28 Aprile 2026

Santi Vitale e compagni martiri, le cresime degli adulti da tutta Roma

«Quanto è importante che l’uomo nel viaggio della sua vita abbia bisogno di un sostegno; quanto è importante che l’uomo nel viaggio della sua vita non cammini da solo, ma si senta confortato, incitato a proseguire il percorso, convinto che qualcuno si sta prendendo cura di lui. La Chiesa, sente vivo, attraverso il dono della confermazione questo atteggiamento; la Chiesa conoscendo la debolezza, la fatica di ogni essere umano, sprona ogni essere, ad aprire le porte del proprio io e far entrare l’amore». È proprio quello che è stato vissuto nel rito sacramentale della confermazione il 1° luglio, nella basilica parrocchiale di San Vitale, Valeria, Gervasio e Protasio.

«Dopo un anno pastorale arricchito con ben cinque corsi di un cammino di intensa preparazione, si sono accostati al sacramento della confermazione giovani adulti provenienti da tutte le parrocchie di Roma», racconta don Elio Lops, che ha accolto con piacere questa vocazione per la diocesi di Roma, appena arrivato come parroco anche in piena pandemia. Aiutato da monsignor Paolo Braida ha sostenuto i parroci di Roma nell’accogliere e formare in questi anni, centinaia di giovani adulti desiderosi di completare il proprio cammino di iniziazione cristiana.

Le celebrazioni presiedute in modo particolare dal vescovo Antonio Staglianò, presidente della Pontificia Accademia di Teologia che si è reso disponibile, hanno «marcato l’importanza di non sentirsi soli, ma come la musica che armonizza l’anima – spiega il parroco –, così la confermazione dona la sicurezza che è Dio a farsi carico delle debolezze umane. Dio stesso coadiuva l’uomo affiancandolo in ogni sua azione, questo rende l’individuo più forte dinamico ed attento. La cresima vuol dire unzione perché si viene unti con Cristo che è l’unto del Padre. La gioia viva di queste persone adulte, ricevuto il sacramento della cresima, si è stampata nel volto e nel sorriso di ognuno».

A conclusione, del rito della confermazione, il Laboratorio Internazionale di Canto Romano Antico, che ha accompagnato la celebrazione con un repertorio di musica sacra singolarissimo, ha tenuto un concerto. Le sacre melodie pre-gregoriane, innestate nella cornice suggestiva della basilica paleocristiana, ha fatto sì che si desse senso e costruzione della coscienza liturgica del cristiano. (Massimo Lamonica)

3 luglio 2023

Santi Pietro e Paolo: le iniziative a Roma

Foto Diocesi di Roma / Gennari

La veglia di preghiera, il cammino sulle orme degli apostoli nel cuore di Roma, lo spettacolo per riscoprirne la vita e il pensiero. Diverse le iniziative in occasione della solennità dei santi Pietro e Paolo, patroni di Roma, promosse dai Vicariati della diocesi di Roma e della Città del Vaticano. In particolare, sabato 28 si terrà una veglia di preghiera nella basilica di San Pietro alle ore 21. Domenica 29 è invece in programma “Quo Vadis”, un cammino-evento che tocca le tappe storiche della presenza dei due apostoli nell’Urbe, come la basilica di Santa Pudenziana o il Carcere Mamertino (sanpietroquovadis.it). Per finire, dal 27 al 29 giugno, al Teatro Sistina, sarà in scena “Pietro e Paolo a Roma”, uno spettacolo teatrale con Michele La Ginestra e Fabio Ferrari, per la regia di Roberto Marafante.

I diversi appuntamenti verranno illustrati nella conferenza stampa che si terrà martedì 24 giugno, alle ore 12, nella Sala Cardinale Ugo Poletti del Palazzo Apostolico Lateranense (piazza San Giovanni in Laterano 6 – piazza San Giovanni Paolo II). Interverranno il cardinale Baldo Reina, vicario del Papa per la diocesi di Roma; il cardinale Mauro Gambetti, vicario generale di Sua Santità per la Città del Vaticano; madre Rebecca Nazzaro, direttrice dell’Ufficio per la pastorale del pellegrinaggio – Opera Romana Pellegrinaggi del Vicariato di Roma; Francesco Sortino, coordinatore del progetto “Quo Vadis”; Valentina Gemignani, capo di gabinetto del Ministero della Cultura. Saranno presenti Michele La Ginestra, attore e regista, e Alessandro Sortino, giornalista e conduttore televisivo. Modererà padre Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali della diocesi di Roma.

