10 Maggio 2026

All’Amo Collegio Capranica presiede l’incontro con i vescovi che hanno alunni in formazione

All’Amo Collegio Capranica presiede l’incontro con i vescovi che hanno alunni in formazione

Al Pontificio Collegio Maronita incontra gli alunni

Al Pontificio Collegio Maronita incontra gli alunni

Corso di formazione per catechisti istituendi – online (Uff. Catechistico)

Corso di formazione per catechisti istituendi – online (Uff. Catechistico)

Corso sulla prassi celebrativa, aperte le iscrizioni

Tradurre in prassi celebrativa le indicazioni teologiche e di esecuzione del rito racchiuse nei testi liturgici. E aiutare laici e presbiteri ad attuare le forme rituali previste. Con questi obiettivi nasce il corso “Dalla teologia liturgica alla prassi celebrativa. ‘Formati alla presidenza dalle parole e dai gesti’ (Desiderio Desideravi 60)”, che si terrà a settembre ma per il quale sono già aperte le iscrizioni. Organizzato dall’Ufficio liturgico della diocesi con il Pontificio Istituto liturgico Sant’Anselmo – presso il quale si terranno le lezioni –, il percorso formativo risponde a quanto scritto da Papa Francesco nella lettera apostolica “Desiderio Desideravi”, dedicata proprio alla formazione liturgica.

«La riforma voluta dal Concilio ha segnato un approfondimento della teologia liturgica, unito a una maggiore presa di coscienza delle ricchezze racchiuse nella lex orandi e nella gestualità prevista dai libri liturgici», osserva padre Giuseppe Midili, direttore dell’Ufficio liturgico della diocesi. Non sempre, però, è facile metterla in pratica. «Si corre il rischio – prosegue – di scadere nel rubricismo, cioè nella ritualità fine a se stessa, o nella sciatteria, o nella creatività aggressiva…».

Ecco, allora, il corso di formazione. Tre giornate intensive, dal 27 al 29 settembre, per rileggere i praenotanda dei libri liturgici, per offrire suggerimenti per la preparazione ai sacramenti e alla catechesi sacramentale, accompagnare l’esperienza di presidenza liturgica per aprire la strada alla mistagogia. Previsti anche laboratori.

Tutte le info a questo link.

 

23 maggio 2023

Nuovi incarichi in Vicariato

Dopo l’entrata in vigore della costituzione apostolica In Ecclesiarum Communione, e in base alla procedura delineata all’articolo 27 della stessa, nell’ultimo periodo, in Vicariato, sono stati nominati alcuni direttori. «Scelti – spiega il vicegerente, il vescovo Baldo Reina – o per avvicendamenti già previsti o per ottemperare alle indicazione della nuova costituzione, la quale ha fatto venir meno o separato taluni ruoli e ha previsto nuovi uffici e servizi».

Di seguito i nuovi incarichi:
Padre Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali e dell’Ufficio per la cooperazione missionaria tra le Chiese.
Monsignor Giuseppe Lorizio, direttore dell’Ufficio per la cultura
Padre Marco Staffolani, vice direttore dell’Ufficio per la cultura
Dottor Gianmarco Capra, direttore dell’Ufficio del patrimonio
Dottoressa Cristiana Odoardi, direttore dell’Ufficio amministrativo, con la funzione di responsabile delle risorse umane.

Ancora, a monsignor Luigi D’Errico viene conferito l’incarico di responsabile del Servizio per la pastorale dei disabili.

«A quanti negli ultimi anni hanno servito il Vicariato – afferma monsignor Reina – la nostra gratitudine per la competenza e generosità ampiamente dimostrate; ai nuovi direttori assicuriamo il nostro sostegno e la nostra preghiera affinché svolgano nel migliore dei modi i compiti loro affidati».

23 maggio 2023

Lorena D’Alessandro dichiarata venerabile

Dichiarata venerabile Lorena D’Alessandro, catechista romana, impegnata nella parrocchia della Madonna di Czestochowa, tenuta dai padri Benedettini Silvestrini, a La Rustica.

Primogenita di tre figli, Lorena D’Alessandro a soli 10 anni viene ricoverata al Policlinico Gemelli, dove subisce un trapianto osseo a causa di un tumore alla gamba sinistra. Due anni dopo, i medici si accorgono che il tumore si sta riformando: le viene amputata la gamba, al suo posto avrà una protesi che porterà con molto coraggio e una certa disinvoltura. Studentessa al liceo classico, Lorena canta nell’animazione della Messa e fa la catechista nella sua parrocchia alla Rustica; entra anche a far parte di un gruppo del Rinnovamento nello Spirito Santo. Nel gennaio 1981, le viene diagnosticato un tumore al polmone sinistro con metastasi diffuse, che la porterà alla morte in tre mesi appena. L’8 aprile 2003 si è conclusa, presso il Vicariato di Roma, la fase diocesana della sua causa di Beatificazione.

