20 Giugno 2026

Pastorale familiare, in arrivo due incontri di formazione per gli operatori

Foto Diocesi di Roma / Gennari

Tratteggiare insieme l’identikit dell’operatore di pastorale familiare della diocesi di Roma. Questo l’obiettivo degli incontri promossi dall’Ufficio diocesano per la pastorale familiare, aperti alla partecipazione di tutti gli operatori di pastorale familiare, alle coppie “Amoris Laetitia” dei consigli pastorali parrocchiali, ai presbiteri, ai diaconi e ai religiosi della diocesi. I due incontri sono in programma sabato 25 gennaio e sabato 15 febbraio; entrambi si terranno dalle ore 16.30 alle 19 nell’Aula Tiberiade del Pontificio Seminario Romano Maggiore. Al primo interverrà padre Marco Vianelli, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia della Cei; mentre al secondo appuntamento il relatore sarà don Michele Ferrari, professore dell’Istituto superiore di Scienze Religiose Ecclesia Mater.

«Tratteggeremo questo identikit – spiega Doretta Di Pompeo, collaboratrice dell’Ufficio diocesano – attraverso un percorso che comprende: essere, sapere, far e far fare. Questi primi due incontri di gennaio e febbraio saranno incentrati rispettivamente su essere e sapere, mentre per luglio abbiamo già programmato una due giorni in approfondiremo gli aspetti del fare e del far fare».

Già lo scorso anno gli operatori di pastorale familiare della diocesi si incontrarono per trascorrere insieme due giorni di approfondimento e condivisione, e proprio in quell’occasione, spiega Di Pompeo, «tra i bisogni emersi è venuto fuori con forza il tema della formazione, da riprendere insieme. Il desiderio è arrivare a condividere una visione su quella che può essere oggi la pastorale familiare a Roma, contestualizzata rispetto al periodo storico e declinata per la nostra città. Desideriamo Arrivare a una grammatica comune nel rispetto della diversità e stiamo portando avanti questo cammino in collaborazione con l’Ufficio famiglie della Cei».

Per ulteriori informazioni e iscrizioni, contattare l’Ufficio diocesano: 06.69886211; famiglia@diocesidiroma.it

19 dicembre 2024

Pastorale familiare, conclusa la due giorni a Riano

“Insieme per … fare famiglia” è lo slogan che ha accompagnato l’incontro per gli operatori della Pastorale familiare di Roma, che si è tenuto a Riano lo scorso fine settimana. Due giornate di preghiera e di riflessione per le 33 coppie e i 3 presbiteri presenti, guidati dal vescovo Dario Gervasi e don Paolo Gentili, vicario del vescovo di Grosseto e parroco di Castiglione della Pescaia (GR), già direttore dell’Ufficio Nazionale per la pastorale familiare della Cei dal 2009 al 2019.

Al centro del confronto ci sono stati temi ispirati da Amoris Laetitia: il matrimonio come via di santità e quindi l’importanza di accompagnare fidanzati e sposi nella fecondità delle nozze; presbiteri e sposi al servizio delle famiglie; il nuovo assetto dell’Ufficio diocesano….

«Le giornate – racconta Doretta Di Pompeo, referente per il cammino sinodale diocesano e collaboratrice dell’Ufficio per la pastorale familiare della diocesi – ritmate in modo puntuale e denso, sono state vissute con grande entusiasmo in un clima fraterno e propositivo dove non sono mancate letture sulla criticità della nostra realtà diocesana e locale, ma con il desiderio sempre di meglio comprendere e prendersi cura di una realtà (familiare, diocesana e sociale) segnata dalla complessità e da profondo disorientamento».

«Particolarmente significativo – prosegue – il confronto nei 5 tavoli di lavoro vissuti in perfetto stile sinodale: luogo di ascolto attraverso la conversazione nello Spirito e la metodologia della micro-scrittura, da questi tavoli è emersa la direzione desiderata per la Pastorale Diocesana delle famiglie di Roma per il prossimo anno pastorale. Nella tessitura provvidenziale dello Spirito, abbiamo visto convergere in tutti i gruppi gli stessi temi e le medesime indicazioni: fare rete tra diocesi e territorio ma anche tra i vari Uffici del Vicariato e puntare sulla formazione per operatori familiari di alto livello, ma accessibile a tutti per le frequenze ai corsi e per le quote di partecipazione».

