6 Maggio 2026

Nella memoria liturgica del Beato Angelico, la Messa del cardinale De Donatis e l’incontro su Mozart

Nella chiesa di Sant’Ignazio in Campo Marzio, martedì 18 febbraio, in occasione della memoria liturgica del Beato Angelico, patrono degli artisti, il cardinale vicario Angelo De Donatis presiederà la Messa delle ore 18.30; la celebrazione sarà animata dalla Cappella Augustea del Conservatorio Santa Cecilia di Roma diretta da Federico Del Sordo, che eseguirà la Missa brevis K 192 di Wolfgag Amadeus Mozart.

Al termine della Messa, alle ore 20.15, si terrà nella stessa chiesa un incontro dedicato al genio di Salisburgo, dal titolo “Il ‘divino’ Amadeus e la grazia della fede. L’ultimo anno della vita di Mozart”. Interverranno monsignor Andrea Lonardo, direttore del Servizio per la cultura e l’università della diocesi di Roma, e Francesco d’Alfonso, dello stesso Servizio diocesano. «Ma noi parleremo pochissimo – ci tiene a sottolineare monsignor Lonardo – perché sarà Mozart stesso a parlare attraverso la sua arte». L’incontro, spiega d’Alfonso, è organizzato nel 250° anniversario del viaggio del musicista a Roma, durante il quale visitò anche la Cappella Sistina.

I musicisti Antonio Maria Pergolizzi, al pianoforte, ed Ermanno Veglianti, al clarinetto, con le voci del soprano Stella Alonzi e del tenore Domingo Pellicola, eseguiranno il Concerto per clarinetto e orchestra K622, il Die Zauberflöte, la Messa in do minore K427, la Messa da Requiem, l’Ave verum corpus K618. Gli attori Paolo Sangiorgio e Davide Fasano, allievi dell’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico di Roma, diretti da Andrea Giuliano, metteranno in scena la pièce “Mozart e Salieri”, di Aleksandr Puškin, nella quale l’autore immagina che il compositore italiano abbia avvelenato il suo rivale salisburghese.

«Di Mozart si nasconde spesso la serietà del lavoro – osserva monsignor Lonardo –, lo si immagina quasi come un bambino giocherellone; l’opera teatrale serve a mostrare come si sia creata una leggenda non vera, il cui unico elemento di verità resta la grandezza di Mozart. Di un artista come lui è stato facile dare un’interpretazione massonica, ma in realtà aderì in tarda età alla massoneria perché non aveva soldi, e così era certo di riuscire ad ottenere più ingaggi. Invece è evidente una sua reale adesione alla fede».

13 febbraio 2020

Nella mattinata al Monastero della Resurrezione a Montefiolo partecipa all’incontro dei sacerdoti dal 1° al 5 anno di ordinazione riuniti per la formazione permanente

Nella mattinata al Monastero della Resurrezione a Montefiolo partecipa all’incontro dei sacerdoti dal 1° al 5 anno di ordinazione riuniti per la formazione permanente

Nella Giornata per la vita consacrata la Messa con il Santo Padre

Nella festa della Presentazione del Signore, sabato 2 febbraio, Papa Francesco presiederà la Messa nella basilica di San Pietro, alle ore 17.30, per la Giornata per la vita consacrata. Parteciperanno religiose e religiosi, consacrati e consacrate. A livello diocesano, il vicario episcopale diocesano per la vita consacrata monsignor Antonio Panfili annuncia una iniziativa promossa dall’Ufficio diocesano, a cui sono invitati tutte le realtà della vita consacrata di Roma: lo spettacolo “chi sei tu”, su san Francesco, nella basilica di Sant’Antonio a via Merulana il prossimo 9 febbraio alle 19.

31 gennaio 2019

Nella Giornata in memoria delle vittime del Covid, la Messa al Divino Amore

Foto Diocesi di Roma / Gennari

Sono passati cinque anni dall’esplosione della pandemia di Covid 19, ma i ricordi di quel marzo del 2020 sono indelebili nella memoria. Soprattutto in quella di chi, a causa del coronavirus, ha perso una persona cara. Per loro e per tutti il 16 marzo verrà celebrata la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia di Covid-19. La diocesi di Roma vivrà questo anniversario con una celebrazione eucaristica, domenica prossima alle 11 al Nuovo Santuario della Madonna del Divino Amore; presiederà il vicegerente della diocesi, il vescovo Renato Tarantelli Baccari.

