7 Maggio 2026

Il Rosario in diretta Facebook da Santa Maria sopra Minerva

Il Rosario in diretta Facebook dalla basilica di Santa Maria sopra Minerva, davanti alla tomba di santa Caterina da Siena. Questa l’iniziativa della comunità dei frati domenicani della basilica del centro storico, guidati da padre Antonio Cocolicchio, in programma per mercoledì 29 aprile alle ore 21. «Uniamoci a tutta la Famiglia domenicana, nella festa di santa Caterina, per implorare la grazia della liberazione da questa pandemia», è l’esortazione del religioso.

Accolgono così l’appello lanciato nei giorni scorsi da padre Gerard Timoner, Maestro dell’Ordine dei Predicatori: «Esorto l’intera famiglia domenicana – frati, monache, suore, laici, istituti secolari, fraternità sacerdotali e giovani – nel mondo a pregare insieme il Rosario secondo le indicazioni di padre Lawrence Lew, promotore generale del Santo Rosario».

22 aprile 2020

Il Rosario delle comunità etniche

Sarà celebrato nella basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri il Rosario per la pace, promosso dall’Ufficio Migrantes della diocesi di Roma. A presiedere il momento di preghiera, in programma domenica 18 maggio alle ore 17, sarà il cardinale Fabio Baggio, sottosegretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale.

Saranno proposti i Misteri della Gloria, invocando la Pace come dono del Risorto, e chiedendo la docilità di cuore per accogliere questo dono. La preghiera dell’Ave Maria sarà recitata in lingue diverse, rappresentative dei cinque Continenti, con richieste di pace specifiche alle diverse aree di crisi. Canti mariani della tradizione ucraina, filippina, nigeriana, latino-americana, congolese, armena e rumena accompagneranno la celebrazione, scandita da testi evangelici, brani del Magistero e le riflessioni del cardinale Baggio.

«Tutte le comunità etniche romane – spiega don Pietro Guerini, direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Roma – sono coinvolte in questo momento di preghiera che vuole esprimere un’accorata domanda di pace al Signore, ma anche un impegno personale responsabile in favore della pace. Ciascuno, incluse le persone di nazionalità italiana, è invitato a partecipare con un segno distintivo del Paese d’origine, come bandiera e costumi tipici). Tale Rosario sarà recitato in 11 lingue e animato da 7 cori di nazionalità differente. Tutto questo a sottolineare che è veramente possibile la comunione delle diversità, realizzata nell’azione liturgica e nella vita quotidiana. Con il Rosario delle Comunità etniche – conclude – vogliamo vivere un’esperienza di Pace nel presente, perché la pace sia costruita e vissuta, in un futuro che speriamo prossimo, nei contesti segnati da conflitti».

12 maggio 2025

Il Rosario a piazza San Pietro per Papa Francesco

Foto Diocesi di Roma / Gennari

Raccogliendo i sentimenti del Popolo di Dio, da questa sera, lunedì 24 febbraio 2025, i cardinali residenti a Roma, i capi dei Dicasteri della Curia Romana e tutta la diocesi di Roma, si raccoglieranno in piazza San Pietro, alle ore 21, per la recita del Santo Rosario per la salute del Santo Padre. La preghiera, oggi, sarà presieduta dal cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin.

24 febbraio 2025

Il rococò romano di Santa Maria Maddalena

Articolo a cura delle Missionarie della Divina Rivelazione

Nel mese di luglio, oltre a altre belle ricorrenze, celebriamo la Festa di Santa Maria Maddalena che, in modo ancora più speciale, abbellisce il calendario liturgico. Il 22 luglio la Chiesa ricorda particolarmente l’Apostola degli Apostoli che in tutto il mondo è associata all’amore misericordioso di Cristo, che senza guardare il passato, perdona i peccati degli uomini e ridona la speranza.

Maria Maddalena, che la tradizione identifica con la pubblica peccatrice riportata dai Vangeli, ha una piccola chiesa dedicata a lei nel centro storico di Roma. La chiesa di Santa Maria Maddalena, situata nell’omonima piazza voluta da Papa Urbano VIII, non è molto grande, ma è un’importante gemma che compone l’immensa gamma di pietre preziose della tradizione architettonica romana. Si tratta di uno dei pochi esemplari dello stile rococò romano, che riempie lo sguardo dei pellegrini che la visitano in un concentrato di splendore tipico dell’eredità barocca del Seicento.

