L’Opera Romana Pellegrinaggi, attività dell’Ufficio per la Pastorale del Pellegrinaggio del Vicariato di Roma, in relazione agli eventi tuttora in corso in Medio Oriente, informa che sabato scorso 28 febbraio, era presente a Gerusalemme un gruppo di pellegrini italo-americani accompagnati da don Giovanni Biallo.
Al gruppo è stata data tutta l’assistenza necessaria riguardo alla sicurezza in loco fino alla riprotezione sui primi voli disponibili per tornare in Italia. I pellegrini sono giunti oggi a Roma con un volo diretto da Amman e stanno rientrando alle proprie residenze.
Pur nell’apprensione e nello smarrimento per le notizie che arrivavano da Gerusalemme, l’Opera Romana Pellegrinaggi ha fatto il possibile, in costante raccordo con le autorità consolari, per alleviare i timori dei pellegrini e le preoccupazioni di carattere economico, assorbendo totalmente i costi sostenuti per il prolungamento del soggiorno e il rimpatrio da Amman.
Opera Romana Pellegrinaggi, in questo particolare momento, segue costantemente l’evolversi della situazione e, per lo svolgimento della programmazione dei pellegrinaggi in Medio Oriente, si attiene alle indicazioni rilasciate dalle autorità locali riguardo alla sicurezza nei Paesi di destinazione e compatibilmente con l’operatività garantita dalle Compagnie Aeree.
«Esprimiamo tutta la nostra vicinanza e il costante ricordo nella preghiera alle comunità cristiane locali – dichiara suor Rebecca Nazzaro, direttrice di Orp –, raggiunte ancora una volta da una situazione di estrema difficoltà ed incertezza. Si auspica che quanto prima le parti coinvolte ascoltino il grido di pace che si eleva da un’umanità incredula e attonita per quello che sta succedendo, ma che non smette di sperare in un futuro di pace e concordia tra i popoli».
La delegazione Orp ricevuta dal presidente della Repubblica libanese
L’eremo di Sant’Antonio e il monastero di Saint Charbel, la città fenicia di Byblos e quelle bibliche di Sidone e Tiro. L’Opera romana pellegrinaggi ha inserito il Libano nei cataloghi del 2019 e per inaugurare il nuovo itinerario ha portato nel Paese dei Cedri un gruppo di giornalisti, operatori della comunicazione e responsabili di pellegrinaggi di altre diocesi italiane. Guidati da monsignor Remo Chiavarini, amministratore delegato dell’Orp, e da don Walter Insero, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali del Vicariato, del gruppo fa parte il direttore dell’Ufficio Cei per la pastorale del tempo libero, del turismo e dello sport don Gionatan De Marco, nonché gli inviati di Rai Uno, Rainews, Mediaset, Tv2000, Telepace, Avvenire, Osservatore Romano, Radio Vaticana, Lapresse, Famiglia Cristiana, Ewtn. L’arrivo lunedì mattina; oggi, giovedì 21 marzo, la conclusione del viaggio, con l’incontro con il patriarca maronita Bechara Rai.
«Conoscere la storia di un Paese significa comprenderne meglio la realtà», sottolinea monsignor Chiavarini, spiegando che «fare un pellegrinaggio non è tanto fare turismo religioso, ma costruire ponti». Soprattutto in un Paese dove, ricorda il sacerdote, «convivono pacificamente persone di 18 diverse fedi religiose, di cui 12 cristiane». Occasione del viaggio è anche la partecipazione del gruppo all’inaugurazione della prima chiesa di rito latino di tutto il Libano, all’interno del Settore Ovest della Base Unifil di Shama, a guida italiana.