«La Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia di Covid-19 ci riporta alle mente il dolore vissuto nei mesi più duri della pandemia – dichiara il vescovo Tarantelli Baccari –. Ricordiamo come il virus, nemico invisibile e sconosciuto, ha imposto solitudine e paura, privando molte persone della possibilità di salutare i propri cari e costringendo la società a una drammatica sospensione della vita quotidiana. Il ricordo delle bare portate in silenzio al cimitero, delle lacrime versate senza un abbraccio di conforto, è ancora vivo». Ma se la pandemia ha generato smarrimento e rassegnazione, prosegue il presule nella sua riflessione, «la fede cristiana continua a indicare una via di speranza. Gesù, che ha sofferto con i sofferenti e pianto con chi piangeva, ha vinto la morte e ha introdotto i credenti in una comunione che il male non può spezzare. Pertanto la celebrazione in memoria delle vittime del Covid-19 sarà un’occasione per ricordare chi non ce l’ha fatta e pregare per loro. Pensiamo inoltre che sia un’occasione per manifestare vicinanza ai familiari delle vittime. Un pensiero speciale sarà rivolto agli operatori sanitari e a quanti si sono spesi in prima linea nella lotta contro questo nemico invisibile e così insidioso, spesso a costo della propria vita. Un tempo osannati come eroi, oggi rischiano di essere dimenticati o trattati con ingratitudine. Eppure, la loro dedizione rimane un segno concreto di amore e sacrificio che ci apre ad una rinnovata speranza».

L’invito a partecipare alla celebrazione del 16 marzo arriva anche da monsignor Andrea Manto, vicario episcopale per la Pastorale della salute. La prova del Covid-19 «non ha risparmiato nessuno – dice –, né la società civile né la Chiesa, impossibilitati dall’emergenza a manifestare anche solo un semplice segno di umana vicinanza, come l’estremo saluto delle esequie. Ed è facile immaginare come i solchi di quelle sofferenze siano ancora ben presenti in molti nostri concittadini, in attesa semplicemente di un momento di condivisione o di un gesto di memoria e speranza». Per questo è stato organizzato un momento liturgico, da vivere come «un’occasione – è l’auspicio di monsignor Manto – per manifestare vicinanza ai familiari delle vittime e anche per offrire un pubblico ringraziamento a coloro che si sono spesi in prima linea nella lotta contro questo nemico invisibile e così insidioso».

11 marzo 2025

Nella festa di san Valentino la benedizione delle coppie

Nella festa degli innamorati, una catechesi per tuti i fidanzati. È la proposta del Centro diocesano per la pastorale familiare per il 14 febbraio, che riprende il nome da un passaggio del Cantico dei Cantici: “Il mio diletto è per me e io per lui”. L’appuntamento è per giovedì 14 febbraio alle 19, nella basilica di Santa Sabina all’Aventino (piazza Pietro d’Illiria, 1); in programma una riflessione del cardinale vicario Angelo De Donatis sul tema “La spiritualità dell’amore nel matrimonio”. Seguirà la Messa, presieduta dal vicario, con la benedizione delle coppie.

«Da alcuni anni il 14 febbraio, memoria liturgica di san Valentino – ricorda il vescovo ausiliare per il settore Centro monsignor Gianrico Ruzza –, il Centro per la pastorale familiare propone un appuntamento di preghiera e di benedizione delle giovani coppie di sposi e del loro progetto d’amore. In questa occasione come primo segno del cammino che ci condurrà alla celebrazione dell’Incontro mondiale delle famiglie, che si terrà a Roma nel 2021, il cardinale Angelo De Donatis, nostro vicario, desidera incontrare i giovani fidanzati, le coppie che sono in cammino verso il matrimonio accompagnate dai loro formatori e le coppie di giovani sposi».

