2 Luglio 2026

Undici nuovi sacerdoti per la diocesi di Roma

Giordano Flavio Maria Barani, Francesco Barberio, Roberto Buattini, Simone Catana, Ciro Dell’Ova, Mario Losito, Antonio Panico, Vincenzo Perrone, Andrea Silvestri, Tumohiro Ugawa. Sono i dieci diaconi che, sabato pomeriggio, saranno ordinati sacerdoti per la diocesi di Roma. Mentre un diacono permanente, Paolo Verderame, riceverà l’ordinazione presbiterale nella mattinata di sabato, alle 10.30 al Santuario della Madonna del Divino Amore, e sarà presieduta dal vescovo Dario Gervasi.

La celebrazione delle ore 18, nella basilica di San Giovanni in Laterano, sarà presieduta dal cardinale vicario Angelo De Donatis e trasmessa in diretta su Telepace e in streaming sul canale Youtube della diocesi di Roma. Tra i concelebranti ci saranno i rettori dei seminari nei quali si sono formati gli ordinandi, cioè il Pontificio Seminario Romano Maggiore e il Collegio diocesano Redemptoris Mater, e i parroci delle comunità nelle quali stanno prestando servizio. L’animazione sarà affidata al Coro della diocesi di Roma, diretto da monsignor Marco Frisina.

Storie diverse dietro le loro vocazioni, ma la stessa voglia di impegnarsi e di mettersi al servizio degli altri. Francesco Barberio ha 27 anni, ha studiato al Maggiore ed è originario di Lamezia Terme. Nel suo passato il dolore legato alla morte della madre, ma anche la gioia dell’esperienza con gli scout dell’Agesci. «La mia è una famiglia numerosa – racconta –, sono il quinto di sette fratelli. Ho conosciuto la fede a casa, grazie all’esempio di mia madre, di mia nonna e di tutti gli altri. Ho vissuto un momento molto difficile a 13 anni, quando ho perso mia madre. Allo stesso tempo ho toccato con mano la sua grande fede, con la quale ha affrontato tutto il periodo della malattia. Dopo la sua morte, mio padre e sua sorella hanno fondato l’Acmo, Associazione calabrese malati oncologici, per assistere chi è colpito da questo tipo di malattia nella nostra regione».

Un passato da scout, ma nell’Fse (Federazione Scout d’Europa) anche per Vincenzo Perrone, trentacinquenne nato a Scafati, in provincia di Napoli, e trasferitosi a Ostia con la famiglia all’età di 14 anni. «Ero un ragazzo come tanti, ho frequentato il liceo, poi la facoltà di economia all’università, ero impegnato con gli scout – ricorda –. Poi, su suggerimento di una mia amica, ho frequentato un campo vocazionale delle Suore Apostoline dell’Acero, a Velletri. Durante questo campo ho iniziato a interrogarmi ed è nata lì l’intuizione del sacerdozio. Ho avuto anche la fortuna di avere tanti esempi di preti che mi hanno dato belle testimonianze».

Una vocazione matura quella di Mario Losito, 41 anni, ricercatore in economia e management alla Luiss prima di entrare nella struttura formativa di piazza San Giovanni in Laterano. «Ero contento del mio lavoro ma sentivo sempre la mancanza di qualcosa, non ero pienamente soddisfatto – ammette –. Adesso ho tutto un altro pensiero su quella che è la mia gioia, la mia felicità, la pienezza della mia vita. Sono arrivato al sacerdozio grazie a un collega, che mi ha portato al percorso dei Dieci Comandamenti di don Fabio Rosini».

È originario del Giappone Tumohiro Ugawa, che ha studiato al Redemptoris Mater. «Sono nato a Oita, vicino Nagasaki, in una famiglia non cattolica – racconta –. Mia madre, prima di sposarsi, era membro dei Testimoni di Geova, ma poi decise di mandarci alla scuola materna cattolica, dove ho imparato le preghiere e a fare il segno della croce. Vicino casa mia c’era una parrocchia guidata da un sacerdote salesiano slovacco e c’era anche una comunità neocatecumenale che proponeva incontri di catechesi. Quando ero stanco dalla scuola e dallo sport andavo in chiesa, dove trovavo ristoro». Gli anni di seminario a Roma «non sono stati facili all’inizio – confessa –, non capivo la lingua e avevo nostalgia di casa. Adesso sono molto più sereno. Vorrei tornare in Giappone, in futuro, da missionario».