Base Unifil Libano
La chiesa, intitolata a Maria Decor Carmeli e San Giovanni XXIII, è stata dedicata lunedì 18 marzo, con una Messa solenne presieduta dall’ordinario militare monsignor Santo Marcianò, a cui hanno partecipato anche i rappresentanti di altre confessioni. La nuova chiesa sarà «una casa tra le case della gente che vuole aiutare questa nazione – sottolinea Marcianò nell’omelia -, terra di grande bellezza e apertura accogliente, ad essere casa nella quale regni la pace». Millecento i soldati italiani a Shama, a cui sono affidati, rimarca l’ordinario, «il monitoraggio e il controllo della cessazione delle ostilità, l’assistenza alla popolazione locale, il supporto alle Forze armate libanesi, progetti di cooperazione civile e militare».
Con una superficie grande due volte quella della Liguria e una popolazione di circa quattro milioni di abitanti, il Libano ospita oltre un milione e mezzo di rifugiati, palestinesi e, per la maggioranza, siriani. Il nunzio apostolico monsignor Jospeh Spiteri riflette sulla situazione con i giornalisti italiani: «Desideriamo tutti un rientro organizzatore ben fatto per i siriani nella loro terra», e assicura che «certamente Papa Francesco è molto vicino al popolo libanese».
Byblos
Nel Paese convivono drusi e maroniti, sunniti e sciiti. I ristoranti e gli hotel prendono il posto delle case bombardate durante il recente conflitto con Israele. Giovani donne dal capo velato vanno a pregare sulla tomba di Saint Charbel, il più grande santo libanese. Nei centri storici delle città, la moschea sorge a due passi dalla chiesa ortodossa e da quella maronita, mentre il profumo di spezie si diffonde dai bistrot e dalle caffetterie. C’è voglia di ricominciare, anche rilanciando il turismo. Il presidente della Repubblica, il generale Michel Aoun, riceve il gruppo italiano. Stringe la mano a tutti. A monsignor Chiavarini dice: «Vi ringraziamo per aver visitato il Libano. Tutti possono approfittare della nostra stabilità e della nostra sicurezza, fare dei tour attraverso tutte le regioni. Voi stessi avete visto che il Libano è in pace, ed è un Paese molto ospitale». Davvero questa nazione «sta trovando strade di convivenza che sono di esempio per il mondo intero», osserva don Remo, «un esempio da cui tutti avremmo da imparare».
Ventesima edizione, quest’anno, del Convegno nazionale teologico–pastorale promosso dall’Opera romana pellegrinaggi. L’appuntamento è per il 22 e 23 gennaio alla Pontificia Università Lateranense. A fare da filo conduttore il tema “Il pellegrinaggio e la trasmissione della fede”.
Il convegno si aprirà alle 9, nell’Aula Magna dell’ateneo di piazza San Giovanni in Laterano, con la recita delle lodi presieduta dall’arcivescovo Angelo De Donatis, vicario del Papa per la diocesi di Roma. Quindi la presentazione dei lavori a cura di monsignor Remo Chiavarini, amministratore delegato dell’Opera romana pellegrinaggi, e il saluto del vescovo Gianrico Ruzza.
Le due relazioni della prima mattinata sono affidate a padre Frederic Manns, francescano dell’ordine dei Frati minori, professore emerito di esegesi neotestamentaria presso la Facoltà di Scienze Bibliche e Archeologia di Gerusalemme. Nel pomeriggio invece si alterneranno come relatori don Paolo Asolan, docente di Teologia al Pontificio Istituto Pastorale Redemptor Homisi, e il nuovo direttore dell’Ufficio per la cultura e la pastorale universitaria del Vicariato di Roma monsignor Andrea Lonardo. La conclusione alle 19 con la Messa presieduta dal vescovo Daniele Libanori.
Martedì 23 gennaio si riprende con la preghiera delle lodi presieduta dal rettore della Lateranense Enrico dal Covolo e gli interventi di monsignor Dario Edoardo Viganò, Prefetto della Segreteria per la comunicazione della Santa Sede, e monsignor Crispino Valenziano, già ordinario di Spiritualità liturgica e di Arte per la liturgia al Pontificio Istituto Liturgico Sant’Anselmo. La conclusione con il pranzo.
