1 Maggio 2026

Roma, «città dei ponti mai dei muri»

Foto di Cristian Gennari

di Andrea Acali

Roma polo d’attrazione e cerniera, meta e simbolo, luogo del dialogo tra potere temporale e spirituale. Una città che «esige e merita la fattiva, saggia, generosa collaborazione di tutti; merita che tanto i privati cittadini come le forze sociali e le pubbliche istituzioni, la Chiesa Cattolica e le altre Comunità religiose, tutti si pongano al servizio del bene della città e delle persone che la abitano, specialmente di quelle che per qualsiasi ragione si trovano ai margini, quasi scartate e dimenticate o che sperimentano la sofferenza della malattia, dell’abbandono o della solitudine».

È il messaggio che Francesco lancia dall’aula Giulio Cesare in occasione della sua visita in Campidoglio. Giunto in anticipo e accolto dal sindaco Virginia Raggi e dagli squilli di tromba dei Fedeli di Vitorchiano, il Santo Padre, dopo essersi affacciato dal balcone dello studio del primo cittadino per godere la splendida vista dei Fori, ha avuto un colloquio privato con la Raggi di circa 15 minuti. Insieme hanno quindi raggiunto la Sala dell’Arazzo dove il Papa ha donato a vicesindaco, presidenti dei gruppi consiliari e dirigenti capitolini una copia del libro “Ripensare il futuro dalle relazioni” con i discorsi sull’Europa. Dopo aver salutato gli assessori e i presidenti dei municipi nella Sala delle Bandiere e aver firmato il Libro d’Oro Capitolino, Francesco ha fatto il suo ingresso nell’aula Giulio Cesare per il momento clou della sua visita.

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26 marzo 2019

Roma non dimentica. Fiaccolata a 30 anni dagli attentati a San Giovanni in Laterano e San Giorgio in Velabro

Una fiaccolata per non dimenticare. Una fiaccolata di memoria e impegno nel trentesimo anniversario degli attentati mafiosi alle chiese di San Giovanni in Laterano e San Giorgio in Velabro nella notte tra il 27 e il 28 luglio del 1993. Appuntamento venerdì 28 luglio ore 00.04 con partenza San Giovanni In Laterano e arrivo a Piazza San Giorgio in Velabro promossa da Libera, Comune di Roma e Diocesi di Roma e in collaborazione con l’associazionismo, sindacati, studenti e le forze sociali e istituzionali.

Una fiaccolata per ricordare quel mercoledì 28 luglio di trent’anni fa quando, alle ore 00.04, un’auto-bomba, collocata nell’angolo tra il Palazzo Lateranense e la testata del transetto della basilica di San Giovanni, esplodeva, seminando distruzione e rovina. L’effetto dell’esplosione raggiunse il palazzo d’abitazione annesso alla Basilica, il Battistero di San Giovanni in Fonte, la Canonica capitolare, alcuni palazzi annessi all’Università Lateranense, l’Ospedale di San Giovanni. A pochi minuti di distanza, alle 00.08, una seconda auto-bomba esplodeva davanti alla facciata della chiesa di San Giorgio in Velabro, provocando ingenti danni che causò la chiusura della chiesa per tre anni. Gli attentati mafiosi causarono 22 feriti. Un attacco allo Stato, un attacco alla Chiesa. Un progetto mafioso di destabilizzazione del funzionamento delle Istituzioni democratiche e della vita civile del Paese.

Una risposta all’invettiva contro i mafiosi pronunciata di Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi ad Agrigento il 9 maggio del 1993, che anticipava le parole “definitive” di “scomunica” dei mafiosi da parte di Papa Francesco nella Piana di Sibari nel giugno 2104.

Insieme, il 28 luglio per una fiaccolata di memoria e impegno in ricordo di tutte le vittime delle mafie per dire Roma non dimentica e per rilanciare la lotta alla mafia che uccide la speranza, semina terrore e ruba il nostro futuro e valorizzare l’opera di tante realtà, laiche e cattoliche, istituzionali e associative, impegnate per il bene comune, per la dignità e la libertà delle persone.

10 luglio 2023

Roma e Gerusalemme sempre più vicine: il primo pellegrinaggio in Terra Santa con l’Orp

«Dobbiamo rinsaldare quel legame tra la Chiesa Madre, che è Gerusalemme, e la Chiesa Capo, quella di Roma. Il Covid ci ha separato: non solo le famiglie, ma anche le Chiese, eppure noi vogliamo superare questa separazione e tornare alla comunione originaria». Con poche parole il cardinale Enrico Feroci, parroco di Santa Maria del Divino Amore a Castel di Leva e rettore del Seminario della Madonna del Divino Amore, condensa il senso del pellegrinaggio in Terra Santa organizzato dall’Opera romana pellegrinaggi dal 5 al 9 luglio. In Israele, lunedì pomeriggio, a bordo di un aereo della El Al, sono arrivate diciotto persone tra pellegrini, guide e operatori della comunicazione: «I primi pellegrini italiani dopo sedici mesi», come ha sottolineato anche don Filippo Morlacchi, sacerdote fidei donum della diocesi di Roma che da quasi tre anni risiede a Betlemme.

