3 Maggio 2026

Udienze

Udienze

Incontro di formazione al volontariato diocesano

Incontro di formazione al volontariato diocesano nella Sala Conferenze del Pontificio Seminario Maggiore

A Tv2000 commenta l’incontro del Santo Padre con i presbiteri romani

A Tv2000 commenta l’incontro del Santo Padre con i presbiteri romani

Sapienza, Diocesi di Roma e Sant’Egidio insieme per l’accoglienza di giovani palestinesi

È stato siglato oggi dalla rettrice della Sapienza Antonella Polimeni, dal cardinale vicario Baldo Reina e dal presidente della Comunità di Sant’Egidio Marco Impagliazzo il protocollo di intesa che prevede una serie di agevolazioni per le studentesse e gli studenti di Gaza. I ragazzi e le ragazze potranno studiare alla Sapienza, alloggiare nelle residenze universitarie della diocesi di Roma e frequentare le scuole di italiano per stranieri della Comunità di Sant’Egidio.

«Sin dall’inizio dell’escalation militare su Gaza, Sapienza ha ritenuto di non potersi limitare a prese di posizione formali. Di fronte a una crisi umanitaria che colpisce in modo drammatico la popolazione civile, e in particolare bambine e bambini, un’università pubblica – ha dichiarato la rettrice Polimeni – ha il dovere di agire, mettendo a disposizione competenze, strutture e comunità. In questi mesi abbiamo scelto di prenderci cura delle persone: offrendo assistenza sanitaria ai piccoli pazienti provenienti da Gaza attraverso il Policlinico Umberto I, garantendo continuità alla formazione di studentesse, studenti e docenti palestinesi, attivando borse di studio e percorsi di accoglienza perché il diritto allo studio non venga cancellato dalla guerra. L’accordo che firmiamo oggi rafforza questo impegno e lo fa attraverso una rete fondata sulla responsabilità condivisa, insieme alla Diocesi di Roma e alla Comunità di Sant’Egidio, che ringrazio per la collaborazione e la sensibilità dimostrate. È un’ulteriore azione concreta a favore dei giovani di Gaza: prendersi cura, per Sapienza, significa coltivare futuro, e farlo insieme è l’unico modo per renderlo possibile”.

“La Chiesa di Roma è lieta di mettere a disposizione le sue strutture per i giovani palestinesi che cercano di costruire un futuro diverso dalla guerra – ha dichiarato il cardinale Reina – ed è lieta di collaborare così fruttuosamente con Sapienza e con la Comunità di Sant’Egidio. Distruggere è un’operazione molto veloce, ricostruire richiede pazienza. Abbiamo ascoltato tantissime cattive notizie nei mesi passati. Oggi finalmente una buona notizia. La buona notizia è che le istituzioni qui convenute abbiano scelto di stare dalla parte di chi ricostruisce. Insieme si può ripartire».

In particolare, Sapienza Università di Roma ha già stanziato borse di studio per tutte le studentesse e tutti gli studenti palestinesi risultati idonei nel bando a loro dedicato per l’a.a. 2025-2026; li sosterrà altresì per tutto il corso di studi con attività di orientamento e tutorato accademico garantirà, tramite DISCOLazio, l’accesso gratuito alle mense universitarie e fornirà supporto e servizi tra cui il Centro di Counselling di Ateneo.

La Diocesi di Roma ospiterà gratuitamente tutti gli studenti in residenze universitarie dal momento del loro arrivo in Italia fino al 31 marzo 2029, con possibilità di estensione per altri 12 mesi per la discussione della tesi di laurea; si impegna inoltre a orientare alle attività extra-accademiche e coordinare azioni di supporto per l’inclusione sociale, tramite anche la Cappellania della Sapienza.

La Comunità di Sant’Egidio offrirà ai giovani studenti la frequenza di un corso di lingua italiana presso la propria sede di piazza Santa Maria in Trastevere o presso altra sede che si possa configurare come più conveniente per i beneficiari del progetto.

