7 Luglio 2026

I 1.700 anni della basilica lateranense

Si prepara a festeggiare i 1.700 anni la basilica di San Giovanni in Laterano. A partire dal 9 novembre 2023 e fino al 9 novembre 2024 verrà festeggiato l’importante anniversario dell’Arcibasilica del Santissimo Salvatore e di San Giovanni Battista ed Evangelista, che fu inaugurata da Papa Silvestro alla presenza di Costantino nel 324. Il capitolo della Cattedrale del Papa e tutta la diocesi di Roma intendono proporre lungo tutto l’anno 2023-2024 diverse iniziative di carattere religioso e culturale per vivere l’evento. Per presentarle, si terrà una conferenza stampa nella Sala Cardinale Ugo Poletti del Palazzo del Vicariato, mercoledì 8 novembre alle ore 11, alla quale interverranno il cardinale vicario Angelo De Donatis; monsignor Marco Frisina, direttore del Coro della Diocesi di Roma; monsignor Andrea Lonardo, direttore dell’Ufficio per la pastorale universitaria della diocesi di Roma. Modererà padre Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali del Vicariato.

«La cattedrale di Roma, Mater et Caput di tutte le Chiese di Roma e del mondo – sottolinea il cardinale De Donatis, arciprete della basilica lateranense – è un punto di riferimento particolarissimo per la nostra Diocesi e per la Chiesa Universale. In essa si respira la storia di diciassette secoli, di una Basilica costruita e ricostruita tre volte, fino ad arrivare all’attuale edificio del 1700. In esso hanno avuto sede cinque Concili Ecumenici. Nella sede della Cattedra di Pietro tutti i cristiani del mondo avvertono il legame con il Vescovo di Roma. In questo luogo noi cristiani di Roma riconosciamo ancora una volta l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo, indicato dal Battista. Qui sentiamo, come il discepolo amato, il cuore di Cristo Salvatore che batte, consumandosi d’amore per tutta l’umanità. Alla scuola dei due “Giovanni” troviamo la vocazione particolare della nostra Chiesa chiamata a presiedere nella carità».

Inoltre, in occasione delle celebrazioni per l’anniversario, l’Ufficio per la pastorale scolastica e l’insegnamento della religione cattolica della diocesi di Roma, bandisce un concorso dal titolo “La basilica lateranense tra fede e storia”, per le scuole di ogni ordine e grado del territorio diocesano. L’obiettivo è promuovere la conoscenza storico-culturale che essa ha rappresentato e continua ad essere quale cattedrale di Roma, Mater et Caput, ossia madre e capo di tutte le chiese di Roma e del Mondo. «In questi diciassette secoli – osserva il direttore dell’Ufficio Rosario Chiarazzo – la basilica lateranense è stata ed è al centro di numerosi eventi che hanno segnato e segnano il tessuto civile e religioso della città di Roma e dell’intera cristianità. Agli studenti, sarà affidato il compito di esprimere con la propria sensibilità attraverso le nuove tecnologie, alcuni aspetti caratteristici di questa lunga storia».

Ricco il calendario degli eventi e delle celebrazioni previste:

9 novembre 2023: Dedicazione dell’Arcibasilica Lateranense. Ore 17.30: Solenne Pontificale. Il Coro della Diocesi di Roma guidato da monsignor Marco Frisina eseguirà i canti appositamente composti per l’evento della Dedicazione.

14 novembre – 21-28 novembre – 5 dicembre 2023: Ciclo di incontri di carattere religioso-culturale a cura di monsignor Andrea Leonardo sul tema “Da Costantino all’esilio avignonese”. Gli incontri prevedono anche l’acceso a luoghi-simbolo del Complesso Lateranense: le Logge, l’Abside, alcune reliquie, gli scavi.

