19 Giugno 2026

“We believe in love”, l’inno di monsignor Frisina e il videoclip di Luigi Pingitore

Piazza del Popolo e il Colosseo, le strade della Garbatella e i murales di Tor Marancia, un papà che vende fiori al mercato e una mamma che fa volontariato alla mensa della Caritas, l’Aula Paolo VI vuota, quasi in attesa, e il Coro della Diocesi di Roma che prova nella basilica di San Giovanni deserta. “We believe in love, alleluja”, cantano. Le immagini girate dal regista Luigi Pingitore si fondono perfettamente alle parole scritte e alla musica composta da monsignor Marco Frisina. Nel corso della conferenza stampa organizzata giovedì 30 settembre nella Sala Stampa vaticana sono stati presentati sia l’inno ufficiale del X Incontro mondiale, sia il videoclip che lo accompagna.

L’inno è cantato in nove lingue diverse ed «è stato pensato per accompagnare i grandi momenti dell’Incontro – sottolinea monsignor Frisina –, uno strumento con cui poter coinvolgere in canto tutte le famiglie. Il ritornello in lingua inglese, composto da una melodia molto semplice e orecchiabile, proclama con entusiasmo i grandi valori fondamentali della famiglia: l’amore e la vita. Lo stile musicale dell’inno è volutamente popolare e internazionale, per favorire la partecipazione da parte di tutte le famiglie del mondo».

Il regista del videoclip è Luigi Pingitore. «Mi sono accostato a questo lavoro – racconta – con lo stupore che chiunque di noi può provare di fronte all’immensa bellezza che si nasconde in certi scorci romani, nelle navate silenziose delle chiese, nei gesti intimi e spesso anonimi dei tanti uomini che ogni giorno accolgono e sorreggono gli altri, nella meravigliosa luce romana che si imbeve nelle pietre millenarie rendendole all’improvviso l’unico oggetto che valga davvero la pena guardare. Questo stupore era felicità. E cosa ci può essere di più intimamente spirituale che riconoscere la felicità della bellezza e provare a raccontarla?».

30 settembre 2021

“Vocazioni felici”: la presentazione del libro

«Parlare di vocazioni e alle vocazioni significa farsi vicino alle gioie e alle sofferenze di un servizio spesso non apprezzato. Eppure il mondo ha bisogno di sentir parlare di Dio, di incontrare e riconosce i testimoni di un amore che include, che perdona, che non delude, che non segue le mode del tempo. L’Amore per sempre e per tutti, tutti, tutti». Sono parole che Papa Francesco scrive nella prefazione al libro “Vocazioni felici. Integrare orientamento sessuale, affetti e relazioni” (Ed. San Paolo), curato dalla psicologa Chiara D’Urbano, consultrice del Dicastero per il Clero. Il volume sarà presentato mercoledì 9 aprile alle ore 17 nella Sala della Conciliazione del Palazzo Lateranense; all’evento interverranno il cardinale Baldo Reina, vicario del Santo Padre per la diocesi di Roma; il cardinale Lazzaro You Heung-sik, prefetto del Dicastero per il Clero; il vescovo Michele Di Tolve, rettore del Pontificio Seminario Romano Maggiore; e suor Alice Callegari, delle Figlie della Chiesa. Modererà l’incontro Alessandro De Carolis, giornalista vaticanista. Sarà presente l’autrice.

Il testo, spiega l’autrice, «si rivolge a uomini e donne, che vogliono vivere la loro vocazione in modo autentico e felice. È possibile la felicità in ambito vocazionale? Certamente. E il benessere, la felicità passano attraverso il riconoscimento dell’umanità di sacerdoti, religiose e religiosi, e l’integrazione del mondo dei sentimenti e degli affetti, al di là dell’orientamento eteroaffettivo e omoaffettivo. Non è l’orientamento sessuale, infatti, la questione centrale, ma l’integrazione affettiva. La pratica psicologica, la letteratura scientifica, l’esperienza di formatori e formatrici, e infine la testimonianza diretta di sacerdoti e religiose, aprono la via, come questo libro documenta, a una visione positiva, di fatto più evangelica e più vera sul tema vocazionale».

Chiara D’Urbano è psicologa e psicoterapeuta, consultrice del Dicastero per il Clero, perito dei Tribunali Ecclesiastici (Rota Romana, Tribunale SCV, Tribunale di Istanza del Vicariato di Roma). Da molti anni opera in sede clinica e formativa nell’accompagnamento dei processi vocazionali maschili e femminili. Al libro hanno collaborato don Michele Gianola, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale delle vocazioni; una monaca formatrice di giovani religiose; e alcuni sacerdoti, religiosi e religiose che hanno raccontato, sotto forma di intervista, la loro esperienza. Chiude il volume un’accorata lettera aperta di 50 sacerdoti con orientamento omoaffettivo.