Diversa dalle altre la storia di Paolo Verderame, che sarò ordinato la mattina al Divino Amore. È il suo secondo “sì” al Signore: il primo lo ha pronunciato nel 2015, quando è stato ordinato diacono permanente. Un cammino che aveva percorso accanto alla sua famiglia, alla moglie venuta a mancare due anni fa. «Ho 55 anni – racconta – e sono stato sposato per trent’anni; ho anche una figlia, ventottenne, psicologa. Finora ho lavorato come infermiere al Policlinico Gemelli. L’imput alla vocazione presbiterale è venuto da mia moglie, dalle chiacchierate fatte negli ultimi cinque mesi trascorsi insieme, quando mi invitava ad alzare lo sguardo verso questo ministero». Una scelta sostenuta dalla figlia, dai parenti, dagli amici. Tra cui «don Dario – come il futuro sacerdote chiama il vescovo che lo ordinerà –, con cui ci conosciamo da anni. Il mio ministero diaconale l’ho svolto soprattutto nella parrocchia della Resurrezione, a Giardinetti, dove lui era parroco. Adesso, invece, sono stato assegnato alla parrocchia di San Gabriele dell’Addolorata». Nel percorso di Verderame fondamentale anche l’esperienza negli scout dell’Agesci, «dove ho ricoperto diversi incarichi sia a livello zonale che regionale».

22 aprile 2023

OrEs Day al Seminario Maggiore

Foto DiocesiDiRoma/Gennari

Torna l’appuntamento con l’OrEs Day, evento pensato per animatori e coordinatori degli oratori estivi che presto si attiveranno in tantissime parrocchie della diocesi. Quest’anno l’incontro si svolgerà il prossimo 6 maggio dalle ore 15 alle ore 19 presso il Pontificio Seminario Romano Maggiore.

I partecipanti potranno scoprire ed approfondire i temi del nuovo sussidio per le attività estive dal titolo “Camelot Il cantiere della pace”, vivendo momenti di animazione e condivisione con gli altri animatori e arricchendo il proprio bagaglio formativo per organizzare al meglio le diverse attività che caratterizzano una giornata all’oratorio estivo, dall’animazione alle attività formative, dal gioco alle attività pratiche.

Per partecipare, è necessario iscrivere il proprio oratorio, indicando il numero di animatori che saranno presenti, sul sito dedicato: https://www.oresroma.org/

26 aprile 2023

La chiusura della fase diocesana della causa di beatificazione di suor Maria Bernardetta dell’Immacolata

La sessione di chiusura dell’inchiesta diocesana sulla vita, le virtù eroiche, la fama di santità e di segni della Serva di Dio Maria Bernardetta dell’Immacolata, al secolo Adele Sesso, religiosa professa dell’Istituto delle Suore Povere Bonaerensi di San Giuseppe, si svolgerà venerdì 28 aprile 2023 alle ore 12 presso l’Aula della Conciliazione, costituita per il Tribunale nel Palazzo Apostolico Lateranense. La sessione di chiusura dell’inchiesta diocesana sarà presieduta dal vescovo Baldo Reina, vicegerente della diocesi di Roma. Il Tribunale sarà così costituito: monsignor Francesco Maria Tasciotti, delegato episcopale; don Giorgio Ciucci, promotore di giustizia; dottor Marcello Terramani, notaio attuario. Il rito sarà trasmesso in diretta sul canale YouTube della diocesi di Roma.

