6 Maggio 2026

Oratori Estivi: il 14 aprile la festa con l’arcivescovo De Donatis

Da molti anni l’Oratorio estivo rappresenta a Roma una valida risposta di parrocchie e comunità religiose alle impellenti richieste delle famiglie per tenere impegnati i propri figli dopo la chiusura delle scuole. A dieci anni dall’uscita del primo Sussidio si svolgerà sabato 14 aprile presso il Pontificio Seminario Romano Maggiore (piazza San Giovanni in Laterano 4) l’OrEs Day 2018, giornata di incontro e di formazione per responsabili e animatori con la partecipazione dell’arcivescovo Angelo De Donatis, vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma, e del vescovo Gianrico Ruzza, segretario generale del Vicariato di Roma e ausiliare per il settore Centro. La diocesi propone, attraverso il Centro oratori romani che coordina il progetto, una giornata di incontro e di studio sul ruolo sociale, educativo ed ecclesiale dell’oratorio presente a Roma in molti quartieri dal centro alla periferia, una risposta efficace alle necessità di accoglienza, integrazione e formazione dei più piccoli.

Nel corso della mattinata si terrà la tavola rotonda su “10 anni di Oratorio Estivo a Roma”, moderata da monsignor Ruzza, con gli interventi di don Riccardo Pascolini, presidente del Forum per gli Oratori Italiani, e di suor Enrica Ottone Fma, docente di pedagogia presso l’Università Auxilium. Seguiranno alcuni workshop su tematiche specifiche legate alla realizzazione pratica dell’oratorio estivo dedicati in modo particolare ai parroci, ai responsabili degli oratori e della pastorale giovanile, coordinati da diverse associazioni, tra cui Ac, Agesci, Acli e Csi.

Nel pomeriggio del 14, sempre presso il Seminario Maggiore, l’incontro si trasformerà nel consueto appuntamento di Festa di presentazione del Sussidio 2018 aperta a tutti gli animatori, adolescenti e giovani. Gli animatori potranno conoscere i dettagli del nuovo progetto e partecipare a momenti di formazione sulle varie attività tipiche dell’oratorio estivo. A conclusione della giornata, l’arcivescovo De Donatis presiederà la preghiera conclusiva e conferirà il mandato agli animatori presenti per il loro servizio ai più piccoli. Per le iscrizioni è disponibile il form su www.oresroma.org/oresday, dove sono presenti anche tutte le informazioni sul nuovo sussidio.

Il Centro oratori romani è una associazione di laici fondata nel secondo dopoguerra dal Servo di Dio Arnaldo Canepa. Da oltre 70 anni promuove la pastorale oratoriana della Diocesi di Roma seguendo un proprio metodo originale e investendo sulla formazione degli animatori, in gran parte adolescenti e giovani, e sulla crescita degli oratori parrocchiali. Attualmente associa una quarantina di realtà sparse in molti quartieri soprattutto delle periferie dove operano qualche centinaio di animatori e catechisti. Il Cor collabora attivamente con l’Ufficio di Pastorale Giovanile diocesano e con il Forum degli Oratori Italiani (FOI). Tutte le info su www.centrooratoriromani.org

I giornalisti e gli operatori media che intendono partecipare devono inviare richiesta di accreditamento alla Sala Stampa della Santa Sede, all’email accreditamenti@salastampa.va, indicando la testata di appartenenza, la funzione e inviando una copia del documento d’identità. Coloro che già dispongono di un accredito ORDINARIO presso la Sala Stampa della Santa Sede devono inviare una richiesta di partecipazione. Tutte le richieste dovranno pervenire entro 24 ore dall’evento

 

11 aprile 2018

Oratori estivi, il contest musicale

La macchina organizzativa degli oratori estivi nelle parrocchie romane è in moto e si preannuncia ricca di novità. La prima riguarda il tavolo di lavoro che da anni si occupa della stesura del sussidio per le attività. «Per la prima volta c’è una sinergia di più realtà diocesane – spiega Daniela Salvi del Centro oratori romani (Cor), coinvolta nella realizzazione del sussidio -. Al Cor e all’ufficio per la Pastorale giovanile si è aggiunto l’Ufficio per la catechesi». Alla realizzazione della guida contribuiscono, tra gli altri, anche l’Agesci e l’Acr. «Il contributo di diverse realtà rispecchia l’esperienza dell’oratorio estivo – aggiunge Salvi -, capace di fare da collettore per le risorse parrocchiali. Il sussidio nasce con questo spirito, è frutto di un lavoro corale che mette a sistema diverse sensibilità per creare un cammino condiviso».