LocandinaDUrbano

4 aprile 2025

“Villaggio Oratorio Senior Weekend” – formazione per responsabili e assistenti di oratorio (COR)

“Villaggio Oratorio Senior Weekend” – formazione per responsabili e assistenti di oratorio (COR)

“Villaggio Oratorio Senior – Winter edition” – formazione per responsabili e assistenti di oratorio (COR)

“Villaggio Oratorio Senior – Winter edition” – formazione per responsabili e assistenti di oratorio (COR)

“Venite in disparte”, incontro per le famiglie

Foto DiocesiDiRoma/Gennari

Due giorni dedicati alle famiglie, all’insegna della preghiera e della condivisione. Saranno questi gli ingredienti dell’Incontro diocesano delle famiglie dal tema “Venite in disparte”, la nuova proposta dell’Ufficio diocesano per la pastorale familiare per il fine settimana dell’1 e 2 luglio, per la quale sono già aperte le iscrizioni. Dal sabato mattina alla domenica pomeriggio, i partecipanti si ritroveranno insieme presso il Centro Giovanni XXIII di Frascati, situato in via di Colle Pizzuto 2. Due giornate ricche di momenti di riflessione, confronto e anche svago, che si concluderanno con la celebrazione della Messa.

«Con il titolo delle due giornate, “Venite in disparte”, vogliamo accogliere l’invito che Gesù fa ai discepoli, stanchi ed affannati, ad andare con lui per essere ristorati», spiega il vescovo incaricato per la Pastorale familiare nella diocesi di Roma, monsignor Dario Gervasi. «Il senso più profondo – aggiunge – vuole essere questo: due giorni con il Signore per ritornare alle nostre case, ai nostri impegni, alle nostre parrocchie ristorati da Lui. È una esperienza indirizzata soprattutto alle parrocchie che non sono riuscite, per vari motivi, a organizzare un proprio ritiro per le famiglie».

L’Ufficio diocesano, ricorda infatti il direttore don Dario Criscuoli, «ha avviato la programmazione di alcune iniziative di sostegno alla pastorale familiare delle parrocchie. Alcuni giorni fa – ricorda il sacerdote – abbiamo vissuto una bella esperienza con la Giornata diocesana delle famiglie 2023 al Santuario del Divino Amore. Una bella occasione di confronto, con un buon numero di famiglie provenienti da tutta la diocesi, che ci lascia ben sperare in un bel coinvolgimento nelle attività parrocchiali».

Per quanto riguarda la due giorni di inizio luglio, la spesa per l’intera permanenza è di 80 euro a persona; i bambini fino a 3 anni non pagano nulla mentre per quelli dai 4 ai 10 anni è prevista una riduzione del 30 %. La scadenza delle iscrizioni è fissata al 10 giugno. Per chiedere informazioni e raccogliere iscrizioni, scrivere all’indirizzo: incontrofamiglie2023@gmail.com.

31 maggio 2023

“Venite in disparte per affinare l’ascolto”: una testimonianza sugli esercizi spirituali

Negli stessi giorni in cui si sono svolti gli Esercizi Spirituali per il consiglio episcopale, i parroci prefetti e i direttori del Vicariato si stava vivendo il Pellegrinaggio della diocesi in Terra Santa; non è stata una coincidenza ma una provvidenza. Noi qui sul mare di Santa Severa per ascoltare la Parola, altri nella terra dove la Parola si è fatta carne ed è venuta ad abitare in mezzo a noi.

Insieme facciamo un tratto prezioso del cammino sinodale, perché l’ascolto incomincia sempre dal silenzio e dalla contemplazione. Ogni volta che mi capita di vedere come in questi giorni vissuti, gli altri che pregano, contemplano, passeggiano lungo il mare, oppure guardare dal treno i contadini nel silenzio dei campi, sento forte un nuovo slancio verso la vita. Guardo e basta. Mi sembra importante questo; la prima violenza è quella dell’occhio ci dicono tante volte i vangeli, ma lo sguardo di Gesù ci può purificare tutti. Abbiamo bisogno di sguardi purificati, spirituali.

È dal seme della spiritualità e dell’interiorità che germogliano l’amore e la carità. Senza i piccoli semi della Parola di Dio, si fa fatica, non solo nel lavoro di ogni giorno, nel matrimonio e come genitori, ma anche nella vita consacrata. Si rischia di vivere una vocazione spesso senza più radici autentiche, più facilmente preda della ricerca del potere, dell’egoismo, della mondanità e del clericalismo, vivendo un celibato e un ministero sacerdotale non come dono della Grazia, ma come un vincolo senza felicità, senza amore e senza gioia. Non dobbiamo aver paura dei nostri occhi malati o del nostro ascolto a volte parziale, perché nel momento in cui facciamo esperienza di tutto questo, si manifesta la potenza di Dio che non ci lascia soli, e fa germogliare e crescere il seme.

