20 Giugno 2026

Roma sempre più capitale dell’azzardo, il record negativo: 8,5 miliardi spesi nel 2025

L’azzardo non è un gioco: isola, impoverisce le relazioni, distrugge il tessuto familiare e alimenta la pericolosa illusione di facili guadagni. Per contrastare quella che è diventata a tutti gli effetti una drammatica piaga sociale, la Caritas diocesana di Roma aderisce all’iniziativa nazionale “La tenda del buon gioco” promossa da Caritas Italiana nell’ambito della campagna “Vince chi smette”. In particolare, lo scorso 31 maggio la Tenda si è fermata presso la parrocchia di Santa Maria del Soccorso.

I numeri del dramma in Italia: un business da 165 miliardi
Nel 2025, la raccolta complessiva del gioco d’azzardo in Italia ha raggiunto la cifra strabiliante di 165 miliardi e 345 milioni di euro, segnando un incremento di 7 miliardi e 891 milioni rispetto all’anno precedente (+5%). Di questa immensa mole di denaro sottratta all’economia reale delle famiglie, appena 11 miliardi e 474 milioni si traducono in introiti per lo Stato attraverso la fiscalità.
Il dato che desta maggiore preoccupazione è la crescita inarrestabile dell’azzardo online – in particolare le scommesse sportive -, decollato nel post Covid-19 fino a toccare i 100 miliardi e 881 milioni di euro, +9,53% rispetto al 2024. Questo mutamento strutturale sta intercettando un pubblico sempre più giovane, spesso minorenne: l’accesso ai portali tramite smartphone è ormai semplicissimo e aggira i controlli grazie all’uso di carte telefoniche registrate a nome dei genitori. Si scommette in modo continuo e anonimo e non solo sullo sport. Di contro, il gioco fisico subisce una contrazione: nel 2025 la raccolta di slot machine e Vlt è diminuita del 6% rispetto al 2024, segnando un -35% rispetto al 2019.
Nella classifica delle regioni in cui si gioca di più, il Lazio si posiziona al terzo posto assoluto con 17 miliardi e 449 milioni di euro, preceduto solo da Lombardia (26 miliardi) e Campania (21 miliardi e 562 milioni).
All’interno del contesto regionale, il territorio di Roma e provincia si conferma tristemente in testa alla classifica delle aree metropolitane italiane per volume complessivo di gioco, staccando nettamente Napoli (11,4 miliardi) e Milano (9,4 miliardi).
Nella provincia capitolina la raccolta è arrivata a 12 miliardi e 858 milioni di euro con una crescita di oltre mezzo miliardo rispetto ai 12 miliardi e 356 milioni del 2024. Una cifra spaventosa che equivale a più di 3.000 euro spesi pro capite, calcolando nel totale anche i bambini e i neonati.
Nella sola Roma Capitale, sono stati giocati 8 miliardi e 527 milioni: al primo posto si piazzano i cosiddetti giochi di abilità o skill games (4 miliardi); seguono le scommesse sportive (1,2 miliardi), le Vlt (887 milioni), i “Gratta&vinci” (704 milioni) e le slot machine Awp (501 milioni).

La complicità della politica
«L’azzardo è l’esaltazione ipocrita del potere del denaro e della sorte che sfrutta un’intelligenza davvero diabolica per apparire un gioco» denuncia Giustino Trincia, direttore della Caritas diocesana di Roma. «A questo – spiega Trincia – si aggiungono il letargo e la miopia della politica e delle istituzioni pubbliche; ridotta se non complice è l’attenzione dei media, a causa dell’ingente investimento pubblicitario che produce l’industria dell’azzardo. Nonostante l’enorme somma di denaro sottratta all’economia reale, la disgregazione sociale e la disperazione che c’è dietro di essa, con tantissimi giovani, anziani e famiglie travolti dai debiti causati dal “gioco” che producono distruzione di patrimoni e a volte di vite, tutti continuano come se niente fosse».
Per il direttore della Caritas è urgente interrompere il binomio tra pratica dell’azzardo e mondo dello sport. «Nonostante esistano divieti a qualsiasi forma di pubblicità, il mondo dello sport, in modo particolare i club di calcio della Serie A e i grandi colossi del betting mantengono intatti i propri legami economici attraverso la strategia dell’infotainment».
«Di fronte a un forte dibattito politico volto ad ammorbidire o abolire tali restrizioni, la Conferenza Episcopale Italiana, insieme a Caritas e alla Consulta nazionale antiusura, è intervenuta per chiedere, al contrario, un’applicazione rigida e l’inasprimento dei divieti».