Ancora, aggiunge Di Pompeo, si è sottolineata l’importanza del «coordinamento dell’Ufficio diocesano con l’istituzione di una equipe diocesana formata da un presbitero e due coppie e coadiuvata da una consulta di ulteriori coppie per il supporto del lavoro e delle iniziative dell’Ufficio. Abbiamo inoltre chiesto di lavorare a un direttorio per la preparazione al matrimonio e ai battesimi».

10 luglio 2024

Pastorale del lavoro e Acli: Messa in streaming per i lavoratori

La chiesa di Santa Maria ai Monti

Una Messa in preparazione alla Pasqua dedicata ai lavoratori e alle lavoratrici, e a quanti sono in prima linea per contrastare l’emergenza Covid-19, trasmessa in diretta streaming lunedì 6 aprile a mezzogiorno. L’iniziativa è dell’Ufficio diocesano per la pastorale sociale della diocesi di Roma e delle Acli provinciali di Roma, e verrà trasmessa sulla pagina Facebook delle Acli e su quella della diocesi di Roma. A celebrare, nella chiesa di Santa Maria ai Monti, saranno don Francesco Pesce, incaricato dell’Ufficio diocesano, e padre Davide Carbonaro, accompagnatore spirituale delle Acli di Roma.

«In questa Quaresima così fortemente tormentata dall’emergenza sanitaria del Covid-19 – riflette Lidia Borzì, presidente delle Acli di Roma –, ci mancherà non poter condividere con i nostri aclisti, i tradizionali precetti pasquali, dalla Via Crucis del Nucleo Cotral-Atac, alle Messe nei luoghi di lavoro con il Nucleo dei Dipendenti Comunali e i dipendenti Acea, o la processione per le strade di Cecchina con il Circolo Acli Padre Molinari, ma “Dove sono due o tre riuniti nel mio nome,io sono in mezzo a loro».

5 marzo 2020

Pastorale carceraria: incontri, corsi e una nuova struttura per le detenute

«Ho voluto che la seconda Porta Santa fosse qui in un carcere. Ho voluto che ognuno di noi tutti che siamo qui, dentro e fuori, avessimo la possibilità anche di spalancare le porte del cuore e capire che la speranza non delude». Le parole pronunciate da Papa Francesco, lo scorso 26 dicembre a Rebibbia, sono il filo conduttore delle attività portare avanti in questo anno giubilare dal Servizio diocesano per la pastorale carceraria. Incontri, percorsi di formazione e l’inaugurazione di una nuova struttura per l’accoglienza delle detenute, segni di quanto la diocesi sia attenta alla realtà del carcere.

Il primo appuntamento è per mercoledì prossimo, 22 gennaio: alle ore 16, presso la Sala degli Imperatori, si terrà un incontro con le rappresentanze istituzionali del mondo del carcere, alla presenza del cardinale vicario Baldo Reina e del provveditore della Regione Lazio Giacinto Siciliano sul tema “Il volontariato nella giustizia penale”. Oltre ai dirigenti dei sei istituti di pena della città, parteciperanno dei membri di alcune delle associazioni di volontariato impegnate con i detenuti, come Vic, Comunità di Sant’Egidio, Voreco, Volontari Casal del Marmo, Fondazione Severino, ma anche diaconi, cappellani e una rappresentanza delle consacrate attive in questo servizio.

«L’incontro nasce su richiesta delle direzioni dei singoli istituti, che hanno desiderio di incontrarci e di incontrarsi tra loro», spiega il vescovo Benoni Ambarus, delegato diocesano per l’Ambito della diaconia della carità. «I volontari sono tutte persone degne di fiducia, motivate, che desiderano affiancare la popolazione carceraria – sottolinea il presule – e questo incontro servirà anche a rafforzare la disponibilità di tutti alla collaborazione».