«L’incontro è aperto alle coppie che sono già in cammino nei corsi di preparazione al matrimonio; alle coppie che hanno celebrato le nozze negli ultimi anni, e ai giovani fidanzati anche se ancora non hanno fissato una data – spiega monsignor Andrea Manto, direttore del Centro per la pastorale familiare –. L’idea è quella di pregare insieme a san Valentino, affinché benedica il loro progetto d’amore. E soprattutto ascoltare una riflessione, quella del vicario, che non presenti l’amore che si fa oggi, in modo banalizzante. Per aiutare a pensare l’amore non solo come emozione, ma come scelta di vita, mettendo in luce la progettualità, l’appartenenza, per una coppia che non sceglie la precarietà o il caos ma sceglie di costruire, con l’aiuto delle “armi della luce” come direbbe san Paolo, cioè con la grazia, con la preghiera».

12 febbraio 2019

Nella Domenica della Misericordia la Messa con Papa Francesco

«Io desidero che vi sia una festa della Misericordia: voglio che l’immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia». Così santa Faustina Kowalska scriveva nel suo Diario raccontando una delle apparizioni di Gesù; e così avviene dal 2000, quando san Giovanni Paolo II istituì la celebrazione della Festa durante la Messa in occasione della canonizzazione della santa polacca. A Roma il Santuario della Divina Misericordia ha sede nella chiesa di Santo Spirito in Sassia: qui domenica prossima, nella Festa della Misericordia appunto, Papa Francesco torna a celebrare una Messa in forma privata, alle ore 10.30, come riferisce la Sala Stampa vaticana. Al termine dell’Eucaristia, dalla stessa chiesa il Papa guiderà la recita del Regina Caeli.

La chiesa nei pressi del Vaticano è sempre molto frequentata dai fedeli, che in questo periodo di pandemia partecipano anche attivamente sui canali social del santuario. A Santo Spirito in Sassia, nella cappella laterale, trova spazio il quadro di Gesù Misericordioso con i raggi colorati che sgorgano dal petto, immagine dipinta secondo le indicazioni della stessa suor Faustina. Così infatti le apparve il Signore nel monastero di Plock delle Suore della Congregazione della Beata Vergine Maria della Misericordia, la sera del 22 febbraio 1931, mentre si trovava nella sua cella. «Dipingi un’immagine secondo il modello che vedi», le disse Gesù, come annotò la santa nel suo Diario.

Quella fu solo la prima di una lunga seria di visioni, di cui la giovane suora – nata nel 1905 da una famiglia contadina a Glogowiec, in Polonia – ha lasciato testimonianza. Nel corso di questi incontri Cristo parlò a santa Faustina e le insegnò a pregare secondo la Coroncina della Misericordia. Il 18 aprile del 1993 è stata beatificata a Roma da Giovanni Paolo II. «La missione di santa Faustina sta portando frutti sorprendenti – disse Papa Wojtyla in quell’occasione –. È meraviglioso il modo in cui la sua devozione a Gesù misericordioso si fa strada nel mondo contemporaneo e conquista tanti cuori umani». Devozione che si è propagata ancora di più dopo il 30 aprile 2000, giorno della sua canonizzazione. Sugli altari anche il confessore e direttore spirituale di Faustina, Michal Sopocko (1888-1975), beatificato il 28 settembre 2008 a Bialystok, in Polonia.

7 aprile 2021

Nella chiesa rettoria Santa Maria in Ara Coeli al Campidoglio celebra la Messa in occasione del Natale per i dipendenti del Comune di Roma e della Polizia Municipale

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Nella chiesa rettoria Santa Maria in Ara Coeli al Campidoglio celebra la Messa in occasione del Natale di Roma

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Nella chiesa rettoria di Santa Maria Odigitria dei Siciliani celebra la Messa in occasione della memoria liturgica di san Bernardo da Corleone

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Nella chiesa rettoria di Santa Maria della Consolazione al Foro Romano celebra la Messa in occasione dei 550 anni dalla fondazione

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Nella chiesa rettoria di Santa Maria del Carmine preside l’atto di inaugurazione del Centro del Movimento dei Focolari

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Nella chiesa rettoria di Sant’Ignazio di Loyola in Campo Marzio celebra la Messa nella memoria liturgica del Beato Angelico, patrono degli artisti

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