Suor Maria Bernardetta nasce il 15 ottobre 1918 a Montella (Avellino). All’età di 17 anni inizia il periodo di postulante a Roma nell’istituto delle Suore Povere Bonaerensi di San Giuseppe, fondato dalla Serva di Dio Camilla Rolon in Argentina nel 1880. Il 19 marzo 1943 professa i voti perpetui. Nel 1944 si trasferisce in Argentina, dove forma parte della Comunità Casa Josefina a Buenos Aires. Poi, nel 1965, suor Maria Bernardetta arriva negli Stati Uniti: prima in Pennsylvania e poi a Richmond, in Virginia, presso il seminario di San Giovanni Maria Vianney. Qui si fa apprezzare «per i consigli che dava ai seminaristi afflitti, indecisi e dubbiosi nella loro vocazione – ricorda la postulatrice Silvia Correale –, incoraggiandoli e consigliando loro la preghiera e la devozione eucaristica». Per lo stesso motivo sarà amata e stimata alla Casa di esercizi Villa Sant’Ignazio della Compagnia di Gesù, a San Miguel, dove la sua strada – siamo al 1979 – si incrocia con quella di Jorge Mario Bergoglio, all’epoca provinciale dei gesuiti. «Madre Maria Bernardetta era una figura materna per i novizi – spiega ancora la postulatrice –; quando qualcuno di loro aveva un problema, Bergoglio li mandava da lei a chiedere consiglio. Aveva un tocco profondamente evangelico, una grande devozione».

Nel 1986 madre Maria Bernardetta torna in Italia. Per salutarla, Bergoglio le scrive una lettera: «Vedemmo Lei e in Lei vedemmo ciò che significava una Congregazione religiosa senza limiti. Vedemmo generosità, spirito di obbedienza, di abnegazione, di servizio…, vedemmo pietà, allegria, senso comune e fortezza. Vedemmo pazienza e rassegnazione. Lei, con la sua attitudine, mise calore di madre in noi, e nello stesso tempo, andò insegnando a quei giovani come si tratta una donna, perché questo si impara da una madre o non si impara mai…. E Lei fu Madre».

Nella Casa di Roma si manifestano i primi segni del tumore che si manifestano i primi segni del tumore che porterà la religiosa alla morte. Nonostante la distanza e le difficoltà, l’amicizia con Bergoglio prosegue. «Ogni volta che veniva nella Città Eterna, da vescovo, da arcivescovo e da cardinale, passava a salutarla, e così anche facevano gli altri gesuiti che l’avevano conosciuta negli anni della loro formazione – racconta Correale –. Durante una delle sue ultime visite, la Serva di Dio gli chiese l’unzione degli infermi, perché sentiva che le rimaneva poco da vivere. Il cardinale Bergoglio le impartì il sacramento il primo novembre del 2001; il 12 dicembre madre Maria Bernardetta morì. Visse tutta la malattia esemplarmente, così come aveva vissuto: in un abbraccio d’amore e totale serenità con il Crocifisso».

«Dalle testimonianze che abbiamo di diversi padri gesuiti – evidenzia la postulatrice – ci dicono che “padre Jorge” sempre parlava di lei, la ricordava nei suoi discorsi come adesso fa ancora da Papa. Ne lodava la vita vissuta con autenticità e coerenza e la citava sempre come un esempio». Lo ha fatto il 2 febbraio 2019, nell’omelia della Messa per la Giornata mondiale della vita consacrata: «In questo momento mi viene alla memoria una suora, umile, che aveva proprio il carisma di essere vicina ai sacerdoti e ai seminaristi – le parole di Papa Francesco –. Una suora semplice: non aveva grandi luci, ma aveva la saggezza dell’obbedienza, della fedeltà e di non avere paura delle novità. Chiediamo che il Signore, tramite suor Bernardetta, dia a tutti noi la grazia di andare per questa strada».

26 aprile 2023

Un corso sulla fibromialgia

È rivolto ai medici di base il corso di formazione organizzato e curato dall’Area medica dell’Ufficio diocesano per la pastorale sanitaria, dedicata alle malattie reumatiche, in sinergia con l’Ordine provinciale di Roma dei medici-chirurghi e degli odontoiatri. La proposta – in programma per il 28 e 29 aprile nel Palazzo del Vicariato – nasce dalla «volontà di sensibilizzare i medici sugli aspetti clinici della fibromialgia, una patologia cronica e invalidante la cui diagnosi è purtroppo spesso tardiva – spiega Edith Aldama, malata fibromialgica e referente dell’Area –. Ma soprattutto il corso, che aprirà le iniziative dedicate in vista della Giornata della fibromialgia del 12 maggio, si contraddistingue perché accanto alla dimensione scientifica introduce il tema dell’ascolto come terapia sanante, guardando alle parole di Papa Francesco, che richiama ad ascoltare l’altro con il cuore». L’approccio sarà multidisciplinare con la presentazione e l’analisi di 4 casi clinici.