Per informazioni e iscrizioni: segreteria organizzativa Convegno nazionale teologico-pastorale, tel. 06.698961, eventi@orpnet.org.
In pellegrinaggio a Roma con Opera Romana Pellegrinaggi
In occasione del Giubileo di Roma 2025, “Pellegrini di speranza”, Opera Romana Pellegrinaggi presenta proposte di pellegrinaggio e percorsi di visita speciali.
Itinerario in open bus dal Laterano al centro di Roma, la nuova proposta di Opera Romana Pellegrinaggi, attiva dal 5 aprile ed è pensata, in occasione del Giubileo, per i giovani che frequentano le parrocchie della diocesi.
«Questo scrutinio avremmo dovuto viverlo insieme con il cardinale vicario nella basilica di San Giovanni in Laterano, e invece ci tocca una modalità più “povera”, facendo quel che possiamo con i mezzi di comunicazione. Ma con san Paolo Apostolo siamo fiduciosi nel dirvi che “noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno” (Rm 8,28). Ora non comprendiamo, ora vediamo in “modo confuso” ciò che stiamo vivendo, ma nella fede sappiamo che Dio non ci abbandona e sta camminando accanto a noi». Sono parole di speranza quelle che don Andrea Cavallini, direttore dell’Ufficio catechistico diocesano, e suor Ester Pina De Prisco, responsabile del Catecumenato, scrivono ai catecumeni e ai loro catechisti per prepararli al terzo scrutinio, che come i due precedenti si svolgerà tramite video e telefono.
Sulla pagina YouTube dell’Ufficio catechistico diocesano sono caricati dei video che sia i catecumeni che i catechisti devono vedere: https://youtu.be/KqJtQZLsW3o. Quindi si sentiranno al telefono, per commentare quanto osservato, confrontarsi e pregare insieme. «Il tutto, colloquio e preghiera, dovrebbe durare circa 30 minuti. Se possibile, concordate oggi stesso l’appuntamento telefonico per domenica, tenendo conto della durata della telefonata e della tranquillità necessaria per parlarsi e pregare».
Disponibili on line, sul sito internet dell’Ufficio liturgico della diocesi di Roma, i sussidi per vivere il Triduo Pasquale tra le mura domestiche. Proposte diverse, formulate per permettere di scegliere quelle più consone alla propria sensibilità e al proprio contesto e pensate per essere adattate anche tralasciando alcune parti. Sono state elaborate, sottolineano dall’Ufficio diocesano, come complemento o preparazione alla preghiera della Liturgia delle ore e alla partecipazione alle celebrazioni di Papa Francesco o della propria parrocchia, che si possono facilmente seguire in televisione o tramite internet.
«In questo modo – è l’auspicio del direttore dell’Ufficio liturgico diocesano, padre Giuseppe Midili – le famiglie e coloro che si trovano in casa da soli ad affrontare questa emergenza possono dedicare un congruo tempo alla preghiera personale e vivere la Pasqua in maniera fruttuosa».
Sono on line da oggi i “film docu live” che accompagnano il sussidio diocesano preparato per la Quaresima, dedicati all’ascolto delle famiglie. Il vescovo delegato per la Pastorale familiare, monsignor Dario Gervasi, e una famiglia ogni volta diversa, parlano e pregano insieme. Niente prove o copioni da rispettare, ma una ripresa “live” di quello che avviene nelle case dei fedeli romani, proprio come se ci si trovasse lì con loro.
