7 Maggio 2026

Il secondo corso per ministri straordinari della Comunione

Sono aperte le iscrizioni al secondo corso di formazione per nuovi ministri straordinari della Comunione, promosso dall’Ufficio liturgico del Vicariato di Roma. Tutte le lezioni si svolgeranno nella Sala Conferenze del Pontificio Seminario Romano Maggiore (piazza San Giovanni in Laterano, 4), dalle 19 alle 20.30, sempre di mercoledì. Il primo appuntamento è per il 13 febbraio con una lezione sul tema: “L’Eucaristia fa la Chiesa: dimensione ecclesiologica”.

Il mandato, informano dall’Ufficio diocesano, sarà rilasciato a seguito della frequenza integrale del corso. Se un candidato dovesse essere assente a uno o più incontri, potrà recuperarli in uno degli altri corsi che si tengono in diocesi. La presenza sarà attestata da un timbro sulla tessera di frequenza che ciascun partecipante riceverà al momento dell’iscrizione.

Per l’iscrizione è necessario presentare il modulo di richiesta firmato dal parroco, la scheda con i dati personali e una fototessera. Per la modulistica e per ulteriori informazioni, consultare il sito internet dell’Ufficio liturgico.

15 gennaio 2019

Il Santuario di San Salvatore in Lauro accoglie le reliquie di sant’Antonio di Padova

Dal 22 al 28 aprile il Santuario di San Salvatore in Lauro accoglierà le preziose reliquie di sant’Antonio di Padova. Le autorità ecclesiali e civili si uniranno alla comunità dei fedeli per accogliere con devozione il busto e il reliquiario contenenti le reliquie del corpo del santo estratte dalla tomba nella ricognizione del 1981. Questi preziosi tesori della fede hanno viaggiato attraverso numerose parrocchie negli anni, portando con sé il messaggio di pace e conforto di sant’Antonio a coloro che soffrono nel corpo e nello spirito.

La basilica di San Salvatore in Lauro, che quest’anno celebra il suo 200º anniversario dalla fondazione, promuove questa significativa iniziativa, che ha suscitato l’adesione di numerosi devoti. Per l’occasione, il cardinale Angelo Comastri presiederà la celebrazione solenne di saluto alle reliquie domenica 28 aprile, alle ore 18, concludendo così una settimana di devozione e preghiera presso il Santuario di San Salvatore in Lauro.

22 aprile 2024

Il Santo Padre ha nominato don Benoni Ambarus nuovo vescovo ausiliare della diocesi di Roma

Papa Francesco ha nominato don Benoni Ambarus vescovo ausiliare di Roma, assegnandogli la sede titolare di Tronto. L’annuncio è stato dato dal cardinale vicario Angelo De Donatis nella Cittadella della Carità Santa Giacinta, di via Casilina Vecchia, alle ore 12 di oggi, sabato 20 marzo 2021. Il nuovo vescovo avrà la delega alla Carità, alla Pastorale dei migranti (in particolare Rom e Sinti) e l’incarico dell’Ufficio missionario diocesano. L’ordinazione episcopale avrà luogo il primo maggio alle ore 17.30 nella basilica di San Giovanni in Laterano.