26 aprile 2023

Corso di formazione per catechisti istituendi – online (Uff. Catechistico)

Corso di formazione per catechisti istituendi – online (Uff. Catechistico)

Al Monastero della Resurrezione di Montefiolo predica gli esercizi spirituali agli ordinandi presbiteri della diocesi.

Al Monastero della Resurrezione di Montefiolo predica gli esercizi spirituali agli ordinandi presbiteri della diocesi.

Celebra la Messa nella parrocchia Nostra Signora di Guadalupe e San Filippo in Via Aurelia in occasione della visita pastorale

Celebra la Messa nella parrocchia Nostra Signora di Guadalupe e San Filippo in Via Aurelia in occasione della visita pastorale.

Presso la casa Generalizia della Congregazione Maestre Pie Venerine incontra l’Assemblea Provinciale delle Suore e celebra la Messa

Presso la casa Generalizia della Congregazione Maestre Pie Venerine incontra l’Assemblea Provinciale delle Suore e celebra la Messa.

Giornata del gioco e dello sport – Villa Borghese (Uff. Tempo libero, turismo e sport)

Giornata del gioco e dello sport – Villa Borghese (Uff. Tempo libero, turismo e sport)

Alla Cittadella della Carità gli scatti contro la tratta

Una mostra fotografica per raccontare agli studenti l’impegno nella lotta contro la tratta. Inaugurata da Papa Francesco e presentata nella prestigiosa cornice dell’Aula Paolo VI in Vaticano, gli scatti della fotografa statunitense di fama internazionale Lisa Kristine approdano nella sede della Cittadella della Carità (in via Casilina vecchia 19) della Caritas diocesana.

Dal titolo “Nuns healing hearts”, le immagini mostrano lo stile inconfondibile di Lisa Kristine, lontano dalla semplice documentazione, ma piuttosto sensibile e diversificato. Un lavoro durato oltre 18 mesi, durante i quali la fotografa umanitaria ha viaggiato tra Italia, Guatemala, Messico, Stati Uniti e Thailandia, per documentare le storie, l’accoglienza e l’assistenza fornite da Talitha Kum, rete mondiale della vita consacrata contro la tratta, alle donne e agli uomini feriti da violenza e disumanità.

Destinatari del percorso espositivo saranno le ragazze e i ragazzi di cinque istituti superiori che hanno aderito al percorso di formazione proposto alle scuole dal Coordinamento anti-tratta della diocesi di Roma. Dal 18 al 28 aprile, nel corso delle assemblee con gli istituti scolastici, al secondo dei quali parteciperà anche il vescovo ausiliare delegato per la carità monsignor Benoni Ambarus, gli studenti avranno modo non solo di visitare la mostra ma anche di approfondire alcuni aspetti attraverso delle testimonianze dirette delle donne che hanno affrontato il difficile percorso di uscita dalla tratta e dallo sfruttamento.

Per informazioni: volontariato.giovani@caritasroma.it

21 aprile 2023

Un documentario su Santa Croce in Gerusalemme, che presto sarà accessibile ai disabili sensoriali

Consentire l’accessibilità ai non udenti e ai non vedenti in alcune chiese del centro storico di Roma. Questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato lo scorso 11 aprile dal vicegerente della diocesi di Roma, il vescovo Baldo Reina, per il Vicariato di Roma, e dal capo dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione del Viminale, Valerio Valenti, nonché dalla Soprintendenza speciale A.B.A.P. (Archeologia Belle arti Paesaggio) e dal Parco Archeologico dell’Appia Antica.