17 Dicembre 2023 ore 21: Concerto di Natale del Coro della Diocesi di Roma, diretto da monsignor Marco Frisina

21 Gennaio 2024: Domenica della Parola. Invito a leggere in famiglia la Bibbia e dono della medesima (per chi non l’avesse) al termine di ogni Messa in Basilica. La sera precedente vi sarà un incontro sulla Dei Verbum.

18 Febbraio 2024: Statio quaresimale. Le parrocchie di Roma che fanno capo alle Prefetture della Diocesi, per tutta la Quaresima, e cioè fino alla Domenica delle Palme, vivranno un pellegrinaggio quaresimale al Battistero e alla Cattedrale di San Giovanni. In esso si rivivrà l’itinerario dell’iniziazione cristiana (Battesimo- Cresima – Eucarestia).

7 Aprile 2024: Domenica in Albis: celebrazione per rivivere la dimensione battesimale della Pasqua celebrata.

12 Maggio 2024: Solennità dell’Ascensione del Signore. Ore 10.30 solenne pontificale. Si rivive il ‘titolo’ speciale della Basilica, dedicata al SS. Salvatore.
La sera dell’evento alle ore 21: “Concerto dell’Ascensione” diretto da monsignor Marco Frisina.

2 Giugno 2024: Solennità del Corpo e Sangue del Signore. Ore 10.30 solenne pontificale. Al termine processione con il SS. Sacramento nella cappella dell’Adorazione. Ricorre il 50° anniversario dell’istituzione dell’Adorazione perpetua al SS. Sacramento istituita dal Card. Poletti nel 1974. L’evento sarà preceduto da un triduo nella Cappella dell’Adorazione.

24 Giugno 2024, Solennità della nascita di San Giovanni Battista. Alle ore 17 Vespri solenni e alle 17.30 solenne Pontificale.

1 Novembre 2024 ore 21: Concerto In hoc signo. Quadri di vita costantiniana. Eseguito dal Coro della Diocesi di Roma, diretto da Mons. Marco Frisina.

9 Novembre 2024: Dedicazione della Basilica Lateranense. Solenne Pontificale alle ore 17.30. Chiusura delle celebrazioni dei 1.700 anni dell’Arcibasilica Lateranense. Durante la giornata in diversi orari presentazione della Basilica partendo dall’Abside fino al Battistero.

3 novembre 2023

I 1.500 anni di Santa Maria in Portico

Al via dal 1° febbraio, con la Messa presieduta dal cardinale vicario Angelo De Donatis, le celebrazioni per il XV centenario dell’apparizione della miracolosa immagine nella parrocchia di Santa Maria in Portico in Campitelli, custodita nella chiesa a due passi dal Campidoglio, venerata a Roma come Romanae Portus Securitatis. «Non si tratta di una classica apparizione mariana – spiega il parroco padre Davide Carbonaro –. Le antiche cronache parlano di una luce che apparve il 17 luglio del 524 nel luogo dove santa Galla, matrona romana, assisteva i poveri». Chiamato Papa Giovanni I, questi vide la luce mentre due angeli ponevano nelle sue mani l’icona. «Maria manifesta sempre un legame profondo con il Vangelo dell’amore, della carità, dell’accoglienza, elementi classici dell’evangelizzazione. Maria continua a raccontarceli anche nel nostro tempo».

Le celebrazioni, come detto, inizieranno giovedì primo febbraio, giorno in cui la comunità fa memoria del patrocinio di Santa Maria in Portico su Roma. I romani, infatti, fecero un voto alla Madonna nel 1656 per la liberazione dalla peste e nel 1703 la richiesta di liberazione da uno sciame sismico. La piccola icona della Vergine con in braccio Gesù Bambino è custodita dai Chierici Regolari della Madre di Dio (Omd) dal 14 agosto 1601, quando fu affidata da Clemente VIII al fondatore san Giovanni Leonardi. Da padre Carbonaro l’invito alle parrocchie romane «di organizzare pellegrinaggi per conoscere questa storia della città di Roma, anche in preparazione al Giubileo, in questo anno di speranza che verrà celebrato con gli stessi sentimenti di Maria che accoglie la Parola di Dio e la nostra umanità così fragile».