«Non voglio fiori al mio funerale – si legge nel suo testamento spirituale –: i soldi che devono essere così inutilmente spesi siano inviati come aiuto alle missioni dei padri Benedettini Silvestrini. Non piangete, ma gioite per me, perché finalmente, se il Signore mi riterrà degna, potrò partecipare alla gioia eterna. Lascio i poveri del mondo, lascio chi soffre nello spirito e nel corpo, alle preghiere di tutti».

22 maggio 2023

Arnaldo Canepa è venerabile

Grande gioia fra i catechisti e i soci del Centro Oratori Romani per l’autorizzazione concessa dal Santo Padre Francesco alla promulgazione del Decreto, ad opera del Dicastero per le Cause dei Santi, sull’eroicità delle virtù del Servo di Dio di Arnaldo Canepa; Il fondatore del Cor diviene così Venerabile. La notizia giunge a conclusione di un lungo iter, prima nella Diocesi di Roma e successivamente in Vaticano, cominciato esattamente 30 anni fa con l’editto del cardinale vicario Camillo Ruini che avviò la causa di canonizzazione. Tale passaggio riconosce come questo catechista, laico, romano abbia esercitato in modo “eroico” le virtù cristiane.

«La Chiesa indica l’esistenza terrena di Arnaldo Canepa come un passaggio luminoso della storia – ha commentato il presidente del Cor David Lo Bascio –. Non a caso la sua vita ancora risplende come esempio per chi si spende “eroicamente” nel servizio dei più piccoli. Noi catechisti di Oratorio siamo grati al Signore per essere stati raggiunti – chissà per quale disegno della Provvidenza – da questa testimonianza di fede, di annuncio, di carità e rendiamo omaggio al laico Arnaldo Canepa e alle sue virtù, consapevoli di come il nostro presente necessiti con urgenza di figure laicali capaci di coraggio, di costanza e di un cuore buono che le renda credibili. La figura di Arnaldo Canepa, finora forse troppo circoscritta all’esperienza del Cor, diviene oggi dono per l’intera comunità diocesana come modello originale di laico e catechista e proposta alla città di Roma, affinché il mondo veda ancora come Dio lo ha amato tramite se stesso e i suoi testimoni».

Canepa dedicò oltre quaranta anni della sua esistenza alla fondazione e direzione di oratori per bambini e ragazzi, individuando profeticamente nei giovani e negli adolescenti i catechisti più adatti a questa missione. Per loro rinunziò alle sue attività professionali privandosi gradualmente di tutti i suoi averi e scegliendo di vivere in francescana povertà fino alla morte in una clinica romana. Dopo la sua conversione nel maggio del 1921 e con l’apertura del suo primo oratorio festivo presso la parrocchia di Santa Maria del Buon Consiglio, a Roma nel 1931, Canepa diede avvio ad un’opera che lo porterà nel 1945 a fondare l’associazione “Centro Oratori Romani” che dopo quasi 80 anni ne porta ancora avanti il carisma e il metodo educativo.

22 maggio 2023

Le Veglie di Pentecoste nei settori della diocesi

La diocesi di Roma si prepara a vivere nella sera di sabato 27 maggio il compimento del Tempo di Pasqua attraverso le celebrazioni della Veglia di Pentecoste, che saranno diverse per favorire la partecipazione dei fedeli:

– Nella cattedrale di San Giovanni in Laterano alle ore 19;
Settore Centro presso la Basilica dei Santi Apostoli alle ore 21;
Settore Nord presso la parrocchia di Sant’Ugo alle ore 20.30;
Settore Sud presso il Santuario della Madonna del Divino Amore alle ore 21;
Settore Est presso la parrocchia dei Santi Fabiano e Venanzio alle ore 21.

22 maggio 2023

L’ascolto al centro della veglia di Pentecoste a San Giovanni in Laterano

Foto DiocesiDiRoma/Gennari

Perché l’ascolto, cuore del cammino sinodale della Chiesa, sia autentico «non basta ascoltare gli altri o ascoltarci tra di noi», ma occorre che «il Signore ci dia le coordinate per continuare a camminare» mediante «lo Spirito Santo, dall’alto». A indicare l’importanza di questa dimensione spirituale è padre Davide Carbonaro, coordinatore dell’équipe sinodale diocesana. Il sacerdote guarda alla Veglia di Pentecoste, che avrà luogo sabato sera, alle 19, nella basilica di San Giovanni in Laterano, come a «un momento di condivisione, di preghiera e di invocazione allo Spirito Santo, il grande protagonista della seconda fase del cammino sinodale, quella sapienziale».