«È il terzo anno consecutivo – scrivono i cardinali Reina e Gambetti – che vi scriviamo per invitarvi a riflettere sulla memoria viva dei fondatori della nostra Chiesa. Accanto ai luoghi di sepoltura dei santi Pietro e Paolo, dove sorgono le bellissime basiliche da sempre mete di pellegrinaggio, custodiamo nel cuore della nostra città anche i luoghi dove gli apostoli vissero, insegnarono il Vangelo e celebrarono i divini misteri, battezzando e costruendo faticosamente la nostra Chiesa fatta di pietre vive. Questi luoghi descrivono una vera e propria mappa nella città, una geografia apostolica dell’Urbe tutta da percorrere e che conserva nella tradizione della comunità cristiana memorie monumentali e fatti riportati dagli Atti degli Apostoli e testimonianze coeve».

20 giugno 2025

Santi Pietro e Paolo, le iniziative per la festa

Un cammino nel cuore della Città Eterna, uno spettacolo teatrale, una veglia di preghiera. Saranno concentrate nelle giornate dal 28 al 30 giugno le iniziative per la festa dei santi Pietro e Paolo, patroni di Roma, promosse dai Vicariati della diocesi di Roma e della Città del Vaticano, in collaborazione con il Ministero della Cultura e il Comune di Roma e con Panathlon International.

In particolare, venerdì 28 si terrà una veglia di preghiera nella basilica di San Pietro alle ore 21; sabato 29 è invece in programma “Quo Vadis”, un cammino che parte dall’Appia antica e tocca le tappe storiche della presenza dei due apostoli nell’Urbe; per finire, il 30 giugno, è previsto “Pietro e Paolo a Roma”, uno spettacolo teatrale di e con Michele La Ginestra.

A presentare le diverse iniziative sono il cardinale Mauro Gambetti, vicario generale di Sua Santità per la Città del Vaticano, e il vescovo Baldo Reina, vicegerente della diocesi di Roma. «Desideriamo porre al centro le massime memorie apostoliche riscoprendo il messaggio e la testimonianza di Pietro e Paolo attraverso i luoghi custoditi dalla tradizione – scrivono in una lettera congiunta – e, soprattutto, richiamare la vocazione della comunità cristiana nella città di Roma alle soglie del Giubileo che stiamo per celebrare: rinnovare uno spirito di accoglienza in tutte le nostre realtà pastorali a favore dei pellegrini che giungeranno; offrire una testimonianza di carità e di fede con il nostro vescovo Papa Francesco».

L’idea di fondo è quella di «restituire a Roma la permanenza dei suoi patroni, che danno un carattere di universalità a questa città: qui Pietro e Paolo hanno vissuto e hanno lasciato tracce». A spiegarlo è frate Agnello Stoia, parroco di San Pietro, che illustra così il progetto “Quo Vadis – In cammino con Pietro”, previsto per il prossimo 29 giugno, con l’obiettivo che possa diventare un appuntamento annuale.

L’idea di fondo è quella di «restituire a Roma la permanenza dei suoi patroni, che danno un carattere di universalità a questa città: qui Pietro e Paolo hanno vissuto e hanno lasciato tracce», spiega frate Agnello Stoia, parroco di San Pietro, che illustra così il progetto Quo Vadis – In cammino con Pietro, previsto per il prossimo 29 giugno, con l’obiettivo che possa diventare un appuntamento annuale. «Quo Vadis Domine? È la domanda che Pietro, in fuga da Roma, rivolge a Gesù che gli si manifesta sull’Appia Antica – racconta il religioso dei Frati Minori Conventuali – Su quella stessa strada da cui progettava di scappare, la Via Appia, la Regina Viarum, arriva a Roma san Paolo, perché il Vangelo di Cristo arrivi nel cuore del mondo. Le vicende umane di Pietro e Paolo, a Roma si intrecciano, si attraversano, si separano, si uniscono, sulle strade di Roma e come le strade di Roma». Una camminata urbana toccherà tutti i luoghi legati ai due apostoli, da San Sebastiano fuori le Mura a Santa Prisca, dal Carcere Mamertino a Santa Maria in Via Lata. Previsti due percorsi, uno più lungo e l’altro più breve, al termine dei quali si riceverà una “pietruzza”, un piccolo sasso simbolo del cammino compiuto. Proprio il sanpietrino, evocato nel logo di “Quo Vadis”, collega Pietro, Roma e le sue strade. È un’occasione offerta a cittadini, turisti, famiglie, fedeli per riscoprire o visitare per la prima volta tanti luoghi – tra cui il Parco Archeologico del Colosseo, la cui visita, in esclusiva per i partecipanti, è gratuita –, chiese, tesori dell’arte e della storia che emozionano. “Quo Vadis” ha ricevuto il Patrocinio del Ministero della Cultura, del Coni e del Parco Regionale dell’Appia Antica.

