6 Luglio 2026

Il cardinale Reina nominato membro della Commissione per lo Stato Città del Vaticano

Il cardinale Baldo Reina, vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma, e il cardinale Blase Joseph Cupich, arcivescovo di Chicago, diventano membri della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano. La nomina è stata fatta dal Santo Padre e comunicata (ieri, 15 ottobre 2025) con una nota della Sala Stampa della Santa Sede.

Inoltre, Papa Leone XIV ha confermato per il mandato in corso membri della stessa commissione i cardinali: Kevin Josep Farrell, prefetto del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita; Arthur Roche, prefetto del Dicastero per il culto divino e la disciplina dei sacramenti; Lazzaro You Heung-sik, prefetto del Dicastero per il clero; Claudio Gugerotti, prefetto del Dicastero per le Chiese orientali.

16 ottobre 2025

Il cardinale Reina nominato Gran Cancelliere dell’Istituto GPII Matrimonio e Famiglia

Il Santo Padre ha nominato Gran Cancelliere del Pontificio Istituto Teologico «Giovanni Paolo II» per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia il Cardinale Baldassare Reina, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma e Gran Cancelliere della Pontificia Università Lateranense. Lo ha comunicato, oggi 19 maggio, la Sala Stampa della Santa Sede.

L’Istituto è stato fondato con la Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio del Papa Francesco “Summa familiae cura” dell’8 sett. 2017. Tale Istituto succede, sostituendolo, al Pontificio Istituto “Giovanni Paolo II” per Studi su Matrimonio e Famiglia, stabilito dalla Costituzione Apostolica “Magnum Matrimonii Sacramentum” del 7 ott. 1982.

Si articola in una sede centrale a Roma, in sette sezioni estere negli Stati Uniti (Washington D.C.), in Messico (México D.F., Guadalajara e Monterrey), in Spagna (con due sedi distinte, una a Valencia e altra a Madrid), in Brasile (Salvador de Bahia), in Benin (Cotonou), in India (Changanacherry, Kerala) e Centri associati in Libano (Beirut), nelle Filippine (Bacolod) e nella Repubblica Dominicana (Santo Domingo).

Il cardinale Reina incontra i giovani in una “Notte in Cattedrale”

(foto: Diocesi/Gennari)

Fuori, l’atmosfera ricorda la notte della veglia del Giubileo dei Giovani, quando un acquazzone sorprese oltre un milione di ragazzi che riempirono la spianata di Tor Vergata. Nel pomeriggio di venerdì Roma è stata travolta da una bomba d’acqua e dalla grandine. Ma neanche stavolta il meteo è riuscito a mettersi di traverso.

Arrivano alla spicciolata i giovani di Roma che hanno riempito la basilica di San Giovanni in Laterano per la “Notte in cattedrale” con il cardinale vicario Baldo Reina. E che il prossimo 10 gennaio saranno ricevuti da Papa Leone XIV nell’Aula Paolo VI. Una notizia inaspettata che don Alfredo Tedesco, direttore della Pastorale giovanile della diocesi di Roma, consegna loro, nell’entusiasmo generale, alla fine della serata.

Un momento di preghiera e dialogo che è stato organizzato alla vigilia della Gmg diocesana, che si celebrerà oggi, nella solennità di Cristo Re, per continuare insieme il cammino dopo il Giubileo di inizio agosto. Ogni gruppo, prima di passare la Porta Santa, si ferma in preghiera per qualche minuto. C’è il buio ad accoglierli all’interno della chiesa. La basilica è illuminata solo da alcuni faretti che proiettano una luce soffusa. Il leggero brusio che accompagna l’attesa dell’inizio della veglia si interrompe del tutto quando dalla sacrestia parte la processione.

Sono tutti in piedi, mentre il cardinale percorre la navata centrale. Il Coro della diocesi di Roma, diretto da monsignor Marco Frisina, intona “Iubilate Deo”. «Un grande saluto e un grande abbraccio a tutti», sono le prime parole che il porporato rivolge ai ragazzi dopo il Vangelo. E ricordando il Giubileo dei giovani, sottolinea: «Abbiamo bisogno di rivivere quel momento di grazia». Quindi annuncia la possibilità di riorganizzare la “Notte in cattedrale” in futuro.