Mettendo in luce come «il dono della Sapienza, come ci insegna la Scrittura, si chiede», il religioso spiega che «cammineremo insieme, chiedendo e invocando» perché «la fase sapienziale dell’ascolto, che interesserà il periodo da giugno di quest’anno a maggio del prossimo, è il tempo in cui metterci in ascolto di quello che lo Spirito dice alle Chiese» e anche «il tempo in cui lasceremo risuonare il sensus fidei, vincendo la tentazione di decisioni immediate». Carbonaro sottolinea come «il “passaggio” dalla fase narrativa, che ha interessato questi ultimi due anni del cammino sinodale della Chiesa di Roma, che si inserisce nel cammino della Chiesa italiana, non è qualcosa di meccanico» ma si tratta piuttosto «di avere acquisito uno stile» che rimane e si innesta nel percorso successivo, alla luce «dell’esortazione apostolica Evangelii gaudium di Papa Francesco secondo cui “il tempo supera lo spazio”». Il passaggio che si vivrà sarà il proseguimento «di un processo e di un movimento generativo». Il referente spiega cioè che «a cambiare, alla luce del cammino sinodale, sarà il modo di ascoltarci, anche tra preti e fedeli, ad esempio», laddove «a partire dalla Parola di Dio, si apre una via nuova fatta di una proficua corresponsabilità, senza definire dei campi di azione per aprirsi al grande campo dello Spirito Santo».

di Michela Altoviti da Roma Sette

22 maggio 2023

Alluvione in Emilia Romagna, la Caritas vicina alle popolazioni. Il conto corrente per le donazioni

Caritas italiana segue con apprensione quanto sta accadendo in Emilia Romagna, devastata in questi giorni da forti nubifragi e allagamenti, dopo quelli già avvenuti ad inizio mese, ed esprime il suo cordoglio per le vittime e la sua vicinanza alle popolazioni colpite, in particolare a quanti sono stati costretti a lasciare le proprie abitazioni.

“Siamo in costante contatto con il delegato regionale Caritas dell’Emilia Romagna e con i direttori delle Caritas diocesane – dichiara don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana -, per avere un quadro aggiornato della situazione e individuare insieme le prime necessità a cui far fronte, in coordinamento anche con la presidenza della conferenza episcopale italiana e i vescovi delle diocesi maggiormente coinvolte”.

“I direttori delle Caritas diocesane dei territori più colpiti, come Cesena, Forlì, Faenza E Imola, riportano una situazione ancora caotica e in cui prevale ora l’esigenza di sgombro dell’acqua e di pulizia delle case sommerse dal fango – segnala il delegato regionale, Mario Galasso –. Molte strutture diocesane, come empori e mense, sono state colpite esse stesse dalle alluvioni, nonostante questo le varie Caritas diocesane e parrocchiali sono già attive nell’ospitare famiglie e nel supportarle sui bisogni più immediati (acqua potabili, coperte, ecc…) e su questi aspetti continueremo ad operare nei prossimi giorni”.

“Quella in corso è un’emergenza che interpella tutti e dobbiamo prendere atto di questa realtà. Come scrive Papa Francesco nell’enciclica Laudato Si’ – aggiunge don Pagniello –, dobbiamo sempre ricordarci che ‘non ci sono due crisi separate, una ambientale e un’altra sociale, bensì una sola e complessa crisi socio-ambientale’ e che ‘le soluzioni richiedono un approccio integrale per combattere la povertà, per restituire la dignità agli esclusi e nello stesso tempo per prendersi cura della natura’”. “Per questo come Caritas siamo pronti a intervenire in una prospettiva di accompagnamento che, come già sperimentato in precedenti emergenze in Italia e nel mondo, metta al centro i bisogni delle persone, in particolare di quelle che vivevano già situazioni di disagio sociale ed economico e che rischiano di rimanere escluse da altre forme di supporto”, continua il direttore di Caritas Italiana.

“Accanto a questo è sempre più evidente come queste crisi climatiche vadano prevenute e occorra denunciare tutte quelle azioni di consumo, di spreco e di alterazione dell’ambiente, sia pubbliche che private, sempre più insostenibili”, conclude don Pagniello.

È possibile sostenere gli interventi attraverso la rete delle Caritas diocesane dell’Emilia Romagna con bonifico bancario specificando nella causale “Emergenza alluvione 2023” tramite:

BONIFICO BANCARIO
Fondazione Caritas Roma ETS
IBAN: IT10L0503403257000000001141

22 maggio 2023

​​​​​​​Partecipa alla  77ª Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana.

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Celebra la Messa nella parrocchia di San Carlo da Sezze in occasione della visita pastorale

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