«Abbiamo una forte responsabilità come Chiesa – spiega il direttore della Caritas romana -, quella di essere vicino a chi vive ormai una forma di dipendenza e quella di intervenire attraverso la formazione e la sensibilizzazione delle comunità, sulla domanda di scommesse, cioè sul perché persone di tutte le età, con una forte esposizione dei giovani e degli anziani, si affidano alla pratica dell’azzardo dilapidando tanti soldi e spesso indebitandosi, invece di scegliere la strada di un uso responsabile delle proprie risorse e di costruire il proprio futuro affidandosi all’impegno, allo studio, al lavoro e alla sobrietà».

La risposta sul campo: i servizi e i presidi di Caritas Roma
Per non limitarsi alla sola, seppur fondamentale, denuncia, la Caritas diocesana di Roma risponde quotidianamente sul territorio attraverso tre pilastri operativi:
1. Lo Sportello Azzardo: Attivato presso il Centro di ascolto diocesano in Via di Porta San Lorenzo 7 (Stazione Termini), in stretta collaborazione con la Fondazione “Salus Populi Romani” e con l’ausilio degli avvocati volontari del Servizio di Assistenza Legale della Caritas di Roma. Lo sportello offre ascolto, consulenza legale e orientamento verso percorsi terapeutici sia alle vittime dirette sia ai loro familiari (tel. 0688815250)
2. Corsi di formazione per operatori pastorali: Incontri dedicati agli animatori delle Caritas parrocchiali e agli educatori dei gruppi giovanili per sviluppare uno spirito critico e imparare a riconoscere le molteplici “maschere” con cui l’azzardo si traveste nella società odierna.
3. A scuola contro l’azzardo: Interventi mirati negli istituti scolastici romani basati sulla Limitazione Del Rischio (LdR), volti ad accrescere le capacità di autoprotezione degli adolescenti prima che l’esposizione al rischio si trasformi in danno permanente. Nel corso del 2025 sono stati coinvolti 10 istituti scolastici raggiungendo 1.700 studenti.

2 giugno 2026

Roma non dimentica. Fiaccolata a 30 anni dagli attentati a San Giovanni in Laterano e San Giorgio in Velabro

Una fiaccolata per non dimenticare. Una fiaccolata di memoria e impegno nel trentesimo anniversario degli attentati mafiosi alle chiese di San Giovanni in Laterano e San Giorgio in Velabro nella notte tra il 27 e il 28 luglio del 1993. Appuntamento venerdì 28 luglio ore 00.04 con partenza San Giovanni In Laterano e arrivo a Piazza San Giorgio in Velabro promossa da Libera, Comune di Roma e Diocesi di Roma e in collaborazione con l’associazionismo, sindacati, studenti e le forze sociali e istituzionali.

Una fiaccolata per ricordare quel mercoledì 28 luglio di trent’anni fa quando, alle ore 00.04, un’auto-bomba, collocata nell’angolo tra il Palazzo Lateranense e la testata del transetto della basilica di San Giovanni, esplodeva, seminando distruzione e rovina. L’effetto dell’esplosione raggiunse il palazzo d’abitazione annesso alla Basilica, il Battistero di San Giovanni in Fonte, la Canonica capitolare, alcuni palazzi annessi all’Università Lateranense, l’Ospedale di San Giovanni. A pochi minuti di distanza, alle 00.08, una seconda auto-bomba esplodeva davanti alla facciata della chiesa di San Giorgio in Velabro, provocando ingenti danni che causò la chiusura della chiesa per tre anni. Gli attentati mafiosi causarono 22 feriti. Un attacco allo Stato, un attacco alla Chiesa. Un progetto mafioso di destabilizzazione del funzionamento delle Istituzioni democratiche e della vita civile del Paese.