Per chi opera nella pastorale carceraria sono stati pensati anche alcuni percorsi di formazione. Lunedì 27 gennaio, alle ore 18, presso la Sala Conferenze del Seminario Maggiore, è in programma il secondo incontro dal titolo “Giustizia riparativa ed esecuzione della pena secondo la riforma Cartabia” (il primo si tenne a novembre scorso), che vedrà la partecipazione di Maria Pia Giuffrida, mediatore penale esperto e formatore, e di Pasquale Bronzo, professore associato di diritto processuale penale. «La giustizia riparativa non va confusa con sconti di pena o misure alternative al carcere – sottolinea il vescovo –; si tratta di un tentativo di riparazione del male e di assunzione di responsabilità, dove entra in gioco il rapporto tra danneggiante e danneggiato».

Nell’ambito della formazione, inizia anche il “Percorso in-formativo per la pastorale carceraria”, promosso nel territorio della XXX prefettura; gli incontri, al via dal primo febbraio, si terranno dalle 10 alle 12 nella parrocchia della Trasfigurazione (piazza omonima). A pochi passi dall’edificio parrocchiale, inoltre, sorge una struttura dell’Opera Ronconi – Pennesi, un’associazione nata negli anni Sessanta per l’assistenza post-carceraria delle detenute, ispirata al pensiero di Guglielmina Ronconi, insegnante e pedagogista, e della sua discepola Lina Pennesi. «Nel corso degli anni, la struttura ha poi accolto anche donne rifugiate e in difficoltà – racconta monsignor Ambarus – e al momento la stiamo ristrutturando. In primavera il cantiere sarà completato e ne verranno fuori 6 appartamenti, 5 dei quali verranno utilizzati per la popolazione carceraria femminile».

Intanto, oggi (lunedì 20 gennaio), alle 19, presso la parrocchia di Nostra Signore de La Salette, in un incontro dedicato alla realtà del carcere, verrà presentato il progetto di ristrutturazione di questo immobile destinato all’accoglienza, un segno concreto di speranza che verrà realizzato in occasione del Giubileo dal Servizio di pastorale carceraria della diocesi e dalla Caritas diocesana. «L’iniziativa – sottolineano dalla Caritas – nasce a seguito del forte gesto simbolico compiuto lo scorso 26 dicembre, in occasione del Giubileo della Speranza, quando Papa Francesco ha aperto una Porta Santa presso la Casa Circondariale di Roma Rebibbia Nuovo Complesso “Raffaele Cinotti”. È la prima volta nella storia della Chiesa che, durante un Giubileo, una Porta Santa viene aperta in un carcere. Un atto che riflette l’attenzione del Santo Padre verso il mondo carcerario e richiama l’urgenza di un impegno pastorale più concreto e consapevole verso i fratelli e le sorelle detenuti».

20 gennaio 2025

Pastificio Futuro, l’inaugurazione a Casal del Marmo

Sarà inaugurato venerdì 10 novembre alle ore 16 Pastificio Futuro, il laboratorio artigianale sito in via Giuseppe Barellai 140, all’interno del complesso del carcere minorile di Casal del Marmo, ma con entrata autonoma. Un’idea nata dopo la prima visita di Papa Francesco alla struttura detentiva, nel 2013, quando scelse di lavare i piedi, nel Giovedì Santo, ai minori reclusi. «Non lasciatevi rubare la speranza», aveva detto loro. Parole che non sono cadute nel vuoto e che hanno portato alla costruzione del pastificio nei locali di un edificio da anni in disuso. A realizzarlo la Gustolibero Società Cooperativa Sociale Onlus, con il sostegno della Conferenza episcopale italiana e di Caritas Italiana e in sinergia con la Direzione dell’Istituto Penale Minorile Casal del Marmo, il Centro della Giustizia Minorile Lazio-Abruzzo-Molise, il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, le diocesi di Roma e di Porto – Santa Rufina.

All’inaugurazione saranno presenti il cardinale vicario Angelo De Donatis; l’arcivescovo Giuseppe Baturi, segretario generale della Conferenza episcopale italiana; il sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri; il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca; Anna Maria Santoli, dirigente Centro Giustizia Minorile Roma; don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana.

