13 Maggio 2026

«Teologia di popolo», cresce il numero delle sedi

Sono 11 le parrocchie che dal prossimo ottobre si aggiungeranno alle 10 che nei diversi settori della diocesi già dallo scorso anno si sono messe a disposizione per l’attuazione del corso “Teologia di popolo”, promosso dal Centro diocesano di teologia per laici, afferente dal 2006 all’Istituto Ecclesia Mater (Pontificia Università Lateranense).

Per il settore Centro si tratta della basilica di San Lorenzo in Damaso e di quella di Santa Croce in Gerusalemme; nel settore Nord, invece, le parrocchie interessate sono quelle di Sant’Angela Merici, sulla Nomentana, e di Sant’Alberto Magno, in zona Porta di Roma. Nei settori Est e Ovest le comunità parrocchiali raggiunte dall’iniziativa sono: Santa Barbara, in zona Capannelle, e quella del Santissimo Sacramento, sulla Prenestina; quella di Santa Lucia, a piazzale Clodio, e quella di Santa Maria della Provvidenza, a Monte Verde. Per il settore Sud, ancora, in zona Laurentina-Cecchignola la parrocchia di San Giuseppe da Copertino, ad Acilia, quella di San Leonardo da Porto Maurizio e infine, nel quartiere Ardeatino, la parrocchia di Santa Francesca Romana.

«In queste nuove sedi – illustra don Paolo Scarafoni, teologo e coordinatore del Centro –, si inizia con il primo anno del percorso triennale e cioè dalle verità centrali della rivelazione cristiana, dalla preghiera che Cristo ci ha insegnato e dai sacramenti» mentre «nelle attuali 10 sedi già attive, i 280 studenti totali sempre da ottobre prossimo continueranno il loro percorso con lo studio della Sacra Scrittura e dell’antropologia cristiana».

Per aderire alla proposta formativa il coordinatore del Centro – affidato anche a don Enzo Pacelli e a don Pino Pulcinelli – fa sapere che «non sono necessari specifici requisiti o titoli accademici ma ci vuole unicamente l’impegno di affrontare seriamente lo studio» laddove lo scopo primario è quello di «diffondere sul territorio la formazione teologica dei laici, facendo emergere il loro carisma di partecipazione nella Chiesa», spiega ancora il sacerdote, sottolineando come «il corso risponde a delle esigenze e richieste concrete delle comunità parrocchiali e i parroci stessi promuovono e appoggiano la proposta come occasione di formazione per i laici».

Le iscrizioni saranno aperte e possibili on-line accedendo dal 1° luglio al 31 ottobre al sito dell’Ecclesia Mater e selezionando la relativa sezione “Teologia di popolo”; il costo del corso annuale è di 150 euro cui andrà aggiunto il costo di 10 euro per ogni esame che verrà sostenuto. In tutte le sedi le lezioni si svolgeranno in orario serale, dalle 19.30 alle 21.30, una volta a settimana, da ottobre a dicembre e da febbraio a maggio.

 

Teologia di popolo

Teologia di popolo2

 

“La sapiente prassi educativa dell’anno liturgico” – Laboratorio Presbiterale ’23-’24 – Uff. Vocazioni

“La sapiente prassi educativa dell’anno liturgico” – Laboratorio Presbiterale ’23-’24 – Uff. Vocazioni

“Ricomincio da te”: Campo di servizio per giovani – Uff. Caritas

“Ricomincio da te”: Campo di servizio per giovani – Uff. Caritas

“Ricomincio da te”: Campo di servizio per giovani – Uff. Caritas

“Ricomincio da te”: Campo di servizio per giovani – Uff. Caritas

“Ricomincio da te”: Campo di servizio per giovani – Uff. Caritas

“Ricomincio da te”: Campo di servizio per giovani – Uff. Caritas

“Ricomincio da te”: Campo di servizio per giovani – Uff. Caritas

“Ricomincio da te”: Campo di servizio per giovani – Uff. Caritas

Il Papa ai sacerdoti: don Milani «una luce per il prete italiano»

Foto Vatican Media

È durato esattamente due ore l’incontro di Papa Francesco con i sacerdoti della diocesi di Roma tra gli 11 e i 39 anni di ordinazione, che si è tenuto oggi all’Università Pontificia Salesiana. Qui il Santo Padre è arrivato alle 16 e dapprima ha salutato i membri della comunità accademica dell’ateneo. Poi, nell’Aula Magna intitolata a Paolo VI, il dialogo con i circa 200 presbiteri presenti.