Di origini seicentesche, la chiesa, costruita su una cappella del Trecento, è stata affidata, come attestano i documenti, alla prestigiosa Arciconfraternita del Gonfalone. Nell’anno 1586 è stata concessa al sacerdote abruzzese Camillo de Lellis, fondatore del nascente Ordine dei Chierici Regolari Ministri degli Infermi, oggi conosciuti in tutto il mondo come i padri camilliani. Secoli dopo, questa chiesa diventerà anche il sacrario che conserva le spoglie di San Camillo, la cui memoria si celebra ugualmente nel mese di luglio.

La facciata, conclusa dall’architetto Giuseppe Sardi nel 1735, trasmette già l’idea della necessità di rendere visibile la gloria delle realtà divine attraverso la bellezza architettonica, in un periodo di grande contrasto con il progredito illuminismo. Con una decorazione inusuale per il contesto dell’epoca, ha ricevuto dai critici l’appellativo di “chiesa di zucchero” per lo stile, appunto, carico di elementi. Sotto la croce, che sta al centro della facciata, troviamo l’iscrizione: “O CRUX AVE SPES UNICA PIIS ADAUGE GRATIAM”: “Salve o Croce, unica speranza, accresci ai devoti la grazia”.

La chiesa presenta un’unica navata, che ospita sei cappelle laterali armoniosamente disposte al suo interno e una notevole cupola di raffinata bellezza. Il fedele, quando entra, passa sotto lo splendido organo del Settecento, situato nella controfacciata e decorato in oro e figure di stucco. Il fedele che lo osserva sente già che la sua anima si eleva alla contemplazione.

Il soffitto ligneo, opera di Michelangelo Cerruti, è affrescato con la risurrezione di Lazzaro e la scena, sospesa in alto, sembra sostenuta dai diversi angeli che la toccano con delicatezza o la guardano con la dolcezza propria di questi spiriti celesti.

Subito a destra si trova la cappella di San Francesco di Paola che ospita il dipinto raffigurante il santo mentre risuscita un bambino. In seguito, si trova la cappella che contiene un bellissimo dipinto della Vergine col Bambino, di autore ignoto, che è molto venerata dai fedeli da quando, nel 1619, è stata intronizzata. In origine si trovava  nell’altare maggiore.

La terza cappella alla destra, dedicata originalmente alla Vergine Assunta, è il luogo scelto per ricevere le spoglie di San Camillo; si tratta di una cappella degna di stupore per la maestosità del suo complesso marmoreo riccamente decorata con elementi in lapislazzuli, alabastro e diaspro sanguineo, incoronati da un meraviglioso affresco attribuito a Sebastiano Conca che rappresenta la gloria di San Camillo fiancheggiato dalle virtù. L’altare di San Camillo, invece, è opera di G. Francesco Rosa e Franceso Nicoletti.

Prima di arrivare alla cappella del Crocifisso, che espone il miracoloso Crocifisso di San Camillo, passando davanti alla cappella delle reliquie, si trova il passaggio antistante dove si conserva la statua lignea della Maddalena del secolo XV. Una statua, anch’essa miracolosa e che mantiene vivo un racconto interessante: si dice che durante la piena del Tevere del 1598 la statua fu vista galleggiare nella chiesa invasa dalle acque e miracolosamente ha raggiunto l’altare maggiore conservandosi intatta, nonostante quella calamità. Molti sono i fedeli che per secoli hanno venerato questa immagine con grande devozione.

Di fronte all’altare maggiore il fedele contempla il grande quadro di Santa Maria Maddalena in preghiera e la croce camilliana portata in cielo dagli angeli, del giovanissimo artista Michele Rocca (all’epoca aveva solo ventitré anni). Questo bellissimo altare, scolpito in marmo e pietre preziose, invita a volgere lo sguardo verso l’alto e, mentre si guarda in alto, l’occhio incontra l’armonioso gruppo marmoreo composto da un angelo, un angioletto e putti che abbracciando e indicando la croce ricordano la sorgente dell’amore che ha chiamato sia Santa Maria Maddalena che San Camillo de Lellis a intraprendere una nuova strada. Ai lati dell’altare, due bassorilievi illustrano due dei momenti più importanti della vita della santa: la visita al sepolcro di Cristo e il Noli me tangere, l’incontro con Gesù risorto.

Le cappelle che si vedono sulla destra sono quelle dedicate a San Nicola da Bari, con la bella palla d’altare di Giovan Battista Gaulli, detto il Baciccio, a San Lorenzo Giustiniani e alla Vergine Maria Assunta in cielo, con il quadro che si trovava nella cappella che oggi è dedicata a San Camillo.

