6 Maggio 2026

Il cardinale De Donatis ordina cinque nuovi diaconi permanenti

Il cardinale vicario Angelo De Donatis presiederà, sabato 24 novembre alle ore 17 nella basilica di San Giovanni in Laterano, la Messa durante la quale verranno ordinati cinque nuovi diaconi per l’esercizio permanente del ministero nella diocesi di Roma. Tra i concelebranti, il vescovo Daniele Libanori, delegato per il diaconato permanente, e don Walter Insero, vice delegato per il diaconato permanente. Animerà la celebrazione il Coro del santuario del Divino Amore.

I nuovi diaconi si aggiungeranno agli altri 125 che già esercitano il ministero nelle parrocchie e nelle varie strutture della diocesi. Si tratta di cinque uomini sposati, ritenuti idonei dopo un percorso formativo durato circa sette anni che ha coinvolto anche le loro famiglie: Marcello Ciampi, Marco Defelice, Pier Gianni Medaglia, Andrea Migani, Andrea Pennelli.

Marcello Ciampi ha 46 anni e da diciotto è sposato con Ilaria; hanno tre figli di 16, 11 e 6 anni. Lavora alla Libreria Paoline di via del Mascherino, mentre la moglie è insegnante. «Ci siamo conosciuti da bambini in parrocchia, a Verderocca – racconta – e abbiamo avuto la grazia di incontrare don Andrea Santoro, che allora era il nostro parroco. Abbiamo imparato da lui il grande amore per la Chiesa, per la Terra Santa, per la Scrittura, e soprattutto abbiamo imparato l’importanza del donare la propria vita». Attualmente presta servizio nella parrocchia di Sant’Agnese fuori le Mura.

Classe 1972, Marco Defelice è un tecnico di laboratorio all’Istituto superiore di Sanità, è sposato con LOREDANA e senza figli, della parrocchia di San Giuseppe Artigiano. «La mia vocazione è nata facendo il percorso dei Dieci Comandamenti – spiega –; il discernimento ha poi fatto sì che partisse questo treno! Adesso collaboro attivamente con il Servizio diocesano per la pastorale giovanile e con don Antonio Magnotta (che ne è il direttore, ndr)».

Insegna fisica all’Università di Tor Vergata, invece, Pier Gianni Medaglia, 48 anni, originario di Varese. «Osservando la grandezza, la complessità e le meraviglie della natura si scopre che dietro c’è il divino. La fede è un dono, qualunque sia la tua professione», dichiara. Con la moglie Maria Rosaria e con i quattro figli frequenta la parrocchia del Santissimo Sacramento a Tor de’ Schiavi. «Quella del diacono – riflette – è una chiamata a servire gli altri. La relazione con Dio porta alla relazione con l’altro».

ANDREA MIGANI ha 46 anni ed è sposato da 23 con GIOVANNA; hanno cinque figli e la più piccola «compirà 13 anni proprio sabato». Di professione informatore farmaceutico, racconta così la sua vocazione al diaconato: «È nata grazie a un sacerdote, don ANTONIO D’ERRICO, che ha intravisto in me qualcosa che io stesso non riuscivo a vedere». È stato assegnato alla parrocchia di San Carlo da Sezze.

Il decano del quintetto è Andrea Pennelli: è nato infatti a Roma nel 1960. Ufficiale dell’Esercito, è sposato con Laura dal 1986 e hanno quattro figli. «Sono sempre stato un cristiano praticante, frequento la parrocchia fin da bambino – ricorda –. Facevo il chierichetto, giocavo all’oratorio, cantavo nel coro. Poi sono stato catechista, animatore. Adesso presto servizio nella parrocchia di San Giuseppe da Copertino e sono ministro straordinario dell’Eucarestia».

20 novembre 2018

Il cardinale De Donatis incontra il clero diocesano

Il cardinale vicario Angelo De Donatis incontra il clero della diocesi di Roma per presentare il progetto pastorale diocesano e dare il via, così, al nuovo anno pastorale. L’appuntamento è per lunedì 17 settembre alle ore 10, nella basilica di San Giovanni in Laterano.

Nei giorni successivi il porporato incontrerà le diverse comunità parrocchiali, divise per settori: martedì 18, alle 19, per il settore Est sarà nella parrocchia di Ognissanti (via Appia Nuova, 244); mercoledì 19, per il settore Sud, sempre alle 19, si sposterà al Santuario del Divino Amore; giovedì 20, alle 18.30, per il settore Ovest sarà a San Giuseppe al Trionfale (via Bernardino Telesio, 4/b); lunedì 24, alle 18.30, per il settore Centro, assemblea nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme (piazza omonima); martedì 25, infine, appuntamento alle 19 a San Lorenzo fuori le Mura (piazzale del Verano, 3) per il settore Nord.

