Pier Paolo Pasolini, a cinquant’anni esatti dall’assassinio, sarà il protagonista del primo incontro della nuova stagione di “Ascoltando i maestri”, iniziativa di riflessione e approfondimento culturale dell’Ufficio per la pastorale universitaria della diocesi di Roma. La figura dello scrittore e regista sarà al centro dell’appuntamento di venerdì 7 novembre, alle ore 19.45, nella parrocchia di San Gregorio Magno alla Magliana, a cui interverranno don Gabriele Vecchione, vicedirettore dell’Ufficio diocesano, e Giorgio Nisini, scrittore e saggista, docente alla Sapienza Università di Roma; a moderare il dialogo tra i due sarà Francesco d’Alfonso, dell’Ufficio diocesano.
Il percorso proseguirà il 4 dicembre, sempre alle 19.45, a Sant’Agostino in Campo Marzio, su “Artemisia Gentileschi”, con Giacomo Cardinali, della Biblioteca Apostolica Vaticana, e Antonio Soldi, della Sapienza Università di Roma. Il 18 dicembre, alle 20.30, l’appuntamento è invece al Teatro Palladium con “Waiting in the dark”, spettacolo teatrale a favore del Polo Universitario Penitenziario, una drammaturgia di Francesco d’Alfonso tratta da “Assassinio nella Cattedrale” di T. S. Eliot.
Il 27 gennaio, alle ore 19.45, “Ascoltando i maestri” prosegue con una serata dedicata a Etty Hillesum, a Santa Maria in Campitelli, con don Gabriele Vecchione e Alessandra Campo, della Pontificia Università Gregoriana. Ultimo incontro il 17 aprile, sempre alle 19.45 a San Saba, su Giuseppe Ungaretti, a cui, oltre a don Vecchione, interverrà Fabrizia Sabatini delle Edizioni Magog.
Tutte le serate di “Ascoltando i maestri” prevedono la partecipazione di attori, cori, musicisti e danzatori sotto la direzione artistica di Francesco d’Alfonso.
Trentennale della Fondazione Salus Popoli Romani e presentazione del Rapporto annuale, in Vicariato con la presenza del Cardinale Mons. Reina (FSPR-Uff Caritas)
Si è svolto sabato 25 ottobre nel Teatro della Parrocchia di San Damaso Papa il “Festival per la Vita” organizzato dal Centro Aiuto alla Vita “Cav Monteverde ODV”. L’evento è stato organizzato e presentato dai volontari del Cav, coordinati dalla presidente Franca Tonini con la partecipazione di personalità che hanno raccontato le loro esperienze di ricercatori, professionisti e artisti impegnati per la vita e di gruppi che hanno animato il festival con coreografie e canti. Ad accogliere i presenti nel Teatro San Damaso Papa è stato il parroco, don Humberto Gomez che, dopo aver ricordato i dati allarmanti sulla denatalità in Italia, ha messo in evidenza il valore inestimabile di ogni vita umana sin dal momento del concepimento, ed ha elogiato il prezioso lavoro dei volontari del Cav.
Franca Tonini e Marina Casini
Franca Tonini ha ricordato che la finalità del Cav è di promuovere e difendere la vita umana fin dal concepimento, aiutando le donne che si trovano a vivere una gravidanza difficile, indesiderata o vissuta in solitudine. «La mamma nel Cav – ha chiarito Tonini – deve essere accolta con empatia, con un atteggiamento privo di giudizio, con calore umano, in questo modo da uno stato di angoscia e preoccupazione passerà alla fiducia, che le permetterà di accogliere il bambino».
La prima accoglienza è molto delicata, «deve essere saggia, prudente, attenta, disponibile e tenera. Alla mamma si offre anche una consulenza interdisciplinare (psicologica, ginecologica, giuridica, etica) ed un aiuto materiale perché possa accogliere serenamente il figlio che porta in grembo, e viene accompagnata fino ai primi due-tre anni del bambino». Al Cav Monteverde, dal mese di febbraio sono state accolte sessantadue mamme, con diciotto nascite ed altri diciannove bambini sono in arrivo; «il numero elevato di mamme è la prova che è un servizio necessario nel quartiere Monteverde-Gianicolense».
Il primo intervento è stato quello di Beatrice Fazi, attrice teatrale e “madrina di tutti i Cav” di Roma, la quale ha portato una testimonianza di vita con parole di una giovane mamma che ha vissuto in prima persona il dramma dell’aborto volontario e le conseguenze devastanti che questo ha causato nella sua vita, ma anche il successivo percorso di rinascita.
L’intervento di Beatrice Fazi
Sono intervenuti, in seguito, Marina Casini, presidente del Movimento per la Vita italiano (MpV) di cui nel presente anno si celebra il 50°. La professoressa Casini ha ricordato la «missione preziosa» dei 400 Cav che sono in Italia, e «che hanno salvato la vita di circa 280.000 bambini». Il Movimento per la Vita «è come lievito che fermenta la società, motore di avviamento di una nuova progettualità: la civiltà della verità e dell’amore che vuole porre al centro l’uomo e che quindi privilegia il povero, l’emarginato, lo scartato. Lo sguardo su colui che non è ancora nato e la protezione di quella primordiale solidarietà che unisce la mamma al figlio che culla in grembo è la leva che muove questa nuova progettualità».
