22 Giugno 2026

Siate «luminose e gioiose»: gli auguri del cardinale De Donatis alle cinque consacrate dell’Ordo Virginum

Il cardinale vicario Angelo De Donatis, sabato 31 ottobre, ha consacrato cinque vergini nell’Ordo Virginum della diocesi di Roma, durante la Messa celebrata a San Giovanni in Laterano. Si tratta di Paola Zallocco, Alessandra Medici, Rosaria Piazza, Chiara d’Onofrio e Lucrezia Malena. A loro ha rivolto tre auguri.

«Il primo è di essere “luminose”, consumandovi d’amore – ha detto loro il cardinale –. Noi confidiamo che siate come queste piccole lampade che ardono e che dicono, nella semplicità: “siamo vive e ci consumiamo facendo luce”. Così sarete spose, così sarete madri. Amate tutti e prediligete i poveri; soccorreteli secondo le vostre forze; curate gli infermi, proteggete i bambini, aiutate gli anziani. Siate vicine ai sacerdoti e agli sposi, nella preghiera, custodendo la grazia della vocazione di ciascuno».

«Il secondo augurio è che siate gioiose, capaci di accogliere l’umanità sempre con un sorriso; che fugga da voi ogni tentazione di freddezza, di tiepidezza, di pessimismo o di critica inutile. Desideriamo vedere spose feconde, non nubili sterili».

«Il terzo augurio è quello di mostrarci la bellezza della fraternità o, se volete, della “sororità”. Il Papa ha scritto: “Con la vostra amabilità tessete trame di rapporti autentici, che riscattino i quartieri delle nostre città dalla solitudine e dall’anonimato”».

«L’Ordo Virginum di Roma potrà essere conosciuto e apprezzato se vedremo uno stile di accoglienza e di relazione che attrae, facendoci uscire dall’isolamento, per favorire una relazione “a tu per tu”, nell’amore di amicizia di cui tutti abbiamo bisogno, soprattutto in questo periodo».

2 novembre 2020

Commemorazione dei fedeli defunti. Messe dei vescovi ausiliari nei cimiteri della diocesi

Commemorazione dei fedeli defunti. Messe dei vescovi ausiliari nei cimiteri della diocesi.

Celebrazione della comunità messicana per la commemorazione dei defunti a Santa Maria della Luce

Celebrazione della comunità messicana per la commemorazione dei defunti a Santa Maria della Luce, a cura dell’Ufficio Migrantes.

Tutti i Santi. Giornata della santificazione universale

Tutti i Santi. Giornata della santificazione universale

Messa con rito di consacrazione dell’Ordo Virginum a San Giovanni in Laterano

Messa con rito di consacrazione dell’Ordo Virginum a San Giovanni in Laterano.

Nella basilica di San Giovanni in Laterano presiede il rito di consacrazione delle candidate all’Ordo Virginum

Nella basilica di San Giovanni in Laterano presiede il rito di consacrazione delle candidate all’Ordo Virginum.

Nella parrocchia di San Frumenzio presiede l’assemblea parrocchiale sul cammino pastorale diocesano

Nella parrocchia di San Frumenzio presiede l’assemblea parrocchiale sul cammino pastorale diocesano.

Raffaello e Roma, il video degli Uffici cultura e tempo libero

Foto di Annalisa Maria Ceravolo

di Michela Altoviti

Si snoda a partire dal Pantheon l’itinerario artistico del video dedicato a “Raffaello, Roma e l’ideale del Rinascimento”, disponibile sul canale YouTube dell’Ufficio diocesano per la cultura e l’università, che lo ha curato insieme a quello per la pastorale del tempo libero, del turismo e dello sport, nell’anniversario dei 500 anni dalla morte dell’artista urbinate. «Per amore all’arte classica, Raffaello scelse il tempio dedicato a tutte le divinità come luogo di sepoltura – spiega monsignor Andrea Lonardo, direttore del Servizio per la cultura e l’università della diocesi e autore–narratore del progetto –, lasciando nel testamento indicazioni affinché sulla sua tomba venisse posta la statua della Madonna con il Bambino», a dire che la cultura greca e latina «doveva essere unita ai valori del cristianesimo».