«Con la firma di questo protocollo si offre un’opportunità di futuro a 18 studenti e studentesse palestinesi. Per loro realizzeremo quello stesso percorso dei corridoi umanitari che coniuga accoglienza e integrazione ed è già riuscito a portare in Italia oltre 8mila persone da diversi Paesi in guerra. Ma la firma di oggi è anche un segnale di speranza e di pace, che risponde in maniera concreta a un sentimento diffuso nella società italiana, che di fronte alla sofferenza di Gaza ha espresso solidarietà alla popolazione palestinese». Così ha dichiarato Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio.

24 febbraio 2026

La Settimana di Spiritualità al Teresianum

«Comprendere le metafore aiuta a rendere il pensiero agile, intuitivo, flessibile, acuto. Chi ha immaginazione non si irrigidisce, ha il senso dell’umorismo, gode sempre della dolcezza della misericordia e della libertà interiore». Sono queste parole di Papa Francesco, da “Viva la Poesia!” a ispirare il tema della 67ª Settimana di Spiritualità al Teresianum, che quest’anno è “Per vedere l’invisibile. Spunti per una spiritualità dell’immagine”.

L’iniziativa, pensata come un vero e proprio percorso interdisciplinare sulla teologia dell’immagine nella tradizione cristiana, si svolgerà dall’1 al 5 marzo, coincidente quindi con la seconda settimana di Quaresima, e prevede incontri quotidiani dalle 17.30 alle 19.30, presso la sede della Pontificia Facoltà Teologica Teresianum–Pontificio Istituto di Spiritualità, in piazza di San Pancrazio 5/A.

Ad aprire la settimana, domenica primo marzo, sarà il gesuita Nicolas Steeves, teologo e professore di teologia fondamentale presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma, con la sua prolusione inaugurale intitolata “Sale e luce: immaginare una teologia sapienziale”.

Lunedì 2 marzo è previsto l’intervento sull’immaginazione ed evangelizzazione “Come se vedesse l’invisibile (Eb 11,27)” di padre Luigi Maria Epicoco, teologo e filosofo insegnante alla Pontificia Facoltà Teresianum, seguito da una rappresentazione di Gran Teatro Bernini, sull’estasi di Santa Teresa, drammaturgia e regia di Francesco d’Alfonso dell’Ufficio per l’Università del Vicariato di Roma.

Il terzo giorno, martedì 3 marzo, è affidato a Chiara Bordino, del Ministero degli Affari Esteri, ricercatrice accademica specializzata in studi bizantini e arte medievale, e a Lisa Giombini, docente associato del dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre. Bordino proporrà una riflessione sulle rappresentazioni iconografiche antiche: “Immagini e icone nel cristianesimo antico fino al secondo concilio di Nicea”, mentre il discorso di Giombini sarà sul valore della veridicità nell’esperienza artistica: “Ciò che l’occhio non coglie. Sul valore dell’autenticità nell’esperienza dell’arte”

Mercoledì 4 marzo è dedicato a un approfondimento della spiritualità carmelitana, grazie a padre Iain Matthew e padre Emilio Martínez, entrambi dell’ordine dei Carmelitani Scalzi e professori straordinari al Teresianum, che offriranno i loro contributi rispettivamente su “Giovanni della Croce, maestro nel vedere l’invisibile” e Teresa di Lisieux “Guarda il suo volto adorabile: Teresa di Lisieux”.

Concluderà, giovedì 5 marzo, don Giuseppe Lorizio, professore ordinario di Teologia fondamentale della Pontificia Università Lateranense, con l’intervento “Dall’idolo all’icona. Una metamorfosi teo-logica”, seguito da Americo Miranda, della Comunità di sant’Egidio, che apporterà un contributo derivante dalla sua esperienza parlando di “Vedere gli invisibili. Povertà e santità nelle Dilexi te e nei discorsi al popolo di Agostino.”

Un programma ricchissimo che, come riporta il sito del Teresianum nell’invito alla Settimana di Spiritualità, metterà a disposizione dei partecipanti «solo alcuni degli spunti di una “spiritualità dell’immagine” che rimane un orizzonte immenso di esplorazione per la nostra riflessione teologica e per la nostra chiamata alla santità, orizzonte da contemplare – come tenteremo di fare nel susseguirsi delle giornate e dei relatori – secondo variegate angolature: quella dell’integrazione dell’immaginazione in una teologia sapienziale; quella della pastorale della carità e dell’evangelizzazione; quella della storia dell’arte e della filosofia; nonché infine quella carmelitana».