Quando potremo gustare frutti maturi? La risposta più semplice e più vera è, ogni giorno. Ci vengono offerti in tanti modi diversi, dalle persone che incontriamo. Per gustarli però bisogna fare un lavoro di rinuncia, eliminare tanti preconcetti, buttare via tanta zavorra, per restare quasi a mani vuote, cioè libere per accogliere il dono, anzi il donatore. Gesù ce lo ha detto chiaramente: «non portate borsa né sacca né sandali» (Lc 10,4). Non lasciamoci mai condizionare dai mezzi che abbiamo in mano; andiamo prima di tutto con la forza della fede incontro al dolore di ogni uomo che attende una Parola di Speranza.

“L’angelo del Signore tornò una seconda volta, lo toccò, e disse: Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te”.( 1 Re19,7) Abbiamo pregato in questi giorni , con questo bel testo prima di ogni meditazione. Che sia per ognuno di noi esperienza quotidiana tornando nel servizio attivo del nostro ministero. Ci basta il tocco di Gesù, come quello della mamma che sveglia il suo bambino, alzati, sorgi che è giunta l’ora. Ci basta la Sua Parola che si fa cibo.

Don Francesco Pesce

12 novembre 2021

“Una donna forte chi potrà trovarla? Ben superiore alle perle è il suo valore” (Pr 31,10): percorso per giovani ragazze sul carisma/vocazione della femminilità, in collaborazione con le monache agostiniane e la Dott.ssa Vittoria Lugli – Monastero dei SS. Quattro Coronati (Uff. vocazioni)

“Una donna forte chi potrà trovarla? Ben superiore alle perle è il suo valore” (Pr 31,10): percorso per giovani ragazze sul carisma/vocazione della femminilità, in collaborazione con le monache agostiniane e la Dott.ssa Vittoria Lugli – Monastero dei SS. Quattro Coronati (Uff. vocazioni)

“Una Bibbia da amare”

“Una Bibbia da amare. Da non-popolo a popolo di Dio seguendo il paradigma dell’Esodo”. Incontro a cura dell’Ufficio catechistico.

“Un pensiero per te”, la lettera del vescovo Gervasi agli anziani di Roma

Pubblichiamo di seguito la lettera del vescovo ausiliare Dario Gervasi indirizzata agli anziani della Diocesi di Roma.

Un pensiero per te

In un tempo storico difficile come quello che stiamo attraversando, sento forte il bisogno di scriverti e farti arrivare il mio saluto affettuoso e pieno di gratitudine per la tua profonda esperienza di vita, per le prove che hai passato e per la fatica che hai vissuto.

Pensandoti, come Maria, anch’io posso dire: «grandi cose ha fatto in “te” l’Onnipotente»!
Sento di doverti ringraziare, per la tua saggezza, la pazienza e soprattutto per quanto hai donato e continui a donare a chi hai accanto.

Grazie per aver lottato, sofferto e vissuto, consegnando a tutti, in particolare ai giovani, un mondo di cui ne dobbiamo essere anche noi dei custodi responsabili, dovendone conservare la bellezza e la giustizia per la quale ti sei dato tanto da fare.

Ti auguro e prego che tu non possa avere alcun rimpianto.

Gesù guarisca le ferite del tuo cuore e ti conceda la grazia di essere in pace con tutti. Ti auguro e prego perché tu possa arricchire e confortare con il Suo Amore, i tuoi figli e i tuoi nipoti e che anch’essi possano esserti di sostegno e di aiuto nei momenti più difficili.
Ti sono vicino e prego il Signore Gesù che ti doni il Suo perdono, ti faccia sentire tutto il Suo Amore e ti avvolga con la Sua infinita Misericordia.

Siano sempre presenti nella tua mente le Sue Parole: «Qualunque cosa il nostro cuore ci rimprovera, Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa» (1 Giovanni, 3,20).
Sei prezioso.

Ti saluto donandoti la Benedizione di Dio.
Ma Ti chiedo un dono anche io: benedicimi anche tu, e prega per tutti noi, cosi, come sai pregare, cosi come sei.

Abbi fiducia che la tua preghiera è ascoltata da Dio e arriva al Suo Cuore più di quanto tu non possa immaginare.
Ti ringrazio.