Di questo c’è traccia anche nella chiesa di Santa Maria della Pace, dove il pittore «realizza, nella cappella della famiglia Chigi – spiega ancora Lonardo –, l’affresco delle Sibille, donne pagane che profetizzano la venuta di Cristo». L’urbinate cura anche «l’intero progetto architettonico della cappella dei Chigi in Santa Maria del Popolo, su commissione dell’amico banchiere Agostino, morto soltanto 4 giorni dopo Raffaello e che qui è sepolto». I due decessi ravvicinati «lasciarono Roma sotto shock – sottolinea il sacerdote –, provocando stupore e sgomento come oggi fa una malattia improvvisa come il coronavirus».

La morte prematura dell’urbinate, a soli 37 anni, è il motivo dell’incompiutezza di tante sue opere romane; tra tutte, «le famose Stanze di Raffaello, che oggi ammiriamo ai Musei Vaticani – continua Lonardo – e che sono la ragione per cui venne a Roma, chiamato da Papa Giulio II». Con l’intervento del direttore dei Musei, Barbara Jatta, il video guida in particolare alla scoperta «dell’ultima stanza, detta di Costantino, in cui recenti studi hanno attestato che è la mano di Raffaello ad avere dipinto le personificazioni di Amicizia e Giustizia».

Altre due partecipazioni illustri – quelle di Alessandro Zuccari, ordinario di Storia dell’arte moderna alla Sapienza, e di Antonio Sgamelotti, professore emerito dell’Università di Perugia – interessano il video relativamente a Villa Farnesina. Oggi sede dell’Accademia dei Lincei, fu «la villa di piacere del banchiere Chigi – illustra Lonardo –, dove Raffaello progettò l’affresco di tutta la loggia, con la famosa allegoria di Amore e Psiche».

Spazio anche per il Raffaello architetto, con la visita alla chiesa di Sant’Eligio degli Orefici e l’intervento del console camerlengo dell’Università e Nobil Collegio degli orefici, gioiellieri e argentieri, Aldo Vitali.

30 ottobre 2020

La lettera del cardinale vicario per la Giornata di Avvenire e Roma Sette

Domenica 8 novembre ricorre la Giornata diocesana di Avvenire e Roma Sette, «occasione privilegiata per sensibilizzare la comunità sul ruolo del quotidiano e su quello del settimanale». L’auspicio è del cardinale vicario Angelo De Donatis, che per l’occasione ha inviato una lettera ai parroci della diocesi.

«In questi mesi di pandemia – scrive il cardinale De Donatis – il quotidiano dei cattolici ci ha accompagnato lungo il sentiero della crisi che attraversa l’Italia e lungo le vie della testimonianza aperte da sacerdoti, operatori pastorali, cittadini, a cominciare da medici e insegnanti, in prima linea in questo tempo difficile. C’è stato un “racconto del bene” che ha mostrato come sia possibile e sia apprezzata un’altra informazione rispetto a quella a cui siamo abituati, più incentrata su una narrazione incline a mettere in pagina i frutti del male e i toni “urlati”. Questo “racconto del bene” ha mostrato l’Italia della speranza e del buon vivere, volti e voci di donne e uomini “in uscita” – per usare un’espressione cara a Papa Francesco – dagli steccati dell’indifferenza. E sappiamo quanto ci sia davvero bisogno di questo tipo di informazione».

«A dare voce a questo racconto, per la nostra Chiesa di Roma – si legge ancora –, ha contribuito e contribuisce certamente il settimanale diocesano Roma Sette che, ogni domenica in edicola e nelle parrocchie con Avvenire (oltre che nell’edizione digitale del quotidiano), ha dato e dà conto del dinamismo della pastorale e della carità con cui le nostre comunità hanno affrontato e affrontano la prova della pandemia».