Quest’anno il volume propone un viaggio alla ricerca della propria identità ispirato alle avventure di Aladino. «La tematica centrale è l’esplorazione dell’immagine di sé, il “diamante allo stato grezzo” della fiaba – spiega don Manrico Accoto, direttore dell’Ufficio catechistico -. L’idea è partire dalla domanda “Come mi vedi?” che i ragazzi pongono spesso ai coetanei, ai genitori, ai social, per arrivare a un dialogo spirituale e porre il quesito a Dio. È una dimensione centrale della preadolescenza su cui si muovono tanti ragazzi, ma anche gli animatori stessi», conclude il sacerdote.

L’altra novità di quest’anno riguarda il lancio del contest musicale rivolto ai gruppi e alle band parrocchiali per la composizione dell’inno ufficiale e di un secondo brano tematico. Don Alfredo Tedesco, direttore della Pastorale giovanile diocesana, spiega che «il primo, quello che abitualmente apre e chiude la giornata in oratorio, deve essere ispirato alla storia di Aladino, deve essere movimentato, orecchiabile, adatto per essere cantato e ballato da bambini e adolescenti. L’altro, invece, per i momenti di preghiera e di meditazione, avrà come tema quello della Samaritana», l’icona biblica consegnata da Papa Leone XIV durante l’assemblea diocesana del 19 settembre scorso. Non si tratta solo di comporre una canzone. «Obiettivo – conclude Tedesco – è coinvolgere i giovani, creare uno strumento per le parrocchie, aiutare a convergere verso il tema». (Roberta Pumpo da Roma Sette)

16 febbraio 2026

Oratori e sport in parrocchia, si riparte in sicurezza

Ripartono gli oratori estivi e le attività sportive all’interno delle parrocchie. La diocesi di Roma diffonde la “buona notizia” per i tanti ragazzi e le loro famiglie: «La stagione estiva è alle porte e non possiamo non ascoltare il grido dei giovani di Roma, che ci chiedono spazi sicuri per riprendere in mano socialità e divertimento», si legge nella nota preparata dal Servizio per la pastorale giovanile, dall’Ufficio giuridico e dall’Ufficio per la pastorale del tempo libero, del turismo e dello sport, diffusa oggi, martedì 4 maggio. Al via, allora, a queste «opportunità preziose per l’accompagnamento della formazione umana e cristiana di bambini e ragazzi, in questa fase divengono strumento fondamentale per garantire coesione alla rete sociale di Roma, oramai in difficoltà sotto molteplici aspetti, in ogni zona della città». Naturalmente, oratori e attività sportive possono riaprire «nel rispetto delle condizioni sancite dalle leggi e dalla prudenza».

Ormai note e «di semplice attuazione» le regole da rispettare per una riapertura in sicurezza. Innanzitutto, deve essere previsto un triage all’ingresso con la registrazione delle persone per un possibile tracciamento ed igienizzazione delle mani; il gel disinfettate deve comunque essere presente in tutti gli ambienti dove si svolgeranno le attività, e non soltanto all’ingresso della struttura stessa.

Nei vari locali e ambienti andrà anche indicata la capienza massima, tenendo conto del distanziamento interpersonale che va sempre mantenuto; così come sempre durante le attività andranno indossate le mascherine a coprire naso e bocca.

La diocesi invita inoltre a prediligere le attività all’aperto; a non consumare pasti al chiuso e a prestare attenzione all’aerazione dei locali, più volte al giorno; a disinfettare i servizi igienici in modo idoneo e accurato. «Fondamentale – si legge nella nota – sarà l’apporto di catechisti e animatori pastorali per l’assistenza nei confronti dei ragazzi e l’adempimento delle norme e misure di sicurezza».