(Giuseppe Muolo)

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22 novembre 2025

Il cardinale Reina inaugura la Biblioteca Inclusiva

È stata inaugurata ieri mattina (lunedì 23 giugno 2025), presso la Sala Teatro di DiSCoLazio a Roma, la Biblioteca Inclusiva dedicata a Luciana Pennarossa, studentessa dell’Università La Sapienza affetta da una patologia rara. È stata poi scoperta la targa dedicata al professor Antonio Ruberti, già rettore della Sapienza e Ministro dell’Università a cui è dedicato lo studentato, alla presenza del figlio Albino Ruberti. Alla cerimonia hanno preso parte il cardinale vicario Baldo Reina, la rettrice della Sapienza Antonella Polimeni, l’assessore regionale al Personale, alla Sicurezza urbana, alla Polizia locale, agli Enti locali e all’Università, Luisa Regimenti, e il presidente di DiSCo Lazio, Simone Foglio.

Il cardinale Reina ha portato il saluto e la vicinanza del Vicariato alla comunità universitaria: «Ringrazio il presidente Foglio per l’invito. Ho accettato volentieri perché mai come in questo momento abbiamo bisogno di fare squadra tutti insieme tra le istituzioni. Oggi con questa iniziativa abbiamo messo al centro delle nostre azioni i ragazzi e il loro futuro, ed è questa la giusta impostazione che purtroppo non sempre viene applicata».

Anche il presidente di DiSCo Lazio, Simone Foglio, ha evidenziato il valore sociale e culturale dell’iniziativa: «Sono particolarmente felice di questa bellissima mattinata, soprattutto per la presenza nutrita di rappresentanze studentesche e dei delegati delle varie Università che hanno partecipato all’ evento. Ovviamente la giornata è stata impreziosita dalla presenza del Cardinale Vicario che ringrazio per aver accettato il nostro invito e per le parole di pace e speranza rivolte ai dipendenti DiSCo e gli studenti e le studentesse presenti»

24 giugno 2025

Il cardinale Reina in visita alla chiesa di Gesù e Maria

Questa mattina, prima di prendere parte al Consiglio permanente della Cei, il cardinale vicario Baldo Reina si è recato nella chiesa di Gesù e Maria, al civico 45 di via del Corso, colpita da un atto vandalico nei giorni scorsi. Una visita per esprimere la vicinanza sua e di tutta la diocesi alla comunità, affidata alle cure degli agostiniani scalzi.

27 gennaio 2026

Il cardinale Reina ha inaugurato Casa “Beata Anuarite”

Un’oasi di speranza dedicata alle donne vittime di violenza e protette internazionali che consenta loro di rafforzare l’autonomia abitativa, economica e relazionale, completare percorsi formativi o lavorativi, costruire una rete sociale e territoriale, superare i traumi legati a violenza. È questo lo scopo di Casa “Beata Anuarite”, promossa dalla Caritas diocesana di Roma in collaborazione con le suore Francescane ausiliarie laiche missionarie dell’Immacolata e l’Associazione Laicale Missionaria.

È stato ieri il cardinale Baldo Reina, vicario del Papa per la diocesi di Roma, durante la visita alle donne residenti e alle religiose, a dedicare la struttura alla Beata Clementina Anuarite, una giovane suora dell’attuale Repubblica Democratica del Congo, un’insegnante appartenente alla comunità di Jamaa Takatifu della congregazione delle Suore della Sacra Famiglia. Nel 1964, insieme ad alcune consorelle, fu rapita da un gruppo di soldati appartenenti alle milizie ribelli e assassinata per aver resistito a un tentativo di stupro. A lei, uccisa perché donna e perché ha difeso la sua identità e la sua fede in un clima politico complesso e violento, è stata dedicata una struttura che ospita donne rifugiate, vittime di tratta e sfruttamento, costrette a lasciare i loro Paesi perché in pericolo di vita per motivi di genere, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o opinione politica.

Ad accompagnare il porporato c’erano il direttore della Caritas diocesana di Roma Giustino Trincia, suor Michela Russo, presidente delle Francescane ausiliarie laiche missionarie dell’Immacolata, e suor Clementina Iezzi, già presidente dell’Associazione Laicale Missionaria.

L’appartamento di semiautonomia si inserisce nell’ambito di un percorso di promozione sociale pensato per donne che, dopo una fase di accoglienza protetta in comunità o centri antiviolenza, iniziano a vivere in modo più indipendente ma con un supporto ancora attivo, per consolidare la loro posizione lavorativa, economica e familiare al fine di divenire pienamente autonome e autosufficienti nella soddisfazione delle proprie necessità e bisogni. Attiva dal 2020 nella zona del Trullo, la casa ha 6 posti di accoglienza ed ha accolto 23 donne, 11 delle quali nel 2024, con una permanenza media di circa dieci mesi. Le donne nigeriane sono state le ospiti più numerose (10) seguite da altre nazionalità: Repubblica Democratica del Congo, Senegal, Costa d’Avorio, Somalia, Etiopia, Burkina Faso, Iraq, Tunisia, Siria.