In un messaggio congiunto, il cardinale De Donatis, che per l’occasione ha composto una preghiera per onorare la Vergine, e padre Antonio Piccolo, rettore generale dell’Ordine della Madre di Dio, sottolineano che «è bello pensare che questo Giubileo della Chiesa di Roma e dell’Ordine prepari e affianchi quello più grande della Chiesa Universale che si svolgerà nel 2025: Maria attirandoci a sé, coinvolgendoci nel suo meditativo silenzio, ci prepara a incontrare e imboccare la Strada della salvezza, il Figlio Gesù che ella ci porge come dono del Padre celeste».

26 gennaio 2024

I “Momenti della luce”, la proposta dell’Ufficio catechistico per le famiglie

Uno spazio di condivisione e preghiera da vivere in famiglia, una volta a settimana, durante l’avvento. Si chiama “Momento della luce” ed è la proposta dell’Ufficio catechistico diocesano per questo momento in cui gli incontri di catechesi in parrocchia sono ridotti o del tutto sospesi. «Il periodo che stiamo vivendo, con le sue necessarie restrizioni, ci spinge a ripensare alcune pratiche pastorali e a cominciarne di nuove», riflette infatti il direttore dell’Ufficio don Andrea Cavallini.

«Sono anni – prosegue – che vogliamo valorizzare le famiglie come luogo di formazione alla fede, correggendo l’attuale tendenza alla delega dell’educazione cristiana. Questo periodo è una ottima occasione per provarci, sperimentando percorsi nuovi e lasciando ampia libertà ai genitori, dando realmente fiducia e chiedendo responsabilità. Sarebbe uno spreco perdere questa occasione senza fare almeno un tentativo, magari ripiegando su soluzioni apparentemente più semplici, ma anche più sterili, come gli incontri di catechismo su piattaforme online».

Ecco, allora, l’idea dei “Momenti della luce”, pensati per le famiglie dei bambini che frequentano il catechismo in parrocchia. L’Ufficio fornirà uno schema per un incontro familiare, che non richiede da parte dei genitori alcuna preparazione religiosa, ma solo il desiderio di provare a vivere un momento di condivisione insieme con i propri figli. Lo schema prevede una condivisione del vissuto, l’ascolto di un breve testo, un semplice preghiera. Importanti anche dei piccoli gesti per favorire un’atmosfera di raccoglimento, come l’accensione di una candela e la scelta di un luogo della casa in cui sia possibile stare seduti in cerchio e guardarsi. «È un metodo sperimentato – assicura don Cavallini – e può attivare un dialogo familiare prezioso, che per molte famiglie sarà una vera scoperta». Si tratta di uno schema essenziale, al quale le singole famiglie possono aggiungere liberamente degli elementi nuovi, come un simbolo particolare, delle preghiere spontanee, un canto.

Il presepe è il tema attorno al quale ruoteranno gli incontri di preghiera in famiglia, secondo la catechesi della Lettera di Papa Francesco “Admirabile Signum” dello scorso anno. Per aiutare i genitori a organizzare i “Momenti della luce”, l’Ufficio catechistico pubblicherà nei prossimi giorni di video tutorial sul proprio canale YouTube.

10 novembre 2020

I “martedì di Quaresima” alla Natività

Nella parrocchia della Natività di Nostro Signore Gesù Cristo, al civico 162 di via Gallia, per la Quaresima è stato organizzato un programma di incontri per riflettere sulla santità con personaggi della cultura, che si terranno sempre di martedì alle ore 19. Primo appuntamento con i “martedì di Quaresima” il 12 marzo, con un intervento del vaticanista Luigi Accattoli su san Benedetto Giuseppe Labre.