Leggi la lettera del cardinale

30 ottobre 2020

Veglia diocesana per le missioni presieduta dal cardinale vicario nella basilica di San Giovanni in Laterano

Veglia diocesana per le missioni presieduta dal cardinale vicario nella basilica di San Giovanni in Laterano.

Nella basilica di San Giovanni in Laterano presiede veglia diocesana missionaria

Nella basilica di San Giovanni in Laterano presiede veglia diocesana missionaria.

L’appello della Caritas: serve un piano per i senza dimora

Sono saliti a 67 gli ospiti dell’Ostello “Don Luigi Di Liegro” positivi al Covid-19 su un totale di 80 accolti. Dall’8 ottobre, giorno in cui è stato effettuato il primo tampone, sono stati molte le persone trasferite negli hotel Covid predisposti dalla Regione Lazio. Attualmente sono presenti in Ostello 29 ospiti, 19 dei quali positivi e in attesa di trasferimento. Molti di coloro che erano malati stanno invece per essere dimessi dalle strutture sanitarie regionali ed hanno bisogno di accoglienza.

Per questo il direttore della Caritas di Roma, don Benoni Ambarus, dopo un incontro con il Prefetto di Roma, Matteo Piantedosi, torna a lanciare un appello alle istituzioni – in particolare verso il Comune di Roma – affinché venga approntato quanto prima un Piano di emergenza per i mesi invernali. «L’anno scorso come Caritas di Roma avevamo predisposto una struttura di emergenza per il Piano freddo con 72 posti che quest’anno volevamo portare a 100. Altri 70 posti erano garantiti dall’accoglienza fatta nelle parrocchie. Quest’anno per poterlo attuare abbiamo bisogno di una struttura di isolamento dove si faccia una pre-accoglienza per l’isolamento e i tamponi. Senza struttura d’isolamento salta tutto, non solo per la Caritas, e siamo già molto in ritardo».

Il 13 ottobre 2020 l’Ostello “Don Luigi Di Liegro” della Caritas di Roma alla Stazione Termini ha annunciato pubblicamente, a seguito di alcuni casi di ospiti positivi al Covid, la sospensione della sua attività ordinaria per garantire la sicurezza degli ospiti, degli operatori e dei volontari. In quella data ha diffuso un accorato appello per una «sollecita presa in carico totale degli ospiti contagiati da parte delle Istituzioni in quanto il loro stato di salute non è compatibile con la permanenza nella struttura».

Attualmente sono presenti all’Ostello 29 persone (di cui 19 positivi che speriamo possano essere trasferiti al più presto), 39 sono accolte in strutture d’isolamento messe a disposizione dalle Istituzioni, 4 sono ancora ricoverati (di cui uno in gravissime condizioni anche per patologie pregresse e sovrapposte) e 5 sono stati i dimessi e poi trasferiti in strutture d’accoglienza protette.
Problema attuale, oltre al tempestivo trasferimento dei positivi, è la necessità di accoglienza di persone che si sono nel frattempo negativizzate che necessitano di lasciare gli alberghi Covid+ e che però non possono essere accolte in Ostello se permangono le persone positive.

Come richiesto da mesi da parte della Caritas di Roma e dalle varie associazioni che si occupano dell’accoglienza di persone fragili, «oltre al tracciamento dei contatti stretti e test immediati – dicono dalla Caritas di Roma –, per questa popolazione è fondamentale il trasferimento tempestivo delle persone positive in strutture specifiche (come previsto per l’intera popolazione che non può gestire un isolamento domestico) per realizzare un efficace isolamento ed evitare, come purtroppo è successo, che si creino dei clusters “iatrogeni”. Inoltre è ormai improcrastinabile l’attivazione di “strutture ponte” per garantire nuove accoglienze in sicurezza, se vogliamo tutelare non solo queste persone particolarmente fragili, ma l’intera popolazione».

29 ottobre 2020

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