Il professor Giuseppe Noia, direttore dell’Hospice perinatale e presidente della Fondazione “Il Cuore in una goccia”, ha illustrato il fondamento scientifico che sostiene gli sforzi della ricerca e della pratica clinica nel portare avanti la vita dell’embrione sin dalle prime fasi del suo sviluppo nel grembo materno. In particolare, ha ricordato «il valore della relazione e il rapporto di reciproca cura che si sviluppa tra il corpo della madre e l’embrione, nelle diverse fasi dello sviluppo prenatale, senza nascondere la meraviglia che suscita tale fenomeno». Inoltre ha anche fatto cenno alle terapie fetali e alle nuove frontiere della ricerca soprattutto a beneficio dei bambini con sindrome di down.
Toccante la testimonianza di Sara e Stefano, una coppia che ha scelto di portare avanti la gravidanza delle ultime due bambine, pur sapendo che le loro vite sarebbero state brevi; una lezione di amore e di pace che ha commosso tutti. Il messaggio che questa coppia ha voluto trasmettere, è che «un figlio è un figlio, quali che siano le sue condizioni cliniche prenatali e tale resterà per sempre nel cuore dei suoi genitori».
Il Festival ha visto alternarsi alle relazioni e alle testimonianze alcuni momenti musicali come quelli animati dal Gruppo Holy Dance che ha creato alcune coreografie sulle note di brani della Sacra Scrittura e delle parole di Papa Francesco. L’incontro si è concluso con un saluto di Maria Luisa Ubaldo, presidente di Federvita Lazio che ha definito ogni Centro di Aiuto alla Vita (10 a Roma) una «stella polare che illumina, guida e custodisce la vita ed insieme fanno brillare una splendida costellazione di accoglienza e speranza». Le “diciotto margherite” con il nome di ciascun bambino nato nell’ultimo anno, accolto al Cav, poste come decorazione del Teatro San Damaso hanno simboleggiato un grande prato fiorito in cui germoglia la vita e fiorisce la speranza.
Il Cardinale Vicario Baldassare Reina,
il Consiglio Episcopale,
i Presbiteri e i Diaconi della Diocesi di Roma
sono vicini al dolore di Don Maurizio Pallù,
Presbitero itinerante della Diocesi di Roma,
per la morte della sua cara mamma
Maria Laura
di anni 97
e, assicurando preghiere di suffragio, invocano Dio Padre,
ricco di misericordia, perché conceda a Maria Laura
il premio della vita eterna e dia conforto ai suoi familiari.
I funerali saranno celebrati oggi, 29 ottobre 2025,
presso la Parrocchia San Michele Arcangelo
(Via di Mezzo, 134 – Vignole PT)
Partirà il prossimo 15 novembre il cammino di formazione permanente per gli adoratori della diocesi di Roma, promosso dall’Ufficio liturgico diocesano. Il primo appuntamento è dalle ore 10 alle ore 12.30, presso il Seminario Romano Maggiore (Sala Tiberiade) con don Andrea Cavallini, sul tema “La fede nel mistero della presenza reale di Cristo nell’Eucaristia”.
Il percorso formativo proseguirà il 31 gennaio 2026, alle 10, nella chiesa di Gesù Maestro a via Portuense, con una riflessione su “Il silenzio, valore antropologico e spirituale” a cura di padre Simone Raponi. Ancora, il 14 marzo, nella parrocchia di San Gioacchino in Prati, don Marco Gagliardi interverrà su “Adorazione e riparazione”. La conclusione del cammino il 13 giugno alle 10, al Santuario della Madonna del Divino Amore, con la Messa celebrata dal cardinale vicario Baldo Reina e l’adorazione. Sono invitati a partecipare gli adoratori e i ministri straordinari della Comunione.
«Carcere, l’alternativa è possibile» è il tema dell’incontro incentrato sulle realtà delle Cec, le comunità educanti con i carcerati, che si terrà il 30 ottobre alle 18 nella Sala Conferenze del Pontificio Seminario Maggiore. Protagonista sarà Giorgio Pieri, coordinatore nazionale Cec dell’Associazione Papa Giovanni XXIII. L’incontro è pensato in particolare per volontari e operatori della pastorale carceraria e per tutti gli interessati al tema.
«La Pastorale carceraria della diocesi di Roma – spiegano dal Servizio diocesano – ha a cuore sia l’accompagnamento e la cura delle persone che sono dentro gli istituti penitenziari, sia la realtà di coloro che usufruiscono di misure alternative alla detenzione». L’obiettivo dell’incontro di riflessione – così come di altri che seguiranno, nel corso dell’anno, sempre proposti dalla Pastorale carceraria diocesana – è «sensibilizzare e imparare ad ampliare lo sguardo su quella che è la realtà legata al mondo del carcere e a chi lo attraversa».
Partecipa alla conferenza stampa per la restituzione di un prezioso bene recuperato dai Carabinieri presso la Basilica S. Maria in Ara Coeli al Campidoglio
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