Il 19 marzo la giornalista e scrittrice Costanza Miriano parlerà di san Giuseppe; il 26 marzo il giornalista Gianni Gennari presenterà santa Teresa di Gesù Bambino; mentre il 2 aprile il direttore del Coro della diocesi di Roma e rettore della chiesa di Santa Cecilia a Trastevere, monsignor Marco Frisina, illustrerà la figura di sant’Alfonso Maria de Liguori. La conclusione del percorso con un approfondimento sull’esortazione apostolica “Gaudete et exsultate”, dedicata proprio alla chiamata alla santità, affidata al vescovo ausiliare delegato del Centro per la pastorale sanitaria monsignor Paolo Ricciardi.

8 marzo 2019

I “martedì di Quaresima” alla Natività

La parrocchia della Natività di Nostro Signore Gesù Cristo si mette anco più “in ascolto” in questo tempo di Quaresima, e propone cinque incontri, ogni martedì dalle 19 alle 20. Si terranno tutti in chiesa, subito dopo la preghiera dei Vespri.

Si comincia martedì 3 mettendosi “In ascolto della famiglia” con padre Alfredo Feretti, del consultorio Centro La Famiglia. Si prosegue il 10 marzo con un approfondimento sui poveri grazie al direttore della Caritas di Roma don Benoni Ambarus; mentre il 17 sarà il vescovo Paolo Ricciardi, delegato diocesano per la pastorale sanitaria, a spiegare come mettersi “In ascolto dei malati”.

Quindi il monaco camaldolese padre Mario Zanotti inviterà a porsi “In ascolto di Dio”. L’ultimo incontro sarà dedicato a Chiara Corbella Petrillo, “testimone” della fede: interverranno i genitori e la zia della giovane mamma morta nel 2012.

28 febbraio 2020

I “Sacri Itinerari” nella chiesa dei cappuccini

Torna a suonare l’organo Pinchi di Santa Maria Immacolata a Via Veneto: dopo il concerto del 17 marzo, per domenica 26 maggio è in programma infatti il secondo appuntamento del percorso “Sacri Itinerari”, promosso dai frati cappuccini ai quali è affidata la chiesa, con il patrocinio della diocesi di Roma. Santa Maria Immacolata è uno scrigno di arte, storia e bellezza, che si intende valorizzare e far conoscere grazie a una serie di incontri. Si comincerà, alle ore 16, con una visita guidata della chiesa curata dal rettore padre Gian Nicola Paladino, per proseguire poi con un concerto d’organo e per concludere con la visita facoltativa al Museo e Ossario a prezzo ridotto. La visita della chiesa e il concerto sono invece a ingresso gratuito, ma si chiede di segnalare la propria presenza scrivendo a sacritinerari@gmail.com.

«Il primo appuntamento è stato in qualche modo introduttivo ma molto partecipato. Tutti i presenti ci hanno chiesto di replicare con nuove date», confessa padre Paladino. «Ci focalizzeremo sui Barberini – prosegue il religioso – e in particolare su Urbano VIII, grande cultore delle arti». La chiesa di via Veneto, infatti, fu fatta costruire nei pressi di Palazzo Barberini proprio da Papa Urbano VIII in onore di suo fratello Antonio Barberini, che faceva parte dell’ordine dei cappuccini. La tomba del frate è tuttora conservata all’interno della chiesa di fronte all’altare maggiore. Nella festa di san Francesco del 1626, Urbano VIII celebrò la prima Messa nella chiesa. Quanto al concerto, si esibirà l’organista Luca Grosso, del Conservatorio di Musica Morlacchi di Perugia. Proporrà un programma con musiche di Couperin, Bach, Vierne, Walczynski, Mendelsshon.