Grazie a questo accordo – nato su impulso del Movimento Apostolico Ciechi – saranno realizzati itinerari di fede e arte volti a rendere effettivamente fruibili i luoghi di culto per i disabili sensoriali. In particolare, nelle chiese oggetto degli interventi, saranno posizionati pannelli illustrativi contenenti descrizioni in braille, mappe in altorilievo e codici QR che rimandano a contributi video e audio. Saranno disponibili anche dei video, della durata di 5-15 minuti ciascuno, con contenuti di carattere storico, artistico e culturale inseriti in un contesto spirituale, con traduzione nella lingua italiana dei segni e sottotitoli per i non udenti. I video saranno realizzati dall’Ufficio diocesano per la pastorale universitaria e dall’Ufficio diocesano per la pastorale del tempo libero, del turismo e dello sport, nonché divulgati sul canale Youtube Romartecultura, che fa capo ai due Uffici del Vicariato. Tali brevi documentari sono patrocinati dalla Commissione pastorale per il Giubileo 2025, in quanto il lavoro in queste chiese è pensato anche in vista del prossimo Anno Santo.

Da questa mattina, al link https://www.youtube.com/watch?v=e1K3rPuHqcI , è disponibile quello su “Santa Croce in Gerusalemme. Elena e Costantino dal mito alla storia”, della durata di 22 minuti, che racconta la storia della basilica eleniana; da qui saranno estratti due video più brevi, che verranno tradotti con linguaggio lis e saranno presentati insieme alle tavole tattili in un evento previsto per il prossimo autunno.

Le altre chiese interessate dall’accordo, tutte di proprietà del Fondo edifici di culto del Ministero dell’Interno, sono: Santissimo Nome di Gesù all’Argentina, Santa Maria della Vittoria, Santa Maria in Ara Coeli al Campidoglio, Santa Maria sopra Minerva, San Sebastiano fuori le Mura, Santa Sabina all’Aventino, Santa Prassede all’Esquilino, Santa Maria in Trivio, Santa Maria Maddalena in Campo Marzio, Santa Maria del Popolo.

Mappe tattili sono state installate lo scorso novembre anche a Sant’Ignazio di Loyola, come ricorda il direttore dell’Ufficio per la pastorale del tempo libero, del turismo e dello sport don Francesco Indelicato. «Dopo l’evento a Sant’Ignazio, che ha visto nascere la collaborazione tra il Vicariato di Roma e il Ministero dell’Interno – sottolinea il direttore –, siamo felici di poter presentare questo nuovo documentario relativo a una delle basiliche più visitate in diocesi. Una storia appassionante, e forse anche inedita per molti romani, che racconta lo stretto legame che unisce la capitale del cattolicesimo alla Città Santa di Gerusalemme. Una iniziativa che finalmente consentirà anche a non udenti e non vedenti di poter comprendere meglio la bellezza di questo luogo».

Ora tocca a Santa Croce, conosciuta anche con il nome di basilica eleniana. «Elena, la madre di Costantino, può essere considerata la prima archeologa della storia. Fu lei a volere Santa Croce in Gerusalemme come luogo dove venisse trasportata la terra degli scavi del Santo Sepolcro a Gerusalemme – racconta monsignor Andrea Lonardo, direttore dell’Ufficio per la pastorale universitaria della diocesi di Roma –: li aveva realizzati per mostrare in Oriente l’interessa del nuovo imperatore per il cristianesimo. Elena era serva in una stazione di posta dove per caso passò Costanzo Cloro e se ne innamorò. Quando il figlio Costantino divenne imperatore la fece augusta, come attestano le iscrizioni ritrovate proprio a Santa Croce».

Il documentario realizzato dai due Uffici della diocesi di Roma vede la partecipazione di monsignor Lonardo, di Caterina Papi, docente di archeologia Cristiana presso la Pontificia Università Antonianum, e di Umberto Utro, curatore del Reparto di antichità cristiane dei Musei Vaticani. Inoltre, gli attori Roberta Azzarone, Ciro Borrelli, Giorgio Sales recitano testi liberamente adattati da Francesco d’Alfonso, dell’Ufficio diocesano per la pastorale universitaria, che ha curato anche la regia. Il brano “Crux fidelis” di Domenico Bartolucci è eseguito dall’ensemble vocale composto da: Giovanna Gallelli, Enrico Torre, Stefano Guadagnini, Patrizio La Placa, Federico Benetti, Giulia Manzini.

