizzuto 2. Due giornate ricche di momenti di riflessione, confronto e anche svago, che si concluderanno con la celebrazione della Messa.

«Con il titolo delle due giornate, “Venite in disparte”, vogliamo accogliere l’invito che Gesù fa ai discepoli, stanchi ed affannati, ad andare con lui per essere ristorati», spiega il vescovo incaricato per la Pastorale familiare nella diocesi di Roma, monsignor Dario Gervasi. «Il senso più profondo – aggiunge – vuole essere questo: due giorni con il Signore per ritornare alle nostre case, ai nostri impegni, alle nostre parrocchie ristorati da Lui. È una esperienza indirizzata soprattutto alle parrocchie che non sono riuscite, per vari motivi, a organizzare un proprio ritiro per le famiglie».

L’Ufficio diocesano, ricorda infatti il direttore don Dario Criscuoli, «ha avviato la programmazione di alcune iniziative di sostegno alla pastorale familiare delle parrocchie. Alcuni giorni fa – ricorda il sacerdote – abbiamo vissuto una bella esperienza con la Giornata diocesana delle famiglie 2023 al Santuario del Divino Amore. Una bella occasione di confronto, con un buon numero di famiglie provenienti da tutta la diocesi, che ci lascia ben sperare in un bel coinvolgimento nelle attività parrocchiali».

Per quanto riguarda la due giorni di inizio luglio, la spesa per l’intera permanenza è di 80 euro a persona; i bambini fino a 3 anni non pagano nulla mentre per quelli dai 4 ai 10 anni è prevista una riduzione del 30 %. La scadenza delle iscrizioni è fissata al 10 giugno. Per chiedere informazioni e raccogliere iscrizioni, scrivere all’indirizzo: incontrofamiglie2023@gmail.com.

31 maggio 2023

“Venite in disparte per affinare l’ascolto”: una testimonianza sugli esercizi spirituali

Negli stessi giorni in cui si sono svolti gli Esercizi Spirituali per il consiglio episcopale, i parroci prefetti e i direttori del Vicariato si stava vivendo il Pellegrinaggio della diocesi in Terra Santa; non è stata una coincidenza ma una provvidenza. Noi qui sul mare di Santa Severa per ascoltare la Parola, altri nella terra dove la Parola si è fatta carne ed è venuta ad abitare in mezzo a noi.

Insieme facciamo un tratto prezioso del cammino sinodale, perché l’ascolto incomincia sempre dal silenzio e dalla contemplazione. Ogni volta che mi capita di vedere come in questi giorni vissuti, gli altri che pregano, contemplano, passeggiano lungo il mare, oppure guardare dal treno i contadini nel silenzio dei campi, sento forte un nuovo slancio verso la vita. Guardo e basta. Mi sembra importante questo; la prima violenza è quella dell’occhio ci dicono tante volte i vangeli, ma lo sguardo di Gesù ci può purificare tutti. Abbiamo bisogno di sguardi purificati, spirituali.

È dal seme della spiritualità e dell’interiorità che germogliano l’amore e la carità. Senza i piccoli semi della Parola di Dio, si fa fatica, non solo nel lavoro di ogni giorno, nel matrimonio e come genitori, ma anche nella vita consacrata. Si rischia di vivere una vocazione spesso senza più radici autentiche, più facilmente preda della ricerca del potere, dell’egoismo, della mondanità e del clericalismo, vivendo un celibato e un ministero sacerdotale non come dono della Grazia, ma come un vincolo senza felicità, senza amore e senza gioia. Non dobbiamo aver paura dei nostri occhi malati o del nostro ascolto a volte parziale, perché nel momento in cui facciamo esperienza di tutto questo, si manifesta la potenza di Dio che non ci lascia soli, e fa germogliare e crescere il seme.

Quando potremo gustare frutti maturi? La risposta più semplice e più vera è, ogni giorno. Ci vengono offerti in tanti modi diversi, dalle persone che incontriamo. Per gustarli però bisogna fare un lavoro di rinuncia, eliminare tanti preconcetti, buttare via tanta zavorra, per restare quasi a mani vuote, cioè libere per accogliere il dono, anzi il donatore. Gesù ce lo ha detto chiaramente: «non portate borsa né sacca né sandali» (Lc 10,4). Non lasciamoci mai condizionare dai mezzi che abbiamo in mano; andiamo prima di tutto con la forza della fede incontro al dolore di ogni uomo che attende una Parola di Speranza.

“L’angelo del Signore tornò una seconda volta, lo toccò, e disse: Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te”.( 1 Re19,7) Abbiamo pregato in questi giorni , con questo bel testo prima di ogni meditazione. Che sia per ognuno di noi esperienza quotidiana tornando nel servizio attivo del nostro ministero. Ci basta il tocco di Gesù, come quello della mamma che sveglia il suo bambino, alzati, sorgi che è giunta l’ora. Ci basta la Sua Parola che si fa cibo.

Don Francesco Pesce

12 novembre 2021

“Una donna forte chi potrà trovarla? Ben superiore alle perle è il suo valore” (Pr 31,10): percorso per giovani ragazze sul carisma/vocazione della femminilità, in collaborazione con le monache agostiniane e la Dott.ssa Vittoria Lugli – Monastero dei SS. Quattro Coronati (Uff. vocazioni)

“Una donna forte chi potrà trovarla? Ben superiore alle perle è il suo valore” (Pr 31,10): percorso per giovani ragazze sul carisma/vocazione della femminilità, in collaborazione con le monache agostiniane e la Dott.ssa Vittoria Lugli – Monastero dei SS. Quattro Coronati (Uff. vocazioni)

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