I colloqui concluderanno idealmente il percorso iniziato il 14 maggio scorso con l’assemblea diocesana a cui è intervenuto Papa Francesco. In quell’occasione il Santo Padre si soffermò sulle “malattie spirituali”, su cui nelle parrocchie della diocesi di Roma si era riflettuto a partire dalla Quaresima. Un percorso lungo e articolato, dunque, come il cardinale vicario ha sottolineato nella lettera di invito all’incontro di lunedì 17, mandata ai sacerdoti della diocesi lo scorso 25 giugno.

«Dopo l’incontro gioioso con il Santo Padre del 14 maggio scorso, sento il desiderio di proporti di fermarci un po’ per meditare insieme il discorso fatto da Papa Francesco – si legge nella missiva –. È un discorso molto bello, ricchissimo di spunti, che vuole orientare il cammino della Chiesa di Roma per i prossimi anni, ispirandosi all’Esodo biblico. Come passare dalla schiavitù legata alle malattie alla libertà dei figli? Come passare dalla condizione di non-popolo a quella di popolo di Dio? La verifica delle nostre malattie non puntava solo a farci fare “l’esame di coscienza”, ma a suscitare una comunione nuova tra di noi: uniti nella debolezza, uniti soprattutto nella comune esperienza della misericordia». E ancora: «La verifica delle nostre malattie non puntava solo a farci fare “l’esame di coscienza”, ma a suscitare una comunione nuova tra di noi: uniti nella debolezza, uniti soprattutto nella comune esperienza della misericordia. Meditare insieme questo testo del Papa ci aiuterà molto».

12 settembre 2018

Il cardinale De Donatis incontra i sacerdoti

Il cardinale De Donatis incontra i sacerdoti.

Il cardinale De Donatis in visita alla Cittadella della Carità

Il cardinale Angelo De Donatis, vicario del Papa per la diocesi di Roma, domenica 6 gennaio visiterà la Cittadella della Carità “Santa Giacinta” (via Casilina Vecchia, 19) per salutare gli ospiti e i volontari impegnati nel piano freddo diocesano.

Il cardinale inizierà la visita alle ore 10.30 presiedendo la celebrazione eucaristica nella chiesa di Santa Giacinta con gli ospiti, i volontari e gli operatori della Caritas. Al termine visiterà la Cittadella e, soprattutto, i locali predisposti per il Piano freddo diocesano che dallo scorso 19 dicembre accolgono 76 senza dimora ogni notte assistititi da gruppi di volontari delle parrocchie romane.

De Donatis proseguirà la visita nella sala mensa fermandosi a pranzo insieme agli ospiti della Casa Santa Giacinta, struttura che accoglie 80 senza dimora anziani.

L’ultimo atto della visita, nel pomeriggio, sarà l’incontro del cardinale con i responsabili delle Aree pastorali e dei Servizi segno della Caritas diocesana.

2 gennaio 2018

Il cardinale De Donatis in visita a Regina Coeli

Sarà una «visita privata senza grande ufficialità»: così padre Vittorio Trani, cappellano di Regina Coeli, definisce la visita che il cardinale vicario Angelo De Donatis compirà domani (11 aprile 2019) mattina nella struttura detentiva di Trastevere.

Il porporato, anticipa padre Trani, «incontrerà la direzione e i responsabili e poi si fermerà in un salone con circa settanta-ottanta detenuti, in rappresentanza di tutti i settori». Durante l’incontro verranno letti quattro brani di altrettanti pontefici, pronunciati durante le loro visite nel carcere di Regina Coeli. «Li leggeremo e commenteremo insieme», fa sapere il sacerdote che appartiene all’ordine dei Frati minori conventuali.

«Concluderemo la visita con un canto in romanesco – dice ancora padre Trani –: vogliamo lasciare nelle orecchie del cardinale un senso di gioia affidato alle note».

Per l’occasione, la ditta Fiasconaro di Castelbuono ha donato delle colombe a mille detenuti.