«Questi brevi film nascono dal desiderio di ascoltare la vita delle famiglie direttamente dalle loro parole, in particolare dopo il tempo del Covid, e capire come la Parola di Dio ascoltata in famiglia illumini il percorso – spiega il vescovo Gervasi –. Si comincia con la storia della famiglia abbinata a ciascuno dei cinque Vangeli che scandiscono il cammino della Quaresima. È un modo per valorizzare il fatto che la Parola di Dio può essere letta insieme in famiglia e che la famiglia ha una capacità particolare di ascolto, in quanto piccola comunità».
Gli fa eco don Dario Criscuoli, direttore del Centro diocesano per la pastorale familiare: «Il vescovo va a casa delle famiglie per mostrare la vicinanza della Chiesa, condividere con loro il Vangelo domenicale, ascoltare i genitori e i figli, pregare insieme».
A girare i video è Giuseppe Aquino, regista di cinema, teatro e televisone. «Il progetto è stato ideato dalla diocesi ed è molto significativo – spiega –. La Chiesa esce dalle mura e va dentro la società, lascia i suoi spazi e va verso l’uomo, identificato in questo caso come famiglia, proprio come dice Papa Francesco». Spiega poi la tecnica usata per realizzarli: il film doc live, che Aquino ha già utilizzato per altri suoi lavori come il suo recente “Quarantena live”. «Abbiamo girato in presa diretta, e ci siamo ritrovato con quaranta minuti di girato tutti minuti tutti buoni… Non è stato semplice scegliere solo venti minuti».
Si chiama Omnia for Italy il nuovo progetto dell’Opera Romana Pellegrinaggi (Orp), che verrà presentato ufficialmente lunedì 24 maggio alle ore 11 nel Palazzo Apostolico Lateranense, nel corso di una conferenza stampa. L’obiettivo è proporre una vetrina web, tramite la quale il “pellegrino 2.0”, straniero o italiano, possa scoprire e prenotare diverse esperienze del patrimonio culturale, religioso e artistico dell’Italia cristiana. Omnia for Italy, infatti, nasce dall’esperienza digitale di Omnia Vatican&Rome durante i primi mesi della pandemia e sfrutta appieno le risorse della piattaforma dell’Orp (creata nel 2016 per Roma Cristiana).
Il progetto nasce e si sviluppa in collaborazione con altre realtà: Opera Laboratori Fiorentini, Archeoares, Sistema Museo, Narni Sotterranea, Centro Turistico Cooperativo, Monastero Clarisse Eremite di Fara Sabina, Cammini di Leuca. Sono 12 le Regioni italiane coinvolte (Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Molise, Piemonte, Sicilia, Toscana, Umbria, Calabria, Puglia), per un totale di 45 città e 26 diocesi. Ben 70 le diverse proposte in programma: dai Cammini di Leuca alla scoperta di Viterbo con il Duomo e il Palazzo dei Papi; dal Complesso Monumentale del duomo di Siena alla scoperta di Orvieto. E ancora passeggiate al Quartiere dei Gesuiti a Parma, pellegrinaggi nella penisola sorrentina, camminate a Pienza, Cortona, Montepulciano.
«Il progetto, nel lungo periodo, intende essere un volano di sviluppo per una grande azione di promozione e valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici, già oggi visitabili in tutto il Paese. È un prodotto che nasce con lo sguardo verso il futuro». A spiegarlo è monsignor Remo Chiavarini, amministratore delegato dell’Opera Romana Pellegrinaggi, che interverrà alla conferenza stampa di lunedì prossimo. «Il pacchetto Omnia Vatican&Rome sta andando molto bene sul mercato internazionale – osserva –, per gli stranieri che usano molto il web. Quando vengono a Roma, per visitare la Città Eterna, utilizzano molto la nostra piattaforma, che propone esperienze: biglietti di ingresso nei musei, possibilità di visite guidate, ecc. Abbiamo avuto l’intuizione di allargare questa proposta valida su Roma a tutta la penisola. Inizialmente siamo partiti con il Lazio, relazionandoci con alcune diocesi, ma subito si sono fatte avanti altre realtà interessate».