Con i suoi 500 metri quadri di superficie, una pressa che può produrre fino a 220 kg all’ora di pasta e 4 essiccatori, Pastificio Futuro è un’azienda che potrebbe occupare fino a venti ragazzi. L’iniziativa partirà con tre addetti: una detenuta presente al pastificio grazie all’articolo 21, un ventenne affidato ai servizi sociali e un altro che vive in comunità.

«La pasta verrà venduta in alcune catene di supermercati con cui abbiamo preso contatti – spiega don Nicolò Ceccolini, cappellano di Casal del Marmo –, nonché servita in alcuni ristoranti di livello, perché è una pasta di elevata qualità. Dare delle prospettive future a questi ragazzi è molto importante, può incentivare anche altri loro coetanei che si trovano in carcere a fare un percorso, dare loro un obiettivo. È una bella opportunità perché devono comunque uscire dal carcere, in quanto il laboratorio è esterno alla zona detentiva, seppure all’interno della cinta muraria». Quando sarà a regime, «il laboratorio potrebbe produrre 2 tonnellate di pasta al giorno, circa 4.000 pacchetti da 500 grammi ogni giorno», sottolinea Alberto Mochi Onori, responsabile di Gustolibero Società Cooperativa Sociale Onlus.

Riflette il vescovo Benoni Ambarus, delegato per la Pastorale carceraria della diocesi di Roma: «Non è più il tempo delle punizioni. Quello che ci interessa è cosa succede alla persona “dopo”, quando ha terminato di scontare la sua pena. Nel mondo carcerario bisogna lavorare molto su questo aspetto. La promozione del lavoro e del reinserimento nella società è una spinta notevole in questo percorso di rieducazione e resurrezione».

Per l’occasione Luigi Cremona, giornalista enogastronomico, ha invitato tre chef romani per eseguire al momento tre ricette iconiche della cucina romana: la “gricia”, che verrà realizzata da Andrea Pasqualucci chef del Moma; la “carbonara” di Luciano Monosilio, del ristorante da Luciano; la “finta matriciana” di Arcangelo Dandini, titolare e chef del ristorante Arcangelo. Ad accompagnare questi assaggi, l’acqua minerale Egeria e i vini del Consorzio di tutela di Vini Roma doc. Hanno dato il loro sostegno all’iniziativa anche: Union Food, che collabora per la produzione alimentare; Confagricoltura, che sostiene per la scelta del miglior grano; La Cascina Cooperativa; INC Istituto Nazionale per la Comunicazione; Confcooperative Lazio.

3 novembre 2023

Pastificio Futuro, il sostegno della diocesi di Roma

La diocesi di Roma sostiene il Pastificio Futuro in cui operano alcuni ragazzi ristretti nell’istituto penale minorile di Casal del Marmo. L’Ufficio per la pastorale carceraria ha donato 1.600 pacchi di pasta ai detenuti e alle detenute di Rebibbia e di Regina Coeli. «L’obiettivo è mettere in circolo le fragilità – commenta il vescovo Benoni Ambarus –. Quando abbiamo annunciato ai detenuti che i pacchi di pasta venivano dai ragazzi di Casal del Marmo è scattato l’applauso. C’è stata anche molta commozione».

Mentre la Caritas diocesana di Roma, attraverso la rete dei Centri di ascolto parrocchiali, ha diffuso nelle parrocchie materiale informativo e campioni di pasta per far conoscere questa attività educativa e lavorativa. «Una proposta di speranza – spiega Giustino Trincia, direttore della Caritas diocesana – a sostegno dei giovani, consapevoli dell’importanza di dare loro una nuova possibilità». Gli animatori delle Caritas parrocchiali sensibilizzeranno le comunità all’acquisto della pasta di alta qualità prodotta nel laboratorio che afferisce al complesso del carcere minorile.