Dopo un breve saluto del vescovo Michele Di Tolve, delegato dell’Ambito per la cura del diaconato, del clero e della vita religiosa, e un momento di preghiera, si è aperto un colloquio tra il Papa e i preti presenti. Tra i temi affrontati, quelli di pastorale legati alla diocesi e al ruolo e all’identità del sacerdote, la bellezza di essere preti. In risposta alle domande, il Papa ha citato il modello di don Milani, «un grande, una luce per il prete italiano», il rischio di cadere nella mondanità, e ha parlato del bisogno di allargare l’accoglienza nelle parrocchie «a tutti, tutti, tutti!».

È emersa con forza la domanda della sofferenza delle persone, da accompagnare con vicinanza, compassione e tenerezza, tre qualità di Dio, da vivere – diceva il Papa – particolarmente per i vecchi. In questo senso si è parlato dell’importanza della pastorale ospedaliera e delle difficoltà della città di Roma: dell’emergenza abitativa, invitando alla generosità le congregazioni religiose provviste di strutture, del diffondersi delle droghe, della tragedia della solitudine, dei tanti che vivono il proprio dolore nell’invisibilità. «Nella vita di un prete l’invisibile è più importante del visibile, perché più denso, più doloroso» ha detto il Papa, e ha aggiunto: «Il nostro lavoro come preti è andare a cercare questa gente» perché «La chiesa o è profetica o è clericale: tocca a noi scegliere».

Il dialogo si è soffermato sull’attuale situazione in Europa e nel mondo, e il Papa ha citato con dolore le guerre in corso, in Terra Santa, Ucraina, ma anche in Myanmar, in Congo, e gli ingenti investimenti nelle armi, negli anticoncezionali, nelle spese veterinarie e nella chirurgia estetica. In tal senso ha esortato a lavorare nel magistero sociale della Chiesa, a un maggiore impegno per il bene comune, per la pace, e, in tempi di disimpegno e astensionismo, nella politica, «la più alta forma di carità».

La conversazione è stata l’occasione per ricordare e ringraziare il cardinale Angelo De Donatis, che il Papa ha lodato per la grande «capacità di capire e di perdonare», qualità preziose nel suo nuovo ruolo, dov’è chiamato ad essere «espressione del volto misericordioso del Padre». Nel concludere il Papa ha parlato del pericolo delle ideologie nella Chiesa ed è tornato sul tema dell’ammissione nei seminari di persone con tendenze omosessuali, ribadendo la necessità di accoglierle e accompagnarle nella Chiesa e l’indicazione prudenziale del Dicastero per il Clero circa il loro ingresso in seminario. Infine ha rivolto un ringraziamento ai preti presenti per il loro lavoro, esortandoli a continuare nel loro impegno, al discernimento comunitario e all’ascolto di tutti coloro che ad essi si rivolgono.

«Il Santo Padre oggi ha incontrato i preti che esercitano il loro ministero a Roma e che sono stati ordinati tra il 1985 e il 2013 – commenta il vescovo di Tolve –. Io li ho definiti un po’ le “colonne” della diocesi di Roma, perché sono preti che hanno davvero una corresponsabilità nella vita della diocesi, che portano anche dei pesi grandi. Il Papa li ha ringraziati per la loro dedizione, la loro passione, ha raccomandato loro di vivere il presbiterato con gioia e soprattutto tenendo insieme due grandi virtù: la fortezza e la mitezza. Ancora, ha ricordato di mettersi in ascolto del Popolo di Dio che è capace di indicarci, insieme nell’ascolto della Parola, quella che è la via che dobbiamo seguire oggi per essere una Chiesa profetica. All’inizio di questo anno che ci condurrà al Giubileo, davvero oggi è la scelta più bella che possiamo fare insieme con il Santo Padre».