Uno speciale accenno va fatto alle statue messe in alto lungo le pareti della navata che hanno un notevole interesse iconografico in quanto raffigurano le virtù della buona Confessione: Humilis, Secreta, Simplex, Verecunda, Fidelis, Lacrymabilis. Queste statue propongono a chi le guarda l’opportunità di disporsi alla preghiera e alla scoperta dell’amore divino per mezzo del Sacramento.

La cupola della chiesa non è meno apprezzabile e suscita anche lei un sospiro di ammirazione quando la si guarda incastonata tra i quattro archi che compongono la crociera. Nella cupola, da molti attribuita a Carlo Fontana, sono affrescate la gloria della Santissima Trinità, la Vergine Maria e i Santi, nei pennacchi i dottori della Chiesa, opera del pittore Stefano Parrocel, conosciuto come “il romano”.

Infine, questa chiesa si vanta di avere una sacrestia ritenuta tra le più belle di Roma ed è uno dei pochi esemplari del suo stile, il barocchetto romano. Situata dove prima era il refettorio dei padri camilliani, ha una bellezza speciale. Ha sei armadi di legno con dipinto marmorizzato e bordi dorati conclusi da bussole angolari. Il soffitto è affrescato con la gloria di san Camillo, insieme a san Filippo Neri, che contemplano la Vergine Santissima. Tutto l’ambiente appare gaio e armonioso, quasi fosse in continuità con la chiesa.

A colei che fu la prima testimone del Risorto e la prima messaggera che annunciò agli apostoli la risurrezione del Signore, chiediamo l’intercessione per essere anche noi annunciatori del Risorto con la vita e la parola.

 

22 luglio 2021

Il rito della Consecratio virginum sabato 25 a San Giovanni in Laterano

Foto diocesidiroma/Gennari

Danielle Domo, Maria Grazia Borgese, Rita Tomasi, Susanna Valotto. Quattro donne diverse per età, esperienza, storia, ma con la stessa fede e lo stesso proposito: sabato 25 marzo, alle 11, saranno consacrate secondo il rito della Consecratio virginum. Entreranno cioè a far parte dell’Ordo Virginum della diocesi di Roma. La celebrazione si terrà nella basilica di San Giovanni in Laterano e sarà presieduta dal vescovo ausiliare Paolo Ricciardi, delegato diocesano per l’Ordo Virginum.

Il rito della consacrazione delle vergini è l’azione liturgica con cui la Chiesa celebra la decisione (il propositum) di una vergine cristiana di consacrare a Cristo la propria verginità e, invocando su di lei il dono dello Spirito, la dedica per sempre al servizio del Signore e a una diaconia di amore in favore della comunità ecclesiale, pur restando nel suo ordinario contesto di vita. La consecratio virginum si caratterizza come solenne rito nuziale, in virtù del quale, la vergine «diventa persona consacrata, immagine della Sposa di Cristo», come precisano i Praenotanda al Rito di consacrazione.

Il carisma e l’impegno specifico della vergine è quindi anzitutto e al di sopra di tutto quello di tendere alla perfezione della santità (LG 40) nella castità perfetta, con la caratteristica della sponsalità che consente a quante sono chiamate in questo cammino di vivere, nella fede, quella realtà misteriosa che è la risposta all’amore nuziale e fecondo del Signore Gesù per la sua Chiesa e di anticipare così, nella fede e in un regime di segni, la vocazione ultima dell’umanità intera: la partecipazione alle nozze dell’Agnello. Nel senso più alto, l’unico servizio è quello a Cristo Signore; il servizio è lode, contemplazione, offerta, dedizione, imitazione, identificazione. Esso poi si specifica nelle diverse diaconie, nei vari ministeri. In una cultura spesso troppo presa dal fare piuttosto che dall’essere, la vergine consacrata ha come primo, fondamentale “obbligo”, quello di testimoniare nella vita la donazione totale a Colui nel quale possiede tutto, perché ha scelto Lui solo al di sopra di tutto, e che dev’essere per lei la gioia, l’onore e l’unico volere (Preghiera di consacrazione).

«Partecipare a questo sacramentale della Chiesa – dice il vescovo Ricciardi – nella solennità dell’Annunciazione del Signore, in cui contempliamo il concepimento del Verbo, l’Incarnazione di Dio nella nostra umanità, è gettare lo sguardo nella storia dell’alleanza fedele tra Dio e il suo popolo. Una relazione che ha radici lontane e che vuole sbocciare in una confessione pubblica di amore da far risuonare in ogni angolo della terra e da far risplendere in una vita consacrata al servizio di Dio e dei fratelli»

22 marzo 2023

Il rito degli Oli a San Giovanni in Laterano

Il Messale Romano prevede che il Giovedì Santo siano presentati e accolti in ogni parrocchia gli Oli benedetti dal vescovo durante la Messa Crismale. Anche quest’anno, come già nel 2020, potranno essere ritirati nella basilica lateranense (ingresso principale, Cappella del Crocifisso, lato destro del transetto, guardando l’altare) dalle ore 14 alle ore 17 di Giovedì Santo (portare i contenitori della parrocchia puliti).