Ciascuno dei ragazzi iscritti all’oratorio dovrà utilizzare materiale proprio da riportare ogni giorno a casa, come penne, matite, pennarelli. Nel caso una persona (bambino, ragazzo o adulto) presenti in oratorio sintomi quali febbre o tosse dovrà essere isolato secondo le disposizioni dell’autorità sanitaria e si dovrà provvedere al suo ritorno a casa, nella massima sicurezza.

Fondamentale, il patto di corresponsabilità tra la parrocchia e la famiglia del bambino o ragazzo, da firmare prima di partecipare alle diverse attività, come oratorio, catechismo, doposcuola. Tutti i documenti posso essere scaricati: https://www.oresroma.org/modulistica.

Per quanto riguarda l’ambito sportivo, dal 26 aprile 2021, in zona gialla, nel rispetto delle linee guida vigenti, è consentito lo svolgimento all’aperto di qualsiasi attività sportiva anche di squadra e di contatto. Inoltre, dal 15 maggio 2021, in zona gialla saranno consentite le attività delle piscine all’aperto e, dal 1° giugno, quelle delle palestre. Nell’ambito del territorio della diocesi di Roma gli allenamenti e l’attività sportiva di base, come l’attività motoria, connesse anche agli sport di contatto, potranno riprendere solo nelle parrocchie dove siano presenti gruppi sportivi affiliati a federazioni o enti di promozione sportiva. In tale contesto, e fino a nuove disposizioni, ogni gruppo sportivo affiliato a una federazione o a un ente di promozione sportiva, o in procinto di farlo, dovrà nominare uno o più tesserati responsabili Covid che avranno il compito di far rispettare scrupolosamente le disposizioni di legge.

3 maggio 2021

Opificio San Policarpo, per restituire dignità attraverso il lavoro

Laboratorio tessile, spazio per realizzare saponi e candele, ma, soprattutto, luogo di riscatto sociale. È l’Opificio San Policarpo, nato grazie al protocollo d’intesa tra la parrocchia di San Policarpo, nel quartiere Appio Claudio, e Officina delle Opportunità, il servizio della Caritas diocesana di Roma dedicato all’accompagnamento e all’inserimento lavorativo delle persone più fragili. La firma del protocollo da parte di don Claudio Falcioni, il parroco, e di Giustino Trincia, direttore della Caritas diocesana, ha dato l’avvio ufficiale al progetto ideato nei mesi scorsi, con l’obiettivo di trasformare la vulnerabilità in risorsa, grazie al lavoro condiviso di volontari, operatori e comunità parrocchiale.

«L’Opificio è un luogo di lavoro, prettamente un laboratorio sartoriale, dove non si cuce per hobby ma per vivere, e chi presta la sua opera qui sono dei lavoratori vulnerabili, con vari tipi di problematiche». A spiegarlo è Cristina Cinardi, referente dell’Opificio. «Qui si cuciono abiti da lavoro e componenti tessili per soggetti terzi – spiega –, ma per incrementare le entrate vengono anche realizzati prodotti venduti in modo diretto. Poi qui si fanno corsi di saponi e candele artigianali e i manufatti che poi i corsisti portano a casa sono confezionati con dei tessili. Facciamo social business».

L’Opificio San Policarpo è insomma un luogo di creatività e riscatto, dove donne esposte a discriminazione, precarietà o solitudine possono apprendere competenze sartoriali, partecipare a laboratori dedicati alla cura di sé e prepararsi ai colloqui con un adeguato supporto professionale. Una sarta, in precedenza disoccupata, è stata assunta dalla parrocchia e oggi è tutor dei tirocini, per accompagnare le partecipanti nei percorsi di inclusione.

«Siamo molto orgogliosi di questa iniziativa – dichiara Monica Piras, coordinatrice di Officina delle Opportunità – e fieri di essere dentro un percorso portato avanti con tanta tenacia dalle volontarie e dalla comunità. Invitiamo le parrocchie e le aziende sensibili a seguire e sostenere questo progetto per favorire l’inclusione lavorativa delle persone fragili che accompagniamo».