11 giugno 2024

Papa Francesco incontra i sacerdoti tra gli 11 e 39 anni di ordinazione

Foto Vatican Media

Oggi, 11 giugno 2024, attorno alle ore 15.30, Papa Francesco si recherà presso l’Università Pontificia Salesiana e, nell’Aula Magna Paolo VI (piazza dell’Ateneo Salesiano 1), incontrerà i sacerdoti dall’undicesimo al trentanovesimo anno di ordinazione. In tutto parteciperanno circa cinquecento presbiteri e saranno presenti anche il vescovo Baldo Reina, vicegerente della diocesi di Roma, e il vescovo Michele Di Tolve, delegato dell’Ambito per la cura del diaconato, del clero e della vita religiosa. Dopo l’appuntamento dello scorso 14 maggio con i sacerdoti più adulti della diocesi e quello dello scorso 29 maggio con quelli più giovani, proseguono quindi i momenti di ascolto e dialogo con il clero.

«Sono vent’anni di cammino presbiterale – osserva monsignor Di Tolve –. I sacerdoti tra gli undici e i trentanove anni di ordinazione sono coloro che già hanno responsabilità in diocesi, perché sono parroci, prefetti, cappellani, direttori di uffici della curia, si occupano di ambiti specifici della pastorale come la carità, o ricoprono incarichi di docenza nelle scuole e nelle università. Potremmo dire che sono un po’ le colonne portanti della vita pastorale e presbiterale della diocesi, perché sono quelli a cui sono affidate le maggiori responsabilità». Quello di oggi pomeriggio, prosegue il vescovo, è il terzo incontro con i presbiteri della diocesi in meno di un mese, suddivisi per anno di ordinazione. «Il Santo Padre – aggiunge – rifletterà su come continuare questo rapporto costante con i suoi preti, la maggior parte dei quali sono già impegnati nelle attività estive, attività educative come oratori estivi e campi. È importante educare anche in questo tempo particolare che la Chiesa vede come proficuo per i più piccoli, per gli adolescenti e i ragazzi, la parte più giovane della diocesi».

11 giugno 2024

Formazione missionaria, la conclusione con Parise al Maggiore

Foto Diocesi di Roma / Gennari

Sarà fratel Alberto Parise, dei Missionari Comboniani del Cuore di Gesù, per molti anni missionario in Kenya, a concludere il corso di formazione missionaria “Tutto un altro mondo. I segni dei tempi a 10 anni da Evangelii Gaudium”, promosso dall’Ufficio per la cooperazione missionaria tra le Chiese delle diocesi di Roma e rivolto a operatori pastorali, animatori, missionari e insegnanti di religione.

L’incontro, introdotto dal direttore dell’Ufficio diocesano padre Giulio Albanese, si terrà sabato 15 giugno alle ore 9 presso il Pontificio Seminario Romano Maggiore. Per informazioni: cmdroma@diocesidiroma.it

A fratel Parise è stato affidato il compito di elaborare, con il contributo dei partecipanti al corso, una sintesi di quanto è emerso nel corso degli incontri di formazione che si sono svolti quest’anno mensilmente nell’Aula della Conciliazione. Il suo compito in particolare sarà quello di guidare i gruppi di studio ai quali è anche affidato un discernimento in linea con le istanze sinodali poste dal vescovo di Roma nel suo Magistero.

11 giugno 2024

“Ricomincio da te”: Campo di servizio per giovani – Uff. Caritas

“Ricomincio da te”: Campo di servizio per giovani – Uff. Caritas

Santi Pietro e Paolo, le iniziative per la festa

Un cammino nel cuore della Città Eterna, uno spettacolo teatrale, una veglia di preghiera. Saranno concentrate nelle giornate dal 28 al 30 giugno le iniziative per la festa dei santi Pietro e Paolo, patroni di Roma, promosse dai Vicariati della diocesi di Roma e della Città del Vaticano, in collaborazione con il Ministero della Cultura e il Comune di Roma e con Panathlon International.

In particolare, venerdì 28 si terrà una veglia di preghiera nella basilica di San Pietro alle ore 21; sabato 29 è invece in programma “Quo Vadis”, un cammino che parte dall’Appia antica e tocca le tappe storiche della presenza dei due apostoli nell’Urbe; per finire, il 30 giugno, è previsto “Pietro e Paolo a Roma”, uno spettacolo teatrale di e con Michele La Ginestra.