Per evitare ogni forma di assembramento è raccomandabile che si presenti una sola persona per ogni parrocchia, munita di mascherina. Nei giorni successivi gli Oli potranno essere ritirati durante gli orari di apertura della basilica (entro le ore 17).

Il parroco può delegare per il ritiro anche una persona di sua fiducia: qui il link per il modulo di delega e lo schema di accoglienza degli Oli.

17 marzo 2021

Il ritiro spirituale per gli operatori della carità

“Venite in disparte e riposati un po’” è il tema che farà da filo conduttore al ritiro di Quaresima pensato per gli operatori e i volontari che si occupano dell’Ambito della diaconia della carità: gli animatori delle pastorali sanitaria, carceraria e della carità della diocesi di Roma. L’appuntamento è per sabato 16 marzo dalle ore 9 alle 12.30, nella Sala “Don Umberto Terenzi” del Santuario della Madonna del Divino Amore. Guiderà la riflessione il cardinale vicario Angelo De Donatis, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma.

Per informazioni e iscrizioni: 06.69886227/86414 – segreteria.sanitaria@diocesidiroma.it.

11 marzo 2024

Il ritiro spirituale dell’Ordo Viduarum

La Fraterna Domus di Sacrofano

Da oggi fino al 13 giugno l’Ordo Viduarum della diocesi di Roma terrà a Sacrofano, presso la Fraterna Domus, un ritiro spirituale a conclusione dei lavori dell’anno 2020/2021. Parteciperanno, oltre alle vedove consacrate ed “in cammino”, il vescovo delegato monsignor Guerino Di Tora; il vicario episcopale per la vita consacrata monsignor Antonio Panfili; padre Enzo Tacca, fondatore della Scuola di Preghiera Bet Midrash di Roma, intervenuto di recente su Tv2000 nella rubrica “Il diario di Papa Francesco”, che terrà la catechesi su “Identità – Vocazione – Missione”. Interverrà inoltre il delegato diocesano dell’Ordo Viduarum don Claudio Occhipinti e parteciperanno alcune vedove consacrate dell’Ordo Viduarum di Rimini.

11 giugno 2021

Il ritiro per gli insegnanti di religione

Sarà il santuario mariano del Divino Amore a ospitare, sabato 25 marzo, il pomeriggio di spiritualità e fraternità in preparazione alla Pasqua promosso dall’Ufficio per la pastorale scolastica e l’insegnamento della religione cattolica della diocesi di Roma. L’appuntamento inizierà alle ore 16.30 ed è pensato in particolare per i docenti di religione cattolica, ma sono invitati a partecipare anche mogli, mariti, amici, colleghi.

Dopo l’accoglienza, nell’auditorium del santuario, prenderà la parola il direttore dell’Ufficio Rosario Chiarazzo; quindi si terrà una liturgia penitenziale, con la riflessione di don Fabio Rosini, direttore dell’Ufficio per le vocazioni della diocesi, e poi spazio alle confessioni o al raccoglimento personale. Alle ore 19 ci sarà la celebrazione eucaristica e poi un momento più conviviale, di scambio di auguri per la Pasqua. «Come è ormai consuetudine – scrivono nell’invito – per il brindisi augurale cercheremo di condividere quanto ognuno di noi, Ufficio compreso, si sentirà di portare per questo momento di gioia».

Per partecipare, compilare il modulo on line: https://forms.gle/ULer8njW893XxyG78

20 marzo 2023

Il ritiro per gli animatori di pastorale familiare

Foto Diocesi di Roma / Gennari

Saranno due giornate piene e ricche di momenti di preghiera, riflessione, confronto e svago quelle in programma il 6 e 7 luglio per gli animatori di pastorale familiare, organizzate dall’Ufficio per la pastorale familiare della diocesi di Roma. “Insieme per…. Fare famiglia” è lo slogan che accompagnerà questo incontro, in programma alla Cittadella Ecumenica di Riano (Roma), in via Taddeide, 82.