«In questa casa – ha detto il cardinale Reina – sperimentiamo quella che Papa Francesco chiamava la fantasia dell’amore. Un sentimento che nasce dalla compassione e che poi si mette in movimento, come è successo al Buon samaritano, generando tutta una serie di azioni e di gesti che vanno dall’occhio che guarda, alle ferite da sanare, al corpo da mettersi sulle spalle. Le due aggregazioni missionarie e la nostra Caritas diocesana hanno aperto il cuore, hanno aperto l’orecchio e hanno dato vita a questa realtà: un luogo in cui c’è spazio per tutti e c’è spazio per l’impegno di tutti».

Casa “Beata Anuarite” è parte di un sistema più vasto di semiautonomia promosso dalla Caritas diocesana di Roma nella Capitale, con la disponibilità di 13 appartamenti che, nel corso del 2024, hanno accolto 84 persone, 35 delle quali minorenni, con 6 nuclei familiari. Queste strutture di accoglienza fanno parte di programmi sociali diversi promossi dall’organismo diocesano: 9 appartamenti sono per l’housing sociale rivolto a persone senza dimora; due – una maschile e una femminile – per protetti internazionali e vittime di violenza; una casa è dedicata a minori stranieri non accompagnati e a neomaggiorenni che completano il loro percorso nelle Case di accoglienza; un appartamento è pensato per persone malate di Aids al termine del loro periodo di degenza nelle Case famiglia.

4 giugno 2025

Il cardinale Reina con i malati del San Camillo Forlanini

«Prepararsi al Natale significa chiedersi se il nostro cuore è indurito o è capace di amare». Sono parole del cardinale vicario Baldo Reina, che ieri (lunedì 15 dicembre), attorno all’ora di pranzo, ha visitato l’ospedale San Camillo Forlanini, soffermandosi con gli ammalati e con il personale sanitario.

Il porporato, come raccontano i cappellani della struttura ospedaliera, ha girato «sorridendo, ascoltando, incoraggiando». Indossato il camice bianco, si è soffermato a parlare con la signora Teresa, un’anziana ricoverata, e le ha detto: «Sono da te perché sei preziosa!». A Filippo, invece, ha stretto forte la mano e dato una benedizione. (I nomi sono di fantasia, ndr).

«Un pastore deve puzzare delle pecore, diceva Papa Francesco. Oggi il cardinale è tornato in Vicariato con la puzza dei malati e di chi li assiste», hanno commentato i cappellani.

16 dicembre 2025

Il cardinale Reina alla Sapienza per l’apertura dell’anno accademico

Foto di Cristian Gennari

Si è riempita la Cappella della Sapienza. Nella mattina del 1° ottobre, studenti e docenti si sono riuniti per la Messa che il cardinale vicario Baldo Reina ha presieduto in occasione dell’apertura del nuovo anno accademico. Tra gli altri, ha concelebrato don Gabriele Vecchione, il nuovo cappellano, che guiderà pastoralmente la chiesa dell’ateneo in rappresentanza del clero romano, che da settembre è subentrato alla comunità dei Gesuiti.

Rivolgendosi ai ragazzi e ai docenti, il cardinale ha indicato loro due strade. In primis, «ricercare l’Assoluto per superare la tristezza», che «è una delle note dominanti di questo tempo». C’è una tristezza diffusa, ha sottolineato «che non riguarda soltanto i giovani». Per il porporato, «ci è stato tolto il gusto del trascendente e la dimensione della vita interiore. Non riusciamo più ad andare in profondità ed è questo che ci rende tristi. Abbiamo tante opportunità, tante occasioni di stare insieme, di divertirci, che però non soddisfano pienamente la nostra sede di eternità, di pienezza, di Dio». Da qui la sua esortazione: «Non vogliamo rassegnarci alla tristezza. Se questo luogo è stato ancora una volta riconsegnato agli studenti, ai docenti, a questo mondo molto bello della Sapienza, è perché vorremmo eliminare la tristezza e dire che c’è una possibilità di bene attraverso la ricerca di Dio».