Nell’impresa artigianale di via Giuseppe Barellai 140 – realizzata dalla Gustolibero Società Cooperativa Sociale onlus con il sostegno della Conferenza episcopale italiana e di Caritas italiana e in sinergia con la direzione dell’Istituto penale minorile Casal del Marmo, il Centro della Giustizia minorile Lazio-Abruzzo-Molise, il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, le diocesi di Roma e di Porto-Santa Rufina – lavorano alcuni ragazzi detenuti ed ex detenuti nel carcere minorile. Il laboratorio ha una superficie di 500 mq, una pressa che può produrre fino a 220 kg all’ora di pasta e 4 essiccatori.

È possibile sostenere il Pastificio Futuro prenotando e acquistando la pasta attraverso il sito https://pastificiofuturo.it/ oppure telefonando al numero 3385043365.

30 gennaio 2024

Passione di Giuda, audiodramma in cinque tappe

La parrocchia dei Santi Simone e Giuda Taddeo

«Voi pensate di sapere chi sono. Giuda. L’uomo che ha venduto il suo maestro per il prezzo di uno schiavo. E pensando di conoscermi, voi mi giudicate». È la prospettiva del traditore per eccellenza su alcune pagine chiave del Vangelo, quella proposta dalla Comunità delle Stimmate con “La Passione di Giuda”, innovativo percorso immersivo di ascolto e meditazione biblica in forma di audiodramma, diviso in cinque tappe, nato nel contesto della Scuola Biblica delle Stimmate (The Passion Project).

L’importante iniziativa pastorale interesserà il cammino quaresimale di cinque grandi parrocchie del settore Est della diocesi di Roma, che, ogni domenica alle 20 a partire dalla prima di marzo, ospiteranno un episodio. Il percorso inizierà domenica primo marzo presso la parrocchia di San Gaudenzio (via della Tenuta di Torrenova 114) con il tema “Voi mi giudicate?”; domenica 8 sarà possibile ascoltare il secondo episodio, “Il Tempo del Dubbio” alla parrocchia di San Giovanni Maria Vianney (via Lentini 6); gli episodi tre, “Uno spreco inaccettabile”, e quattro, “Amico, per questo sei qui?”, saranno ospitati rispettivamente a Santi Simone e Giuda Taddeo (via di Torrenova 162), il 15 marzo, e a Santa Maria Causa Nostrae Laetitiae (piazza Siderea 1/a), domenica 22; l’ultimo episodio, domenica 29, presso la parrocchia di Santa Rita (via Acquaroni 71) avrà il titolo “Troppo tardi?”

Ogni passaggio dell’audiodramma sarà commentato dal biblista padre Salvatore Maurizio Sessa, che ne ha curato anche la traduzione e l’adattamento dal radiodramma originale “Judas”, della scrittrice inglese Lucy Gannon; da padre Giovanni Cucci, filosofo, psicologo e teologo; e da don Marco Simeoni, biblista. Tutti gli incontri promettono di essere un’esperienza spirituale e sonora unica, grazie all’eccezionale intensità drammatica di narratori e commentatori e al prezioso arricchimento di una colonna sonora originale, in fase di completamento.

«Chi è Giuda? Un traditore? Un codardo? O solo un capro espiatorio?»: sono le domande che potranno porsi i partecipanti, entrando dentro il mistero dell’incontro con Cristo e rivivendo le vicende, le domande e i dubbi di Giuda Iscariota. «Senz’altro un uomo che si è trovato davanti alla rivelazione del mistero di Dio» è la risposta possibile, che coinvolgerà tutti, o almeno quelli che si lasceranno coinvolgere da questa “passione”, in una riflessione sul proprio cammino di fede.

L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti. Per tutte le informazioni scrivere a: scuolabiblicadellestimmate@gmail.com

Passeggiate fotografiche “Laudato si'”

Passeggiate fotografiche “Laudato si'”, a cura dell’Ufficio per la pastorale del tempo libero, del turismo e dello sport e del Servizio per la pastorale sociale.