Una risposta all’invettiva contro i mafiosi pronunciata di Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi ad Agrigento il 9 maggio del 1993, che anticipava le parole “definitive” di “scomunica” dei mafiosi da parte di Papa Francesco nella Piana di Sibari nel giugno 2104.

Insieme, il 28 luglio per una fiaccolata di memoria e impegno in ricordo di tutte le vittime delle mafie per dire Roma non dimentica e per rilanciare la lotta alla mafia che uccide la speranza, semina terrore e ruba il nostro futuro e valorizzare l’opera di tante realtà, laiche e cattoliche, istituzionali e associative, impegnate per il bene comune, per la dignità e la libertà delle persone.

10 luglio 2023

Roma e Gerusalemme sempre più vicine: il primo pellegrinaggio in Terra Santa con l’Orp

«Dobbiamo rinsaldare quel legame tra la Chiesa Madre, che è Gerusalemme, e la Chiesa Capo, quella di Roma. Il Covid ci ha separato: non solo le famiglie, ma anche le Chiese, eppure noi vogliamo superare questa separazione e tornare alla comunione originaria». Con poche parole il cardinale Enrico Feroci, parroco di Santa Maria del Divino Amore a Castel di Leva e rettore del Seminario della Madonna del Divino Amore, condensa il senso del pellegrinaggio in Terra Santa organizzato dall’Opera romana pellegrinaggi dal 5 al 9 luglio. In Israele, lunedì pomeriggio, a bordo di un aereo della El Al, sono arrivate diciotto persone tra pellegrini, guide e operatori della comunicazione: «I primi pellegrini italiani dopo sedici mesi», come ha sottolineato anche don Filippo Morlacchi, sacerdote fidei donum della diocesi di Roma che da quasi tre anni risiede a Betlemme.

Gli ultimi due li ha passati a Casa Filia Sion, struttura della diocesi nel cuore della città vecchia, a trenta metri dalla Porta di Damasco, nata per ospitare sacerdoti, laici e religiosi ma che di fatto, a causa dell’emergenza sanitaria, non ha potuto ancora accogliere molte persone. Il pellegrinaggio del gruppo romano è iniziato proprio dalla cappellina di Filia Sion, dove viene celebrata la prima Messa, il lunedì sera, con benedizione dell’altare. Sotto il piano marmoreo erano già collocate le reliquie di quattro luoghi santi – Natività, Cenacolo, Getsemani e Calvario –, mentre durante la celebrazione è stata posta l’ultima, quella del Santo Sepolcro. «Questa struttura è un ponte tra Roma e Gerusalemme, ed è un sogno che avevamo da quindici anni – dice don Morlacchi –. Non è un albergo ma una casa dove appunto si vive insieme, e ciascuno mantiene ampi spazi di libertà. L’idea è che chi viene qui si senta a casa sua».

In questi giorni non mancano le visite ai luoghi più cari ai fedeli cristiani, come la chiesa della Natività o il Santo Sepolcro, la Sinagoga Hurva e la Spianata delle Moschee. A Betlemme, il gruppo ha visitato il “Piccirillo Handicraft Centre” con padre Ibrahim Faltas, dove persone con disabilità realizzano manufatti in legno di ulivo, madreperla e ceramica. Tra gli incontri più significativi, quello con Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei Latini: «Gerusalemme ha bisogno di Pietro ma anche Pietro ha bisogno di Gerusalemme – ha detto –. Roma è il cuore del cattolicesimo, mentre Gerusalemme è il cuore del cristianesimo. Dobbiamo prendere sempre maggiore coscienza del legame con Gerusalemme, una Chiesa delle origini, delle radici, che custodisce, con tanti limiti e con tante ferite, il legame con tutte le Chiese del mondo e con la fede cristiana in generale».

Roma città di cristallo, la presentazione del Rapporto “Povertà a Roma”

Sarà presentata mercoledì 12 novembre, alle ore 12, nella sala Ugo Poletti del Vicariato di Roma, l’ottava edizione del “Rapporto Povertà a Roma: un punto di vista“, realizzato dalla Caritas diocesana di Roma.