Per informazioni e collaborazioni: email opificio@sanpolicarpo.it – WhatsApp 371.7943004

16 dicembre 2025

Opera Romana Pellegrinaggi: rimpatriati i pellegrini che si trovavano in Terra Santa

L’Opera Romana Pellegrinaggi, attività dell’Ufficio per la Pastorale del Pellegrinaggio del Vicariato di Roma, in relazione agli eventi tuttora in corso in Medio Oriente, informa che sabato scorso 28 febbraio, era presente a Gerusalemme un gruppo di pellegrini italo-americani accompagnati da don Giovanni Biallo.

Al gruppo è stata data tutta l’assistenza necessaria riguardo alla sicurezza in loco fino alla riprotezione sui primi voli disponibili per tornare in Italia. I pellegrini sono giunti oggi a Roma con un volo diretto da Amman e stanno rientrando alle proprie residenze.

Pur nell’apprensione e nello smarrimento per le notizie che arrivavano da Gerusalemme, l’Opera Romana Pellegrinaggi ha fatto il possibile, in costante raccordo con le autorità consolari, per alleviare i timori dei pellegrini e le preoccupazioni di carattere economico, assorbendo totalmente i costi sostenuti per il prolungamento del soggiorno e il rimpatrio da Amman.

Opera Romana Pellegrinaggi, in questo particolare momento, segue costantemente l’evolversi della situazione e, per lo svolgimento della programmazione dei pellegrinaggi in Medio Oriente, si attiene alle indicazioni rilasciate dalle autorità locali riguardo alla sicurezza nei Paesi di destinazione e compatibilmente con l’operatività garantita dalle Compagnie Aeree.

«Esprimiamo tutta la nostra vicinanza e il costante ricordo nella preghiera alle comunità cristiane locali – dichiara suor Rebecca Nazzaro, direttrice di Orp –, raggiunte ancora una volta da una situazione di estrema difficoltà ed incertezza. Si auspica che quanto prima le parti coinvolte ascoltino il grido di pace che si eleva da un’umanità incredula e attonita per quello che sta succedendo, ma che non smette di sperare in un futuro di pace e concordia tra i popoli».

4 marzo 2026

Opera Romana Pellegrinaggi, in Libano sulle strade della convivenza

La delegazione Orp ricevuta dal presidente della Repubblica libanese

L’eremo di Sant’Antonio e il monastero di Saint Charbel, la città fenicia di Byblos e quelle bibliche di Sidone e Tiro. L’Opera romana pellegrinaggi ha inserito il Libano nei cataloghi del 2019 e per inaugurare il nuovo itinerario ha portato nel Paese dei Cedri un gruppo di giornalisti, operatori della comunicazione e responsabili di pellegrinaggi di altre diocesi italiane. Guidati da monsignor Remo Chiavarini, amministratore delegato dell’Orp, e da don Walter Insero, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali del Vicariato, del gruppo fa parte il direttore dell’Ufficio Cei per la pastorale del tempo libero, del turismo e dello sport don Gionatan De Marco, nonché gli inviati di Rai Uno,  Rainews, Mediaset, Tv2000, Telepace, Avvenire, Osservatore Romano, Radio Vaticana, Lapresse, Famiglia Cristiana, Ewtn. L’arrivo lunedì mattina; oggi, giovedì 21 marzo, la conclusione del viaggio, con l’incontro con il patriarca maronita Bechara Rai.

«Conoscere la storia di un Paese significa comprenderne meglio la realtà», sottolinea monsignor Chiavarini, spiegando che «fare un pellegrinaggio non è tanto fare turismo religioso, ma costruire ponti». Soprattutto in un Paese dove, ricorda il sacerdote, «convivono pacificamente persone di 18 diverse fedi religiose, di cui 12 cristiane». Occasione del viaggio è anche la partecipazione del gruppo all’inaugurazione della prima chiesa di rito latino di tutto il Libano, all’interno del Settore Ovest della Base Unifil di Shama, a guida italiana.

Base Unifil Libano

La chiesa, intitolata a Maria Decor Carmeli e San Giovanni XXIII, è stata dedicata lunedì 18 marzo, con una Messa solenne presieduta dall’ordinario militare monsignor Santo Marcianò, a cui hanno partecipato anche i rappresentanti di altre confessioni. La nuova chiesa sarà «una casa tra le case della gente che vuole aiutare questa nazione – sottolinea Marcianò nell’omelia -, terra di grande bellezza e apertura accogliente, ad essere casa nella quale regni la pace». Millecento i soldati italiani a Shama, a cui sono affidati, rimarca l’ordinario, «il monitoraggio e il controllo della cessazione delle ostilità, l’assistenza alla popolazione locale, il supporto alle Forze armate libanesi, progetti di cooperazione civile e militare».

