3 Maggio 2026

Quarticciolo, un incontro pubblico per raccontare esperienze di comunità e di pace

Roma, quartiere Quarticciolo

Venerdì 20 marzo alle ore 18.30, a via Trani 1, si terrà un incontro pubblico per conoscere da vicino l’esperienza dei ragazzi del Quarticciolo. Interverranno Daniele, Fiamma, Emanuele e Pietro, che racconteranno il lavoro avviato nel quartiere e le prospettive future del loro impegno.

L’iniziativa nasce dal desiderio di dare spazio a un percorso che si è sviluppato dentro un contesto complesso, scegliendo con convinzione la strada della nonviolenza e della partecipazione attiva. «Ci sono esperienze che sentiamo necessarie perché nascono, si sviluppano e crescono con le persone e tra le persone. Questo è un dono perché si interrogano sui fatti e rispondono con una visione inclusiva e solidale. Sono necessarie come l’aria», afferma monsignor Francesco Pesce, direttore dell’Ufficio per la pastorale sociale, del lavoro e della custodia del creato del Vicariato di Roma.

L’esperienza del Quarticciolo si caratterizza per un approccio concreto ai problemi del territorio: «Affronta le difficoltà chiamandole per nome e le gestisce attraverso un percorso politico orientato a trasformare la lettura delle criticità in progetti capaci di avviare processi», sottolinea il sacerdote.

Al centro dell’incontro ci sarà il tema della pace intesa come pratica quotidiana. «La pace è fatta di partecipazione attiva e di capacità di gestire i conflitti», osserva Oliviero Bettinelli, vice direttore dell’Ufficio. E ancora: «Le seconde chance non sono un regalo occasionale, ma possono diventare semi di futuro solo se sono impastate di idee, di intelligenza e di solidarietà».

All’appuntamento interverrà anche padre Daniele Canali, parroco dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo, parrocchia che ha da poco ricevuto la visita di Leone XIV e da sempre in prima linea nella lotta alle povertà del quartiere.

 

16 marzo 2026

Conferenza Episcopale Laziale

Conferenza Episcopale Laziale

La Messa del Papa a Ponte Mammolo: «Dialogare senza tregua per la pace»

Non essere ciechi davanti al dolore altrui. Come Cristo guarì con il fango il cieco nato, così il cristiano è chiamato a “sporcarsi le mani” per prendersi cura dei più sofferenti. È quello che la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Ponte Mammolo fa da novant’anni con i più fragili, «vivendo con fedeltà questa missione, con speciale cura delle situazioni di povertà, di emarginazione e di emergenza, con attenzione alla presenza, nel suo territorio, della Casa di reclusione di Rebibbia, e con tanti altri segni di sensibilità e di solidarietà». Lo ha detto Papa Leone XIV che questo pomeriggio, 15 marzo, ha presieduto la Messa nella parrocchia della periferia nord est della Capitale in occasione della visita pastorale.

Nella IV Domenica di Quaresima, detta Laetare, il pensiero di Prevost è subito andato a quanti «attualmente nel mondo soffrono a causa di conflitti violenti, provocati dall’assurda pretesa di risolvere i problemi e le divergenze con la guerra, mentre bisogna dialogare senza tregua per la pace. Qualcuno, poi, pretende addirittura di coinvolgere il nome di Dio in queste scelte di morte, ma Dio non può essere arruolato dalle tenebre. Egli viene piuttosto, sempre, a donare luce, speranza e pace all’umanità, ed è la pace che devono cercare quelli che lo invocano».

Ponte Mammolo è un quartiere multietnico dove negli ultimi anni è cresciuto il numero di migranti. Per aiutarli ad integrarsi la parrocchia ha attivato una scuola di italiano per stranieri, aiuta le famiglie a trovare una casa dignitosa e un lavoro. Una comunità che guarda il prossimo “con gli occhi di Dio”, il che significa «prima di tutto superare i pregiudizi di chi, di fronte a un uomo che soffre, vede solo un reietto da disprezzare, oppure un problema da evitare, richiudendosi nella torre blindata di un individualismo egoista». Il Papa ha riconosciuto che «non mancano le difficoltà, purtroppo talvolta accentuate da chi, senza scrupoli, approfitta della condizione di indigenza dei più deboli per fare i propri interessi». Ha detto di essere ben consapevole di quanto tutti si impegnano per «far fronte a queste sfide, attraverso i servizi della Caritas, le Case-famiglia per l’accoglienza di donne e mamme in difficoltà e molte altre iniziative».

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15 marzo 2026

Papa Leone a Ponte Mammolo: «Siamo segni di speranza»

Foto Gennari

Da quando a fine gennaio si è diffusa la notizia della visita di Papa Leone XIV nella parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Ponte Mammolo, molti parrocchiani hanno iniziato a contare i giorni. «Qualcuno anche le ore», dice con il sorriso Serena indicando il figlio Antonio. Oggi pomeriggio, 15 marzo, alle 16, l’emozione accumulata si è sciolta in un lungo applauso nel momento in cui il vescovo di Roma ha varcato la porta dell’oratorio per la sua quinta visita pastorale in tempo di Quaresima in altrettante parrocchie romane. Circa 600 i presenti nel cortile dove il vento muove le bandierine bianche e gialle, i colori del Vaticano, e lo striscione con scritto a caratteri cubitali “Benvenuto Papa Leone”. Ad attenderlo il cardinale vicario Baldo Reina e il parroco don Francis Refalo, per tutti don Franz.