Passeggiata serale “Quindi arrivammo a Roma” (Uff. past. universitaria)

Passeggiata serale “Quindi arrivammo a Roma” (Uff. past. universitaria)

Passeggiata fotografica – Villa Pamphili (Uff. past. tempo libero, turismo e sport)

Passeggiata fotografica – Villa Pamphili (Uff. past. tempo libero, turismo e sport)

Passare oltre, ovvero, oltrepassare. Una speranza, un augurio

Foto Gennari

“Il sangue sulle case dove vi troverete servirà da segno in vostro favore: io vedrò il sangue e passerò oltre” (Es 12,13). Con queste precise istruzioni il Signore indica in che modo avverrà la Pasqua. Anzi, ne spiega il significato sorgivo. Perché Pasqua è “passare oltre”; è memoriale di un Dio che, nel suo Figlio morto e Risorto, rende possibile per tutti la vittoria sulla schiavitù del peccato e ci fa entrare definitivamente nella libertà dei figli di Dio. Come cristiani nasciamo dalla Pasqua, portiamo lo stampo di questo “passare oltre”; non solo per quello che compie il Padre a nostro favore ma per quello che anche noi siamo chiamati a vivere.

Nel nostro dna c’è l’istinto dell’oltrepassare. Oltrepassare il peccato, la paura, la mediocrità, la superbia, l’egoismo, la cattiveria, l’orgoglio… Sappiamo che tutte queste forze ci abitano (e qualche volta ci possiedono), ma noi abbiamo ricevuto la grazia di oltrepassarle, di vincerle in virtù di Colui che per noi è morto ed è Risorto. Eppure quest’anno – forse più degli anni precedenti – ci sentiamo bloccati da tutto quello che sta succedendo nel mondo. La “terza guerra mondiale a pezzi” (Papa Francesco) sta terribilmente componendo il proprio puzzle; gli scenari di violenza se non sono ancora a casa nostra fisicamente lo sono attraverso gli effetti che ogni guerra determina. Viviamo questa Pasqua tra incertezze economiche ed energetiche, tra minacce belliche e continui capovolgimenti politici.

Cosa vorrà dire, dentro questa cornice, celebrare la Pasqua? Come vorremmo che la “pietra” violenta di ogni guerra fosse definitivamente allontanata come lo fu quella del sepolcro! Come vorremmo sentire e vivere quel saluto che il Risorto ha regalato ai suoi discepoli, prima parola della nuova creazione: “Pace a voi!” Non vogliamo cedere alla rassegnazione e non vogliamo nemmeno che la nostra fede si muti in un’ingenua lettura della realtà. Abbiamo paura per quello che sta avvenendo; sentiamo il grido di tanti fratelli e sorelle che in questo momento soffrono e muoiono per via delle guerre; siamo indignati per questo uso indiscriminato degli armamenti e per una società che sembra volersi strutturare attorno alla logica folle del “più forte”; dopo la terribile esperienza delle due guerre mondiali del secolo scorso, avvertiamo la sconfitta della memoria e della storia per non aver capito la lezione che la guerra provoca solo morte, desiderio di vendetta, povertà e miseria.

E dentro questo groviglio di sentimenti e di paure accettiamo la sfida di vivere questa Pasqua sapendo che il Crocifisso-Risorto è totalmente immerso nella nostra vicenda; è con noi, è per noi. È schierato dalla parte dei tanti che soffrono, è con i genitori che piangono i loro figli, è in chi è barricato in casa o in chi una casa l’ha persa. È alle porte del cuore dei potenti che sganciano le bombe. E bussa. E non si stanca di bussare, nell’attesa che qualcuno si accorga di Lui e fermi la mano omicida per “passare oltre”, per oltrepassare la brama di potere e accettare la scommessa di una vita che si fa dono e di popoli che sanno convivere accogliendo e rispettando le diversità. Il nostro augurio per questa Pasqua non può che farsi preghiera affinché ognuno lasci spazio al Risorto, ai suoi sentimenti di misericordia, alla sua volontà di portare la pace, al suo rimanere ancora inchiodato sulla croce dei crocifissi per garantire che saranno con Lui, nel suo Regno, al suo sangue sparso per noi affinché, insieme a Lui e grazie a Lui, tutti possiamo “oltrepassare” la guerra e giungere alla pace.

Auguri di cuore
Baldassare Reina, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma

Passaggio della Porta Santa con i Padri Trinitari

Passaggio della Porta Santa con i Padri Trinitari

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