Gli ultimi due li ha passati a Casa Filia Sion, struttura della diocesi nel cuore della città vecchia, a trenta metri dalla Porta di Damasco, nata per ospitare sacerdoti, laici e religiosi ma che di fatto, a causa dell’emergenza sanitaria, non ha potuto ancora accogliere molte persone. Il pellegrinaggio del gruppo romano è iniziato proprio dalla cappellina di Filia Sion, dove viene celebrata la prima Messa, il lunedì sera, con benedizione dell’altare. Sotto il piano marmoreo erano già collocate le reliquie di quattro luoghi santi – Natività, Cenacolo, Getsemani e Calvario –, mentre durante la celebrazione è stata posta l’ultima, quella del Santo Sepolcro. «Questa struttura è un ponte tra Roma e Gerusalemme, ed è un sogno che avevamo da quindici anni – dice don Morlacchi –. Non è un albergo ma una casa dove appunto si vive insieme, e ciascuno mantiene ampi spazi di libertà. L’idea è che chi viene qui si senta a casa sua».

In questi giorni non mancano le visite ai luoghi più cari ai fedeli cristiani, come la chiesa della Natività o il Santo Sepolcro, la Sinagoga Hurva e la Spianata delle Moschee. A Betlemme, il gruppo ha visitato il “Piccirillo Handicraft Centre” con padre Ibrahim Faltas, dove persone con disabilità realizzano manufatti in legno di ulivo, madreperla e ceramica. Tra gli incontri più significativi, quello con Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei Latini: «Gerusalemme ha bisogno di Pietro ma anche Pietro ha bisogno di Gerusalemme – ha detto –. Roma è il cuore del cattolicesimo, mentre Gerusalemme è il cuore del cristianesimo. Dobbiamo prendere sempre maggiore coscienza del legame con Gerusalemme, una Chiesa delle origini, delle radici, che custodisce, con tanti limiti e con tante ferite, il legame con tutte le Chiese del mondo e con la fede cristiana in generale».

Roma città di cristallo, la presentazione del Rapporto “Povertà a Roma”

Sarà presentata mercoledì 12 novembre, alle ore 12, nella sala Ugo Poletti del Vicariato di Roma, l’ottava edizione del “Rapporto Povertà a Roma: un punto di vista“, realizzato dalla Caritas diocesana di Roma.

Il volume di quest’anno, dal titolo “La città di cristallo”, offrirà uno sguardo ampio e documentato sulla condizione sociale della Capitale, con dati, infografiche e tabelle che raccontano le numerose iniziative di solidarietà promosse dalle parrocchie romane nel corso del 2024: aiuti alimentari, distribuzione di buoni spesa, empori della solidarietà, mense sociali, assistenza sanitaria e accompagnamento delle persone in difficoltà.

L’incontro, riservato ai giornalisti, sarà trasmesso in diretta streaming sul canale YouTube della diocesi di Roma e sulla pagina Facebook della Caritas diocesana.

Interverranno il cardinale Baldo Reina, vicario del Papa per la diocesi di Roma; il sindaco Roberto Gualtieri; l’assessore alle Politiche sociali della Regione Lazio, Massimiliano Maselli; e il direttore della Caritas diocesana, Giustino Trincia. A moderare sarà Alberto Colaiacomo, coordinatore della redazione del Rapporto.

Oltre a delineare lo scenario economico e sociale della città, l’edizione di quest’anno propone due approfondimenti: uno sulla presenza della comunità peruviana a Roma e uno dedicato alla solitudine delle persone anziane, tema sempre più urgente nei contesti urbani.

La metafora della “città di cristallo” richiama la fragilità ma anche la trasparenza della vita nella Capitale, che riflette le sue contraddizioni e, insieme, la forza di tante esperienze di solidarietà.

Ai partecipanti alla presentazione verrà offerta una copia del volume, accompagnata da una scheda di sintesi con i principali dati del Rapporto.

 

6 novembre 2025

Roma by night: Santa Messa e poi incontro su “La morte di Mozart”

Roma by night: Santa Messa, alle ore 18.30, e poi incontro su “La morte di Mozart”, nella chiesa di Sant’Ignazio in Campo Marzio, a cura del Servizio cultura e università.

Roma by night: Museo storico dell’arte sanitaria

Roma by night: Museo storico dell’arte sanitaria. A cura del Servizio per la cultura e l’università.

Roma by night: Leonardo da Vinci a Roma

Roma by night: Leonardo da Vinci a Roma, promosso dal Servizio cultura e università.

Roma by night: il Campidoglio

Roma by night: il Campidoglio. Iniziativa a cura del Servizio cultura e università.

Roma by night: Collegio Romano

Roma by night: serata dedicata al Collegio Romano, a cura del Servizio diocesano per la cultura e l’università.

Roma by night: Biblioteca Vallicelliana

Roma by night: Biblioteca Vallicelliana. Iniziativa a cura del Servizio per la cultura e l’università.

Roma by night: “Santa Maria sopra Minerva – il Beato Angelico”

Roma by night: “Santa Maria sopra Minerva – il Beato Angelico”, a cura del Servizio cultura e università. L’incontro sarà preceduto dalla Messa, celebrata alle ore 18.30.

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