Ringraziando per la calorosa accoglienza ricevuta, il Papa ha elogiato i fedeli che come parrocchia, hanno creato una comunità che «veramente sa accogliere e questo è davvero un segno di speranza in un mondo dove tante volte il dolore, la sofferenza, le difficoltà sono troppo grandi». Poco prima di lasciare il Vaticano, ha spiegato, ha sentito in tv la testimonianza di una signora che sta soffrendo a causa della guerra e per questo ritiene che «nel mondo non ci sono più segni di speranza. Ma noi che crediamo in Gesù Cristo – ha detto il vescovo di Roma – viviamo come fratelli e sorelle uniti, possiamo essere quel segno di speranza anche in un mondo dove non si trovano più questi segni. Voi rappresentate questo amore infinito. Grazie per essere qui e grazie per questo gesto, questa vita di compromesso, di impegno per la fede, di vivere così l’amore di Dio».

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15 marzo 2026

Incontro per i catecumeni del primo anno candidati a ricevere i sacramenti dell’Iniziazione cristiana nella Veglia Pasquale del 2027

Incontro per i catecumeni del primo anno candidati a ricevere i sacramenti dell’Iniziazione cristiana nella Veglia Pasquale del 2027 – Sala Conferenze del Pontificio Seminario Romano Maggiore (Uff. per il Catecumenato)

Visita pastorale del Santo Padre Leone XIV alla parrocchia Sacro Cuore di Gesù a Ponte Mammolo

Visita pastorale del Santo Padre Leone XIV alla parrocchia Sacro Cuore di Gesù a Ponte Mammolo

Santa Messa presso la parrocchia Santa Maria Madre della Misericordia

Santa Messa presso la parrocchia Santa Maria Madre della Misericordia

Santa Messa e visita la parrocchia di San Patrizio

Santa Messa e visita la parrocchia di San Patrizio

Corso di formazione “I fondamenti della fede espressi nell’arte delle chiese di Roma”

Corso di formazione “I fondamenti della fede espressi nell’arte delle chiese di Roma” (Uff. Cultura)

Corso di Formazione Missionaria 2026

Corso di Formazione Missionaria 2026 – Sala della Conciliazione (Uff. per la cooperazione missionaria tra le chiese)

Le stazioni quaresimali della settimana

Domani, domenica 15 marzo, quarta di Quaresima, la statio quaresimale si terrà alle 11.30 in Santa Croce in Gerusalemme. Il giorno seguente, lunedì 16 marzo, l’appuntamento è alle 18.30 presso la chiesa dei Santi Quattro Coronati al Celio; stesso orario per martedì 17 a San Lorenzo in Damaso. Mercoledì 18 ci si potrà ritrovare, alle 18, alla basilica di San Paolo Fuori le Mura, quindi giovedì 19 marzo, sempre alle 18, ai Santi Silvestro e Martino ai Monti. Venerdì 20 marzo il rito avrà luogo a Sant’Eusebio all’Esquilino alle 18.30. Sabato 21, alle 18, i fedeli sono attesi presso la chiesa di San Nicola in Carcere. Domenica 22 marzo, quinta di Quaresima, la celebrazione si terrà alle 18 nella basilica di San Pietro in Vaticano.

Qui il calendario completo

15 marzo 2026

Il contest per l’inno Ores, c’è tempo fino al 30 marzo

Sarà il 30 marzo la data di scadenza per la presentazione delle composizioni che diventeranno colonna sonora di Ores 2026, grazie al contest organizzato dall’Ufficio per la pastorale giovanile del Vicariato di Roma in collaborazione con l’Ufficio Catechistico diocesano e il Centro Oratori Romani. I pezzi vincitori saranno poi presentati il 18 aprile in occasione dell’Ores Day 2026, presso la parrocchia di Santa Marcella, in via Giovanni Battista Belzoni 1, nel corso di un evento all’insegna di “condivisione, festa, allegria, attività e laboratori”, come recita il sottotitolo, che si terrà dalle 15 alle 19.

L’ambientazione scelta per gli oratori estivi di quest’anno è ispirata – come riporta l’invito degli uffici organizzatori – al «mondo di Aladino e della lampada magica: un viaggio fatto di desideri, scoperte e coraggio, dove la luce che cerchiano non è solo quella dei sogni, ma quella che guida i nostri passi, alla scoperta del “diamante grezzo” che c’è in ognuno di noi». Al tema di Aladino devono aderire le proposte musicali tra le quali sarà scelto l’inno, che aprirà le giornate dell’Ores e dovrà quindi essere composto con l’intento di comunicare un clima di gioia, di festa e di unità, immediato nel testo e coinvolgente dal punto di vista musicale.

L’altra categoria del contest, quella della “canzone a tema”, riguarda un ulteriore brano da utilizzare anche in altri momenti della giornata, come quelli più meditativi e di preghiera. La canzone a tema non dovrà perciò rispettare i criteri di animazione ma potrà essere ideata seguendo diversi generi musicali, dal pop al rock, passando per il rap. Il contest è aperto a tutti gli artisti delle parrocchie tra i 14 e i 35 anni: gruppi, cori, band, singoli. Il premio messo in palio è un buono Amazon pari alla somma di 500 euro per l’acquisto di attrezzatura musicale; sarà diviso in due quote: 250 euro per il vincitore dell’Inno Ores e 250 euro per il vincitore della canzone a tema.

Le proposte vanno inviate all’indirizzo email: pastoralegiovanile@diocesidiroma.it

15 marzo 2026

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