Con una superficie grande due volte quella della Liguria e una popolazione di circa quattro milioni di abitanti, il Libano ospita oltre un milione e mezzo di rifugiati, palestinesi e, per la maggioranza, siriani. Il nunzio apostolico monsignor Jospeh Spiteri riflette sulla situazione con i giornalisti italiani: «Desideriamo tutti un rientro organizzatore ben fatto per i siriani nella loro terra», e assicura che «certamente Papa Francesco è molto vicino al popolo libanese».

Byblos

Nel Paese convivono drusi e maroniti, sunniti e sciiti. I ristoranti e gli hotel prendono il posto delle case bombardate durante il recente conflitto con Israele. Giovani donne dal capo velato vanno a pregare sulla tomba di Saint Charbel, il più grande santo libanese. Nei centri storici delle città, la moschea sorge a due passi dalla chiesa ortodossa e da quella maronita, mentre il profumo di spezie si diffonde dai bistrot e dalle caffetterie. C’è voglia di ricominciare, anche rilanciando il turismo. Il presidente della Repubblica, il generale Michel Aoun, riceve il gruppo italiano. Stringe la mano a tutti. A monsignor Chiavarini dice: «Vi ringraziamo per aver visitato il Libano. Tutti possono approfittare della nostra stabilità e della nostra sicurezza, fare dei tour attraverso tutte le regioni. Voi stessi avete visto che il Libano è in pace, ed è un Paese molto ospitale». Davvero questa nazione «sta trovando strade di convivenza che sono di esempio per il mondo intero», osserva don Remo, «un esempio da cui tutti avremmo da imparare».

Giulia Rocchi

Opera romana pellegrinaggi verso il XX Convegno

Ventesima edizione, quest’anno, del Convegno nazionale teologico–pastorale promosso dall’Opera romana pellegrinaggi. L’appuntamento è per il 22 e 23 gennaio alla Pontificia Università Lateranense. A fare da filo conduttore il tema “Il pellegrinaggio e la trasmissione della fede”.

Il convegno si aprirà alle 9, nell’Aula Magna dell’ateneo di piazza San Giovanni in Laterano, con la recita delle lodi presieduta dall’arcivescovo Angelo De Donatis, vicario del Papa per la diocesi di Roma. Quindi la presentazione dei lavori a cura di monsignor Remo Chiavarini, amministratore delegato dell’Opera romana pellegrinaggi, e il saluto del vescovo Gianrico Ruzza.

Le due relazioni della prima mattinata sono affidate a padre Frederic Manns, francescano dell’ordine dei Frati minori, professore emerito di esegesi neotestamentaria presso la Facoltà di Scienze Bibliche e Archeologia di Gerusalemme. Nel pomeriggio invece si alterneranno come relatori don Paolo Asolan, docente di Teologia al Pontificio Istituto Pastorale Redemptor Homisi, e il nuovo direttore dell’Ufficio per la cultura e la pastorale universitaria del Vicariato di Roma monsignor Andrea Lonardo. La conclusione alle 19 con la Messa presieduta dal vescovo Daniele Libanori. 

Martedì 23 gennaio si riprende con la preghiera delle lodi presieduta dal rettore della Lateranense Enrico dal Covolo e gli interventi di monsignor Dario Edoardo Viganò, Prefetto della Segreteria per la comunicazione della Santa Sede, e monsignor Crispino Valenziano, già ordinario di Spiritualità liturgica e di Arte per la liturgia al Pontificio Istituto Liturgico Sant’Anselmo. La conclusione con il pranzo.

Per informazioni e iscrizioni: segreteria organizzativa Convegno nazionale teologico-pastorale, tel. 06.698961, eventi@orpnet.org.