Nell’annunciare la nomina, il cardinale De Donatis ha tracciato una breve biografia di don Ambarus, da tutti chiamato semplicemente “DON Ben”. Il nuovo vescovo è direttore della Caritas di Roma dal primo settembre 2018. A nominarlo alla guida dell’organismo diocesano, di cui era già vicedirettore dal 16 ottobre 2017, è stato il cardinale De Donatis. Nato il 22 settembre 1974 a Somusca-Bacau (Romania), don Ambarus entra al Seminario Minore della diocesi di Iasi, in Romania, nel 1990; consegue la maturità nel 1994 e quindi, fino al 1996, frequenta il Seminario Maggiore di Iasi. Il 23 novembre del 1996 arriva a Roma, presso il Pontificio Seminario Romano Maggiore, dove completa gli studi e consegue il baccalaureato in Teologia. Il 29 giugno del 2000 viene ordinato presbitero a Iasi. Ma poi rientra a Roma, dove, nel 2001, consegue la licenza in Teologia dogmatica alla Pontificia Università Gregoriana. Dal 2001 al 2004 svolge il servizio di educatore al Seminario Romano Maggiore; dal 2004 al 2007 è collaboratore parrocchiale a San Frumenzio ai Prati Fiscali; dal 2007 al 2010 è viceparroco presso la stessa parrocchia. Dal 2010 al 2012 è invece viceparroco nella comunità di Santa Maria Causa Nostrae Laetitiae a Torre Gaia. Nel 2012 don Ambarus diviene parroco dei Santi Elisabetta e Zaccaria a Valle Muricana: sarà la prima parrocchia a ricevere la visita pastorale di Papa Francesco, il 26 maggio del 2013. Infine, nel 2017, la nomina a vicedirettore della Caritas di Roma e poi quella a direttore. «Non è facile per nessuno – ha sottolineato il cardinale – incarnarsi in una realtà umana ed ecclesiale diversa dal proprio Paese d’origine. L’esperienza personale ha reso don Ben molto sensibile alle condizioni di chi vive in mezzo a noi da immigrato in una terra straniera, alla ricerca di un lavoro e di una condizione stabile. Stiamo parlando di una porzione enorme degli abitanti di questa città: oltre mezzo milione di persone, il 12,8% della popolazione romana. L’episcopato di don BEN è segno concreto dell’attenzione di Papa Francesco verso questa realtà umana, in particolare verso le tante comunità cristiane cattoliche (sono più di 150) che ogni domenica si riuniscono con il loro cappellano per la celebrazione dell’Eucarestia».

Don Ambarus ha accolto la nomina con emozione e incredulità. «Non posso che confessarvi il mio stupore per il fatto che il Signore, attraverso la Chiesa ed il nostro vescovo Francesco, abbia guardato alla mia povera persona per questo ministero», ha esordito. «Ringrazio il Signore con tutto il cuore per la sua bontà verso di me – ha proseguito –. Tutta la mia vita, tutta la mia storia, è avvolta da questa bontà. Ringrazio il nostro vescovo Papa Francesco per la fiducia che mi ha manifestato. Un prete straniero, romeno romano, vescovo ausiliare a Roma! Sono scherzi del Signore e… del Papa, verso di me, che sarei dovuto rimanere in Italia solo quattro anni!». Ancora, il nuovo vescovo ha ripercorso gli ultimi anni ed ha aggiunto: «In questi anni, avendo il privilegio di vivere il ministero nella Caritas diocesana, tante volte ho detto, negli incontri e negli interventi: siamo tutti poveri, e io sono il primo povero, cioè mancante, alla scuola del Vangelo dei poveri. Ecco, ho imparato cosa significa mancante, mendicante, cosa significa gridare la preghiera e aspettare la salvezza, cosa significa credere e affidarsi. Allo stesso tempo – ha concluso – ho imparato da loro, veri maestri di vita, che ogni morte e caduta è garanzia di risurrezione, di salvezza. Ecco, con tutti i doni abbondanti vissuti, vivo la consapevolezza che si aggiunge grazia su grazia rispetto al ministero a cui sono chiamato».

20 marzo 2021

Il saluto del cardinale vicario: il testo integrale

Di seguito il saluto del cardinale vicario Baldo Reina all’incontro con il Santo Padre

Santo Padre,
grazie per la possibilità di questo incontro con i presbiteri, i diaconi e i seminaristi della Diocesi di Roma. Desidero brevemente presentarLe tutte le persone che sono in questa sala e tante altre che, per diversi motivi, non sono riusciti ad essere presenti.