Il volume di quest’anno, dal titolo “La città di cristallo”, offrirà uno sguardo ampio e documentato sulla condizione sociale della Capitale, con dati, infografiche e tabelle che raccontano le numerose iniziative di solidarietà promosse dalle parrocchie romane nel corso del 2024: aiuti alimentari, distribuzione di buoni spesa, empori della solidarietà, mense sociali, assistenza sanitaria e accompagnamento delle persone in difficoltà.

L’incontro, riservato ai giornalisti, sarà trasmesso in diretta streaming sul canale YouTube della diocesi di Roma e sulla pagina Facebook della Caritas diocesana.

Interverranno il cardinale Baldo Reina, vicario del Papa per la diocesi di Roma; il sindaco Roberto Gualtieri; l’assessore alle Politiche sociali della Regione Lazio, Massimiliano Maselli; e il direttore della Caritas diocesana, Giustino Trincia. A moderare sarà Alberto Colaiacomo, coordinatore della redazione del Rapporto.

Oltre a delineare lo scenario economico e sociale della città, l’edizione di quest’anno propone due approfondimenti: uno sulla presenza della comunità peruviana a Roma e uno dedicato alla solitudine delle persone anziane, tema sempre più urgente nei contesti urbani.

La metafora della “città di cristallo” richiama la fragilità ma anche la trasparenza della vita nella Capitale, che riflette le sue contraddizioni e, insieme, la forza di tante esperienze di solidarietà.

Ai partecipanti alla presentazione verrà offerta una copia del volume, accompagnata da una scheda di sintesi con i principali dati del Rapporto.

 

6 novembre 2025

Roma by night: Santa Messa e poi incontro su “La morte di Mozart”

Roma by night: Santa Messa, alle ore 18.30, e poi incontro su “La morte di Mozart”, nella chiesa di Sant’Ignazio in Campo Marzio, a cura del Servizio cultura e università.

Roma by night: Museo storico dell’arte sanitaria

Roma by night: Museo storico dell’arte sanitaria. A cura del Servizio per la cultura e l’università.

Roma by night: Leonardo da Vinci a Roma

Roma by night: Leonardo da Vinci a Roma, promosso dal Servizio cultura e università.

Roma by night: il Campidoglio

Roma by night: il Campidoglio. Iniziativa a cura del Servizio cultura e università.

Roma by night: Collegio Romano

Roma by night: serata dedicata al Collegio Romano, a cura del Servizio diocesano per la cultura e l’università.

Roma by night: Biblioteca Vallicelliana

Roma by night: Biblioteca Vallicelliana. Iniziativa a cura del Servizio per la cultura e l’università.

Roma by night: “Santa Maria sopra Minerva – il Beato Angelico”

Roma by night: “Santa Maria sopra Minerva – il Beato Angelico”, a cura del Servizio cultura e università. L’incontro sarà preceduto dalla Messa, celebrata alle ore 18.30.

Roma 2022: la firma del acuerdo entre el Dicasterio para los laicos, la familia y la vida y la diócesis de Roma

Dicasterio para los laicos, la familia y la vida y la diócesis de Roma unidas para organizar el Encuentro Mundial de las Familias, que tendrá lugar en Roma en junio de 2022. Esta mañana, lunes 24 de junio, en la Sala de los Emperadores del Palacio del Vicariato el cardenal Kevin Joseph Farrell, prefecto del Dicasterio Vaticano, y el cardenal vicario Angelo De Donatis, de hecho, han firmado el acuerdo que establece la división de tareas entre las dos realidades, con la diócesis dedicada a la logística, la comunicación, la recepción y la sensibilización pastoral.

«Deseo que este evento extraordinario no sea momentáneo, una realidad fugaz – dijo el cardenal De Donatis – sino un punto de partida para servir más efectiva y con mayor atención a las muchas familias que viven en Roma y que, en gran número, se encuentran en situaciones de sufrimiento y dificultades». La inquietud, continúa el cardenal, «no se origina solo por dificultades económicas, ya que todos los días verificamos que la pobreza de las familias proviene sobre todo de la fragilidad cultural, de los valores en crisis, de la falta de identidad y raíces sólidas, como a menudo nos dice Papa».

«Me gusta que Roma haga este evento», comentò el cardenal Farrell, deseando que la reunión y este tiempo preparatorio ya pueda dar «un mayor impulso a la preparación para el matrimonio».

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