22 aprile 2024

I “Ritratti di Santi” a Santa Teresa d’Avila

Il beato Pier Giorgio Frassati

Tornano a Roma i “Ritratti di Santi”, itinerario quaresimale di cinque incontri, spunti di meditazione prima della Pasqua, che si svolgono nella basilica parrocchiale di Santa Teresa d’Avila (corso d’Italia, 37) e si basano sugli scritti di padre Antonio Maria Sicari, teologo carmelitano, autore di più di cento biografie dedicate ai Santi di ieri e di oggi e fondatore del Mec, Movimento Ecclesiale Carmelitano, organizzatore dell’evento. Per cinque venerdì – 14, 21 e 28 marzo, 4 e 11 aprile, tutti con inizio alle ore 20.30 – verranno approfondite le figure di altrettanti santi o beati.

Si comincia appunto venerdì prossimo con il beato Pier Giorgio Frassati, la cui biografia verrà letta da padre Luca Sechi; Frassati, lo ricordiamo, è stato beatificato da san Giovanni Paolo II nel 1990 e la sua canonizzazione è prevista per il 3 agosto 2025, nel contesto del Giubileo dei giovani. Venerdì 21, invece, padre Roberto Marini legge la vita di santa Caterina da Siena, patrona d’Italia, mentre il 28 marzo padre Paolo de Carli declamerà i testi dedicati alla vita del venerabile Giorgio La Pira, chiamato anche “il sindaco santo”. Nella quarta lettura, venerdì 5 aprile, ecco padre Angelo Lanfranchi che ricorderà la vicenda delle sante martiri di Compiègne: si tratta di 16 donne che appartenevano alla comunità delle Carmelitane Scalze del Monastero dell’Annunciazione a Compiègne e che si offrirono a Dio come vittime di espiazione per chiedere la pace alla Chiesa e al loro Paese quando la Rivoluzione francese degenerò nel Terrore. L’ultimo appuntamento sarà venerdì 11 aprile, con la lettura della vita di san Filippo Neri da parte di padre Angelo Lanfranchi.

Tutti gli incontri sono a ingresso libero e gratuito.

11 marzo 2025

I “cantieri” della diocesi e gli incontri nei settori

Due icone bibliche accompagnano questo secondo anno di cammino sinodale nella diocesi di Roma: il brano dei discepoli di Emmaus e quello di Marta e Maria. A ricordarlo è il cardinale vicario Angelo De Donatis, che questa mattina (26 settembre 2022) ha incontrato il Consiglio di Curia e i dipendenti del Vicariato di Roma nella Sala degli Imperatori del Palazzo Lateranense. Un breve incontro di formazione in vista delle varie presentazioni del programma pastorali, che avverranno nei diversi settori della diocesi con i vescovi ausiliari.

«In questi brani si parla di una strada in cui si cammina, un villaggio in cui si entra, una casa aperta – riflette il porporato –. Dopo questi due anni di pandemia, così pesanti e faticosi, è forte il desiderio di relazioni, di ascoltarsi, di fermarsi per ripartire riscaldati dalla Parola e dall’amicizia. Senza formalità, senza sovrastrutture. In letizia e semplicità di cuore. Il cristianesimo è questo: un incontro gioioso con Dio fatto carne, che condivide la nostra umanità in tutto e che svela l’uomo all’uomo».

La Conferenza episcopale italiana ha proposto l’immagine dei cantieri, per proseguire in questo cammino sinodale. Un riferimento importante «che lascia la libertà di un lavoro che invoca coraggio creativo e capacità di adattamento», dice il cardinale De Donatis, spiegando che a ciascun cantiere sarà assegnato un gruppo, formato da uno o più vescovi, alcuni membri dell’équipe sinodale diocesana e alcuni Uffici diocesani competenti per quel settore. Il Cantiere della Strada e del Villaggio viene affidato al vescovo Benoni Ambarus; il Cantiere dell’Ospitalità e delle Case ai vescovi Dario Gervasi e Riccardo Lamba; il Cantiere delle Diaconie e della Formazione spirituale ai vescovi Paolo Ricciardi e Daniele Salera.