Il clero romano è composto da 809 sacerdoti. I diaconi permanenti sono 149, il clero di altre diocesi presente nelle parrocchie per motivi di studio è composto da 500 sacerdoti, il clero di altre diocesi presso i collegi universitari 2347, il clero di associazioni clericali e prelature 211, il clero religioso 3914 per un totale di 8020 tra sacerdoti e diaconi. In particolare il clero romano è così configurato: 579 svolgono un servizio in diocesi (tra parrocchie, uffici, insegnamento, cappellanie e altri servizi), 15 hanno un ufficio fuori diocesi, 132 a vario titolo stanno svolgendo un’attività missionaria, oltre 50 hanno deciso di fermarsi per una sosta di riflessione o per altre sofferenze. Le parrocchie della diocesi sono 333, 174 le rettorie, oltre 100 le cappellanie degli ospedali e delle case di cure, 18 le cappellanie dei migranti, 3 le cappelle delle case circondariali, molteplice la presenza nelle scuole pubbliche e nelle pontificie università. Inoltre abbiamo oltre 50 sacerdoti anziani e con problemi di salute che sono accuditi presso la casa San Gaetano al Divino Amore (accogliamo anche sacerdoti di altre diocesi). I Seminaristi per la diocesi di Roma sono così distribuiti: 40 presso il Pontificio Seminario Romano Maggiore, 40 presso il Collegio Diocesano Redemptoris Mater e 4 presso l’Almo Collegio Capranica.

Di questa presenza così ricca e variegata insieme a Lei ringraziamo il Signore. Nei confronti di tutti i sacerdoti e diaconi che arrivano da fuori diocesi ci prendiamo cura attraverso l’accoglienza e l’accompagnamento formativo, compatibilmente con gli impegni di studio di ognuno. Quanti non alloggiano nei collegi universitari sono accolti nelle parrocchie. È una sana consuetudine che i presbiteri vivano insieme con esperienze belle di comunione e con una condivisione anche delle fatiche pastorali.

Il suo presbiterio, Santo Padre, è un presbiterio generoso, con un forte senso di appartenenza e con una passione pastorale molto marcata. Di fronte alle difficoltà reagisce in maniera positiva; schietto nel riconoscere i problemi o le criticità, con uno spiccato senso dell’umorismo e sempre pronto a ripartire per il bene della chiesa e delle singole comunità. Le difficoltà non mancano. Sono molteplici le provenienze, le culture e le sensibilità, diversi i modelli formativi con il conseguente lavoro pastorale che qualche volta fa fatica a comporre e a trasmettere una visione unitaria. Non siamo esenti dai condizionamenti culturali di questo tempo complesso e spesso ci interroghiamo su come reagire rispetto alle tante spinte che ci arrivano da ogni dove.
Santo Padre, il giorno dell’ordinazione ci è stato chiesto: “prometti a me a ai miei successori filiale rispetto e obbedienza?” A lei rinnoviamo filiale rispetto e affetto per essere suoi collaboratori nel servizio pastorale e alle sue mani affidiamo l’obbedienza della nostra vita al disegno del Padre per contribuire a rendere sempre più bella e santa la nostra amata diocesi. Ci accompagni, Santo Padre con la sua preghiera. Le vogliamo bene e chiediamo al Signore che La ricolmi di ogni grazia per il delicato ministero che Le è stato affidato. Grazie e ci benedica

12 giugno 2025

Il saluto del Cardinale Vicario al Consiglio dei Prefetti del 18 gennaio 2021

Il saluto alla diocesi dal vescovo Palmieri

Foto di Cristian Gennari

L’arcivescovo Gianpiero Palmieri, finora vicegerente della diocesi di Roma e ausiliare del settore Est, lo scorso 29 ottobre è stato chiamato alla guida della diocesi di Ascoli Piceno. Martedì 23 novembre alle ore 19, nella parrocchia di San Giovanni Bosco (piazza omonima), presiederà una celebrazione di saluto a tutta la diocesi, e in modo particolare al settore di cui ha avuto la cura pastorale dal maggio 2018, poiché per motivi legati alla pandemia i fedeli e i sacerdoti romani non potranno partecipare alla celebrazione nelle Marche. L’ingresso nella diocesi di Ascoli Piceno è previsto domenica 28 novembre, alle ore 16.30, nella cattedrale di Sant’Emidio.