In secondo luogo, il cardinale Reina ha invitato a fissare bene le priorità della nostra vita. «Se per caso dovessimo accorgerci – ha detto – che tra i primi posti in questo elenco ci sono delle cose per le quali forse non vale la pena spendere troppe energie, è da persone intelligenti rivedere questa lista». Ha invitato quindi a «continuare questa riflessione, aiutati dalla Parola di Dio e dalle domande che vi portate dentro, che sono domande sacre, sono domande importanti». Poi ha concluso: «Auguri di buon anno accademico, e auguri anche per questa nuova esperienza di pastorale universitaria. Mi sento di incoraggiare don Gabriele e gli altri sacerdoti. La mia presenza vuole essere un segno esplicito di quanto la Chiesa di Roma creda in questo progetto pastorale, affinché vivendo qui, e un giorno, uscendo da questa università, possiamo sentirci persone pienamente realizzate, vere, che cercano la verità e hanno un progetto di vita per cui intendono spendere tutte le loro energie».

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Il cardinale Reina al convegno sui 60 anni di Apostolicam actuositatem

(foto: Facebook/Azione cattolica Roma)

Guardare ai documenti del Concilio Vaticano II e in particolare al decreto Apostolicam Actuositatem, sull’apostolato dei laici, «non è solo fare memoria del passato» ma anche e soprattutto riferirsi a una fonte «importante per illuminare il ruolo dei laici nel mondo, oggi». Così il cardinale vicario Baldo Reina ha illustrato il valore del testo conciliare a cui questa mattina, 22 novembre, è stato dedicato il convegno “L’apostolato dei laici a 60 anni da Apostolicam actuositatem”, organizzato dall’Azione cattolica diocesana e dalla Caritas di Roma, in collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio e l’Agesci Lazio, che ha avuto luogo nel Polo Caritas di Villa Glori, nel quartiere Parioli.

Guidando il momento di preghiera iniziale, Reina ha ripreso il brano evangelico della Pentecoste scelto per la meditazione osservando come «coloro che ascoltavano gli apostoli li sentono parlare le loro lingue» e ciò non riguarda tanto, o soltanto, «il lessico ma la modalità di comunicazione» in funzione della quale «si sentono capiti perché c’è qualcuno che parla davvero il loro linguaggio». Allora, come i protagonisti del brano del Vangelo «ricevono la Parola e il modo di parlare di Dio che subito diventano comprensibili», così anche oggi i laici sono chiamati «a parlare la lingua di Dio, che ricevono come dono dello Spirito Santo insieme alla capacità di sintonizzarsi con il mondo degli uomini senza perdere la loro identità», ha spiegato ancora il porporato. Per Reina, si tratta di agire «non come eroi ma da cittadini del Regno», realizzando la «vocazione come impegno e non come rivendicazione di spazi», in funzione di «una corresponsabilità partecipata».

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22 novembre 2025

Il cardinale Reina ai nuovi diaconi: vivere «la logica capovolta di Gesù»

Vivere «la logica capovolta di Gesù» che prevede «la disponibilità a essere l’ultimo, colui che sta ai margini, che dona la vita senza che ciò faccia rumore». Questo quanto il cardinale vicario Baldo Reina ha auspicato per «ogni cristiano» e per ciascuno dei 7 nuovi diaconi permanenti della diocesi, da lui ordinati questa mattina, 18 aprile, nella basilica di San Giovanni in Laterano. Tra in concelebranti, il vescovo ausiliare Michele Di Tolve, che ha presentato al porporato la richiesta di ordinazione per Attilio Marco Altamura, Alfredo Arolchi, Roberto Carletti, Mauro Chialastri, Salvatore Cottu, Giuliano Ferraro, Igino Travaglini.

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18 aprile 2026

Il cardinale Reina a Tv2000: “Seminari non siano campane di vetro”

“I punti di debolezza che io riscontro in un seminario è che rischia, anche oggi, di essere una sorta di campana di vetro, un luogo dove tutto all’interno si realizza in maniera piuttosto perfetta, precisa, quando poi il mondo che c’è all’esterno è un’altra cosa”. Lo afferma a Tv2000 il Vicario Generale del Papa per la Diocesi di Roma, il cardinale Baldassare Reina ospite del programma ‘Soul’, condotto da Monica Mondo, in onda domenica 21 dicembre ore 21.05 e lunedì 22 dicembre ore 21 su Radio InBlu2000.