21 aprile 2023

Tre nuovi cardinali per tre parrocchie romane

Foto DiocesiDiRoma/Gennari

I cardinali Robert Walter McElroy, vescovo di San Diego, negli Stati Uniti, William Seng Chye Goh, arcivescovo di Singapore, e Jean-Marc Aveline, arcivescovo di Marseille, in Francia, prenderanno possesso rispettivamente dei titoli di San Frumenzio ai Prati Fiscali, di Santa Maria Regina Pacis a Ostia Lido e di Santa Maria ai Monti, come annuncia l’Ufficio delle celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice. Le cerimonie avranno luogo domenica 23 aprile: la prima alle 11.30 nella chiesa di via Cavriglia 8; la seconda alle 11.30 nella chiesa in piazza Regina Pacis 13; la terza alle 19 nella chiesa in via della Madonna dei Monti 41.

La comunità di San Frumenzio si sta preparando a vivere la Messa di domenica «come un grande momento di festa», sottolinea il parroco don Marco Vianello. «Innanzitutto sto cercando di spiegare bene ai parrocchiani cosa sia un cardinale titolare. Anni fa – ricorda il sacerdote – era titolare della nostra parrocchia l’arcivescovo di Maputo, che aveva dato il via anche a una missione parrocchiale in Mozambico. Il vescovo di San Diego troverà ad accoglierlo una comunità vivace e viva come è quella di San Frumenzio; avrà un incontro con i bambini del catechismo e con tutte le numerose realtà di carità della parrocchia, dalla casa famiglia per le mamme in difficoltà ai servizi di animazione per gli anziani. Ci ritroveremo poi tutti insieme per un pranzo familiare e comunitario, in un clima di festa ma anche di normalità domenicale».

Don Giovanni Vincenzo Patanè guida la parrocchia di Santa Maria Regina Pacis, sul litorale romano. «La Messa di accoglienza di sabato – anticipa – vedrà la partecipazione di una rappresentanza che viene da Singapore; saranno presenti le autorità civili e militari, il vescovo di settore monsignor Dario Gervasi, i parroci delle altre comunità di Ostia, in un’ottica di comunione e sinodalità. Quello che ho sottolineato ai parrocchiani in questi giorni di preparazione – prosegue – è la comunione sempre più forte che dobbiamo avere con il Santo Padre. Quest’accoglienza ci avvicina ancora di più alla sede di Pietro e ci fa sentire ancora di più la responsabilità di pregare per il Santo Padre».

Monsignor Francesco Pesce è parroco di Santa Maria ai Monti, dove l’arrivo del nuovo cardinale coincide con la festa patronale. «La comunità si è data molto da fare in questi, è contenta di accoglierlo – racconta il sacerdote –. Dopo l’interruzione dovuta alla pandemia, quest’anno rifacciamo finalmente la processione della Madonna dei Monti in giro per il rione; è prevista alle ore 17.30 e vedrà la partecipazione del cardinale Aveline. La presa di possesso coincide con la festa patronale, che cade il 26 aprile ma si celebra sempre nella domenica più vicina. Portare la Madonna in giro per la strada è un segno della maternità della Chiesa. Il cardinale – aggiunge – inaugurerà anche una nuova aula di informatica per i poveri che abbiamo realizzato, sostenuta dalla Fondazione Luigi Rossi Onlus nella persona del presidente Lorenzo Rossi di Montelera in collaborazione con la Banca Patrimoni Sella e C., con un progetto diretto da Eutimio Tiliacos. La sala, attrezzata con quindici computer, è destinata ai poveri, agli anziani soli, ai migranti. Le persone potranno venire e utilizzare internet gratuitamente, ad esempio per scrivere alle istituzioni, richiedere documenti, chiamare i parenti. In futuro vorremmo anche fare delle lezioni con dei volontari».

20 aprile 2023

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