Ancora, domenica 30 lo spettacolo nell’atrio della basilica di San Pietro con inizio alle ore 21, «riporterà sulle vie di Roma Pietro e Paolo negli anni in cui sono stati qui insieme – prosegue frate Agnello –. Si tratta di un testo molto profondo ma anche molto romano nella cultura e nel gergo, nato grazie alla sagacia, alla scrittura fluida e all’inventiva di un artista del calibro di Michele La Ginestra che starà sul palco in veste di Pietro con Augusto Fornari in veste di Paolo, con la regia di Roberto Marafante e le musiche di Emanuele Friello».

10 giugno 2024

Santi Pietro e Paolo, la celebrazione dei vespri con il cardinale De Donatis

Il 29 giugno, solennità dei santi apostoli Pietro e Paolo, il vicario del Papa Angelo De Donatis ha presieduto nella cattedrale di Roma, la basilica di San Giovanni in Laterano, la sua prima celebrazione da cardinale, guidando la preghiera dei vespri. Al centro, il tema della testimonianza della fede, sul modello dei due apostoli, e il ricordo di don Andrea Santoro, il parroco romano fidei donum, ucciso a Trebisonda, in Turchia, il 5 febbraio 2006, che si soffermava sulla necessità nei nostri giorni di annunciare la verità di Dio e le sue promesse di vita.

De Donatis ha citato anche le parole del vescovo ausiliare Paolo Ricciardi sulla solennità dei santi apostoli Pietro e Paolo pubblicate come editoriale sul settimanale diocesano Roma Sette di domenica 24 giugno. «Abbiamo un tesoro inestimabile, noi cristiani di Roma – scrive il vescovo -. Mentre il sole di fine giugno accende al mattino la cupola di San Pietro e la sera illumina il mosaico della facciata di san Paolo, anche noi capovolgiamo lo sguardo, desiderando di perdere la testa per Cristo e per la Chiesa. Per Roma e per i romani. Solo così Roma diventerà di nuovo “Amor”».

Al termine della celebrazione, il nuovo cardinale ha salutato i presenti nel cortile del Palazzo Lateranense.

L’omelia integrale

La riflessione del vescovo Ricciardi

La lettera di don Andrea Santoro

 L’articolo di Roberta Pumpo su  Romasette.it 

Santi Pietro e Paolo

Santi Pietro e Paolo.

Santi Pietro e Paolo

Santi Pietro e Paolo

Santi Cirillo e Metodio. Festa del Seminario Redemptoris Mater

Santi Cirillo e Metodio. Festa del Seminario Redemptoris Mater.

Santi Cirillo e Metodio. Festa del Collegio diocesano Redemptoris Mater

Santi Cirillo e Metodio. Festa del Collegio diocesano Redemptoris Mater

Santi Aquila e Priscilla, presto riapre l’oratorio

I parrocchiani lo chiamano “il mostro”, “il fantasma”. Anche se quasi non si accorgono più della sua esistenza, nonostante rovini puntualmente ogni foto di gruppo della comunità. Si riferiscono a un edificio abbandonato posizionato proprio di fronte alla chiesa dei Santi Aquila e Priscilla, nel quartiere Marconi. Non è rimasto più niente, solo lo scheletro del palazzo. «Lì dentro una volta c’era la Asl, il Centro d’igiene mentale, il cinema, il supermercato, un parco giochi per bambini al chiuso. Ora invece, a causa di un contenzioso, è ridotto così da anni», raccontano alcuni genitori nel giardino Laura Maria Caterina Bassi, mentre i loro figli stanno giocando. «A parte questo piccolo spazio e il parco Marconi che è stato recentemente inaugurato, non ci sono luoghi sicuri di aggregazione qui intorno dove portare i bambini».

Presto però, assicura il parroco don Santino Giuseppe Quaranta, riapriranno gli spazi dell’oratorio. «Dopo Pasqua daremo il via ai lavori – spiega il sacerdote -: nell’area bambini saranno installati nuovi giochi, cambieremo il manto erboso del campo di calcetto e contiamo di realizzare anche un piccolo campo di pallacanestro. Vogliamo puntare molto sulla pastorale giovanile, grazie anche all’impegno del gruppo Scout e dell’Azione Cattolica, per creare una comunità ancora più solida». Un vero e proprio segno di speranza per il quartiere, che avrebbe bisogno anche di «maggiore sicurezza», aggiungono i genitori.