19 novembre 2021

Il ruolo della cultura nell’evangelizzazione

Il ruolo della cultura nell’evangelizzazione (Uff. Cultura)

Il Rotary Club Eur dona un nuovo ecografo al Poliambulatorio Caritas

«La malattia è di per se una condizione emarginante e quando si presenta in persone fragili, povere, in condizioni sociali deprivate, può divenire una esperienza devastante. Ma può anche essere occasione di incontro, di relazione, di accoglienza e di cura. Per fare ciò servono persone formate e motivate, strumenti tecnici adeguati e il sostegno della Comunità. Oggi questi elementi si incontrano e testimoniano impegno e professionalità». Queste le parole pronunciate da monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas di Roma, durante la cerimonia di consegna di un nuovo ecografo, donato dal Rotary Club Eur al Poliambulatorio dell’organismo cattolico che si trova nei pressi della Stazione Termini (via Marsala, 97), allo scopo di assicurare continuità di diagnosi e assistenza a quanti rimangono ai margini del Servizio Sanitario Nazionale.

La partecipazione e l’energia positiva manifestate da tutti, hanno commosso il presidente del Rotary Club Eur, Carla Lendaro, la quale ha voluto sottolineare come «l’impegno profuso dai medici volontari e dalla Caritas per la tutela della salute di tutti gli esseri umani, indipendentemente dalla loro provenienza sociale, economica o geografica, sia la più nobile affermazione del diritto alla dignità dell’essere umano».

Con il nuovo ecografo, potrà essere incrementata l’attività di diagnosi integrata con l’attività clinica di cura e prevenzione, con la possibilità di assistere tempestivamente quanti sono in condizione di marginalità e bisogno.

30 maggio 2018

Il Rosario via social nel mese mariano

Dopo la Via Crucis on line durante la Quaresima, ecco il Rosario via social. La proposta arriva dall’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi e dal Servizio diocesano per la pastorale giovanile, in collaborazione con LabOratorium, che hanno deciso di rispondere insieme all’invito lanciato da Papa Francesco di pregare il Rosario per chiedere la fine della pandemia. Ogni sabato del mese di maggio, a partire da domani, quindi, alle ore 19, sarà possibile partecipare alla preghiera mariana sul canale YouTube della diocesi (clicca qui per il link), sulla pagina Facebook della Pastorale giovanile e sulla pagina Facebook della parrocchia di Santa Maria in Portico in Campitelli, che ospita l’iniziativa.

«Ogni settimana pregheremo i cinque misteri, cominciando da quelli gaudiosi – illustra don Stefano Cascio, addetto dell’Ufficio comunicazioni sociali e parroco di San Bonaventura da Bagnoregio –. Il Rosario sarà animato da diversi gruppi di giovani della diocesi; i primi saranno i ragazzi del Cor, Centro oratori romani».

La scelta della parrocchia di Santa Maria in Portico in Campitelli non è casuale: nella chiesa del centro storico è custodita un’icona della Vergine con il bambino in braccio molto cara ai romani, che si recarono qui fin dai secoli scorsi a pregare per la fine delle pestilenze.

7 maggio 2021

Il Rosario per la pace delle comunità etniche

L’Ave Maria recitato in lingue diverse, intervallato da canti devozionali della tradizione ucraina, rumena, filippina, latino-americana, nigeriana. Sarà molto suggestivo il “Rosario per la pace” promosso dall’equipe pastorale Migrantes all’interno dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Roma, in programma domenica 5 maggio, dalle ore 17, nella basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in piazza della Repubblica. A guidare la recita del Rosario sarà don Pietro Guerini, parroco della basilica e direttore dell’Ufficio diocesano. «Ma verranno coinvolti laici, sacerdoti, religiose e religiosi dell’equipe che animeranno il Rosario», anticipa il sacerdote, che coglie l’occasione per presentare il nuovo gruppo di lavoro.