A presentare le diverse iniziative sono il cardinale Mauro Gambetti, vicario generale di Sua Santità per la Città del Vaticano, e il vescovo Baldo Reina, vicegerente della diocesi di Roma. «Desideriamo porre al centro le massime memorie apostoliche riscoprendo il messaggio e la testimonianza di Pietro e Paolo attraverso i luoghi custoditi dalla tradizione – scrivono in una lettera congiunta – e, soprattutto, richiamare la vocazione della comunità cristiana nella città di Roma alle soglie del Giubileo che stiamo per celebrare: rinnovare uno spirito di accoglienza in tutte le nostre realtà pastorali a favore dei pellegrini che giungeranno; offrire una testimonianza di carità e di fede con il nostro vescovo Papa Francesco».

L’idea di fondo è quella di «restituire a Roma la permanenza dei suoi patroni, che danno un carattere di universalità a questa città: qui Pietro e Paolo hanno vissuto e hanno lasciato tracce». A spiegarlo è frate Agnello Stoia, parroco di San Pietro, che illustra così il progetto “Quo Vadis – In cammino con Pietro”, previsto per il prossimo 29 giugno, con l’obiettivo che possa diventare un appuntamento annuale.

L’idea di fondo è quella di «restituire a Roma la permanenza dei suoi patroni, che danno un carattere di universalità a questa città: qui Pietro e Paolo hanno vissuto e hanno lasciato tracce», spiega frate Agnello Stoia, parroco di San Pietro, che illustra così il progetto Quo Vadis – In cammino con Pietro, previsto per il prossimo 29 giugno, con l’obiettivo che possa diventare un appuntamento annuale. «Quo Vadis Domine? È la domanda che Pietro, in fuga da Roma, rivolge a Gesù che gli si manifesta sull’Appia Antica – racconta il religioso dei Frati Minori Conventuali – Su quella stessa strada da cui progettava di scappare, la Via Appia, la Regina Viarum, arriva a Roma san Paolo, perché il Vangelo di Cristo arrivi nel cuore del mondo. Le vicende umane di Pietro e Paolo, a Roma si intrecciano, si attraversano, si separano, si uniscono, sulle strade di Roma e come le strade di Roma». Una camminata urbana toccherà tutti i luoghi legati ai due apostoli, da San Sebastiano fuori le Mura a Santa Prisca, dal Carcere Mamertino a Santa Maria in Via Lata. Previsti due percorsi, uno più lungo e l’altro più breve, al termine dei quali si riceverà una “pietruzza”, un piccolo sasso simbolo del cammino compiuto. Proprio il sanpietrino, evocato nel logo di “Quo Vadis”, collega Pietro, Roma e le sue strade. È un’occasione offerta a cittadini, turisti, famiglie, fedeli per riscoprire o visitare per la prima volta tanti luoghi – tra cui il Parco Archeologico del Colosseo, la cui visita, in esclusiva per i partecipanti, è gratuita –, chiese, tesori dell’arte e della storia che emozionano. “Quo Vadis” ha ricevuto il Patrocinio del Ministero della Cultura, del Coni e del Parco Regionale dell’Appia Antica.

Ancora, domenica 30 lo spettacolo nell’atrio della basilica di San Pietro con inizio alle ore 21, «riporterà sulle vie di Roma Pietro e Paolo negli anni in cui sono stati qui insieme – prosegue frate Agnello –. Si tratta di un testo molto profondo ma anche molto romano nella cultura e nel gergo, nato grazie alla sagacia, alla scrittura fluida e all’inventiva di un artista del calibro di Michele La Ginestra che starà sul palco in veste di Pietro con Augusto Fornari in veste di Paolo, con la regia di Roberto Marafante e le musiche di Emanuele Friello».

10 giugno 2024

Incontro conclusivo per la Pastorale sanitaria

Partecipazione, comunione, missione. Tre parole chiave che hanno accompagnato l’anno della Pastorale sanitaria nella diocesi di Roma e che danno il titolo all’incontro conclusivo in programma per sabato 15 giugno, alle ore 17, nella Sala Tiberiade del Pontificio Seminario Romano Maggiore (piazza San Giovanni in Laterano 4). “Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero” è il versetto che farà da filo conduttore al pomeriggio di riflessione e approfondimento.

«Sarà un’occasione importante – dicono dall’Ufficio diocesano – nella quale ritrovarsi come comunità, tracciare un bilancio del cammino sinodale svolto finora, individuare e condividere percorsi futuri». Sono invitati a partecipare tutti coloro che sono impegnati nella Pastorale sanitaria.

10 giugno 2024

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