Opera Romana Pellegrinaggi

Giubileo 2025

In pellegrinaggio a Roma con Opera Romana Pellegrinaggi

 

In occasione del Giubileo di Roma 2025, “Pellegrini di speranza”, Opera Romana Pellegrinaggi presenta proposte di pellegrinaggio e percorsi di visita speciali.

Link: Opera Romana Pellegrinaggi

 

“RomaxRoma”

Itinerario in open bus dal Laterano al centro di Roma, la nuova proposta di Opera Romana Pellegrinaggi, attiva dal 5 aprile ed è pensata, in occasione del Giubileo, per i giovani che frequentano le parrocchie della diocesi.

 

 

 

On line il terzo scrutinio per i catecumeni

«Questo scrutinio avremmo dovuto viverlo insieme con il cardinale vicario nella basilica di San Giovanni in Laterano, e invece ci tocca una modalità più “povera”, facendo quel che possiamo con i mezzi di comunicazione. Ma con san Paolo Apostolo siamo fiduciosi nel dirvi che “noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno” (Rm 8,28). Ora non comprendiamo, ora vediamo in “modo confuso” ciò che stiamo vivendo, ma nella fede sappiamo che Dio non ci abbandona e sta camminando accanto a noi». Sono parole di speranza quelle che don Andrea Cavallini, direttore dell’Ufficio catechistico diocesano, e suor Ester Pina De Prisco, responsabile del Catecumenato, scrivono ai catecumeni e ai loro catechisti per prepararli al terzo scrutinio, che come i due precedenti si svolgerà tramite video e telefono.

Sulla pagina YouTube dell’Ufficio catechistico diocesano sono caricati dei video che sia i catecumeni che i catechisti devono vedere: https://youtu.be/KqJtQZLsW3o. Quindi si sentiranno al telefono, per commentare quanto osservato, confrontarsi e pregare insieme. «Il tutto, colloquio e preghiera, dovrebbe durare circa 30 minuti. Se possibile, concordate oggi stesso l’appuntamento telefonico per domenica, tenendo conto della durata della telefonata e della tranquillità necessaria per parlarsi e pregare».

27 marzo 2020

On line il sussidio per il Triduo Pasquale in famiglia

Disponibili on line, sul sito internet dell’Ufficio liturgico della diocesi di Roma, i sussidi per vivere il Triduo Pasquale tra le mura domestiche. Proposte diverse, formulate per permettere di scegliere quelle più consone alla propria sensibilità e al proprio contesto e pensate per essere adattate anche tralasciando alcune parti. Sono state elaborate, sottolineano dall’Ufficio diocesano, come complemento o preparazione alla preghiera della Liturgia delle ore e alla partecipazione alle celebrazioni di Papa Francesco o della propria parrocchia, che si possono facilmente seguire in televisione o tramite internet.

«In questo modo – è l’auspicio del direttore dell’Ufficio liturgico diocesano, padre Giuseppe Midili – le famiglie e coloro che si trovano in casa da soli ad affrontare questa emergenza possono dedicare un congruo tempo alla preghiera personale e vivere la Pasqua in maniera fruttuosa».

7 aprile 2020

On line il primo video per la Quaresima: “Il deserto”

Sono on line da oggi i “film docu live” che accompagnano il sussidio diocesano preparato per la Quaresima, dedicati all’ascolto delle famiglie. Il vescovo delegato per la Pastorale familiare, monsignor Dario Gervasi, e una famiglia ogni volta diversa, parlano e pregano insieme. Niente prove o copioni da rispettare, ma una ripresa “live” di quello che avviene nelle case dei fedeli romani, proprio come se ci si trovasse lì con loro.

«Questi brevi film nascono dal desiderio di ascoltare la vita delle famiglie direttamente dalle loro parole, in particolare dopo il tempo del Covid, e capire come la Parola di Dio ascoltata in famiglia illumini il percorso – spiega il vescovo Gervasi –. Si comincia con la storia della famiglia abbinata a ciascuno dei cinque Vangeli che scandiscono il cammino della Quaresima. È un modo per valorizzare il fatto che la Parola di Dio può essere letta insieme in famiglia e che la famiglia ha una capacità particolare di ascolto, in quanto piccola comunità».

Gli fa eco don Dario Criscuoli, direttore del Centro diocesano per la pastorale familiare: «Il vescovo va a casa delle famiglie per mostrare la vicinanza della Chiesa, condividere con loro il Vangelo domenicale, ascoltare i genitori e i figli, pregare insieme».