“La vera sfida, almeno quello che ho provato da formatore, – sottolinea il card. Reina – è provare a inserire i ragazzi nel concreto della vita delle parrocchie, delle famiglie, dei giovani, delle fragilità, delle povertà. Ecco, io credo molto che l’esperienza concreta, cioè lo sporcarsi le mani, aiuti tanto”.

Nella lunga intervista a Tv2000 il cardinale Reina racconta anche della sua famiglia e dell’origine del nome Baldassare: “Il nome è complicato, quindi mamma, in maniera saggia, siccome siamo tre cugini che abbiamo lo stesso nome, perché il nonno paterno si chiamava Baldassare, l’ha accorciato, con il permesso di papà, da Baldassare a Baldo. E quindi Baldo, Balduccio in paese per tanti anni, fino a quando ero piccolo, poi semplicemente Baldo”.

Il card. Reina rammenta poi un evento che lo ha profondamente colpito: lo storico discorso contro la mafia pronunciato a braccio da S. Giovanni Paolo II ad Agrigento il 9 maggio 1993. “Quel grido forte, il grido del cuore di Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi mi scosse. Io ero quasi alle porte dell’ordinazione, ero quasi diacono e quel grido di Giovanni Paolo II fece maturare in me l’idea che soltanto una dimensione profetica poteva dare un senso alla scelta che stavo per abbracciare. Quindi quel dire ‘Mafiosi convertitevi’, chiamare le cose per nome che dalle nostre parti non è una cosa comune”.

“Quella di Giovanni Paolo II è, a mio avviso, – aggiunge il card. Reina a Tv2000 – una linea di demarcazione tra un prima e un dopo, perché ho visto che in quel momento la Chiesa siciliana, ma la Chiesa in genere, ha assunto una postura diversa di fronte a certe forme di criminalità denunciandole in maniera forte”.

Il cardinale ricorda infine il giorno in cui è stato chiamato ad accettare la proposta di Papa Francesco come suo Vicario alla Diocesi di Roma: “Quando sono stato dal Nunzio, ero talmente incredulo da dire al Nunzio ‘forse avete sbagliato nome’ e il Nunzio ha detto no, no, qui non ci sbagliamo. Sono rimasto basito, non me l’aspettavo assolutamente, ho chiesto la possibilità di pensarci un attimo, mi sono venute in mente tante cose, soprattutto la mia indegnità, e quindi mi sono sentito mettere sulle spalle un peso che pensavo essere troppo grande. Il Nunzio prima, il Santo Padre dopo, mi hanno invitato a fidarmi di Dio, che è la regola fondamentale per ogni credente, e devo dire che questa apertura mi ha dato molta serenità”.

19 dicembre 2025

Il cardinale Reina a Santi Mario e Compagni Martiri

Nel cuore della Romanina, tra condomini storici e palazzi di nuova costruzione, c’è un luogo immerso nel verde che unisce. È la parrocchia dei Santi Mario e Compagni Martiri che ieri sera, lunedì 19 gennaio, in occasione della festa del patrono ha ricevuto la visita del cardinale vicario Baldo Reina, culminata nella celebrazione della Messa. «Una comunità viva, bella, fatta di impegno – ha detto il porporato, che nell’ottobre 2024 era già stato in via del Ponte delle Sette miglia per l’apertura dell’anno catechistico -. Una famiglia di famiglie che sull’esempio dei martiri Mario, della moglie Marta e dei figli Audiface e Abaco, deve chiedere la grazia di essere sempre più missionaria con il pensiero rivolto alle pecore smarrite. Sono fratelli che non hanno ancora conosciuto lo Sposo che le ama follemente». Dal vicario l’esortazione a fare «tesoro dell’insegnamento dei martiri» per essere testimoni di «una vita nuova animata dal desiderio di santità».

Durante la preghiera dei fedeli, il pensiero del cardinale è andato ai giovani, in particolare alle vittime di Crans-Montana e a Youssef Abanoud, lo studente ucciso a La Spezia da un compagno di scuola. «Ogni giorno le cronache riportano episodi di violenza con protagonisti giovanissimi – ha detto -. Dietro c’è sofferenza, disagio. Preghiamo affinché i giovani di Roma si sentano amati. Bisogna rilanciare il patto educativo». Al termine della Messa ha incontrato quindi il consiglio pastorale. Il parroco, don Guelcé Barthelemy, per tutti don Bart, gli ha presentato una parrocchia che è «punto di ristoro, luogo di incontro e di dialogo».

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20 gennaio 2026

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