L’evento sarà solo in presenza e, in caso di necessità, è possibile, per chi venisse da fuori Roma, prenotarsi presso la foresteria del Teresianum.

Per eventuali informazioni scrivere a: iadarola@teresianum.net

24 febbraio 2026

Firma della convenzione per l’apertura di un corridoio universitario per 18 studenti provenienti da Gaza presso l’Università “La Sapienza”

Firma della convenzione per l’apertura di un corridoio universitario per 18 studenti provenienti da Gaza presso l’Università “La Sapienza”

E’ entrato nella luce della Resurrezione padre Michele Mazzone

Il Cardinale Vicario Baldassare Reina,
il Consiglio Episcopale, il Presbiterio
e i Diaconi della Diocesi di Roma,

annunciano che il 23 febbraio 2026
è entrato nella luce della Resurrezione

Padre Michele Mazzone (O.F.M. Conv.)
di anni 90

Collaboratore parrocchiale della Parrocchia Santi Pietro e Paolo
dal 2001

e, ricordandone il generoso e fecondo servizio pastorale,
lo affidano all’abbraccio misericordioso di Dio
e alla preghiera di suffragio dei fedeli,
invocando la pace e la gioia del Signore.

I funerali saranno celebrati mercoledì 25 febbraio 2026, alle ore 11.00,
presso la Parrocchia Santi Pietro e Paolo
(Piazzale dei Santi Pietro e Paolo, 8)

Adotta un seminarista, l’invito del Centro missionario

Sostenere la formazione dei seminaristi, dei novizi e delle novizie delle Chiese di missione. Il Centro missionario della diocesi di Roma invita a fare un gesto di solidarietà in occasione della Quaresima e “adottare a distanza” un seminarista proveniente da un Paese in via di sviluppo. «Le vocazioni sacerdotali – sottolinea il direttore padre Giulio Albanese – delle Chiese di Africa, Asia, America Latina e Oceania provengono in gran parte da contesti economicamente modesti e le famiglie non sono in grado di sostenere le spese della formazione al sacerdozio». A questi giovani manca tutto, dall’acquisto dei libri alle cure mediche.

È allora possibile “adottare” qualcuno di loro, attraverso la Pontificia Opera di San Pietro Apostolo, che oggi sostiene circa 75.000 giovani che si preparano al sacerdozio in circa 800 seminari del Sud del mondo con donazioni volontarie. L’Opera è l’organismo tramite il quale la Chiesa cattolica sostiene questi aspiranti presbiteri, suore e religiosi; in Italia è rappresentata dalla Fondazione Missio. «L’adozione missionaria – spiegano dall’Opera – si concretizza in una particolare forma di sostegno spirituale e materiale a favore dei seminaristi delle Chiese di missione. Sul piano spirituale consiste nell’accompagnare con la preghiera, fino all’ordinazione sacerdotale, il cammino vocazionale di un seminarista del quale l’Opera provvede a comunicare una volta l’anno l’andamento del percorso formativo. Sul piano materiale consiste nel contribuire economicamente, anche con somme minime secondo le proprie possibilità, alle spese sostenute dai seminari per garantire ai candidati al sacerdozio il necessario percorso scolastico e formativo».

Ecco, allora, l’appello del Centro missionario diocesano: «Vogliamo sentirci chiamati al supporto a distanza di questi giovani che si impegnano nello studio per essere la Chiesa del nostro futuro e possiamo farlo contribuendo anche con importi minimi ad una borsa di studio per un seminarista».

Si possono donare:

– 50 euro/anno: contributo parziale al mantenimento quinquennale di un seminarista: € 250
– 520 euro/anno: totale mantenimento quinquennale di un seminarista: € 2.600
– È possibile fare anche una Borsa di Studio permanente: si attiva donando una sola volta la somma di almeno € 7.750 la cui rendita annuale concorre permanentemente al mantenimento di un seminarista.