«L’equipe è stata costituita di recente – spiega – ed è composta da persone che hanno una particolare formazione ed esperienza accreditati nel lavoro con i migranti. Il loro compito è quello di proporre iniziative di carattere formativo e spirituale, come appunto il Rosario di domenica prossima, ma anche fornire accompagnamento ai parroci e ai consigli pastorali affinché vi sia un vero processo di integrazione nel territorio diocesano».

Sono circa 120 le diverse etnie presenti a Roma, che rappresentano tutti e cinque i continenti e quasi tutti i Paesi del mondo. «Questo Rosario – prosegue don Guerini – nasce da una esigenza emersa in termini molto pressanti e intensi soprattutto da parte di alcune comunità etniche, provenienti da zone dove ci sono conflitti. L’esigenza, cioè, di condividere insieme la preghiera perché sia lenita la sofferenza». In tanti, tra i migranti che vivono a Roma, hanno perso parenti e amici a causa delle guerre o vengono da Paesi attualmente coinvolti in conflitti. «Testi biblici e brani tratti da discorsi di Papa Francesco accompagneranno la meditazione di ogni Mistero del Rosario – annuncia il sacerdote –. Questo percorso di preghiera vuole essere un’accorata invocazione del mondo riunito a Roma per il mondo che soffre la violenza della guerra. L’invocazione a Maria e al Signore aiuti un processo di pace che parte anche da noi».

29 aprile 2024

Il Rosario per la pace a Santa Maria Maggiore

La diocesi di Roma invita tutti i fedeli a partecipare al Rosario per la pace in Terra Santa che si terrà domenica 15 ottobre alle ore 21, sul sagrato della basilica di Santa Maria Maggiore, e sarà presieduto dal cardinale vicario Angelo De Donatis. L’immagine della Beata Vergine Maria Salus Populi Romani sarà posta sul sagrato e si chiederà la sua intercessione per la pace in Terra Santa e nel mondo intero.

10 ottobre 2023

Il Rosario per il Papa sul sagrato di Santa Maria Maggiore

Foto Gennari

Suonano le campane mentre il cardinale vicario Baldo Reina arriva sul sagrato della basilica di Santa Maria Maggiore. Tante le persone pronte a recitare il Rosario per Papa Francesco che il porporato ha guidato stasera, 23 aprile. Al centro è stata posizionata una riproduzione dell’icona di Maria Salus Populi Romani e sei candelabri accesi. Poco più avanti, sulla sinistra, una foto del pontefice. La stessa che in molti, durante tutto il giorno, si fermano a guardare prima di lasciare una preghiera sul quaderno che è stato lasciato davanti alla porta principale della basilica.

Insieme a Reina, tra gli altri, ci sono il vicegerente Renato Tarantelli Baccari e il cardinale Rolandas Makrickas, arciprete coadiutore di Santa Maria Maggiore, a cui Francesco ha affidato la sua sepoltura nella basilica. Il luogo dove verrà tumulato è già pronto. Si trova nella navata sinistra, tra la Cappella Paolina e la Cappella Sforza. Nelle ultime ore, come protezione, sono stati posizionati dei pannelli di legno. In tanti, durante il pomeriggio, prima dell’inizio del Rosario, si fermano a dire una preghiera.

Le campane continuano a rintoccare, mentre sul sagrato inizia un lungo momento di silenzio. Gli occhi del cardinale vicario contemplano l’icona della Vergine. Dopo diversi minuti la musica dell’organo amplifica dolcemente il clima di meditazione. Le note di “Andrò a vederla un dì” si aggiungono al rumore del traffico che continua a scorrere. Chi non ha trovato posto, partecipa dalla piazza. Si intravedono telefoni alzati, mani giunte, braccia conserte. C’è chi si aggiunge con delicatezza al canto. Il cardinale si limita solamente a guidare il Rosario. Il suo raccoglimento è lo stesso di tutte le persone che affidano Papa Francesco alla Vergine. Un incontro intimo e sentito, che si conclude così come è iniziato. Con la musica dell’organo e il silenzio.

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23 aprile 2025

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