«Il livello di delinquenza si sta alzando. Sono aumentati i furti nelle case e anche episodi di violenza. L’altro giorno qualcuno ha cercato di violentare una ragazza in un ascensore a via Luca Valerio. Mentre sono ricorrenti gli scippi agli anziani in via Pietro Blaserna (la strada della parrocchia, ndr). Ci sarebbe bisogno di più controlli». Sono tante le persone in età avanzata del quartiere. E la maggior parte di loro soffre di solitudine. Il parroco sottolinea la difficoltà nel rintracciarli tutti. «È una realtà complessa – dice -. Una volta nei condomini c’erano delle persone che facevano da referenti. Ora invece queste figure non esistono più, ognuno pensa a sé stesso». Tra i laici che si occupano di loro c’è Chiara, ministro straordinario dell’Eucaristia. «Hanno bisogno di qualcuno con cui chiacchierare e condividere la propria fede – racconta -. Sono la parte orante della parrocchia. In questo modo fanno parte in maniera attiva della comunità, nonostante la lontananza fisica».

Al centro dell’impegno della parrocchia c’è anche la carità, con il centro d’ascolto e l’emporio della Caritas. Filippo è uno dei volontari. Anche loro ha incontrato il cardinale vicario Baldo Reina, che si è recato ieri nella parrocchia e tornerà anche oggi per la visita pastorale. «La maggior parte dei nostri utenti sono stranieri – racconta Filippo -. Non offriamo loro soltanto i pacchi alimentari, ma li aiutiamo a cercare lavoro, ascoltiamo i loro problemi. Hanno bisogno di una voce amica. Gli italiani sono molti di meno, tendono di più a chiudersi nella solitudine». Sulla scia della testimonianza dei Santi Aquila e Priscilla, conclude il parroco, «l’obiettivo è creare una realtà di famiglia e un clima di comunione tra tutti gli animatori della parrocchia. Questo è il lavoro che stiamo facendo: alimentare con la fede le nostre relazioni, per essere sempre più vicini a chi ne ha bisogno». (di Giuseppe Muolo da Roma Sette)

6 aprile 2025

Santi Antonio e Annibale Maria, preghiera per la vita

«Rendere l’aborto un diritto fondamentale dell’Ue» è quanto saranno chiamati a votare gli eurodeputati oggi, 11 aprile 2024, nel corso della sessione plenaria del Parlamento Europeo. Si tratta del secondo tentativo: la risoluzione infatti era stata già presentata il 7 luglio 2022 ed aveva suscitato l’indignazione di diversi Stati membri. All’indomani dell’inserimento nella Costituzione francese, la questione torna in auge con l’obiettivo di modificare l’art. 7 CEDU.

Negli ultimi giorni hanno già espresso il loro fermo No sia il Dicastero per la Dottrina della Fede attraverso il documento Dignitas infinita, che la Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione Europea con la nota “Sì alla promozione della donna e al diritto alla vita, no all’aborto e all’imposizione ideologica”. La Chiesa cattolica infatti ritiene che «l’interruzione volontaria della gravidanza non potrà mai essere un diritto fondamentale» in quanto «nella direzione opposta alla reale promozione delle donne e dei loro diritti».

Alle voci istituzionali si aggiunge anche quella della parrocchia romana dei Santi Antonio e Annibale Maria, da tempo impegnata per la promozione e la tutela della vita. Il parroco della Comunità – dove ha sede anche il Centro di Aiuto alla Vita, associazione che aiuta le mamme a non interrompere la gravidanza e supporta le famiglie nelle fasi successive alla nascita – ha indetto in concomitanza della votazione una speciale giornata di preghiera. Nella lettera inviata alla comunità padre Pasquale Albisinni sottolinea anzitutto come tutto questo stia avvenendo in un clima di silenzio mediatico, e che si tratti di un «gesto disperato di una cultura di morte che vuole a tutti i costi imporre il suo impero e lo scarto in nome di un principio assoluto di libertà che nulla a che fare con la libertà umana».