Il progetto è «molto ambizioso e impegnativo», ammette monsignor Chiavarini. «Bisogna ricordare al turista straniero, ma anche a quello italiano, che Roma è inserita al centro di una nazione ricca di tante bellezze. La nostra speranza è anche di crescere, perché l’Italia cristiana è molto più grande di quella che presentiamo adesso. Diciamo che si tratta di un primo passo, di un esperimento. Questa è una sfida. L’Opera Romana mette a servizio l’esperienza acquisita negli anni e la sua piattaforma che ha grande visibilità, e si propone come vetrina anche per piccoli itinerari di nicchia».
Il vescovo Baldo Reina (foto DiocesiDiRoma/Gennari)
Ieri sera, martedì 5 settembre, il vescovo Baldo Reina, vicegerente della diocesi di Roma e ausiliare del settore Ovest, si è recato a visitare la mamma di Rossella Nappini. Si è fermato per portare le condoglianze e la solidarietà della diocesi di Roma e per un momento di preghiera.
Di seguito la dichiarazione del vescovo:
«Non possiamo rimanere indifferenti di fronte al dilagare di tanta violenza che colpisce le donne! È una vera e propria “mattanza” che fa inorridire e che rivela come la cultura della morte ormai, come una nube oscura, stia avvolgendo tutto e tutti. Abbiamo bisogno di gridare: “basta!”, “la vita umana è sacra e non si tocca!”; ma abbiamo anche bisogno di riprendere con coraggio la sfida educativa, di impegnarci tutti nel diffondere la cultura della vita e del bene. La Chiesa, per mandato del suo Signore, ha il compito specifico di formare le coscienze; è una missione urgente dalla quale non possiamo sottrarci e che passa attraverso l’impegno di uomini e donne di buona volontà che credono nel Vangelo di Gesù Cristo e che si assumono la responsabilità di educare alla vita buona, di parlare con i figli e con i giovani per dire loro che il male si vince con il bene e che la violenza è sorella della morte; nella catechesi, negli oratori, nella predicazione e in tutte le altre occasioni che ci vengono concesse abbiamo bisogno di coniugare i contenuti della fede con le sfide e le tragedie di questo tempo. La barbara uccisione di Rossella nel quartiere di Monte Mario, sia assunta come una sconfitta perché non si può morire così! Ma sia anche l’occasione per un sobbalzo di dignità e di coraggio perché sia affermata e difesa la sacralità della vita. Alla famiglia di Rossella la nostra vicinanza e la nostra preghiera. A tutti i credenti l’appello accorato affinché da questa morte possiamo risorgere nella testimonianza dell’Amore che avvolge la vita».
La dichiarazione del vescovo Baldo Reina, ausiliare del settore Ovest e vicegerente della diocesi di Roma, in merito all’omicidio avvenuto a Primavalle, in via Pietro Gasparri.
«La spirale di violenza contro le donne che sta investendo la nostra città ci lascia sgomenti e disorientati. Ci fermiamo, anche questa volta, dopo aver saputo dell’uccisione di una mamma per la mano del figlio e ci lasciamo interrogare da quanto accaduto. Non cediamo alla rassegnazione per una triste catena di eventi che sta diventando “normalità”. Quanto più si fa sentire la forza del male tanto più si innalzi a Dio la nostra preghiera perché tocchi i cuori di ogni persona e li converta al bene; e insieme alla preghiera si innalzi anche la nostra voce in mezzo alla città degli uomini per dire che non accettiamo di convivere con la logica della violenza e dell’istinto omicida, che la cultura del Vangelo è cultura della vita anche dentro i possibili contrasti che ci sono in ogni famiglia e dentro i mille problemi che quotidianamente siamo chiamati ad affrontare. Che ci sia un risveglio di dignità e di civiltà per fermare il male in tutte le sue forme e per aiutare tutti a recuperare la sacralità e l’inviolabilità della vita».
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