10 aprile 2019

Il cardinale De Donatis ha preso possesso del titolo di San Marco (video all’interno)

«Gesù intende mostrare a tutti noi come la necessità di seguirlo richiede il rinnegamento di noi stessi. Siamo chiamati veramente tutti a prendere la croce perché la nostra sequela sia vissuta in maniera profonda». Il cardinale Angelo De Donatis ha esordito con queste parole l’omelia in occasione del solenne pontificale per la presa presa di possesso del titolo di San Marco, domenica 7 ottobre. Ad accogliere il cardinale al suo ingresso in basilica, presentandogli il crocifisso per il bacio, è stato il parroco monsignor Renzo Giuliano.

Nella sua omelia, commentando il brano del Vangelo di Marco «che qui, oggi, ha un sapore speciale», il cardinale De Donatis (come riportato su Romasette.it) ha evidenziato la differenza tra l’atteggiamento dei farisei, «desiderosi di sapere che cosa sia lecito e giusto fare secondo la Legge», e quello di Gesù, che «ci riporta al piano della promessa di Dio». Sarebbe infatti «riduttivo guardare a questo testo solo come a un insieme di indicazioni rispetto all’indissolubilità del matrimonio poiché a unire l’uomo e la donna non è solo un atto giuridico ma una particolare qualità dell’amore».

Si tratta invece – ha continuato il Vicario – «dell’occasione per istruire i discepoli sul senso della sequela autentica, fatta di fedeltà, di rinnegamento di se stessi per vivere realmente in maniera feconda, che equivale a prendere la croce non come stoica accettazione della sofferenza ma come capacità di vivere l’amore fino alla fine, nonostante la sofferenza». Il cardinale ha espresso infine gratitudine «per consacrati e laici: sono debitore verso ciascuno perché sento il vostro affetto e la vostra preghiera e ogni persona che mi è stata messa accanto mi ha fatto diventare più forte».

 
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8 ottobre 2018

Il cardinale De Donatis dimesso dal Policlinico Gemelli

E’ stato dimesso dal Policlinico Universitario Fondazione Agostino Gemelli IRCCS nella mattinata di oggi, venerdì 10 aprile, il cardinale vicario Angelo De Donatis. Era stato ricoverato lunedì 30 marzo in quanto positivo al coronavirus.

Continua la sua convalescenza a casa, riconoscente e grato al Signore, e unisce la sua preghiera a quella di tutta la comunità cristiana in questo triduo pasquale. Prima di congedarsi, ha salutato e ringraziato medici, infermieri e operatori sanitari che lo hanno accompagnato in questi giorni.

10 aprile 2020

Il cardinale De Donatis concelebra la Messa di apertura del Sinodo

Concelebra la Messa sul Sagrato della Basilica Vaticana in occasione dell’apertura della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei vescovi.

Il cardinale De Donatis apre il corso su Matrimonio e famiglia

«Il discernimento è quella sapienza pratica che abilita a elaborare e formulare prudenti giudizi di azione da compiere. Esso è opera della coscienza (…) Il discernimento porta all’agire». Così il cardinale vicario Angelo De Donatis ha aperto stamattina il corso di formazione su “Matrimonio e famiglia” nella basilica di San Giovanni in Laterano. Aperto a parroci, diaconi, sposi e operatori della pastorale familiare della diocesi, il percorso formativo è promosso dal Vicariato di Roma e dal Tribunale della Rota Romana e si concluderà giovedì 27, con l’udienza del Santo Padre sempre nella cattedrale di Roma.

Nel suo intervento, il cardinale vicario si è soffermato su “I fondamenti teologici del discernimento nei primi cinque paragrafi dell’Amoris laetitia. E ha toccato temi quali la sacramentalità del matrimonio e il compito educativo dei genitori, senza tralasciare di mettere in evidenza «le ombre, che oscurano il bene», e che pure «concorrono a riconoscere e avvalorare il bene del matrimonio e della famiglia».

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Il cardinale De Donatis al Convegno nazionale degli economi: «Il nostro punto di pareggio è la carità»

Bisogna «tutelare e gestire i beni della Chiesa alla luce della missione evangelizzatrice, con un’attenzione particolare ai bisognosi». Lo ha affermato il cardinale vicario Angelo De Donatis nell’omelia della Messa celebrata questa mattina (28 febbraio 2019) per i partecipanti al Convegno nazionale degli economi e dei responsabili degli uffici amministrativi. Chiamati tutti a essere, ha sottolineato il porporato «servi dei disegni della Provvidenza, esperti esecutori dei progetti di carità che dalla relazione con Dio attingono la visione profetica dell’economia diocesana». Ancora, il cardinale ha chiesto loro di «gestire le diocesi come se fossero delle famiglie, in una relazione di scambio e di dono», di «non confidare nella ricchezza», e di seguire l’esempio di tre economi citati dalla Bibbia: Noè, Giuseppe e il servo fedele descritto nel Vangelo di Luca.