In prospettiva si pensa anche a un quarto cantiere, dedicato al presbiterato. «Ogni comunità parrocchiale o religiosa, come gli altri contesti pastorali – spiega il cardinale vicario – può scegliere liberamente quale o quali cantiere aprire, a seconda della propria storia, delle proprie sensibilità e necessità».

Quello di questa mattina non è stata che il primo di una serie di incontri: la presentazione delle linee pastorali del secondo anno di cammino sinodale della diocesi di Roma avverrà, infatti, secondo criteri che consentano una maggiore vicinanza geografica e pastorale. Ogni incontro sarà presieduto dal vescovo ausiliare di riferimento e sono invitati a partecipare i sacerdoti, i membri dei consigli pastorali, delle équipe pastorali e delle comunità parrocchiali, i collaboratori dei vari settori convolti, gli appartenenti a movimenti religiosi e più in generale ogni fedele.

Al settore Sud l’appuntamento è per giovedì 29 settembre ore 19 nella parrocchia Santa Maria del Divino Amore a Castel di Leva con il vescovo Dario Gervasi. Si prosegue con il settore Centro, nella parrocchia dei Santi XII Apostoli il 30 settembre sempre alle 19, con il vescovo Daniele Libanori. Sempre il 30 settembre e sempre le ore 19 per il settore Nord, dove l’incontro si terrà presso l’Università Pontificia Salesiana con il vescovo Daniele Salera.

Sarà invece la parrocchia di San Giovanni Bosco a ospitare, il 30 settembre alle 19.30, il vescovo Riccardo Lamba per l’incontro del settore Est. Quello del settore Ovest si terrà invece nella parrocchia di San Giuseppe al Trionfale, sempre il 30 settembre alle 19.30, con il vescovo Baldassare Reina. Le comunità etniche si ritroveranno insieme al vescovo Benoni Ambarus nella Sala Tiberiade del Pontificio Seminario Romano Maggiore, domenica 2 ottobre alle 16. Nello stesso luogo si riuniranno i cappellani dei luoghi di cura, giovedì 6 ottobre alle 18.30 con il vescovo Paolo Ricciardi.

 

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I  Domenica di Avvento

I Domenica di Avvento

Hostiles, il western di Cooper sulla questione razziale

Anche questa edizione numero 12 della Festa del Cinema di Roma si è conclusa sabato 4 novembre senza premi. Da tre anni infatti, per esplicita volontà del direttore Antonio Monda, la competizione è stata abolita per lasciare spazio libero e maggiore scioltezza alla selezione ufficiale. 36 titoli hanno costituito la sezione “centrale”, spaziando liberamente attraverso vicende, nazioni, epoche differenti. L’apertura è toccata a un film appartenente ad un genere fin troppo nobile e carico di tanti successi, ricordi, suggestioni. Stiamo parlando del western, per alcuni critici il “genere” per eccellenza, quello che è insieme storia e realismo ma al tempo stesso metafora e poema. Hostiles – Ostili – è il film che ha segnato il primo incontro con il pubblico, con un impatto subito forte e incisivo.

Ambientato nel 1892, racconta la storia di un capitano dell’Esercito (Joseph Blocker) che, con non poca riluttanza, obbedisce all’ordine di scortare un capo Cheyenne gravemente malato (Falco Giallo) e la sua famiglia fino alle loro terre natie. Divisi da una vecchia e profonda rivalità, da un odio atavico e difficile da ricomporre, i due partono con la scorta di soldati per un viaggio fatto di contraddizioni e incognite alla volta delle praterie del Montana. Durante il viaggio incontrano Rosalee, una giovane la cui famiglia (marito e tre figli) è stata da poco assalita e sterminata dalle tribù Comanche. La donna accetta di unirsi alla carovana, disposta ad affrontare ogni tipo di rischio. Blocker, Falco Giallo e Rosalee diventano i protagonisti di una vicenda che per tutta la prima parte procede tra sospetto e rabbia. Una sorta di radicato pregiudizio mette gli uni contro gli altri in una sorta di odio tenuto a lungo nascosto e sottotraccia. Ma il viaggio è lungo, durante un percorso di mille miglia succedono tante cose e gli esseri umani possono andare incontro a cambiamenti ritenuti impossibili.