«La donna – sottolinea il sacerdote – è sempre lasciata sola con l’aborto. Non serve la fede, bastano la scienza e la ragione per comprendere quale crimine orribile sia l’aborto procurato, non solo da un punto di vista medico, ma anche scientifico, etico e giuridico». Pertanto, come gesto concreto, la Comunità e tutti coloro che lo desiderano sono invitati a prendere parte ad una straordinaria Giornata di Preghiera che si svolgerà nella chiesa parrocchiale nella giornata di oggi con l’adorazione eucaristica. Momento cruciale della giornata sarà la supplica a Maria, madre della Vita, recitata comunitariamente alle ore 12.

11 aprile 2024

Santa Sabina, la Quaresima inizia qui

All’inizio della Quaresima 2019 ci si prepara, come ogni anno all’avvento della Settimana Santa e della Domenica di Risurrezione, col solenne rito penitenziale dell’imposizione delle ceneri. L’inizio del tempo forte per eccellenza, qual è quello quaresimale, e il rituale che lo determina, getta le sue radici nella tradizione millenaria della Chiesa. Come molti sapranno, il Santo Padre dà inizio alla Quaresima, partecipando al rito delle imposizioni delle ceneri nella Basilica romana di Santa Sabina, sul colle Aventino. Quest’ultima infatti, è la prima stazione quaresimale tra tutte le altre preposte a tale incarico.

Bisogna allora comprendere bene cosa si intende con precisione per stazione. Tale parola deriva dal latino statio ed è la stessa che veniva usata allorquando i soldati romani iniziavano il turno di guardia. Una statio dunque, stazione per noi, che serve per meditare, ai piedi delle tombe dei martiri, i misteri della Redenzione e per imbracciare di nuovo e con sempre più tenacia le armi della fede che, illuminate dalla preghiera, dal digiuno e dall’elemosina, liberano e purificano l’anima per trovarla pronta ed accogliere la definitiva vittoria di Cristo sulla morte. Ed è così che, nel corso della storia, sono state aggiunte sempre più stazioni quaresimali fino a conferirne una a ciascun giorno della Quaresima. Un raccoglimento dunque giornaliero del popolo di Dio in itinere verso le memorie dei martiri che, prima di noi, hanno combattuto con le armi della fede la buona battaglia per la vita eterna e che per noi intercedono dal Cielo. Quella del Mercoledì delle Ceneri è senza dubbio la stazione più conosciuta. Ha inizio con la preghiera della colletta nei pressi di Sant’Anselmo e continua con una processione fino alla Basilica di Santa Sabina, dove ha luogo la Santa Messa presieduta dal Sommo Pontefice. La ragione per la quale sia proprio questa la prima stazione quaresimale è incerta: per lo più si pensa che, essendo la Basilica posta in cima all’Aventino, la salita verso di essa, partendo però dalla Chiesa di Sant’Anastasia, potesse essere un’immagine chiara del cammino penitenziale che ci si accingeva ad intraprendere.

La Basilica di Santa Sabina, risalente al V secolo, fu costruita, come riportato nella grande iscrizione musiva nella controfacciata, “dal presbitero Pietro Illirico, ai tempi di papa Celestino I” (422-432 d.C.). Questa sorge su una ecclesia domestica, di cui la titolare è Sabina, moglie di Valentino, convertitasi al cristianesimo per mezzo dell’ancella Serapia. Entrambe, scoperte, pagheranno col sangue la loro fede cristiana e sono oggi sepolte insieme sotto l’altare principale di Santa Sabina. Questa Basilica tuttavia, nonostante abbia subito ingenti restauri col tempo e molto di ciò che in essa era presente è andato perduto, conserva una decorazione in marmi pregiati che sormonta le colonne della navata centrale e che, presenta alcune insegne militari delle legioni romane sormontate dal simbolo della Croce: l’unico segno oramai per il quale vale la pena battersi, vivere o morire.

La difesa della nostra fede, l’amore appassionato a ciò che Cristo ha fatto per noi e la protezione da tutto ciò che possa scalfire la profonda bellezza del nostro appartenere a Cristo, sia l’oggetto della nostra battaglia quaresimale. Secondo quanto dice Paolo: “Risplendete come astri nel mondo, tenendo salda la parola di vita” (Fil 2, 15-16) e questo, come il Signore e i martiri ci insegnano, usque ad sanguinem effusionem (sino all’infusione del sangue) . La Quaresima dunque è un po’ una parafrasi della vita che, attraverso le tentazioni e le battaglie spirituali e non, conduce, se si rimane forti nella fede, all’approdo di salvezza.
Santa Quaresima.

A cura delle Missionarie della Divina Rivelazione

5 marzo 2019

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