+ Mons. Dario Gervasi
Vescovo Ausiliare della diocesi di Roma

“Un di più di misericordia”. Corso di formazione in pastorale dei malati e dei sofferenti aperto a tutti

“Un di più di misericordia”. Corso di formazione in pastorale dei malati e dei sofferenti aperto a tutti al Pontificio Seminario Romano Maggiore, a cura del Centro per la pastorale sanitaria.

“Un di più di misericordia”, il corso per stare accanto ai malati

«La nostra città di Roma è piena di persone malate nelle case, negli ospedali, nei luoghi di cura. Come comunità cristiana non possiamo essere sordi al grido di chi soffre, di chi ha bisogno di cura e di attenzione. Per stare accanto ai malati occorre l’umanità e la tenerezza di Gesù. È necessaria anche una formazione, affinché la nostra cura sia supportata dalla forza della Parola di Dio, dalla sapienza del Magistero, dalla testimonianza dei santi e di quanti operano da tempo nella pastorale dei malati». Il vescovo Paolo Ricciardi, delegato nella diocesi di Roma per la pastorale sanitaria, spiega così il senso di un nuovo percorso formativo, in partenza dal 12 novembre, promosso dal Centro per la pastorale sanitaria e dall’Ufficio catechistico diocesani.

“Un di più di misericordia” è il titolo dell’iniziativa, aperta a tutti, che si articola in sette incontri dalle 19 alle 20.30, nella Sala conferenze del Pontificio Seminario Romano Maggiore (piazza San Giovanni in Laterano, 4). Il via martedì 12, con una riflessione su “Perché Signore? Il grido dei malati”; gli appuntamenti successivi si terranno poi il 26 novembre, il 10 dicembre, il 7 e il 21 gennaio, il 4 e il 18 febbraio.

In programma anche altri tre appuntamenti, che non sono parte integrante del corso ma comunque interessanti per i partecipanti: il 20 marzo 2020 alle ore 20.30 su “Le grandi domande dell’uomo tra le pagine della letteratura”; il 5 maggio 2020 alle 20.30 su “Eschaton: in cammino verso la risurrezione”; infine sabato 9 maggio 2020, una mattinata (9.30-12) di approfondimento sul tema “La grazia dei sacramenti di guarigione: riscoprire la penitenza e l’unzione”.

«Sarà un breve percorso di formazione – commenta monsignor Ricciardi – per chi offre un servizio accanto a chi soffre, nella nostra Chiesa di Roma. Vuole essere un sostegno perché chi opera accanto al malato cresca non solo a livello del sapere, ma anche del saper essere e del saper fare».

5 novembre 2019

“Un di più di misericordia”, al via la quarta edizione

Per il quarto anno consecutivo il Centro per la pastorale sanitaria della diocesi di Roma offre un percorso base di pastorale della salute aperto a tutti, incentrato sull’ascolto di malati e sofferenti e dei loro familiari. “Un di più di misericordia” è il nome dell’iniziativa, che «rientra nel secondo anno del cammino sinodale – spiega il vescovo Paolo Ricciardi, delegato diocesano per la Pastorale sanitaria –, in particolare per chi desidera accostarsi, secondo l’immagine dei Cantieri di Betania, ai “villaggi” dei malati, ed entrare nelle loro case o negli ospedali per ascoltarli. È necessario questo tempo di formazione – prosegue – perché possiamo, tutti insieme, essere maggiormente attenti alle necessità dei fratelli».

Il corso è indirizzato in modo particolare a coloro che sono a contatto con le persone malate, come medici, infermieri, operatori socio-sanitari, volontari, ministri della comunione; ma anche sacerdoti, religiosi, consacrati, catechisti, volontari. Gli incontri – sei in tutto fino a febbraio – prenderanno il via il 15 novembre, e si terranno nella Sala Tiberiade del Seminario Romano Maggiore, dalle 18.30 alle 20. “Perché Signore? Il grido dell’uomo nella malattia” è il tema del primo appuntamento; il secondo, il 29 novembre, sarà invece su “Vuoi guarire? In cammino insieme a Gesù nel villaggio dei malati”. Ancora, il 13 dicembre su “Chi crede, vede. Il valore salvifico della sofferenza”; il 10 gennaio si affronterà “Tu non puoi capire…. Come ascoltare una persona malata”; il 24 gennaio “In cammino sinodale con i più fragili. La parrocchia, comunità sanante”. Ultimo incontro il 7 febbraio, con una riflessione su “Tutti siamo malati. Esperienze, testimonianze, condivisioni”.

Per informazioni e iscrizioni contattare il Centro per la pastorale sanitaria, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 al numero 06.69886227, oppure scrivere a segreteria.sanitaria@diocesidiroma.it.

Un di più di misericordia

4 novembre 2022

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