«Ho sempre voluto fare un western – dice il regista Scott Cooper – ma volevo farlo alle mie condizioni e volevo che avesse una reale rilevanza su quanto sta succedendo in America oggi, con tutte le questioni sulla razza e la cultura». La sensazione che la sceneggiatura avrebbe potuto essere ambientata in qualunque momento della storia americana è stata decisiva per convincere Christian Bale – già protagonista de Il Fuoco della vendetta, precedente film di Cooper – ad accettare di mettersi al centro della storia nel ruolo di Blocker. Ancora una volta il viaggio si conferma elemento portante di una vicenda che parte dal profondo West, affida ai personaggi principali il compito di creare caratteri, mettere a fuoco ricordi, memorie, la nascita insomma e il crescere di una nazione e al contempo la sua capacità di mettere in atto uno sguardo critico e indagatore sul passato, su ciò che il Paese ha fatto per diventare grande e sentirsi forte e protetto.

Nello snodarsi dell’azione, la violenza si impone come un tema portante della soluzione dei problemi, richiamando titoli sia classici (Sentieri selvaggi di John Ford) sia di derivazione (C’era una volta il West di Sergio Leone). Chiudendo però con gesti di comprensione e di pacificazione, che partono da fine Ottocento ma si allungano su uno svolgimento più contemporaneo. Così il western si conferma veramente territorio di sconfinata duttilità narrativa.

6 novembre 2017

Habemus Papam: è Leone XIV

La diocesi di Roma apprende con gioia la notizia dell’elezione al soglio pontificio del 267º successore dell’apostolo Pietro… e assicura la preghiera di tutti i fedeli

Habemus Papam. E’ Leone XIV, il cardinale Robert Francis Prevost, agostiniano, già prefetto del Dicastero per i vescovi e presidente della Pontificia Commissione per l’America Latina.
Alle ore 18.08, ecco la fumata bianca. Applausi, grida di gioia e lo sventolio di tante bandiere hanno accolto il segnale in una piazza San Pietro già affollata di migliaia di fedeli, che si è andata riempiendo ancor di più, a mano a mano che la notizia rimbalzava su social, televisioni, siti di informazione. In tantissimi hanno voluto esserci, per vedere con i propri occhi il nuovo pontefice, il duecentosessantasettesimo, affacciarsi dalla Loggia delle Benedizioni.

Ed eccolo, poco prima delle 19.30, fare la sua comparsa davanti al mondo. Sorride, con gli occhi lucidi, e legge il suo discorso incentrato attorno al termine “pace”.


«La pace sia con voi», sono state le sue prime parole. «Questo è il primo saluto del Cristo risorto, il buon Pastore. Vorrei che la pace raggiungesse le vostre famiglie, tutti i popoli, tutta la terra. La pace sia con voi. Una pace disarmata, disarmante, umile. Dio ci ama tutti, incondizionatamente».

8 maggio 2025

Ha concluso il suo viaggio terreno Mons. Dino Fortunato

Il Vicario Generale S.E. Mons. Angelo De Donatis, il Consiglio Episcopale e il Presbiterio della Diocesi di Roma, annunciano che è entrato nella luce della Resurrezione il Reverendo Mons. Dino Fortunato, Parroco della Parrocchia di San Valentino dal 1964 al 1997, e, ricordandone il generoso e fecondo ministero pastorale, lo affidano all’abbraccio misericordioso di Dio.

Le esequie saranno celebrate venerdì 27 aprile 2018 alle ore 15.00 nella Parrocchia di San Valentino (Via Germania, 13).

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