Per contribuire:
IBAN: IT79Q0306909606100000010159
Intestato a VICARIATO DI ROMA
causale: “POSPA – adozione parziale/totale/permanente” (a seconda del contributo scelto)

Le offerte raccolte saranno versate alla Fondazione MISSIO – Pontificie Opere Missionarie. Sarà cura del Centro missionario diocesano, al termine di ogni anno, contattare i donatori per aggiornarli dell’andamento del percorso formativo.

Per maggiori informazioni: 06.69886443; cmdroma@diocesidiroma.it

24 febbraio 2026

Le indicazioni per la celebrazione del Triduo pasquale

Garantire la dimensione della comunità parrocchiale. Rispettare la visione unitaria del Triduo pasquale. Assicurarsi che la celebrazione si tenga solo in luoghi di culto. In vista del Triduo della Passione e della Risurrezione del Signore, il cardinale vicario Baldo Reina scrive ai sacerdoti della diocesi di Roma per ribadire che «restano in vigore le disposizioni che furono date dal Consiglio Episcopale il 1º marzo 2019» (allegate alla lettera).

Nel documento si invita a riscoprire la centralità della parrocchia in quanto «casa di famiglia» e «comunità di fede», e far convergere nelle chiese parrocchiali le celebrazioni per il Triduo pasquale. Bisogna inoltre evitare che la «la Veglia Pasquale sia riservata a gruppi particolari» e si punta a valorizzare il sacramento della Riconciliazione. Ma sono solo alcune delle disposizioni sintetizzate dal Consiglio episcopale della diocesi di Roma nel documento, che raccoglie alcuni criteri teologici e pastorali che guidano le celebrazioni per il Triduo pasquale, formulate in vari testi dal Concilio Vaticano II a oggi.

L’Ufficio per la formazione liturgica della diocesi, allo stesso tempo, invita a una particolare cura della celebrazione «anche nella sua dimensione musicale, perché il canto accompagni con dignità i santi misteri». Per questo l’Ufficio diocesano organizza, presso il Pontificio Seminario Maggiore, alcuni incontri di formazione liturgico musicale che saranno guidati dall’incaricato diocesano per la musica sacra, don Massimo De Propris. In particolare, venerdì 6 marzo, dalle 18.30 alle 20, è in programma un incontro per i diaconi; mentre martedì 10 marzo, dalle 10 alle 12.30, si terrà quello per i presbiteri.

La lettera del cardinale vicario con le disposizioni allegate

La lettera dell’Ufficio liturgico diocesano

24 febbraio 2026

Partecipa all’inaugurazione dell’Anno Giudiziario della Corte dei Conti

Partecipa all’inaugurazione dell’Anno Giudiziario della Corte dei Conti

Evangelizzazione e iniziazione cristiana al centro dell’incontro di Settore

Foto Diocesi di Roma / Gennari

Si terrà il prossimo 5 marzo, dalle ore 10 alle 12, nell’Aula Magna della Pontificia Università Lateranense, il terzo e ultimo incontro di Settore per l’anno pastorale in corso, rivolto ai sacerdoti e ai diaconi della diocesi di Roma.

Nella lettera inviata ai presbiteri e ai diaconi, il cardinale vicario Baldo Reina sottolinea il senso ecclesiale dell’iniziativa: «In continuità con il cammino già avviato nei precedenti incontri di Settore dedicati al rapporto tra evangelizzazione e iniziazione cristiana e accogliendo le indicazioni che ci ha offerto il Santo Padre nell’udienza del 19 febbraio, desideriamo vivere tutti insieme questo momento formativo».

Protagonista dell’incontro sarà don Ubaldo Montisci, docente dell’Università Pontificia Salesiana, che offrirà un approfondimento sul tema dell’evangelizzazione in rapporto alla famiglia, con uno sguardo attento alle trasformazioni dell’attuale contesto socio-culturale.

L’incontro del 5 marzo non rappresenta un momento isolato, ma parte di un cammino più ampio che coinvolgerà anche le realtà territoriali. Il cardinale vicario ricorda infatti che «come di consueto nei successivi incontri di Prefettura, sia con i presbiteri che con i laici, tale argomento sarà sviluppato in forma laboratoriale».

Scarica la lettera del cardinale vicario.

 

24 febbraio 2026

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