Sarà un’occasione «per riflettere e confrontarci sul senso del nostro servizio alle coppie e alla Chiesa – spiegano dall’Ufficio diocesano –, servizio che è vocazione alla evangelizzazione propria de sacramento del matrimonio». Sono invitati a partecipare, in particolare, gli animatori di pastorale familiare, quanti sono già impegnati all’interno delle loro comunità a svolgere questo servizio.

Per ulteriori informazioni e iscrizioni: famiglia@diocesidiroma.it e 06.69886211.

6 maggio 2024

Il ritiro in Val di Fassa per i sacerdoti

La casa natale di Albino Luciani a Canale d'Agordo

Sarà ancora una volta la casa di spiritualità La Lum de Roisc di Soraga, in Val di Fassa, a ospitare nei prossimi giorni il tradizionale viaggio estivo in montagna del cardinale vicario Angelo De Donatis con i sacerdoti della diocesi di Roma, promosso dal Servizio diocesano per la formazione permanente del clero. Il primo gruppo, composto principalmente dai presbiteri che festeggiano il decimo, il ventesimo o il trentesimo anno di ordinazione, partirà domenica e si tratterrà in Trentino fino al 16 luglio. Quindi, dal 17 al 22 luglio, partiranno soprattutto i parroci di prima nomina. La casa di spiritualità appartiene all’Associazione mariana Figli della Luce.

La settimana di ritiro tra preghiera e passeggiate, a contatto con la natura, è un momento importante dell’anno, e assume un significato particolare per i sacerdoti che festeggiamo gli anniversari di ordinazione, in quanto hanno così modo di raccontare al vicario il proprio cammino fino a raggiungere una delle tappe giubilari.

Durante il soggiorno in Val di Fassa, inoltre, non mancherà, come negli anni passati, una visita a Canale d’Agordo, in provincia di Belluno, in Veneto, località dove il 17 ottobre del 1912 nacque Papa Giovanni Paolo I. Una escursione che quest’anno è ancora più significativa, in vista della celebrazione con il rito di beatificazione di Albino Luciani, che avrà luogo il 4 settembre a San Pietro. A Canale d’Agordo è possibile visitare la casa natale del pontefice e della sua famiglia, aperta al pubblico dal 2019, grazie alla diocesi di Vittorio Veneto che l’ha acquistata dagli eredi del prossimo beato.

8 luglio 2022

Il ritiro di Pentecoste: le lettere del cardinale De Donatis e lo schema per la preghiera

La veglia di Pentecoste 2019

Riconoscere, interpretare, scegliere. Sono i tre verbi del discernimento, indicati da Papa Francesco in Evangelii Gaudium. Sono i tre verbi che accompagneranno e condurranno le riflessioni dei partecipanti alla tre giorni di ritiro prima di Pentecoste, proposto dal cardinale vicario Angelo De Donatis a sacerdoti, diaconi, rettori di Seminari, religiosi e religiose lo scorso 11 maggio. Il vicario del Papa per la diocesi di Roma torna a scrivere per concentrarsi meglio su come sarà strutturato questo ritiro. Sarà «un tempo prolungato di silenzio, di ascolto della Parola, di condivisione fraterna, di discernimento», da vivere nelle giornate di mercoledì, giovedì e venerdì. Da questo confronto «emergeranno straordinarie convergenze, poiché – assicura il vicario – è lo Spirito Santo che guida la Chiesa».

Ed è anche Papa Francesco a guidare la comunità dei credenti. «Il Papa ci invita a entrare nella storia che stiamo vivendo – scrive il cardinale De Donatis citando Evangelii Gaudium – con uno sguardo di fede che non si accontenti solo di letture sociologiche ma che colga le cose dall’interno, lì dove agisce e opera lo Spirito Santo. Noi pastori siamo certamente chiamati a essere uomini impregnati di Spirito Santo per continuare a “ungere” il Popolo con quell’olio denso e sano di cui ha davvero bisogno, olio che guarisce, rafforza, illumina ed indica la strada da percorrere insieme».

Di ispirazione per le riflessioni sarà anche la figura di Mosè. «Come lui – si legge ancora nella lettera del cardinale –, ci lasciamo coinvolgere dallo Spirito, per entrare anche noi nella tenda a contatto con il Volto di Dio per ascoltare la sua parola e parlare con lui da amico, “faccia a faccia”». Come Mosè, prosegue, «sentiamo il dovere di lavorare su noi stessi per diventare sempre più discepoli. Vogliamo anche noi vivere il paradigma dell’esodo da uomini liberi, da discepoli della Parola e del Volto».

Leggi la lettera con schema di preghiera per il clero

Leggi la lettera con schema di preghiera per le religiose

25 maggio 2020

Articoli recenti