A girare i video è Giuseppe Aquino, regista di cinema, teatro e televisone. «Il progetto è stato ideato dalla diocesi ed è molto significativo – spiega –. La Chiesa esce dalle mura e va dentro la società, lascia i suoi spazi e va verso l’uomo, identificato in questo caso come famiglia, proprio come dice Papa Francesco». Spiega poi la tecnica usata per realizzarli: il film doc live, che Aquino ha già utilizzato per altri suoi lavori come il suo recente “Quarantena live”. «Abbiamo girato in presa diretta, e ci siamo ritrovato con quaranta minuti di girato tutti minuti tutti buoni… Non è stato semplice scegliere solo venti minuti».

19 febbraio 2021

Omnia for Italy, la nuova proposta dell’Opera Romana Pellegrinaggi

Viterbo con il Palazzo dei Papi

Si chiama Omnia for Italy il nuovo progetto dell’Opera Romana Pellegrinaggi (Orp), che verrà presentato ufficialmente lunedì 24 maggio alle ore 11 nel Palazzo Apostolico Lateranense, nel corso di una conferenza stampa. L’obiettivo è proporre una vetrina web, tramite la quale il “pellegrino 2.0”, straniero o italiano, possa scoprire e prenotare diverse esperienze del patrimonio culturale, religioso e artistico dell’Italia cristiana. Omnia for Italy, infatti, nasce dall’esperienza digitale di Omnia Vatican&Rome durante i primi mesi della pandemia e sfrutta appieno le risorse della piattaforma dell’Orp (creata nel 2016 per Roma Cristiana).

Il progetto nasce e si sviluppa in collaborazione con altre realtà: Opera Laboratori Fiorentini, Archeoares, Sistema Museo, Narni Sotterranea, Centro Turistico Cooperativo, Monastero Clarisse Eremite di Fara Sabina, Cammini di Leuca. Sono 12 le Regioni italiane coinvolte (Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Molise, Piemonte, Sicilia, Toscana, Umbria, Calabria, Puglia), per un totale di 45 città e 26 diocesi. Ben 70 le diverse proposte in programma: dai Cammini di Leuca alla scoperta di Viterbo con il Duomo e il Palazzo dei Papi; dal Complesso Monumentale del duomo di Siena alla scoperta di Orvieto. E ancora passeggiate al Quartiere dei Gesuiti a Parma, pellegrinaggi nella penisola sorrentina, camminate a Pienza, Cortona, Montepulciano.

«Il progetto, nel lungo periodo, intende essere un volano di sviluppo per una grande azione di promozione e valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici, già oggi visitabili in tutto il Paese. È un prodotto che nasce con lo sguardo verso il futuro». A spiegarlo è monsignor Remo Chiavarini, amministratore delegato dell’Opera Romana Pellegrinaggi, che interverrà alla conferenza stampa di lunedì prossimo. «Il pacchetto Omnia Vatican&Rome sta andando molto bene sul mercato internazionale – osserva –, per gli stranieri che usano molto il web. Quando vengono a Roma, per visitare la Città Eterna, utilizzano molto la nostra piattaforma, che propone esperienze: biglietti di ingresso nei musei, possibilità di visite guidate, ecc. Abbiamo avuto l’intuizione di allargare questa proposta valida su Roma a tutta la penisola. Inizialmente siamo partiti con il Lazio, relazionandoci con alcune diocesi, ma subito si sono fatte avanti altre realtà interessate».

Il progetto è «molto ambizioso e impegnativo», ammette monsignor Chiavarini. «Bisogna ricordare al turista straniero, ma anche a quello italiano, che Roma è inserita al centro di una nazione ricca di tante bellezze. La nostra speranza è anche di crescere, perché l’Italia cristiana è molto più grande di quella che presentiamo adesso. Diciamo che si tratta di un primo passo, di un esperimento. Questa è una sfida. L’Opera Romana mette a servizio l’esperienza acquisita negli anni e la sua piattaforma che ha grande visibilità, e si propone come vetrina anche per piccoli itinerari di nicchia».

18 maggio 2021

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