«Se applichiamo la logica del pareggio di bilancio alle diocesi il cui business sono le parrocchie, dovremmo chiuderle e metterle a reddito», ha osservato il cardinale De Donatis. Invece, ha rimarcato, «il nostro punto di pareggio è la carità! Per cui una parrocchia, un ospedale cattolico, una scuola cattolica possono perdere denaro, ma nell’economia della salvezza essere abbondantemente in positivo, perché quella parrocchia con le entrate inferiori alle uscite sta salvando giovani, sta ridando speranza a dei coniugi, sta aiutando a morire santamente i malati, sta accompagnando alla vita eterna gli anziani».

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28 febbraio 2019

Il cardinale De Donatis al Ceis per la Messa di Natale

Il cardinale vicario Angelo De Donatis presiederà la messa di Natale nel Centro italiano di solidarietà don Mario Picchi Onlus, martedì 18 dicembre alle 18, nella sede di via Attilio Ambrosini 129. Parteciperanno i ragazzi delle comunità terapeutiche, le ragazze madri vittime di violenza, i migranti e i rifugiati politici ospiti del Centro insieme con i loro familiari e gli operatori delle diverse strutture.

«Il cardinale De Donatis ha scelto di vivere questo suo primo Natale da porporato insieme con la grande famiglia del Ceis – sottolineano dal Centro – per testimoniare la vicinanza della diocesi di Roma verso tutti coloro che spesso la società considera gli ultimi, ma che invece sono al primo posto nel cuore di Papa Francesco. Ma anche per rendere omaggio a don Mario Picchi, un prete della diocesi di Roma che con il suo “Progetto Uomo” è stato un pioniere, quasi mezzo secolo fa, nel contrasto a ogni tipo di dipendenza accogliendo chiunque bussasse alla sua porta senza alcuna discriminazione».

Ancora, «la presenza del cardinale De Donatis – afferma il presidente del Ceis Roberto Mineo – ci fa sperimentare ancora una volta la vicinanza della diocesi di Roma nella nostra lotta quotidiana contro i ‘trafficanti di morte’, come li ha giustamente definiti recentemente Papa Francesco, che vogliono distruggere le vite di tanti giovani e delle loro famiglie. Il nostro è un lavoro quotidiano per prevenire il disagio giovanile e familiare e per contrastare ogni tipo di fragilità e difficoltà sociale, per aiutare gli ‘ultimi’ a ritagliarsi un posto e un ruolo in questa società».

14 dicembre 2018

Il cardinale De Donatis ai sacerdoti: «Il dono della verginità, chiamata all’amore fecondo»

Foto di Cristian Gennari

Ricorre il 4 agosto la memoria liturgica di san Giovanni Maria Vianney, il “curato d’Ars”, protettore dei sacerdoti. E proprio in questa giornata il cardinale vicario Angelo De Donatis scrive ai presbiteri romani, condividendo con loro una riflessione sul senso profondo del sacerdozio, lanciando la proposta di un “cantiere” dei sacerdoti, «un invito cioè a riflettere insieme – spiega il vicario del Papa – sul nostro ministero in questo tempo, sulle gioie e le sofferenze, sulle speranze che ci muovono e le difficoltà che incontriamo».

In particolare, prosegue il porporato, «credo che siamo invitati a riscoprire insieme il dono della verginità, come chiamata all’amore fecondo e come dono da ricevere da Dio e da accogliere con l’apertura totale del cuore». Non si tratta «solo di rimanere casti», spiega il cardinale De Donatis. Piuttosto di «diventare vergini donando la vita agli altri e, dopo averla passata, lasciare serenamente che le persone si allontanino da noi. Verginità è anche sganciare, è vivere contenti del fatto che qualcuno possa essere felice grazie a me, e senza di me! Si può essere celibi senza diventare mai casti, si può essere casti senza diventare mai vergini».

L’invito a «diventare vergini», in questo cammino sinodale, è allora «una chiamata affinché la Chiesa di Roma sia rigenerata nell’Amore e nei tempi difficili che stiamo vivendo risplenda un rinnovato segno di bellezza, nella consapevolezza che non sono più io che vivo, ma Cristo che vive in me e ha dato la vita per me. E, attraverso di me, sacerdote, continua a dare la vita a tutti».

Il testo integrale della lettera del cardinale De Donatis

3 agosto 2022

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